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Italian Journal of Psychology and Internet
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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
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ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
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giovedì 11 settembre 2014

Il mondo che ci circonda è già abbastanza “virtuale”, siamo ridotti allo stato di “avatar”

Ho scritto pochi giorni fa “Il mondo che ci circonda è già abbastanza “virtuale”, siamo ridotti allo stato di “avatar”… ragione per cui abbandono da oggi ogni progetto in Second Life e Osgrid… ;) ”
Però credo che se – oggi – vogliamo cambiare il gioco nel mondo reale, è necessario anche spendere un po’ di tempo per immergersi nei mondi virtuali, come in Matrix, sia perchè lì saranno intrappolate sempre più persone, sia perchè ci sono anche aspetti “rivoluzionari” in questi mondi, che possono cambiare il nostro modo abituale di pensare …
Inoltre, allenarsi ad entrare e uscire dai mondi virtuali (anche facebook, anche google, anche tablet e smartphone, e l’informazione che riceviamo attraverso questi mezzi ne fanno parte) è utile per sfuggire dalle catene dei giochi ripetitivi, delle coazioni a ripetere, dei ruoli consolidati della vita di tutti i giorni, per provare a fare il nostro gioco.
Presente su Craft, regione “Lapsus
http://www.craft-world.org/page/en/home.php





Craft, regione “Lapsus”
http://www.craft-world.org/page/en/home.php

Arte e Mente
Ricerca ed esplorazione nei mondi virtuali: scienza tecnologia educazione arte storia psicologia società e politica, Investigación y exploración en los mundos virtuales: ciencia tecnología educación arte historia psicología sociedad y política

sabato 14 dicembre 2013

A cosa possono servire i mondi virtuali ?

A cosa possono servire i mondi virtuali ? (Second Life, opensim, i social network utilizzati in modo immersivo) “IL” problema che quasi tutti gli esperti di comunicazione e ‘psicoqualcosa’ ci pongono di fronte è la DIPENDENZA. Vorrei proporre di ribaltare questa visione puramente negativa, che origina dal timore, più che fondato, del CONTROLLO di una o più persone, e dello stesso ‘meccanismo di gioco’ su altri e di cui noi stessi possiamo renderci succubi, e della conseguente PARANOIA, che oscilla tra PAURE e MEGALOMANIE. Bene, forse, e varrebbe la pena che i suddetti esperti frequentassero questi mondi, affrontassero il rischio dell’immersione, proprio chi li frequenta puo’ trovare la, le soluzioni, per vivere le esperienze di ‘realtà aumentata’ (l’opposto di una realtà negata, evitata, elusa) in modo sereno e tranquillo, superando CONTROLLO e PARANOIA, per arrivare ad un uso LIBERO, MATURO, CONSAPEVOLE di strumenti di condivisione, ricerca, comunicazione, espressione, che saranno sempre più presenti nella nostra vita quotidiana. Un buddhista direbbe: proviamo a “trasformare il veleno in medicina”!
Caffe Freud, in Second Life dal 2007, aperto 24 ore su 24
Arte comunicazione cultura storia filosofia psicologia psicoanalisi salute auto aiuto polis scienza educazione elearning Progetto Aurora Talita Kum Casa di Accoglienza Annamaria Salsomaggiore Terme (Parma) Italia VirtualSalso
ora anche in OSGRID, nella regione “Lapsus”
http://map.osgrid.org/
Progetto Aurora – Talita Kum, Casa di Accoglienza “Annamaria”
Qualunque contributo per mantenere e sviluppare il progetto nei mondi virtuali, partecipazione, presenza, condivisione, hosting su server esterno per osgrid, e pagamento delle tasse Linden per Second Life … è benvenuto :)

domenica 1 luglio 2012

Arte e Mente a Città Libera, Ciudad Libera, Civitas Solis, a Enclave, in Second Life


Arte e Mente a Città Libera, Ciudad Libera, Civitas Solis, a Enclave, in Second Life
http://slurl.com/secondlife/Enclave/74/203/22
Arte e Mente a Città Libera, Ciudad Libera, Civitas Solis, a Enclave, in Second Life
http://slurl.com/secondlife/Enclave/74/203/22
Idealmente dedicata a Giordano Bruno e a Tommaso Campanella – Arte e Mente in Second Life e Altrove
Gracias a Moira Novo por el espacio virtual !
Arte e Mente in Second Life e Altrove–> Arte, psicologia, comunicazione. Informazione, società e cultura in Second LifeArt&Mente è un gruppo di liberi creativi, senza fini di lucro o di affermazione in campo artistico (gallerie e affini) per “fare assieme”
Art Psychology Communication Health Memory Psychoanalysis SL2 Shared Media Classes Research Rights Culture Society Sandbox
Aiuto e Ascolto in Second Life e sui Social Network –> Un progetto per un gruppo che si ritrovi a cadenze regolari per parlare di proprie storie di malattia, vissute personalmente, o da parenti o amici In Second Life si organizzano riunioni per chi si offre come ‘facilitatore’, ovvero si rende disponibile a moderare gli incontri, sul modello dei gruppi di auto mutuo aiuto reali
Riappropriamoci del corpo, prefigurando uno sportello medico-psicologico aperto, in Second Life, 24 ore / 24
Recuperemos el cuerpo por medio de una ventanilla médico-psicológica abierta en SL
Compagne e Compagni Italiani—> Compagni e compagne d’Italia, per lottare uniti per un mondo migliore, senza padroni e senza sfruttatori.
Isla de Izquierdas, en Second Life
Per tutte le compagne e i compagni che credono nel valore di unirsi, oltre bandiere, storie, tradizioni, gruppi, partiti, per azioni ed eventi comuni, in SL, con la speranza che accada anche nella vita reale.
La ragazza dell’evanescenza (in bicicletta) è opera di
La ragazza dell evanescenza, by Gleman Jun
*** Tutti i mercoledì 21-23 Concerto a CPSL
“Come ambiente interattivo virtuale, a partire dal 2007 è stato scelto Second Life per la possibilità di comunicare in modo totalmente anonimo, rispettando la privacy di ciascuno, e di poter fare assieme, ovvero realizzare piccoli e grandi progetti in questo mondo virtuale in continua espansione, a livello planetario, che consente l’incontro e il confronto con persone di tutto il mondo, scambiando esperienze scrivendo, parlando a voce, creando ambienti e oggetti, ed esplorando, anche quanto la vita virtuale ci sta inconsapevolmente trasformando, nel modo di pensare, sentire, atteggiarsi, operare, nel mondo di tutti i giorni, o reale, mutando la percezione di noi stessi, la nostra identità.”

venerdì 23 aprile 2010

Brescia, i bresciani, Lega e razzismo. Il rinascimento italiano puo’ ripartire soltanto da Firenze, ma forse anche da Brescia

Marmentino

Marmentino

Voglio spezzare una lancia a favore di Brescia e dei bresciani. La Lega, sui ‘media’, e Brescia, sembrano legati a doppia mandata, come se la Lega fosse nata a Brescia, e i Bresciani fossero i rappresentanti del peggiore razzismo. Come direbbe il sindaco ‘a modino’ di Firenze, Renzi, mi imbelvisco.

Brescia oltretutto ha moltissimo in comune con Firenze, e con il Rinascimento italiano.

Città e valli industriali da sempre’, e da a sempre anche fertile terra di agricoltura e allevamenti, invasa e attraversata da popolazioni dei 4 angoli della terra, da tempo immemorabile.

I Bresciani sono ’schietti’, si dicono le cose ‘in faccia’, e questa schiettezza, come si vede nei numerosi servizi televisivi, contagia anche i nuovi immigrati.

Ho avuto modo negli ultimi decenni di vedere immigrati in molte città italiane, e francamente l’equilibrio di relazioni umane che si è realizzato nel territorio bresciano l’ho riscontrato raramente altrove.

Vero che volano parole grosse, perchè da sempre i Bresciani ‘parlano’, al bar, nelle piazze, nelle sedi istituzionali, con linguaggio colorito e ’senza peli sulla lingua’, in un dialetto simile al bergamasco, ma addolcito dal prolungato dominio della Repubblica di Venezia, e dai numerosi e ripetuti contatti con altre civiltà e culture: perchè i bresciani sono da sempre anche MIGRANTI, ovunque nel mondo.

Ho in orrore le idee razziste e xenofobe e le conseguenti pratiche leghiste, ma al contempo penso sia sbagliato prendere sempre e soltanto Brescia come esempio di città e territorio leghista.

VORREI IL DISEGNO DI UNA PECORA

VORREI IL DISEGNO DI UNA PECORA

Fin dal tempo dei Galli celtici, i Bresciani sono sempre stati ‘contro’ ogni limitazione della loro libertà, delle loro autonomie (in particolare nelle tre valli che confluiscono nella città di Brescia, dove già nell’anno 1000 si costituivano i primi Comuni) che hanno rivendicato contro etruschi, goti, milanesi, franchi, spagnoli, veneti illuminati e, a volte altrettanto illuminati, asburgici austriaci, così come dalle valli sono scesi a contrastare i Francesi e Napoleone.

Ma Brescia, città e valli, è anche terra di arte e cultura, di umanesimo, rinascimento, illuminismo, scienza, tecnica, tensione al futuro che unisce saperi, sapori, umori, relazioni umane, passioni anche aspre.

Cito per ora solo un link a un mio vecchio blog

http://brixia.splinder.com/

una pagina del mio blog, Memoria e Memorie
http://www.centromimir.it/memoria-e-memorie/

e un video, di Paola Pandolfini

http://www.youtube.com/watch?v=2ST9mBg3gzs

poi magari, se interviene qualcuno, continuo.

In sintesi, ritengo sia un grave errore confondere il particolare ’stile comunicativo’ dei Bresciani, che ha anche i suoi aspetti ‘ruspantemente’ positivi, e l’antica passione per la caccia, con questioni ben più profonde, come la reale capacità di accoglienza e di dialogo col ‘diverso’, tipica di queste terre.

In particolare la Sinistra, che ha perso il Nord Italia, e anche Gianfranco Fini, dovrebbero riflettere bene come distinguere sostanza e apparenza, perchè forse la ‘chiave’ per trasformare anche Brescia, come Firenze, in una città di punta per un nuovo rinascimento italiano, c’è già…

Un esempio di bresciano che molto prima che esistesse la Lega, come il sudtirolese/altoatesino Alexander Langer, si batteva per il recupero e la sopravvivenza delle culture locali, e per un vero federalismo:

Gian Butturini


Brescia La particolare storia e cultura bresciane oggi e negli scorsi millenni

La storia e la cultura bresciane, oggi e negli scorsi millenni, a partire dalla colonizzazione camuna e celtica, seguita da quelle etrusca, romana, longobarda, veneta, francese, spagnola, austriaca e italiana, ha delle particolarità tali da rendere davvero speciale il territorio delle Tre Valli (Camonica, Trompia e Sabbia, e della pianura, delle montagne e dei laghi (Iseo, Garda, Idro, Ledro e gli incantevoli laghetti alpini)

Brescia Piazza Loggia in Second Life

Brescia Piazza Loggia in Second Life

Non solo fin dalla più remota antichità (5-7000 anni orsono) si sono qui intrecciati interessi minerari (estrazione del ferro e di altri preziosi minerali) e dunque artigianali e industriali, con i pascoli alpini (la malga, l’alpeggio) e l’agricoltura della campagna che si estende verso i territori di Mantova e Cremona, ma la posizione geografica stessa, all’incrocio tra popoli ed etnie di provenienza diversa hanno favorito il confronto e lo scambio fino a costituire ancor oggi le basi della pacifica convivenza di genti provenienti dai quattro angoli del globo, dopo che per secoli i bresciani sono stati loro stessi migranti, praticamente ovunque.

Questo ha favorito anche il convergere nel territorio bresciano di arti e artisti: lo si puo’ facilmente scoprire dall’architettura di Brescia, con il suo cuore romano, ma anche veneto e toscano – rinascimentale, e però anche girovagando per le valli, nei più sperduti paesini.

Brescia che verra, in Second Life

Brescia che verra', in Second Life

Come Marmentino, ad esempio, il cui toponimo rimanda forse al carcere Mamertino presente nell’antica Roma, da cui i colpevoli di reati più gravi venivano damnati ad metalla, ovvero spediti a cavare ferro in Valle Camonica e in Valle Trompia, come testimoniano, tra l’altro, i pochi resti intatti delle antiche strade romane che attraversavano, in quota, longitudinalmente le valli alpine.

Intorno all’anno 1000. Marmentino e i comuni limitrofi dell’Alta Valle Trompia (a nord di Gardone) furono tra i primi a rivendicare le proprie autonomie federandosi in comunità (una nobile famiglia, le donne di Fusio, di origine valsabbina, donarono al comune di Marmentino il proprio territorio, ad esempio), e queste autonomie furono a lungo riconosciute e tutelate dalla Serenissima Repubblica di Venezia

Il carteggio della famiglia Zubani

Venerdì 16 gennaio scorso nella chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano di Marmentino è stato presentato ufficialmente il volume relativo al carteggio della famiglia Zubani; relatori il sindaco Mario Nicolini, il presidente della Provincia architetto Alberto Cavalli, il professor Sandro Fontana docente universitario a Brescia, la professoressa Piera Tomasoni docente universitaria a Pavia e il professor Idelfonso Corini assessore alla cultura della Comunità Montana di Valle Trompia, coordinatore Carlo Sabatti

Pubblicato il pregevole ed inedito carteggio della famiglia Zubani dagli ultimi decenni dell’800 alla metà del ’900 – curatrice la professoressa Elena Pala Zubani. Il volume edito dalla Com&Print di Brescia è stato voluto dall’Amministrazione Comunale di Marmentino.

Nella premessa al libro, davvero prezioso, Mario Nicolini, sindaco da un decennio, fratello del compianto mons. Giulio (vescovo di Cremona), rimarca le caratteristiche dell’operoso e solatìo Comune montano di Marmentino, la cui vita riemerge significativamente nelle pagine delle missive degli Zubani e dei loro corrispondenti: «A Marmentino, con le contrade di Ville, Dosso e Ombriano – scrive lo storico Carlo Cocchetti nel volume “Brescia e sua provincia” (p. 271), edito a Milano nel 1858 – «si raccolgono noci e funghi d’antana. […] L’Oratorio dell’Assunta a Dosso venne edificato nel XIV secolo, e unito alla parrocchiale nel 1459.
La cartolina inviata da Ippolita Zanardelli, sorella del celebre  statista bresciano, a Cicino ZubaniLa parrocchia ha quadri dei tre nostri migliori cinquecentisti».
Nel 1898 Gustavo Strafforello in “La Patria – Geografia dell’Italia – Provincie di Bergamo e Brescia” (p. 352) specifica che il territorio del Comune di Marmentino, con 786 abitanti, «si trova nell’interno dell’alta Val Trompia, alla sinistra del Mella e sulle scoscese pendici del monte Ario (1757 m.), dividente questa vallata dalla contigua Val Sabbia. Il Comune di Marmentino è assai frazionato. – Marmentino, villaggio capoluogo, non conta più di 230 abitanti e trovasi a 825 metri sul livello del mare. Ha una discreta chiesa parrocchiale», con «una pala d’altare di buonissima scuola, attribuita al Tiziano, ma più probabilmente opera del Moretto. Altro dipinto, non privo di pregio, in questa chiesa è un Sant’Antonio, assai guasto e dovuto al bresciano Lattanzio [Gambara]. Frazioni di questo Comune sono: Ombriano (891 m.) e Ville (825 m.). […] Santo Zubani, poeta dialettale bresciano, maestro elementare e  segretario comunale di Marmentino, tra le vie di Dosso di Marmentino
Il suolo di Marmentino è abbastanza fertile: dà frumento, segala, canapa, patate, barbabietole ed altri prodotti. Ha ricche boscaglie cedue e d’alto fusto, nonché estesi pascoli, dai quali è assai favorito l’allevamento del bestiame, industria principale del luogo».
Marmentino è il paese d’origine degli Zubani, il cui carteggio è valorizzato in questa edizione che è testo di acuta umanità ed insieme di storia ‘nostra’ dagli ultimi vent’anni dell’800 agli anni Quaranta del secolo scorso. L’Amministrazione Comunale di Marmentino è orgogliosa di quest’opera che vuol essere un omaggio alla gente di questo borgo della Valle del Mella, povero nella sua economia montana di sussistenza che ha costretto molti ad emigrare per lavoro, ma ricco di opere d’arte, come ricordano gli storici citati. Basterà nominare la mirabile pala maggiore del Redentore con i SS. Cosma e Damiano, ora concordemente attribuita al grande Moretto da Brescia, lo stupendo S. Antonio abate, già assegnato al Gambara, ma – liberato dalle ridipinture che l’avevano sfigurato – più giustamente dato al Bonvicino ed il raffinato quadro della Madonna del Rosario di Pietro Maria Bagnatore, opere conservate nella parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano, e poi la deliziosa tela di S. Rocco di Ombriano e la meravigliosa pala dell’Assunta del Dosso, entrambe firmate dal Bagnatore. La  cartolina inviata da Jeannette a Peppino Zubani nel 1914
Proprio al Dosso vivevano gli Zubani del carteggio. Non è casuale la pungente nostalgia di Cenzo che dalla Sardegna dove lavorava come chimico sogna le feste grandi celebrate al Dosso per l’Assunta. Il maestro e poeta Santo – tra l’altro – parla delle sue esperienze come insegnante elementare e come segretario comunale nel suo paese natio; intensa anche se breve è l’esistenza di Peppino, addolcita dal tenerissimo amore di Jeannette, personaggio di sublime delicatezza; don Franco è combattente e cappellano militare; Teresa Mazzoldi, sposa di Santo, è cugina degli Zanardelli, tra cui spicca l’onorevole Giuseppe, presidente del Consiglio. Non mancano cenni al grande statista, la cui famiglia era originaria di Collio, ed ai liberali zanardelliani. Un mondo di affetti, di difficoltà, di accettazione delle fatiche del vivere, di speranze e sogni, piccolo e grande universo d’un paese di montagna, in cui pulsano le ragioni della fede e la religione del lavoro.
Siamo profondamente grati alla professoressa Elena Pala Zubani che ha voluto donarci un’opera così viva e fonte di arricchimento umano e culturale.
Commoventi la cura e la passione dedicate all’interessantissimo carteggio che fissa negli annali della storia vicende emblematiche dell’antica terra di Marmentino, di cui la sua gente è legittimamente orgogliosa».
Fabio Ferraglio, sindaco di Sarezzo, nuovo presidente della Comunità Montana che ha patrocinato l’opera, sottolinea: «Così vera e viva appare la nostra Valtrompia fra le righe delle centinaia di lettere dell’epistolario Zubani. Questo mi è parso, fra i molti, il pregio più significativo della splendida opera curata dalla professoressa Elena Pala Zubani e voluta dall’Amministrazione Comunale di Marmentino. Uno sguardo dall’interno, una descrizione non stereotipata, uno spaccato di vita vissuta che fa riecheggiare, in tutti noi, il richiamo di una storia che, seppure un po’ distante cronologicamente, ci appartiene e ci accomuna.
Il tono familiare, le espressioni di delicata intimità, la commozione che pervade le missive dal fronte: tutto, in questo epistolario, evidenzia la grande umanità, l’attaccamento ai valori di sempre tipico della nostra gente. Una sorta di filo rosso che attraversa e unisce le generazioni di valtrumplini.
Un cenno doveroso alla documentazione fotografica così straordinaria e per certi versi sorprendente che ci riconsegna un mondo forse troppo presto dimenticato e che merita di venire riscoperto e offerto alla riflessione e all’analisi delle nuove generazioni.
Alla professoressa Elena Pala Zubani, a Mario Nicolini e alla sua amministrazione, va il ringraziamento della Comunità Montana di Valle Trompia per averci regalato un dono così particolare e prezioso».
L’architetto Alberto Cavalli, presidente dell’Amministrazione Provinciale di Brescia, che pure è sponsor dell’importante pubblicazione, ha voluto specificare le peculiarità dell’opera, data accuratamente alle stampe e ricchissima di riferimenti di storia e profonda umanità: «Un’edizione di fonti è sempre un’opera culturale pregevole, non solo perché mette a disposizione contenuti di conoscenza poco noti o difficilmente accessibili, ma soprattutto perché consente ad una comunità di riconoscersi nel passato che le è proprio. Il vasto territorio bresciano custodisce, nella varietà delle sue forme e nella suggestione di suoi paesaggi, un patrimonio culturale ricchissimo, in larga parte ancora da scoprire», rileva il presidente Cavalli, aggiungendo: «Le opere e i giorni del maestro e poeta Santo Zubani, della moglie Teresa Mazzoldi, dei loro figli e delle sorelle del grande statista bresciano Giuseppe Zanardelli – del quale ricorre il primo centenario della morte, che la Provincia ha celebrato con una prestigiosa mostra al Vittoriano di Roma e nei luoghi bresciani che hanno inciso nella sua vita di politico e giurista – rivivono, dunque, in questo epistolario, amorevolmente edito e commentato dalla professoressa Elena Pala Zubani di Marmentino.
Si tratta di uno squarcio di grandissimo interesse che documenta – attraverso la corrispondenza privata dei Mazzoldi, degli Zubani e dei cugini Zanardelli – le vicende umane della provincia bresciana, tra la fine dell’Ottocento e l’intero Novecento.
Sullo sfondo c’è l’alpestre, solatio e bellissimo paese di Marmentino, in Alta Valtrompia. Non mancano accenni a Irma, Gardone, Tavernole, Brescia, Bergamo e Milano, luoghi che hanno raccolto le tracce del tempo, i personaggi, le loro vicende e consuetudini.
Esemplari e di grande rilevanza sono le missive che Cenzo Zubani inviò dalla Sardegna, nelle cui miniere lavorò tredici anni come chimico. Struggente, appassionato e tragicamente breve l’amore tra Jeannette, affascinante e misteriosa giovane milanese, e Peppino Zubani, scomparso all’età di ventitré anni. Commoventi le lettere dal fronte del sacerdote valtrumplino, don Franco Zubani, detto Cicino, che testimoniano ansie, dolori, nostalgia pungente per l’amatissima “piccola patria” di Marmentino, la terribile sofferenza causata dal distacco dai propri familiari durante la prima guerra mondiale.
Altrettanto coinvolgente il capitolo sulle vicende di don Franco, tenente cappellano militare in Africa Orientale durante la seconda guerra mondiale: un susseguirsi di episodi, lieti e tristi, a scandire le esistenze, indubitabilmente sorrette dalla fede in Dio.
Il volume, denso di note puntuali e di riferimenti bibliografici, è arricchito da splendide immagini e vecchie fotografie che fanno rivivere molti aspetti di un mondo ormai sbiadito. Prezioso approfondimento di un periodo storico che fa compendio di una comunità che ritrova le ragioni dello stare insieme.
Ad Elena Pala Zubani il merito, nato da un appassionante attaccamento a Marmentino ed alla Val Trompia, di aver tratteggiato un affresco carico di ricordi, di nostalgia e di vita vera».
La presentazione del libro, edito ‘per felice iniziativa’ del Comune di Marmentino, è dovuta alla professoressa Piera Tomasoni, docente presso l’Università di Pavia, la quale sostiene che: «Il carteggio Zubani, di ambiente piccolo borghese, relativamente benestante, non entra nell’universo popolare in senso proprio: ma ciò non toglie nulla al suo interesse.
Da queste lettere, dovute a vari corrispondenti e addensate soprattutto nell’arco di anni compreso tra il 1890 e gli anni Venti del secolo scorso, emerge uno spaccato significativo della vita e delle aspirazioni della classe media della provincia bresciana: attiva e tenace nella costante ricerca di migliorare la propria condizione, laboriosa, ottimista, e profondamente legata ai valori della famiglia, della fede e delle proprie tradizioni.
Le voci che qui si susseguono, oltre a quelle di Santo e della moglie, sono quelle di tre dei loro quattro figli: Don Franco, con lettere degli anni giovanili di studente a Brescia, e poi del servizio militare sui fronti della prima guerra mondiale, fino alla prigionia in Kenya, durante la seconda, testimoniata in sintetiche ed efficaci note di diario; Cenzo, che lavorò per molti anni come chimico presso le miniere di Ingortosu, in Sardegna; Peppino, volontario durante la Grande Guerra e morto giovane, di tubercolosi.
Spiccano tra tutte, a mio parere, le lunghe, bellissime lettere dalla Sardegna di Cenzo, che si alterna, nello scrivere, con la moglie Teresa. Si leggono come un romanzo, che racconta dell’impegno, delle difficoltà, dei sacrifici e dei frequenti momenti di sconforto in un ambiente sentito così lontano ed estraneo, qualche volta ostile, dai due giovanissimi emigranti; ma che dice anche delle speranze e del calore affettuoso, che viene dal colloquio quasi quotidiano con i parenti lontani, e che alimenta la voglia e la capacità di andare avanti.
Si apprezza anche la scrittura, ricca, pastosa nelle lunghe e particolareggiate descrizioni dei luoghi, e spontaneamente efficace nel resoconto, spesso minuzioso, di una vita e di una mentalità così diverse da quelle del “Continente”.
La curatrice del volume, Elena Pala, una giovane e promettente studiosa, che ha anche, e prima di tutto, il merito di aver ritrovato il carteggio, trascrive gli originali con cura e fedeltà, rispettosa anche delle piccole scorrettezze che talora sfuggono a questi scriventi, ben scolarizzati e complessivamente al di fuori del dominio popolare.
Lo studio dettagliato di queste importanti testimonianze della scrittura comune, colta a un livello non basso, sono oggetto di una fase della sua indagine tuttora in corso, che offrirà un utile contributo anche da questo punto di vista.
A Elena Pala, che si è assunta con competenza ed entusiasmo l’impegno della ricerca, e alle Istituzioni, che con intelligente lungimiranza hanno promosso la pubblicazione di un volume importante, i rallegramenti per i risultati conseguiti. Ai lettori, il piacere di una bella riscoperta», gradita grazie anche alle stupende cartoline d’epoca e ad alcune riproduzioni a colori, di grande suggestione e pregio, che impreziosiscono il volume, la cui rilevanza travalica la Valle del Mella.

Carlo Sabatti

http://www.giornalevaltrompia.com/archivio

mercoledì 29 luglio 2009

Caffe Freud e Centro Mimir Si riparte We are starting again. Seoraksan, Second Life. Aperto anche in agosto!

Così scrivevo il 27 febbraio 2009

Second Life vive anche in Agosto, anche quando tutti sono in ferie

Basta vedere ogni sera, senza contare i week-end, quante persone sono collegate a Second Life, ed ai Social Network.

Solitudine, angosce del vivere quotidiano, timori per il futuro, malattie, disabilità, e anche forse un modo, come si diceva qualche anno va di fare vacanze intelligenti … fatto sta che

noi ci saremo, per parlare sia con i non italiofoni presenti in SL, per i quali non esiste il Ferragosto, sia per restare in ascolto di chi, italiano, è presente ed ha voglia di comunicare con altri, o di raccontare qualche sua storia, a due, a tre, a piccoli o grandi gruppi, come verrà, sera dopo sera. Tutte le sere (il sottoscritto non garantisce per qualche gita fuori porta, ma farà il possibile per esserci, anche per vedere, ed a volte in pochi si decide meglio e più rapidamente, come avviare, finalmente, un gruppo di reciproco ascolto e aiuto in lingua italiana, in Second Life.

IL gruppo esiste già, sia chiama Centro Mimir: chi lo desidera puo’ iscriversi in qualunque momento.

http://slurl.com/secondlife/Seoraksan/157/185/1001

Caffe Freud e Centro MimirRiprendo la mia vecchia abitudine di restare, quando sono online, a Seoraksan, in cielo, a 1000m, alCaffè Freud.

Ho invitato in quella sim altri “Artisti della Memoria“, oltre che per il prezioso contributo che danno a contrassegnare la sim come dedicata a Psicologia, Arte, Comunicazione, anche per non lasciare inutilizzati spazi e prim che non avrei comunque utilizzato,

per “restare in ascolto” di eventuali persone che abbiano piacere di conversare con me.

Proseguono gli incontri internazionali al Caffè Freud, in lingua inglese, senza voice

e se e quando sarà possibile, salvaguardando la privacy dei partecipanti. iniziaranno quelli in lingua italiana

al Centro Mimir a Seoraksan, non in altre land più “urlate”

In lingua italiana, per ora, proseguiamo qui su Facebook, e in Second Life dalle 17 alle 18, e tutte le volte che lo si desidera. Il Pub è sempre aperto!

(scusate se spesso declino l’invito a spostarmi altrove, ma per me il “senso” di entrare in Second Life e starci un certo tempo è questo. Accetto volentieri inviti e lM da parte di singole persone, per conoscere meglio aspetti nascosti di SL ed i gusti, il modo di vivere quel metaverso, non sempre invece sono disponibile per partecipare ad altri eventi, in particolare ai Vernissage :D Mi intimidiscono e mi danno spesso l’impressione di recarmi lì solo per “presenziare” o per “fare numero”)

Incontri di reciproco aiuto, non conferenze o talk show (ad esempio sull’Amore…. che dovrei dire, che nel campo sono una FRANA totale?), conversazioni alla pari tra persone che hanno piacere di raccontarsi in modo informale, anche senza voice, telecamere, setting da reality ecc.)

Ora si riparte!

Gli Incontri in lingua inglese si tengono al Caffè Freud ogni domenica alle ore 18 (09:00 am SLT)

Grazie davvero a tutti :)

SL URL

http://slurl.com/secondlife/Seoraksan/157/185/1001

Search

Qui trovate tutto quello che riguarda il Gruppo Centro Mimir in Second Life

http://search.secondlife.com/search.php?s=All_Web&q=centro+mimir&submit=Go

e qui quel che riguarda gli Artisti della Memoria

http://search.secondlife.com/search.php?s=All_Web&q=artisti+della+memoria&submit=Go

Caffe Freud and Centro Mimir. We are starting again

ENGLISH TRANSLATION

My usual way to stay in Second Life, in my sim, in the Sky, 1000m, at Caffè Freud

I invited other “Artisti della Memoria“, sharing with them unused spaces and prims, for an Art, Psychology, Communication sim

My best way to live SL is “stay and listen to” people that would like to talk with me.

Will continue our Sunday, international meetings at Caffè Freud, in English language, without voice

and, if and when it will be possible, in Italian language too, at Centro Mimir, Seoraksan, non conferences or “talk shows”, also without voice, and without cams and a Reality Show setting.

Meetings for mutual help, conversations. peer to peer, with people that like telling each other stories of their first, second life, in an informal way.

Now we’re starting again!

Thank so much to everyone :)

luglio 29th, 2009 | Tags: , , , , , , , , , ,

sabato 10 maggio 2008

Auto da fe' annunciato, a Torino 10 Maggio 2008, come il 10 Maggio 1933?

Letto d'un fiato il bellissimo libro di Tullia Zevi, Ti racconto la mia storia e di colpo mi viene di pensare:

quello che succederà domani, 10 Maggio 2008, a Torino, se succederà, sono attese da 3 a 6 mila persone, sè dicenti di sinistra ... ha un precedente unico no, ultimo di una serie, ma inciso nella memoria di chi sia nato nel XX secolo:

il rogo dei libri, da cui Elias Canetti ha tratto spunto per il suo Auto da fè

soprattutto nell'epilogo con il rogo dei libri, la narrazione assume un valore esemplare, di rappresentazione della catastrofe di un mondo, con l'avvento della Germania nazista e il disfacimento del razionalismo occidentale.

Il 10 maggio 1933 la Germania nazista ordinò il primo rogo pubblico dei libri giudicati suscettibili di inquinare la purezza del pensiero "ariano"


Alla fine di febbraio 1933, in seguito all'indebolimento della posizione di Ernst Röhm, importante leader omosessuale nazista, il partito nazionalsocialista lanciò una violenta purga contro i locali di ritrovo per gay, lesbiche e bisessuali), soppresse pubblicazioni omosessuali e vietò le organizzazioni gay. In conseguenza delle difficoltà a vivere liberamente, molti abbandonarono la Germania (ad esempio Erika Mann). Nel marzo 1933, Kurt Hiller, amministratore principale dell'Istituto venne deportato in un campo di concentramento.

Il 6 maggio 1933 mentre Hirschfeld era impegnato in una serie di conferenze negli Stati Uniti, la gioventù studentesca nazista del Deutsche Studentenschaft organizzò un attacco contro l'Istituto. Vennero saccheggiati 20.000 volumi, 5.000 immagini ed una lunga lista di nomi ed indirizzi di persone che erano, a diverso titolo, transitate dall'Istituto: il totale del materiale sequestrato assommava ad oltre mezza tonnellata.[1] La notte del 10 maggio, la biblioteca e gli archivi sequestrati vennero pubblicamente bruciati sulle strade della Opernplatz. Durante il rogo Joseph Goebbels tenne un violento discorso contro la cultura «degenerata» ad una folla di 40.000 uomini e i leader del Deutsche Studentenschaft proclamarono il loro Feuerspruche ("legge del fuoco contro lo spirito non germanico"). I libri di autori ebrei delle librerie vicine all'Istituto e dell'Università Humboldt vennero altresì distrutti.

it.wikipedia.org

Perchè è questo che domani qualcuno vorrà boicottare, una fiera di libri, molti scritti da Ebrei, che hanno avuto l'ardire di immaginare un luogo ove mai più qualcuno avrebbe osato anche solo pensare a pogrom e roghi... Israele.

Quello che succederà domani a Torino, se succederà, sarà una vergogna difficilmente lavabile dalla coscienza di tutti noi che sappiamo, udiamo, vediamo ...

giovedì 24 aprile 2008

Fasting Buddha, il Buddha greco, digiunatore, amato dal Dalai Lama

Fasting Buddha in the Story of the Tibet

Fasting BuddhThe Story of Tibet

Conversations with the Dalai Lama

“The 14th Dalai Lama’s fresh account of Tibetan myth and history, as shared at Dharamsala over a three year period with Thomas Laird, is wonderful instruction and a great true pleasure, not less so because of the small informal moments that clarify these encounters with that delightful Buddha being who manifests in the beleaguered public figure of His Holiness.”
–Peter Matthiessen, author The Snow Leopard, National Book Award winner.

“Thomas Laird’s lively conversations with His Holiness the Dalai Lama about the history and mythology of Tibet couldn’t come at a better moment, as China stubbornly persists in negating the distinctive Tibetan identity. The honesty, subtlety, and complexity of His Holiness’ thoughts on these crucial matters comes through in these fascinating dialogues. Everyone who cares about Tibet, or about a stable peace in Asia, should read this amazing account.” –Robert Thurman, author of Inner Revolution, Professor of Buddhist studies, Columbia University.
“Thomas Laird captures the beauty, the magnificence, the humor of this world spiritual leader, the Dalai Lama.” –James Lilley, former U.S. Ambassador to China and South Korea, and author of China Hands: Nine Decades of Adventure, Espionage, and Diplomacy in Asia.

Il Mio Tibet

Conversazioni con il Dalai Lama

Thomas Laird

http://www.ilgiardinodeilibri.it

Il Mio Tibet

Anno: 2008

Prossima uscita
Aprile 2008

In un percorso fitto di riflessioni illuminanti ed episodi stupefacenti, il Dalai Lama racconta il Tibet come non era mai stato raccontato, e come poteva esserlo solo da chi incarna da secoli la memoria storica e la tradizione spirituale di un’intera nazione. L’orgoglio di una nazione oppressa e la sua storia millenaria nelle parole del Dalai Lama.

Nel 1643 il quinto Dalai Lama scrisse una storia del suo paese e del suo popolo: fu un gesto dal valore civile altissimo, che consentì alle popolazioni da lui governate di riconoscersi come un’unica nazione.

Oggi il quattordicesimo Dalai Lama ha deciso di affrontare la dura impresa di scrivere una nuova storia del proprio paese come forte e incisivo gesto di riaffermazione dell’identità tibetana contro l’oppressione cinese.

Nelle lunghe conversazioni con il giornalista Thomas Laird, sua santità Tenzin Gyatso ha ripercorso le vicende millenarie del popolo tibetano e della religione buddista: un racconto ricchissimo di storie affascinanti, costellato di grandi yogi e maestri di meditazione, imperatori e guerrieri, figure mitologiche e umili monaci.

Dall’invasione mongola del tredicesimo secolo a quella cinese del secolo scorso, dall’arrivo del buddismo dall’India nel settimo secolo dopo Cristo alla fuga del Dalai Lama nel 1959, la storia del Tibet racchiude in sé lo sviluppo di una spiritualità oggi universalmente conosciuta e amata, i cambiamenti di un luogo magico che ha ispirato e stregato l’Occidente per secoli, le difficoltà di un popolo oppresso ma fiero e indipendente.

domenica 27 gennaio 2008

La giornata della Memoria e lo specchio rotto della storia d'Italia

La giornata della Memoria e lo specchio rotto

Lo specchio rotto è quello dell'immagine che noi italiani abbiamo della Storia d'Italia

La Giornata della Memoria (Yom Ha Shoah) è il 27 Gennaio, come oggi.

Piccola Mostra della Shoah in Second Life
Centro Mimir. Piccola mostra sulla Shoah, Elegua/153/210/751)

Parlo a mio figlio della storia del Carnevale, il Carrus Navalis, celebrato in onore di iside dagli antichi Egizi, divenuto poi cerimonia di quella Repubblica di Venezia che per secoli non solo trasmise la memoria dai Tempi Antichi ai giorni nostri, ma difese, spesso isolata, le libertà individuali, la tolleranza tra religioni e filosofie, gli ebrei... anche

Perchè invece la generazione dei miei padri e dei nonni di mio figlio no.

E la macchia vergognosa delle leggi razziali si proietta ancora oggi sui 'giorni nostri', sul modo di vivere, di fare politica, interna e nel mondo globale, sul modo di rappresentarci a noi stessi chi siamo, chi eravamo, chi eravamo diventati tra il 1922 e il 1945

Uno specchio rotto, fascisti di comodo o perchè tali nati degli anni '30, nazi-fascisti del triennio di Salò, pseudo antifascisti, veri antifascisti, doppiogiochisti (anche a fin di bene, come i giusti che salvarono gli ebrei dalle deportazioni e dalle camere a gas), partigiani di una Resistenza vittoriosa, ma solo grazie agli Alleati anglo-americani, pseudopartigiani diventati tali dopo il 25 aprile 1945, o poco prima, e invece, a conti fatti e memoria ristabilita, fascisti con ruoli anche importanti di un regime cui avevano pienamente collaborato, anche per la propaganda delle leggi razziali.

La Resistenza di pochi, pochissimi, e il sacrificio delle vittime, della guerra, e della Shoah, hanno fatto finta di lavare le nostre coscienze, lasciandole candide e immacolate

con una memoria vuota, assente, un buco nero della nostra Storia, di oggi, non di ieri, che rischia di ingoiarci tutti, se la terza generazione, quella dei bimbi e dei giovanissimi di oggi non riuscirà a rappresentare per intero, e non più come uno specchio rotto, la nostra Storia, e le storie di ciascuno di noi.

venerdì 7 dicembre 2007

Brescia Camuna, Celtica, Etrusca, Romana, Longobarda e Futura, da oggi in Second Life

Brescia Camuna, Celtica, Etrusca, Romana, Longobarda e Futura

La citta’, anche Veneta, Lombarda, Austriaca, la campagna, i monti, i fiumi, i laghi, le miniere, l’arte, la storia, la cultura. Italia.

Italy, Factories, Farms, Town, Country, Mountains, Lakes, Rivers, Culture, History, Arts, Mines. By Centro Mimir.

Brescia Camuna SL

Brescia Camuna, Celtica, Etrusca, Blackmount (115, 107, 62)

venerdì 22 giugno 2007

Terzo Millennio, anno Settimo. La Germania taglia fuori la Polonia dall'Europa

Sembra di vivere in un film da viaggi nel tempo... ed anche se la Storia non si ripete, provo un vago senso di disorientamento e anche di nausea... fuori dall'Europa, per motivi diversi, Polonia e Gran Bretagna, e la Germania a porre il sigillo...

ma era solo uno scherzo...

Il premier Blair: «Non sara necessario il referendum»
Polonia: sì all'intesa. Riserve degli europeisti
Notte di negoziati. Poi il compromesso proposto dalla Merkel Italia e Spagna scontente: troppe concessioni. E Londra esulta

http://www.corriere.it

Questa la notizia di ieri, in tarda serata:

Il vertice europeo di Bruxelles si avvia ad un accordo senza la Polonia. Questo l'orientamento del cancelliere tedesco Angela Merkel, che di fronte al veto ostinato posto dal premier polacco Jaroslaw Kaczynski, ha puntato i piedi, chiedendo che la Conferenza intergovernativa lasci fuori la Polonia.

Sky Tg24

Ue, Polonia respinge compromesso su Trattato, Merkel va avanti
venerdì, 22 giugno 2007 10.32 15

http://today.reuters.it

BRUXELLES (Reuters) - La presidenza tedesca dell'Ue ha proposto in serata di avviare i negoziati sulle nuove norme di funzionamento delle istituzioni europee senza il consenso della Polonia a meno che Varsavia non accetti un compromesso sul sistema di voto.

Un portavoce del governo tedesco ha detto che gli altri 26 stati membri non possono accettare oltre la situazione di stallo e hanno il dovere di difendere i passi avanti compiuti nella definizione di un trattato che sostituisca la Costituzione bocciata dai referendum di Francia e Olanda nel 2005.

La Polonia potrebbe rientrare in una fase successiva, ha spiegato il portavoce.

La presa di posizione della cancelliera Angela Merkel è giunta dopo l'ennesimo "no" polacco a una proposta di mediazione sulle procedure di voto.

domenica 27 maggio 2007

Nuovi totalitarismi avanzano. Beppe Grillo li chiama 'i negazionisti'

Sempre della serie: nuovi totalitarismi avanzano.


27 Maggio 2007

I negazionisti

negazionisti.jpg

L’Italia è in preda a una diarrea verbale. Una malattia nazionale. Negare tutto e affermare il contrario. La classe dominante, una stella a quattro punte: politica, media, banche, mafie, sente odore di bruciato.
E’ un formicaio impazzito,. Tutti sapevano, tutti prendono le distanze. Ma da chi?
I giornalisti e i politici si stanno mettendo le mutande di ghisa dell’antipolitica. Hanno paura che i cittadini si interessino al loro fondo schiena.
L’Italia è in preda all’Alzheimer. Il negazionismo dilaga ovunque. E’ una evoluzione del paraculismo, del trasformismo. E’ un’offesa alla nostra intelligenza. Come pagare il canone per trasmissioni televisive sul costo della politica. Condotte da reggicoda dei politici. In cui parlano i politici. Giornalisti del c...o con quattro zeta dove vi siete imboscati in questi anni? Politici predicatori della riforma della politica quanto avete guadagnato in questi anni?

http://www.beppegrillo.it/2007/05/i_negazionisti.html

giovedì 24 maggio 2007

La Casta, i costi e i casti della politica. C'è chi invoca QUALCUNO, da FUORI

Ne parlano e ne scrivono giornali e TV, ad esempio Matrix: i costi della politica, la sua irreversibile degenerazione, iniziata ancora ai tempi del duce, l'inutilità di qualunque battaglia mediatica per correggere il sistema. Reset, ripete Beppe Grillo da mesi, lo analizza il Bispensiero, e c'è chi, come Giampaolo Pansa, ieri sera, appunto, a Matrix, ripete che non c'è soluzione... forse qualcuno che venga da fuori ... una dittatura ... una guerra...



C'è davvero voglia di fascismo? Duce cercasi, incorrutibilissimo? Eppure la storia dovrebbe averci tramandato qualcosa sulla vanità e vacuità del riporre in un'unica persona, o partito, la soluzione del problema del costo (e della corruzione) nella politica, e nella società...

Mandiamo la Casta in pensione

http://www.aprileonline.info/3183/mandiamo-la-casta-in-pensione

Tommaso Merlo, 23 maggio 2007

Una volta persa la credibilità, la classe dirigente diventa il problema e non la soluzione alle questioni che affliggono il paese. Solo un profondo ricambio generazionale potrà ridare all'Italia una classe dirigente degna, e a tutti i cittadini la forza di ricominciare a credere nella politica

L'antipolitica non è il popolo contro la politica, ma è la politica contro il popolo. L'antipolitica è la classe dirigente che fallisce nel proprio ruolo e impedisce ad una società il diritto ad una democrazia giusta e funzionante. E' la politica inconcludente, incapace e corrotta il cuore dell'antipolitica, mentre i sentimenti di disgusto dei cittadini sono solo una logica conseguenza. Anzi, il disgusto verso i privilegi della Casta tecnocratica sono un segno che il popolo italiano ha ancora la forza di indignarsi ed aspira ad una classe dirigente di ben altro livello.

Sintetizza un commentatore:

23 maggio 2007, 23:33

Si, l’analisi è giusta. Ma dove sono le soluzioni?
Mettiamo che desidereremmo cambiare lo status quo. Dove sono i giornali che pubblicherebbero articoli non in linea con la casta? Dove sono le televisioni che ospiterebbero un compagno che si indigna e protesta per l’esistente?
Cosa bisognerebbe fare?
Autorganizzarsi? Come? chi ha gli strumenti per fondare un nuovo movimento che, schifato dell’esitente, desse un’impronta diversa alla partecipazione democratica?
Dov‘è la soluzione?
Io non vedo all’orrizzonte possibilità di cambiamento reale. Guardate al comitatone del PD. Vi sembra un’innovazione?
Questi continueranno ad autoconservarsi a nostre spese e continuando a gabbarci.
Spero che SD tenga conto di tutto questo e sappia fare una vera capriola sull’esistente. Altrimenti sarà stato un altro fuoco di paglia che non interesserà a nessuno.
abbiamo, ORA, una grande opportunità. Ma mi chiedo: saranno capaci i casti di fare un passo indietro? Riusciranno a prestare ascolto ai cittadini ed a promuoverli come espressione del volere popolare? Mi sembra difficile. Mi sembra più facile affermare che “la politica è morta”. Quello che resta è l’interesse dei singoli già arrivati ad autoconservarsi.
Spero di sbagliarmi.


giovedì 26 aprile 2007

Riscrivere la Storia, nel terzo Millennio non è più 'Orwelliano', è una Prassi

Lo rivela uno studio del ministero dell'Istruzione britannico

Gb, no Olocausto e Crociate in alcune scuole

Sono cancellate dai programmi di alcuni istituti superiori inglesi per paura della reazione degli studenti musulmani

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - La storia non viene ancora riscritta come in «1984» di Orwell. Ma semplicemente ignorata. Finendo, per evitare di parlare di argomenti controversi, di spiegare cosa è accaduto per interi secoli. E così si assiste allo spettacolo di insegnanti riluttanti a parlare della Shoah per paura di offendere gli studenti musulmani. Al punto da eliminarla dai programmi di storia per il Gcse, l'equivalente del nostro esame di maturitá. Succede in Inghilterra, dove alcune scuole secondarie hanno deciso di non affrontare l'argomento per non offendere i sentimenti degli studenti di religione islamica che negano l'Olocausto. A riverarlo è il Teaching Emotive and Controversial History, uno studio commissionato dal ministero dell'Istruzione inglese e diffuso dai maggiori quotidiani e siti web britannici.

Corriere della Sera