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sabato 28 gennaio 2012

Dai Mondi Virtuali come simulazione della realtà alla Mente Umana in grado di simulare ogni sistema comunicativo.


Dai Mondi Virtuali come simulazione della realtà alla Mente Umana in grado di simulare ogni sistema comunicativo.
Civitas Solis, a Enclave, in Second Life
Civitas Solis, a Enclave, in Second Life
Ho da qualche tempo il sospetto che la Mente Umana sia in grado di riprodurre al suo interno qualunque tipo di sistema di comunicazioni (o se si vuole di calcolo, da cui la parola computer)
E’ anche probabile che la  Mente Umana (con tutta probabilità un fascio o campo di oscillazioni ancora sconosciuto) sia in grado di operare questo nella realtà dedicando a questo scopo apposite aree  del cervello umano.
E’ una ipotesi (o meglio, popperianamente una congettura) su cui mi piacerebbe lavorare.
Se così fosse si spiegherebbero gli strani sogni lucidi che spesso fanno matematici, astronomi, fisici, scienziati della computer science o information technology dopo un intenso lavoro, appunto, mentale.
Chi poi frequenta e utilizza i mondi virtuali (Second LifeOpenSim) conosce molto bene la condizione di immersione percepita da chi vi trascorre molte ore, del giorno e della notte, e che riguarda anche i rapporti interpersonali.
Sia detto per inciso, sono sempre più convinto che dalla educazione sessuale spesso propugnata, sopratto nel molto culturale statunitense, nei metaversi, sarebbe opportuno passare ad una educazione sentimentale molto più ricca e intensa e promotrice di relazioni umane nuove e positive, fuori da ossessioni, controllo, oppressone, sopraffazione, uso dell’altra persona come oggetto.
Questa situazione immersiva a volte rasenta la telepatia, la telecinesi, e coinvolge processi che in psicoanalisi verrebbero definti di proiezione-introiezione, compresa l‘identificazione proiettiva ricca di conseguenze il più delle volte nefaste, ma generatrice anche di rapporti la cui intensità e qualità vanno oltre ogni immaginazione (perché appressando sé al suo disire, nostro intelletto si profonda tanto, che dietro la memoria non può ire scriveva Dante nel I Canto del Paradiso, nella Divina Commedia) e consente di vivere in prima persona fenomeni molto vicini allaRelatività Ristretta di Albert Einstein (ad esempio la percezione del dilatarsi del tempo, riducendosi a zero le distanze spaziali)Per ora mi fermo qui. A chi fosse interessato, la possibilità di avviare insieme questa ricerca!

La capacità di simulazione che la mente umana è in grado di operare, si tradurrebbe, in pratica, nella riproduzione al proprio interno  di una sorta di copia del sistema di simulazione riprodotto, sia esso un gioco interattivo multimediale o un metaverso come appunto, ad esempio, Second Life.

Lapsus Weinstein, 28 Gennaio 2012
in questa notahttp://www.facebook.com/note.php?note_id=10150497381115974


From Virtual Worlds as a simulation of reality to the human mind that can simulate all the communication system.


For some time I suspect that the human mind is capable of playing inside any type of communications system (or if you want the calculation, from which the word computer) 


It 'is also likely that the Human Mind (most likely a beam or field of oscillations is still unknown) is able to operate in this reality, devoting to this purpose the appropriate areas of the human brain. 

It 's a hypothesis (or better, Popperian conjecture) that I like to work. 

If so it would explain the strange lucid dreams often do mathematicians, astronomers, physicists, scientists, computer science or information technology after an intense work, in fact, mentally. 

The person who attends and uses virtual worlds (Second Life, OpenSim) knows very well the condition of immersion felt by those who spend many hours, day and night, and that also affects interpersonal relationships. 

Incidentally, I am increasingly concerned that the sex education is often advocated, particularly in the U.S. very cultural, metaverses in, you should go to a sentimental education much more rich and intense and promoter of new and positive human relations, out of obsessions, control, oppressone, abuse, use of the other person as an object. 

This immersive at times verges on telepathy, telekinesis, and involves processes that psychoanalysis would be invented and defined projection-introjection, projective identification, including the rich most often disastrous consequences, but also generating reports whose intensity and quality are beyond imagination (why below if its disire, our understanding is so profound, that behind the memory can not go in Dante wrote The Song of Heaven, the Divine Comedy) and allows you to experience first hand very close to the phenomena of Relativity Albert Einstein (eg the perception of time dilation, reducing to zero the spatial distances) 

For now I'll stop here. For those interested, the opportunity to start with this search! The ability to simulate the human mind is able to operate, would result in practice in the reproduction within itself a kind of reproduced copies of the simulation system, be it a game or interactive media metaverse as a fact, such Second Life.

venerdì 18 maggio 2007

L'Ontologia di Giacinto Plescia

Giacinto Plescia - Ontologia della physis

Tesi per il Corso di Perfezionamento in "Scienza e Filosofia: Temi di Epistemologia Generale e Applicata"

Tutor: Prof. Sergio Givone

Direttori: Proff. Paolo Parrini - Roberta Lanfredini

Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Firenze

a.a. 2003-2004



Prefazione



Alcuni inediti dell'archivio di G. Colli, in cui è presente un nuovo chiasma del mito, portano a ripercorrere l'interpretanza nicciana di mythos e logos, il concetto di abisso in Givone, alcuni momenti del pensiero heideggeriano, ad interrogarsi se logos e techne prevalgono sul mito o sono una sua singolarità e impongono una riflessione sulla problema del tempo.

Un'innovazione teorica, tramite l'attrattore strano di Lorenz e le teorie di Hawking, delinea il paradigma della temporalità immaginaria, altra da quella lineare, e fa emergere una Topologia dell'Essere che vede il mithos all'interno di spazi topologici.

La crisi dei fondamenti "non obbliga ad accettare le conseguenze antifilosofiche di alcuni" (Parrini), la nuova epistemologia è messa in guardia dai rischi del relativismo (Lanfredini), mentre il sentiero interrotto della crisi, dai frattali di Mandelbrot alle catastrofi di Thom, sembra condurre ad una noematica ontologica godeliana.

Quando il sapere, per esempio, ha di fronte a sé un disco in cui sia incisa una musica può definirne l'evoluzione; lo stesso soggetto visivo, all'interno del disco, non riesce a stabilire un percorso, un senso: si trova in una situazione chaotica. I confini e l'orizzonte degli eventi sono ben delineati (es. a forma di disco) ma è impossibile calcolare l'itinerario interno.

L'ontologia della differenza, quasi fosse un chaos, non ha trovato forme stabili di rappresentazione a causa della sua origine abissale. Nello zeit-raum mozartiano, metafora del chaosmos, spazio e tempo sono governati da una differenza e dialogia: tempo ordinato e spazio disordinato, tempo caotico e spazio cosmico.
Emerge una ontologia del chaos che dispiega luoghi e regioni ove gli eventi appaiono incomprensibili e indecidibili e viene delineato un paradigma che va oltre il pensiero debole o forte.

G. Camilla Iannacci

http://www.club.it/autori/libri/giacinto.plescia/prefazione.html
con l’eventuarsi del pensiero poetante si consentì all’ontoepistemica d’essere com-presa anche dall’esserci-pensante oltre che dal musagete-poetante. Aldilà degli eventi della destinanza ontokronotopica, nella nuova epochè dell’ontoepistemè la com-prensione dell’essere-arte-disarte è consentita proprio dalla messa-dismessa in opera dell’ontoepistemica nelle opere dell’arte com-prese e contemplate dal pensiero poetante pensante. Il dis-oblio dell’ontoepistemica consente l’insorgere di una nuova meta-epistemè-tecnè quale nuova metafisica-tecnè o in continuità con quella? Tutto è possibile. Qui ed ora il disoblio dell’ontoepistemè non ha ancora consentito nessuna meta-epistemologia-ermeneutica giacchè la com-prensione dell’essere opera d’arte-disarte non si lascia irretire nel fondamentalismo metafisico epistemologico ermeneutico, neanche dalla sua immagine mondana della metaepistemica. Forse la com-prensione dell’essere dell’ente potrà dispiegarsi anche nella possibile metaepistemè: qualora l’ontykona si sottragga dalla mondità per kriptarsi-decriptarsi solo nella dismittenza intermittente dell’essere opera d’arte-disarte. È possibile che in futuro l’esserci pensante possa dispiegare la meta-epistemica quale trascendenza della metafisica ermeneutica epistemologica: nulla da anticipare ai posteri: però nel corso della temporalità la metaepistemica non si è mai disvelata o si è discoperta assentemente presente solo nell’esserci pensante del pensiero poetante quale com-prensione dell’essere dell’entità dell’opera d’arte gettata dai loro musageti nella metamorfosi ikonica della dismittenza dell’essere arte-disarte dell’aletheia-disaletheia. È possibile che la metaepistemica consenta la messa in opera di un nuovo meta-paradigma metafisico-epistemico-ermeneutico quale com-prensione dell’esserci della verità della messa in evidenza dell’essere dell’ente nella mondità e mondanità dell’opera d’arte. Si pensa alla nuova forma ontodinamica dell’ontoimagine, anche nella sua essenza frattale o infinitesima-infinita-asintotica prossima alla quantica kronotopia planckyana.