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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
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dal 1996 al 2000
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domenica 11 maggio 2008

Inaccettabile attacco a Fabio Fazio ed a Marco Travaglio

Sì al diritto di replica no alla crocifissione
di Redazione
“Noi abbiamo sempre sostenuto il diritto di qualsiasi cittadino, a maggior ragione del presidente del Senato, di rivolgersi ad ogni sede appropriata ogni qual volta si sente diffamato e possa chiedere e ottenere i il diritto di replica. Ciò che non possiamo condividere è il passaggio dalla critica pur feroce alla richiesta di espellere le opinioni diverse” Così Giuseppe Giulietti, portavoce di Art.21 interviene sulle polemiche seguite alla puntata di ieri di “Che Tempo che fa” nella quale il giornalista Marco Travaglio ha criticato il presidente del Senato.

http://www.articolo21.info/
"Solidarieta' a Marco Travaglio" di Antonio Di Pietro | 11 Maggio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it



11 Maggio 2008


Solidarieta' a Marco Travaglio


travaglio_tempo.jpg

Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.

Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.

Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.

Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore

http://www.antoniodipietro.com

"Schifani Renato Giuseppe" di Antonio Di Pietro | 10 Maggio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it


10 - 11 maggio 08


Marco Travaglio, Roberto Bolle, Gino Strada, Lorenzo Jovanotti Cherubini


sabato
Marco Travaglio lavora con Indro Montanelli dal 1987 al 1992 e quando Montanelli lascia il quotidiano che aveva fondato, lo segue nella breve esperienza de La Voce; ha collaborato con Il fatto di Enzo Biagi e ora con la Repubblica, L’Espresso e Micromega, ha una rubrica quotidiana da anni su l’Unità (Ora d’aria) ed è commentatore fisso della trasmissione Annozero. Molte delle sue inchieste sono state raccolte in libri, sempre accompagnati da successo di pubblico ma anche da feroci polemiche e dalle ire dei politici senza distinzione di schieramento: tra gli altri, La sentenza Andreotti, Montanelli e il Cavaliere; con Elio Veltri L’odore dei soldi; con Saverio Lodato, Intoccabili e con Peter Gomez Mani Pulite, La repubblica delle banane e l'ultimo, da poco in libreria, Se li conosci, li eviti. Raccomandati, riciclati, condannati, imputati del nuovo Parlamento...
Roberto Bolle
, discepolo di Nureyev, nel 1996, a 21 anni, era già Primo Ballerino del Teatro alla Scala di cui, dal 2003, detiene il titolo di Etoile; ha calcato i palcoscenici dei maggiori templi della danza, dal Royal Albert Hall di Londra al Bolshoj di Mosca, è stato protagonista dei maggiori balletti sia classici sia contemporanei, esibendosi con le più importanti compagnie internazionali, dal Royal Ballet al Tokyo Ballet; attualmente è impegnato nella preparazione della Serata Roland Petit con il Balletto della Scala che sarà in scena, il 29 e il 30 maggio prossimi, al Teatro Regio di Parma e de La dama delle camelie con cui debutterà, a fine giugno, al Theatre de l’Opéra di Parigi.

http://www.chetempochefa.rai.it

"L'attacco di ieri sera, utilizzando senza contraddittorio il mezzo televisivo pubblico, è una vergognosa imboscata. Mi auguro che vi si possa porre riparo evitando almeno che episodi del genere si possano ripetere" dice senza mezzi termini il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Ma anche Anna Finocchiaro del Pd critica la condotta di Travaglio: "Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio". Di diverso avviso Antonio Di Pietro che rilancia le frasi di Travaglio, pubblicando sul suo sito la "carta d'identità" di Schifani tratta dal libro del giornalista "Se li conosci li eviti". "Travaglio ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti - dice l'ex pm - Non si cancella con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato". E l'accusa di mancato contraddittorio? "Non ha senso. Vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore". Per il direttore generale della Rai, Claudio Cappon il comportamento di Travaglio è "inescusabile". Della vicenda si potrebbe occupare il prossimo Cda di viale Mazzini.

http://www.repubblica.it/

sabato 22 dicembre 2007

Second Life: Hikikomori, o altra vita possibile?

Un'altra vita è possibile



in onda mercoledì 19 dicembre 2007 alle 23.50


http://www.ceraunavolta.rai.it

Il mondo parallelo di Second Life e di altri luoghi della Rete similari cresce a ritmi esponenziali e con esso l'universo dei giochi di ruolo. Un esercito di occidentali spende parti sempre più importanti del proprio tempo a costruirsi nuove identità tanto lontane da quelle vissute nella propria quotidianità da lasciar immaginare una fuga, un vero e proprio esodo da una realtà ritenuta grigia ed infelice. Intanto il mondo della robotica sforna androidi sempre più intelligenti e ci promette esseri totalmente a nostra disposizione e amanti perfettamente obbedienti. Un pezzo crescente di Occidente non ama più se stesso e mette in discussione il rapporto paritario con l'altro e principalmente quello uomo donna.


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


http://it.wikipedia.org/wiki/Hikikomori

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Hikikomori (ひきこもり o 引き篭り, "stare in disparte, isolarsi") è un termine giapponese che sta ad indicare un fenomeno comportamentale riguardante gli adolescenti e i giovani post-adolescenti in cui si rigetta la vita pubblica e si tende ad evitare qualsiasi coinvolgimento sociale. Si tende quindi ad isolarsi chiudendosi nelle proprie case e interrompendo ogni genere di rapporto con gli altri, fuori dalle mura domestiche. L'hikikomori diventa schiavo della propria vita sedentaria, gioca con videogiochi e guarda la televisione durante tutto il proprio tempo libero. L'unico mezzo di comunicazione che usa è internet, con cui si crea un vero e proprio mondo tutto suo, con amici virtuali.

Il termine può essere utilizzato sia per definire il fenomeno in sé, sia i soggetti che ricadono nel gruppo di persone che fanno parte di questo fenomeno (esempio: Quel ragazzo è un hikikomori). Molti casi nascono per via di disavventure scolastiche o lavorative oppure per problemi di carattere psicologico. Secondo una stima del Ministero della sanità giapponese il venti per cento degli adolescenti maschi giapponesi sarebbero hikikomori. In realtà sembrerebbe che questo "stato" affligga non soltanto i ragazzi, ma anche le ragazze.