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domenica 2 giugno 2013

Un avatar puo’ aiutare a controllare le voci nella terapia della schizofrenia. Virtual reality helps silence voices in schizophrenia

30/05/2013 - SALUTE
 Il paziente crea un suo personaggio e gli assegna ciò che sente a causa della sua malattia
LONDRA
Il problema delle “voci” sentite dagli schizofrenici potrebbe essere presto risolto usando una nuova tecnica, l’”avatar therapy” che è stata sperimentata in uno studio pilota su 16 pazienti dallo University College London.  
Come si legge sulla rivista British Journal of Psychiatry, la tecnica consiste nel far creare al paziente un avatar, dicendogli di dargli le caratteristiche fisiche della persona da cui sente provenire la voce immaginaria.  
Poi, il terapista parla con il paziente attraverso questo avatar, incoraggiandolo a opporsi alle voci (che spesso gli dicono di provocare danno a se stesso o alla sua famiglia).  
I risultati sono stati incoraggianti: pazienti che erano tormentati dalle voci anche da 16 anni hanno detto di non sentirle più, dopo aver lavorato col sistema basato sugli avatar.  
Partirà presto un nuovo studio su oltre un centinaio di pazienti per verificare su un campione maggiore l’efficacia di detta terapia. 

Avatar therapy helps silence voices in schizophrenia

29 May 2013
Avatars to treat schizophreniaAn avatar system that enables people with schizophrenia to control the voice of their hallucinations is being developed by researchers at UCL with support from the Wellcome Trust.The computer-based system could provide quick and effective therapy that is far more successful than current pharmaceutical treatments, helping to reduce the frequency and severity of episodes of schizophrenia.
In an early pilot of this approach involving 16 patients and up to seven, 30 minute sessions of therapy, almost all of the patients reported an improvement in the frequency and severity of the voices that they hear. Three of the patients stopped hearing voices completely after experiencing 16, 13 and 3.5 years of auditory hallucinations, respectively. The avatar does not address the patients’ delusions directly, but the study found that they do improve as an overall effect of the therapy.
The team has now received a £1.3 million Translation Award from the Wellcome Trust to refine the system and conduct a larger scale, randomised study to evaluate this novel approach to schizophrenia therapy which will be conducted at King’s College London Institute of Psychiatry.
Caffè Freud, Arte e Mente, Pueblito di Aiuto, Ascolto e Dialogo, por Lapsus Weinstein. http://maps.secondlife.com/secondlife/Enclave/74/203/22
Caffè Freud, Arte e Mente, Pueblito di Aiuto, Ascolto e Dialogo, por Lapsus Weinstein. http://maps.secondlife.com/secondlife/Enclave/74/203/22
Caffè Freud, in Second Life
Caffè Freud, Arte e Mente, Pueblito di Aiuto, Ascolto e Dialogo, por Lapsus Weinstein. http://maps.secondlife.com/secondlife/Enclave/74/203/22

mercoledì 18 luglio 2007

Videotelefonino? Sarà più 'comodo' quando mostrerà il proprio Avatar in un'Ambientazione Virtuale!

Chi già immagina una fusione di Second Life con Google Earth si tiene sulla prima posizione: il 'virtuale' non è altro che la rappresentazione e simulazione del reale in un contesto accessibile globalmente da tutti e simultaneamente: siamo noi stessi, il nostro avatar è il nostro 'doppio' che ci consente di incontrare e agire moltiplicando in modo esponenziale il potenziale comunicativo e creativo di ciascuno.

ho scritto domenica 8 luglio 2007 in Second Life. O è Arte e Sogno, o Non E'

Ma, la virtualizzazione del reale si scontra con la SICUREZZA e con la PRIVACY (sempre che sia valida l'illusione che ciascuno di noi ne possieda legittimamente ancora una) ...

E il videofonino è «temuto»
Smartphone? Manager «in mutande»
Un'indagine dice che i dirigenti che possiedono un telefonino mlrifunzione tendono a lavorare in tenute molto «comode»

STATI UNITI – Un sondaggio condotto su un campione di 2.200 tra amministratori e soci di aziende ha palesato che la tecnologia mobile avanzata porta i «senior» delle aziende a uno stile di lavoro rilassato e informale.

ABITUDINI SVELATE – La ricerca – commissionata da Avaya, azienda statunitense leader nel settore delle reti di comunicazione e in particolare nella telefonia Ip, e condotta su manager inglesi, americani e australiani – dice che i possessori di uno smartphone sono doppiamente inclini a effettuare telefonate dalla toilette di casa rispetto a chi un cellulare intelligente non lo possiede. Non solo, per costoro è cosa normale controllare gli sms o le e-mail anche nel corso di situazioni particolari quali matrimoni o funerali. Questi telefonini di ultima generazione racchiudono sistemi operativi che garantiscono capacità e funzionalità di un computer e hanno la connessione incorporata che consente di controllare la posta e navigare nell'internet. In ogni dove, anche in bagno. Il 51 per cento degli intervistati ha inoltre rivelato di avere partecipato a una conference call indossando solo un accappatoio, o ancora meno...

LE VIDEOTELEFONATE NO – Le nuove possibilità di lavoro «in scioltezza», al di fuori dell'ufficio, che smartphone e pda offrono non vanno però d'accordo con le chiamate video. Ciabatte, pigiami e calzoncini sarebbero svelati. Così come una faccia stropicciata. D'altronde è cosa nota: le videotelefonate non hanno mai preso piede, non è successo per la telefonia fissa e non è successo nemmeno per quella mobile, sebbene tentativi ne siano stati fatti molteplici, in questi anni. Tant'è che la metà degli intervistati ha dichiarato di non gradire le videoconferenze proprio perché impediscono di mantenere questa sorta di stile casual.

Simona Campanella

http://www.corriere.it

18 luglio 2007