nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
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President Obama says that we can’t wait for Congress to take action to grow the economy and create jobs and highlights actions he took to help families refinance their mortgages, put veterans to work, and lower the cost of student loans.
Fabio Fazio intervista Matteo Renzi dopo i giorni della Leopolda
Un crescendo di emozioni, di dubbi, ma anche di speranze, ecco come le ho vissute io
1. Preliminari. Ecco qua, il Big Bang di Matteo Renzi, alla Stazione Leopolda, a Firenze. Mi devo rassegnare a seguirloda Brescia in streaming o su Facebook, come per “Prossima Fermata: Italia”, di un anno fa? Eppure questa “cosa” mi interessa meno, mi sembra tutta interna al PD ed all’universo politichese, mi fa sentire meno partecipe, a parte la distanza fisica… mah…
2. Leggo: BIG BANG: TEMA INTERVENTI SARA’ ‘SE FOSSI PREMIER’
“E’ un’iniziativa in positivo, con il sorriso. Non capisco chi protesta prima ancora di cominciare: prima aspettate e ascoltate quello che abbiamo da dire, poi criticate”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi che assieme al sindaco di Savona, Federico Berruti, e al consigliere regionale della Sicilia, Davide Faraone, ha presentato ‘Big Bang’, la convention dei rottamatori, da questa sera a domenica alla stazione Leopolda di Firenze. “Nella tre giorni – ha spiegato Renzi – si alterneranno tante persone che faranno il giochino di dire: ‘Se fossi il presidente del Consiglio questa sarebbe la prima cosa che farei’”. Per Renzi “la piega che sta prendendo il dibattito all’interno del Pd è giusta. Finalmente si discute di contenuti. Noi invaderemo la discussione del Pd portando esempi, proposte concrete e suggerimenti con tante persone che vengono da fuori, dalla società civile”. “Domani – ha proseguito – partirà il direttore di ‘Casa Clima’, l’agenzia sul risparmio energetico più interessante a livello europeo: a chi ci dice che ‘sono poco di sinistra’ dico che fosse un decimo di sinistra di come siamo noi sul risparmio energetico e sul consumo di suolo questa sinistra sarebbe più vincente”. “Matteo non è solo in questo percorso di cambiamento e di coraggio per cambiare i partiti e la politica in Italia – ha detto Faraone – siamo in tanti e lo dimostreremo con la partecipazione di questa tre giorni a Firenze”. “I partiti sono insostituibili come ci ricorda la Costituzione – ha aggiunto Berruti – ma i partiti da soli non bastano: non bisogna quindi contrapporre questa iniziativa ad altre, ma cercare di coinvolgere il più possibile la nostra società”. Sulla sua candidatura alle primarie del centrosinistra Renzi spiega che questo “non è un argomento all’ordine del giorno. Io credo – dice – che le primarie siano fondamentali e insostituibili, che debbano essere libere e aperte a tutti. E quindi chi volesse blindarle in un confronto Bersani-Di Pietro-Vendola commetterebbe il più classico degli autogol. Chi tra i più giovani si candiderà non è in questo momento in discussione. L’importante è che candidiamo le nostre idee”.
3. Riflessione. ” Non sopportiamo l’idea di stare in un Paese che spende più per gli interessi sul debito pubblico che non per gli investimenti sulla scuola. Come dire: mettiamo soldi più per le colpe dei padri che non per educare i figli. “
Mah, già sta tiritera sulle “colpe dei padri” mi convince poco: le COLPE quali sarebbero?
aver lavorato una vita, non andare mai in pensione (era a 65, poi 66, poi 67 anni, più la finestra, tolto il riscatto degli anni universitari (PAGATI per chi li ha pagati) …. e arriviamo tra breve al SECOLO, per andare in pensione da morti, senza nemmeno la possibilità di “passare” la pensione ai figli, i quali figli, grazie al pensionamento sempre più posticipato dei padri, non troveranno mai neppure le briciole del poco lavoro che ancora rimane…
non mi convince, sarebbe questo il BIG Bang???
4. In risposta a un commento ai preliminari : per chiarire, nessuna “avversione” da parte mia, al contrario!
mi pare che Matteo Renzi veda solo una faccia del mondo, quella positiva, costruttiva, che lui identifica nei “giovani” (ed anche se a suo tempo non amavamo troppo il “giovanilismo”, anni ’70, figurati se non condivido la giusta battaglia per la rottamazione di quelli che definivamo “matusa” !)
Il punto è che la CRESCITA non ci sarà, non ci potrà essere… questo mondo capitalistico sta inesorabilmente crollando, la vera e unica rivoluzione la sta facendo Berlusconi, accelerandone la catastrofe.
Chi suggerisce “rimedi” per “aggiustare il sistema” secondo me questo non lo ha capito, o non lo vuole capire.
A noi, vecchi e giovani del 99%, spetta preparaci a raccogliere i cocci, e se ci riusciamo a dare una spallata al tutto prima che siano troppi. prima che l’esasperazione di tutte le generazioni ci induca a lasciarci spingere verso l’odio e la disperazione, la voglia si spaccare tutto, che tanto farebbero comodo a chi ancora insiste nell’accanimento terapeutico di “questo” mondo…
5. Leggo: CIVATI: FACCIAMO PRIMARIE ALLA FRANCESE NEL PD Con Civati sembra tornata la pace. “Qui mi sento ancora a casa, magari c’è un’altra casa che ci separa (allude a Palazzo Chigi, ndr)., Nel Pdnon è un problema generazionale, serve nuovo entusiasmo, nuove energie. Qui alla Leopolda viene lanciato un messaggio liberatorio. Nel Partito democratico bisogna fare primarie alla francese. Bersani non ha paura, nessuno di noi ha paura, facciamole”.
”Mentre tutti si stracciavano le vesti lamentando la struttura inadeguata della nostra industria, si e’ scoperto che, sia pure con qualche scossa di aggiustamento, la manifattura ha retto. Nel 2011 le esportazioni vanno bene, nonostante la crisi, e le quote di mercato sono quelle di otto anni fa.”
Apprezzo ogni spunto positivo, ma come diceva stamattina qualcuno di Torino, la VERITA’ innanzitutto.
Nessuno ha la sfera di cristallo per sapere se il sistema, questo sistema economico, capitalistico, crollerà domani o tra 20 anni
Giusto dare coraggio, giusto accettare il rischio, enorme, che l’umanità intera sta correndo, con idee nuove, di persone nuove.
Una cosa però è l’ottimismo della volontà, che condivido, nello ‘spirito’ della Leopolda, un’altra e scrivere un libro di sogni irrealizzabili.
Non voglio fare il disfattista, ma già stiamo messi molto male, in troppi: per piacere altri inganni, no, grazie!
7. In crescendo … devo dire che la giornata è andata in crescendo, ho ascoltato interventi molto belli e appassionati, e anche se insisto a pensare, come qualcuno di Torino diceva stamattina, che una sinistra convincente debba dire sempre la verità, e non scambiare l’ottimismo della ragione con un libro di sogni impossibili da realizzare (per la insostenibilità del pianeta Terra, in “questo” sistema economico) non posso che rallegrarmi che l’aria che diffondete da Firenze sia … respirabile! Grazie.
8. La Apple. Non sarei così sicuro che Steve Jobs (la Apple) siano l’esempio più esaltante da citare, a parte la sua vita personale, indubbiamente interessante, unica e … sofferta, e comunque lui è partito a 20 anni in un garage, USA anni ’70 … altri tempi, altro sistema, altre opportunità rispetto a oggi. Oggi, i 20enni USA seguono Anonymous e occupano le piazze, perchè la loro condizione non è (più) molto migliore della nostra, e la nostra non è indipendente dalla loro. Credo valga anche per la Gran Bretagna, per chi ne ha parlato (UK) … lacrime e sangue, per ottenere cosa? A questo spero inizi a rispondere il grande evento di oggi!
Big Bang – Leopolda 2011 | Riccardo Luna
9. riformisti, ma non rivoluzionari… ostinati e non indignati… eppure mi è parso di aver seguito interventi indignati e rivoluzionari mi piace che Matteo Renzi piaccia alla Destra, se questo significa che il cambiamento puo’ coinvolgere moltissimi italiani, indipendentemente da antiche sigle e partiti NON mi piacerebbe se indicasse uno slittamento a destra (nel senso classico, e remoto, anche se presente al governo putroppo ancora oggi) della Sinistra italiana Mi piacerebbe una Sinistra (non un centro sinistra) capace di cambiare anche nome e colore (Big Bang andrebbe benissimo!) e di coinvolgere chi si collocava, quasi obbligatoriamente, altrove, senza furbizie, senza inglobare, ma salda su alcuni principi fondamentali, tra cui anche quelli relativi alla laicità ed ai diritti civili…
non c’è separazione tra ‘riformismo’ e ‘rivoluzione’, perchè il primo significa ‘cambiamento possibile, sostenibile’, e la seconda è affermare in prima persona la determinazione, da indignata a ostinata, preferirei dire ‘determinata’, che il cambiamento è possibile. Senza violenza, con fermezza e costanza
non lasciamo che nessuno ci usurpi indignazione e rivoluzione, riappropriamocene piuttosto, nei modi e nei tempi di questo millennio…
oh, beh, non è ‘rivoluzione’, ma RIBALTAMENTO, evviva! quanto al debito, azzeriamolo pure, ma non quello insaldabile che chiedono le banche al mondo (neppure la Cina si fida), ma gradualmente riducendo gli arricchimenti ingiustificati e garantiti…
10. Matteo Renzi: “il problema è che nessuno viene in Italia” eh!
però ci vengono gli immigrati, non dimentichiamolo, e molti di loro, fuor di retorica, portano la famosa CULTURA, conoscono lingue, portano antichi saperi, saggezza e nuova linfa, molto spesso sono più aperti mentalmente di noi, e se non ce la apriamo da soli, la mente, ci daranno una mano loro, diamo tempo al tempo!
Se Matteo Renzi mira veramente ad essere un elemento di cambiamento e ad offrire all’Italia una prospettiva di sviluppo, bisogna che cominci a scollinare il conformismo dell’agenda liberista fatta di liberalizzazioni, svendite del patrimonio pubblico, tagli a pensioni, sanità e welfare in generale. Questa, infatti, é roba trita e ritrita che ha garantito soltanto povertà ed insicurezza alle nazioni che vi hanno ricorso, e che già diversi danni ha fatto anche in Italia. Cosí Renzi deve saper andare alla radice della crisi che investe tutto il sistema economico-finanziario occidentale (e di riflesso il resto del pianeta): il predominio assoluto che la speculazione ha oggi sull’economia reale.
12. Leggo: «Un rigoroso discorso di verità – si legge nel documento – unito a una visione del futuro, l’iniezione di nuovi protagonisti nel dibattito nazionale attraverso un ripensamento delle forme stesse dell’azione politica«.
13. a me piace Renzi potrebbe essere l’Obama italiano che non è il massimo forse come non lo è Obama ma sarebbe un bel passo avanti ha carisma, a sinistra, al centro, a destra ovvero potrebbe vincere senza strane alleanze col centro destra
per questo cercheranno in tutti i modi di bloccarlo
uno che governa deve sapere parlare a tutti, e darsi da fare, mettendoci la faccia e prendendosi anche le torte in faccia e lui lo fa
In Italia significa che gli taglieranno le gambe del resto anche in US Obama non è arrivato subito ed è ovvio che ha dovuto vendersi a molti però è riuscito ad avere l’appoggio dei leftist americani questo lo espone a fare la fine di Kennedy o di Martin Luther King (sia l’uno che l’altro sostenuti dalla Mafia peggiore, la Nuova Mafia dei Corleonesi)
non è il mio ideale però mi piace chi rischia e si sporca le mani anche ma non alla maniera di Berlusconi o di Bush se le sporca perchè “questo” mondo è anche anche fatto di merda
14. e, a proposito di ideali, condivido fino a qui:
“Nel cielo scorrono nuvole, venti di luoghi lontani, luoghi dove tutto è possibile, come potrebbe esserlo qui. Perché non riusciamo più a volare? Perché siamo diventati un gregge che senza un pastore, senza un leader, non è capace di trovare il suo cammino? Il leader pensa per noi, noi dobbiamo pensare come il leader. Un uomo che vale uno, e qualche volta molto meno, diventa il nostro padrone perché noi decidiamo di valere zero. Lo schiavo vuole un leader, l’uomo libero vuole il cielo. L’uomo libero è leader di sé stesso.”
Ma il cammino puo’ essere brevissimo (dopodomani il ‘sistema’ crolla, e amen, ovvero, era ora!) oppure puo’ durare 10-20 anni, per darci il tempo di liberarci, anche dai Renzi, che però al momento non solo non ci stanno sbarrando la strada, ma rischiano solo che la strada venga sbarrata a loro…
Second Life è innanzitutto un luogo della e nella mente Lavorare in Second Life significa, anche, porsi fuori da spazio e tempo "ordinari". aperti su tutti i tempi e tutti gli spazi
"Inneres Auge", canterebbe Franco Battiato
Ascoltando, ieri, 27 Settembre 2011, l'inaugurazione del Caffè letterario alle Murate, a Firenze, in diretta su Controradio, http://www.controradio.it/ , in Second Life
E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra. E quando ci domanderanno cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi.
x "Fahrenheit 451" - Ray Bradbury x
( La citazione da Ray Bradbury era di "Persone Libro Donne di Carta" )
Martedì 27 settembre 2011, nel complesso delle Murate, verrà inaugurato il Caffè Letterario Firenze, con il seguente programma: 18:00 – 24:00 Diretta radiofonica Dallo studio mobile di Controradio
19:00 Roses Andrea Omezzolli Teatro danza dalle 19:30 in poi Interventi Letterari / musicali Lidia Castellani – scrittrice Marco Malvaldi – scrittore Alessandro Raveggi – scrittore Francesco Recami – scrittore Vanni Santoni – scrittore Anna Sarfatti – scrittrice Letizia Fuochi – cantautrice Alessandro Biagi – sax Massimo Ciolli – chitarra Cristina Italiani – flauto traverso Michele Staino – contrabbasso
Persone Libro Donne di Carta Persone Libro Donne di Carta
21:30 Dalle storie di Vincenzo Malinconico Non avevo capito niente e Mia suocera beve di e con Diego De Silva Stefano Giuliano – sax Aldo Vigorito – contrabbasso Lettura performance
22.30 Di Maggio Bros Folsom Prison Blues Rockabilly Event
pensavo: non è importante realizzare "personalmente" i propri SOGNI
(aprire un caffè ecc. a Firenze, scrissi ere fa...)
"Pensiamo che il più grande degrado del nostro tempo sia la solitudine e che allora investire in cultura significa combattere quel degrado che in qualche modo intenerisce e impigrisce il cuore e i sogni di una realtà"
(Matteo Renzi, http://www.avisoaperto.it/?p=7623 )
Domenica 21 dalle ore 15:00, si svolgerà in piazza Italia a Perugia un presidio con l'obiettivo di rivendicare più diritti non solo per i migranti ma per tutti.
2Lei è un progetto in collaborazione tra 2LifePhotos, Arte Libera, Merkaba Arts, PAD, SL Art, Tanalois, SaliMar, WDT Planet, CSW Island, The Knot , gruppi di Second Life, per la sensibilizzazione e la divulgazione degli eventi legati alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Il 25 novembre 2010 diversi artisti virtuali, galleristi e personaggi della cultura di SL sono stati chiamati a condividere nelle proprie land e gruppi di appartenenza il messaggio comune di solidarietà alla donna.
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2Lei - La Passione delle donne
Un omaggio alla donna a 360 gradi che vuole essere allo stesso tempo un segno di solidarietà verso le donne violate, maltrattate, denigrate, soggiogate, odiate, temute, sfruttate... un modo per essere vicini a tutte quelle donne che in questo giorno non possono essere con noi a gridare il loro inno alla vita perché la loro passione non si è conclusa con una resurrezione..ma con la morte, la privazione... l'annientamento dell'essere. Un abbraccio a tutte quelle donne che con noi hanno camminato su questo mondo con passi da esseri umani tacciati di una differenza inesistente, di una particolarità scomoda, di una sensibilità inopportuna, di un entusiasmo pericoloso..di un essere donna da distruggere piuttosto che da amare.
Essere donna oggi è essere umana! Con i nostri corpi virtuali, la nostra coscienza globale e l'immortalità che ci contraddistingue in questo mondo perfetto vogliamo dedicare un giorno all'essere umano.
Nel giorno in cui il mondo reale si riunisce in questa denuncia senza confini, apriamo le porte del Metaverso per diffondere il nostro messaggio di solidarietà alle donne.
Questo messaggio vuole arrivare ai cuori degli esseri umani attraverso l'arte virtuale. Orgoglio di una società parallela in cui l'espressione creativa vanifica le distanze e si riunisce sotto un solo manifesto.
2Lei è l'esempio della collaborazione dei residenti di Second Life che a partire da un progetto italiano ha riunito per la stessa causa artisti e galleristi di tutto il mondo per dedicare anche nell'ambiente virtuale un giorno alla Passione delle donne.
Il 25 novembre 2010 vieni in Second Life ed abbraccia con noi tutte le donne del mondo!
C I T T A' I D E A L E P R E S E N T A
I N Q U I S I Z I O N E D O N N E/S T R E G H E
In questi incontri andremo alla ricerca di alcune notizie/nozioni per dimostrare come è potuto accadere che nell'arco di alcune centinaia di anni la figura della Donna sia transitata dall'essere Fonte di Adorazione e dedizione all'essere Violata, Torturata ed in fine Arsa Viva per Eresia sino ad arrivare ai nostri giorni dove noi tutti assistiamo alle violenze quotidiane a danno delle Donne e per mano di Uomini.
Per raggiungere il fine che ci siamo prefissati sarà inevitabile e comunque ovviamente necessario un percorso storiografico per meglio inquadrare il contesto Storico/Sociale di riferimento.
Gli incontri avaranno cadenza quindicinale a partire da:
This cycle of meeting continues somehow the talks Femminio tra sacro e profano (Femenine, between sacred and profane). In it, we will look at information/facts showing how, in some hundreds of years, the woman went from being worshipped and object of devotion to be violated, tortured and finally burned alive with the accusation of heresy. Starting from the past, we will arrive to the present, when we witness every day the violence of men against women.
To achieve our purpose, we will try to have a better historical and social picture examining historical facts.
The talks, supported by slides, will be in voice (in Italian).
We will meet every other Tuesday at 2.00 pm Stt, starting on the 23th of November.
Noi che abbiamo imparato a conoscere la politica con tangentopoli e il debito pubblico e che oggi troviamo la classe dirigente del Paese occupata a discutere di bunga bunga e società offshore.
Noi che nonostante quello che abbiamo visto, fin da bambini, crediamo nel bene comune, nella cosa pubblica, nell'impegno civile.
Noi che ci siamo riuniti a Firenze per ritrovare le parole della speranza. Noi che abbiamo voglia di incrociare i nostri sogni e non solo i nostri mouse. Noi che crediamo che questo tempo sia un tempo prezioso, bellissimo, difficile, inquietante, ma sia soprattutto il nostro tempo, l'unica occasione per provare a cambiare la realtà. Noi.
Noi vogliamo gridare all'Italia di questi giorni meschini, alla politica di questi cuori tristi, al degrado di una solitudine autoreferenziale, che si può credere in un'Italia più bella.
Sì, noi crediamo nella bellezza, che forse non salverà il mondo, ma può dare un senso al nostro impegno. La bellezza dei nostri paesaggi, delle nostre opere d'arte, delle nostre ricchezze culturali, certo. Ma soprattutto la bellezza delle relazioni personali, la bellezza di andare incontro all'altro privilegiando la curiosità sulla paura, la bellezza di uno stile di vita onesto e trasparente.
Da Firenze, patria di bellezza, ci mettiamo in gioco.
Senza pretendere posti, senza rivendicare spazi, senza invocare protezioni. Senza chiedere ad altri ciò che dobbiamo prenderci da soli.
Ci mettiamo in gioco perché pensiamo giusto che l'Italia recuperi il proprio ruolo nel mondo.
Ci mettiamo in gioco perché non vogliamo sprecare il nostro tempo.
Ci mettiamo in gioco perché abbiamo sogni concreti da condividere.
Ci accomuna il bisogno di cambiare questo Paese, un Paese con metà Parlamento, a metà prezzo, un Paese dalla parte dei promettenti e non dei conoscenti. Che permetta le unioni civili, come nei Paesi civili; che preferisca la banda larga al ponte sullo Stretto; che dica no al consumo di suolo, e sì al diritto di suolo e di cittadinanza. Un Paese in cui si possa scaricare tutto, scaricare tutti; che renda il lavoro meno incerto, e il sussidio più certo. Che passi dall'immobile al mobile, contro le rendite, e che riduca il debito pubblico, la nostra pesante eredità.
Vogliamo rispondere al cinismo con il civismo. Alla divisione con una visione. Alla polemica con la politica. E vogliamo farlo con la leggerezza di chi sa che il mondo non gira intorno al proprio ombelico e con la serietà di chi è capace anche di sorridere, non solo di lamentarsi.
Da Firenze, laboratorio di curiosità, vogliamo provare a declinare il coraggio contro la paura, condividendo un percorso di parole e di emozioni, di progetti e di sentimenti perché la prossima fermata sia davvero l'Italia. Un’Italia che oggi riparte dalla Stazione Leopolda, la Prossima Italia.
E se mentre sogna provassimo tutti a ... ripararla... come ai tempi dell'alluvione... quando Firenze era ancora Firenze, ed i barbari non erano ancora calati da nord e da sud, né usciti da qualche recondita tana interna per corroderla 'da dentro' ? Un sogno. Un magnifico sogno, pure realizzabile, con molta volontà e un grande senso di gratitudine per quel che Firenze ha saputo donare al mondo, da secoli, ma anche alla nostra infanzia, noi del '900 intendo!
Un lapsus a Firenze, in Second Life, virtualmente, in una Firenze imaginaria, per non urtare la sensibilità dei ... geronto-fobici xD
Ludovico Guarneri nasce a Firenze nel 1951.
All’età di sei mesi la famiglia si trasferisce sulla costa della Toscana dove Ludovico crescerà e studierà fino ai 17 anni, età che lo riporta alla sua amata Firenze.
I suoi vent’anni saranno dedicati al tentativo di cambiare il mondo.
Nel 1974 intraprende un lungo viaggio in estremo oriente che lo cambierà profondamente. Nel 1976 fonda una comune agricola, artigianale e vegetariana.
In quegli anni forma la sua coscienza non violenta.
Comincia a dipingere sui tessuti con varie tecniche, attività che lo porterà a entrare nel mondo della moda, da cui si distaccherà negli anni 90. Nel 1991, a quarant’anni, fa il suo primo viaggio in India. I viaggi si susseguono e finalmente incontra gli amici della comunità di Sri Aurobindo con cui collabora in varie attività. Partecipa a due seminari dai Bramha Kumaris sul Monte Abu in Rajasthan.
Nel 1992 incontra la sua futura moglie, Margherita un medico tedesco.
Nel 1995 si ammala di cancro e si sottopone per un anno a chemioterapie. Scopre la tisana Caisse Formula che lo aiuta a superare gli effetti sgraditi della chemioterapia e a riacquistare la salute. Ne diventa un propagandatore.
Nei primi mesi del 97 si reca in India per propagandare la tisana, partecipa ad un importante seminario di omeopatia.
Lo stesso anno il cancro si riaffaccia nella vita di Ludovico. Comincia la sua carriera di malato esperto. Per tre anni rifiuta ogni terapia dedicandosi alla ricerca di cure alternative e complementari per alleviare le sofferenze dei malati di cancro. Pubblica il suo primo libro: La formula di Rene Caisse (ed. Anima). Lavora come assistente di un grande medico ayurvedico da cui apprende la profonda psicologia della guarigione.
Nel 2004 esce il suo secondo libro: ” La cosa più stupefacente al mondo” - Avventure di un malato esperto (ed. Anima) in cui racconta le vicende che lo hanno portato alla guarigione completa. Tiziano Terzani ne scrive l’introduzione poco prima di lasciare il corpo.
Nel 2006 il libro viene ristampato in una nuova versione da TEA Milano. Nel 2007 comincia una collaborazione come “malato esperto” con una radio fiorentina: ”Controradio” e la giornalista radiofonica Sabrina Sganga con cui ogni settimana scambia opinioni e fa controinformazione sulla medicina ufficiale e quella complementare.
Attualmente vive nella campagna Toscana in piena salute insieme a sua moglie Margherita.
Si immagina un mondo dove tutti sentano il desiderio di cambiare le cose partendo da se stessi.
Nel 2009 pubblica il suo terzo libro "Viaggio nonostante tutto" Una denuncia dei trucchi dell'industria medica per arricchirsi a scapito del malato-consumatore ma anche un diario di viaggio in luoghi magici.
E se mentre sogna provassimo tutti a ... ripararla... come ai tempi dell'alluvione...
quando Firenze era ancora Firenze, ed i barbari non erano ancora calati da nord e da sud, né usciti da qualche recondita tana interna per corroderla 'da dentro' ?
Un sogno.
Un magnifico sogno, pure realizzabile, con molta volontà e un grande senso di gratitudine per quel che Firenze ha saputo donare al mondo, da secoli, ma anche alla nostra infanzia, noi del '900 intendo!
L’assessore alla cultura Giuliano da Empoli ha raccolto in un documento di 13 pagine la sua prima relazione annuale
Detta così può sembrare una buotade. Noi propendiamo per un auspicio, in cui, quasi biblicamente, la maggiore responsabilità spetta a chi ha la voglia e la forza di approfittare. Insomma parlare di "Firenze città del possibile" può apparire uno slogan da cartolina. Se però lo colleghiamo al modo di pensare e di agire dell'assessore Giuliano da Empoli, probabilmente vediamo che dietro quelle parole c'è l'atteggiamento di chi non vuole imporre, ma sollecitare. Di chi non impronta, ma crea le condizioni. Ed in effetti, a ben vedere, tutto quello che Da Empoli indica come 'successi' del suo primo anno di amministratore, fanno riferimento al contesto, alla realizzazione di un ambito entro cui la creatività possa avere spazio. Il progetto 'smart dissident' alle Mutare per i blogger perseguitati, la notte bianca, il Capodanno. La riapertura dell'anfiteatro alle Cascine, la nuova versione del Palazzo Vecchio non più blindato a cittadini e turisti e aperto fino a mezzanotte come la biblioteca delle Oblate e. E per il futuro soprattutto il progetto 'l'arte dappertutto' con l'ambizione di far entrare l'esperienza artistica nella vita quotidiana di ciascuno, e non solo di chi frequenta i musei. A partire dai nuovi progetti di illuminazione. E poi i Suc (spazi urbani contemporanei) ancora alle murate, la celebrazione dei 150 anni dal l'Unità d'Italia, tutta in chiave contemporanea, in collaborazione con la fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. E la diplomazia culturale con la rete delle città storiche per il contemporaneo che verrà lanciata nel prossimo autunno.
ecco, appunto, corretti i refusi (xD) e dando credito ai 'politici' di tutta Italia, e sperando in bene, da Firenze potrebbe partire una 'diplomazia culturale con la rete delle città storiche' ... ovvero... il famoso sogno che Firenze torni a sognare ed a farci sognare...
Un sogno sognabile NON è la pseudo realizzazione di un sogno da visionari, ma qualcosa (e non puo' essere che la cultura a determinarla) che faccia sognare, anche l'impossibile!
Voglio spezzare una lancia a favore di Brescia e dei bresciani. La Lega, sui ‘media’, e Brescia, sembrano legati a doppia mandata, come se la Lega fosse nata a Brescia, e i Bresciani fossero i rappresentanti del peggiore razzismo. Come direbbe il sindaco ‘a modino’ di Firenze, Renzi, mi imbelvisco.
Brescia oltretutto ha moltissimo in comune con Firenze, e con il Rinascimento italiano.
Quelli che dicevano che non è vero che il rinascimento italiano o riparte da Firenze, o non riparte affatto
Città e valli industriali da sempre’, e da a sempre anche fertile terra di agricoltura e allevamenti, invasa e attraversata da popolazioni dei 4 angoli della terra, da tempo immemorabile.
I Bresciani sono ’schietti’, si dicono le cose ‘in faccia’, e questa schiettezza, come si vede nei numerosi servizi televisivi, contagia anche i nuovi immigrati.
Ho avuto modo negli ultimi decenni di vedere immigrati in molte città italiane, e francamente l’equilibrio di relazioni umane che si è realizzato nel territorio bresciano l’ho riscontrato raramente altrove.
Vero che volano parole grosse, perchè da sempre i Bresciani ‘parlano’, al bar, nelle piazze, nelle sedi istituzionali, con linguaggio colorito e ’senza peli sulla lingua’, in un dialetto simile al bergamasco, ma addolcito dal prolungato dominio della Repubblica di Venezia, e dai numerosi e ripetuti contatti con altre civiltà e culture: perchè i bresciani sono da sempre anche MIGRANTI, ovunque nel mondo.
Ho in orrore le idee razziste e xenofobe e le conseguenti pratiche leghiste, ma al contempo penso sia sbagliato prendere sempre e soltanto Brescia come esempio di città e territorio leghista.
VORREI IL DISEGNO DI UNA PECORA
Fin dal tempo dei Galli celtici, i Bresciani sono sempre stati ‘contro’ ogni limitazione della loro libertà, delle loro autonomie (in particolare nelle tre valli che confluiscono nella città di Brescia, dove già nell’anno 1000 si costituivano i primi Comuni) che hanno rivendicato contro etruschi, goti, milanesi, franchi, spagnoli, veneti illuminati e, a volte altrettanto illuminati, asburgici austriaci, così come dalle valli sono scesi a contrastare i Francesi e Napoleone.
Ma Brescia, città e valli, è anche terra di arte e cultura, di umanesimo, rinascimento, illuminismo, scienza, tecnica, tensione al futuro che unisce saperi, sapori, umori, relazioni umane, passioni anche aspre.
In sintesi, ritengo sia un grave errore confondere il particolare ’stile comunicativo’ dei Bresciani, che ha anche i suoi aspetti ‘ruspantemente’ positivi, e l’antica passione per la caccia, con questioni ben più profonde, come la reale capacità di accoglienza e di dialogo col ‘diverso’, tipica di queste terre.
In particolare la Sinistra, che ha perso il Nord Italia, e anche Gianfranco Fini, dovrebbero riflettere bene come distinguere sostanza e apparenza, perchè forse la ‘chiave’ per trasformare anche Brescia, come Firenze, in una città di punta per un nuovo rinascimento italiano, c’è già…
Un esempio di bresciano che molto prima che esistesse la Lega, come il sudtirolese/altoatesino Alexander Langer, si batteva per il recupero e la sopravvivenza delle culture locali, e per un vero federalismo:
La storia e la cultura bresciane, oggi e negli scorsi millenni, a partire dalla colonizzazione camuna e celtica, seguita da quelle etrusca, romana, longobarda, veneta, francese, spagnola, austriaca e italiana, ha delle particolarità tali da rendere davvero speciale il territorio delle Tre Valli (Camonica, Trompia e Sabbia, e della pianura, delle montagne e dei laghi (Iseo, Garda, Idro, Ledro e gli incantevoli laghetti alpini)
Brescia Piazza Loggia in Second Life
Non solo fin dalla più remota antichità (5-7000 anni orsono) si sono qui intrecciati interessi minerari (estrazione del ferro e di altri preziosi minerali) e dunque artigianali e industriali, con i pascoli alpini (la malga, l’alpeggio) e l’agricoltura della campagna che si estende verso i territori di Mantova e Cremona, ma la posizione geografica stessa, all’incrocio tra popoli ed etnie di provenienza diversa hanno favorito il confronto e lo scambio fino a costituire ancor oggi le basi della pacifica convivenza di genti provenienti dai quattro angoli del globo, dopo che per secoli i bresciani sono stati loro stessi migranti, praticamente ovunque.
Questo ha favorito anche il convergere nel territorio bresciano di arti e artisti: lo si puo’ facilmente scoprire dall’architettura di Brescia, con il suo cuore romano, ma anche veneto e toscano – rinascimentale, e però anche girovagando per le valli, nei più sperduti paesini.
Brescia che verra', in Second Life
Come Marmentino, ad esempio, il cui toponimo rimanda forse al carcere Mamertino presente nell’antica Roma, da cui i colpevoli di reati più gravi venivano damnati ad metalla, ovvero spediti a cavare ferro in Valle Camonica e in Valle Trompia, come testimoniano, tra l’altro, i pochi resti intatti delle antiche strade romane che attraversavano, in quota, longitudinalmente le valli alpine.
Intorno all’anno 1000. Marmentino e i comuni limitrofi dell’Alta Valle Trompia (a nord di Gardone) furono tra i primi a rivendicare le proprie autonomie federandosi in comunità (una nobile famiglia, le donne di Fusio, di origine valsabbina, donarono al comune di Marmentino il proprio territorio, ad esempio), e queste autonomie furono a lungo riconosciute e tutelate dalla Serenissima Repubblica di Venezia
Venerdì 16 gennaio scorso nella chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano di Marmentino è stato presentato ufficialmente il volume relativo al carteggio della famiglia Zubani; relatori il sindaco Mario Nicolini, il presidente della Provincia architetto Alberto Cavalli, il professor Sandro Fontana docente universitario a Brescia, la professoressa Piera Tomasoni docente universitaria a Pavia e il professor Idelfonso Corini assessore alla cultura della Comunità Montana di Valle Trompia, coordinatore Carlo Sabatti
Pubblicato il pregevole ed inedito carteggio della famiglia Zubani dagli ultimi decenni dell’800 alla metà del ’900 – curatrice la professoressa Elena Pala Zubani. Il volume edito dalla Com&Print di Brescia è stato voluto dall’Amministrazione Comunale di Marmentino.
Nella premessa al libro, davvero prezioso, Mario Nicolini, sindaco da un decennio, fratello del compianto mons. Giulio (vescovo di Cremona), rimarca le caratteristiche dell’operoso e solatìo Comune montano di Marmentino, la cui vita riemerge significativamente nelle pagine delle missive degli Zubani e dei loro corrispondenti: «A Marmentino, con le contrade di Ville, Dosso e Ombriano – scrive lo storico Carlo Cocchetti nel volume “Brescia e sua provincia” (p. 271), edito a Milano nel 1858 – «si raccolgono noci e funghi d’antana. […] L’Oratorio dell’Assunta a Dosso venne edificato nel XIV secolo, e unito alla parrocchiale nel 1459. La parrocchia ha quadri dei tre nostri migliori cinquecentisti». Nel 1898 Gustavo Strafforello in “La Patria – Geografia dell’Italia – Provincie di Bergamo e Brescia” (p. 352) specifica che il territorio del Comune di Marmentino, con 786 abitanti, «si trova nell’interno dell’alta Val Trompia, alla sinistra del Mella e sulle scoscese pendici del monte Ario (1757 m.), dividente questa vallata dalla contigua Val Sabbia. Il Comune di Marmentino è assai frazionato. – Marmentino, villaggio capoluogo, non conta più di 230 abitanti e trovasi a 825 metri sul livello del mare. Ha una discreta chiesa parrocchiale», con «una pala d’altare di buonissima scuola, attribuita al Tiziano, ma più probabilmente opera del Moretto. Altro dipinto, non privo di pregio, in questa chiesa è un Sant’Antonio, assai guasto e dovuto al bresciano Lattanzio [Gambara]. Frazioni di questo Comune sono: Ombriano (891 m.) e Ville (825 m.). […] Il suolo di Marmentino è abbastanza fertile: dà frumento, segala, canapa, patate, barbabietole ed altri prodotti. Ha ricche boscaglie cedue e d’alto fusto, nonché estesi pascoli, dai quali è assai favorito l’allevamento del bestiame, industria principale del luogo». Marmentino è il paese d’origine degli Zubani, il cui carteggio è valorizzato in questa edizione che è testo di acuta umanità ed insieme di storia ‘nostra’ dagli ultimi vent’anni dell’800 agli anni Quaranta del secolo scorso. L’Amministrazione Comunale di Marmentino è orgogliosa di quest’opera che vuol essere un omaggio alla gente di questo borgo della Valle del Mella, povero nella sua economia montana di sussistenza che ha costretto molti ad emigrare per lavoro, ma ricco di opere d’arte, come ricordano gli storici citati. Basterà nominare la mirabile pala maggiore del Redentore con i SS. Cosma e Damiano, ora concordemente attribuita al grande Moretto da Brescia, lo stupendo S. Antonio abate, già assegnato al Gambara, ma – liberato dalle ridipinture che l’avevano sfigurato – più giustamente dato al Bonvicino ed il raffinato quadro della Madonna del Rosario di Pietro Maria Bagnatore, opere conservate nella parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano, e poi la deliziosa tela di S. Rocco di Ombriano e la meravigliosa pala dell’Assunta del Dosso, entrambe firmate dal Bagnatore. Proprio al Dosso vivevano gli Zubani del carteggio. Non è casuale la pungente nostalgia di Cenzo che dalla Sardegna dove lavorava come chimico sogna le feste grandi celebrate al Dosso per l’Assunta. Il maestro e poeta Santo – tra l’altro – parla delle sue esperienze come insegnante elementare e come segretario comunale nel suo paese natio; intensa anche se breve è l’esistenza di Peppino, addolcita dal tenerissimo amore di Jeannette, personaggio di sublime delicatezza; don Franco è combattente e cappellano militare; Teresa Mazzoldi, sposa di Santo, è cugina degli Zanardelli, tra cui spicca l’onorevole Giuseppe, presidente del Consiglio. Non mancano cenni al grande statista, la cui famiglia era originaria di Collio, ed ai liberali zanardelliani. Un mondo di affetti, di difficoltà, di accettazione delle fatiche del vivere, di speranze e sogni, piccolo e grande universo d’un paese di montagna, in cui pulsano le ragioni della fede e la religione del lavoro. Siamo profondamente grati alla professoressa Elena Pala Zubani che ha voluto donarci un’opera così viva e fonte di arricchimento umano e culturale. Commoventi la cura e la passione dedicate all’interessantissimo carteggio che fissa negli annali della storia vicende emblematiche dell’antica terra di Marmentino, di cui la sua gente è legittimamente orgogliosa». Fabio Ferraglio, sindaco di Sarezzo, nuovo presidente della Comunità Montana che ha patrocinato l’opera, sottolinea: «Così vera e viva appare la nostra Valtrompia fra le righe delle centinaia di lettere dell’epistolario Zubani. Questo mi è parso, fra i molti, il pregio più significativo della splendida opera curata dalla professoressa Elena Pala Zubani e voluta dall’Amministrazione Comunale di Marmentino. Uno sguardo dall’interno, una descrizione non stereotipata, uno spaccato di vita vissuta che fa riecheggiare, in tutti noi, il richiamo di una storia che, seppure un po’ distante cronologicamente, ci appartiene e ci accomuna. Il tono familiare, le espressioni di delicata intimità, la commozione che pervade le missive dal fronte: tutto, in questo epistolario, evidenzia la grande umanità, l’attaccamento ai valori di sempre tipico della nostra gente. Una sorta di filo rosso che attraversa e unisce le generazioni di valtrumplini. Un cenno doveroso alla documentazione fotografica così straordinaria e per certi versi sorprendente che ci riconsegna un mondo forse troppo presto dimenticato e che merita di venire riscoperto e offerto alla riflessione e all’analisi delle nuove generazioni. Alla professoressa Elena Pala Zubani, a Mario Nicolini e alla sua amministrazione, va il ringraziamento della Comunità Montana di Valle Trompia per averci regalato un dono così particolare e prezioso». L’architetto Alberto Cavalli, presidente dell’Amministrazione Provinciale di Brescia, che pure è sponsor dell’importante pubblicazione, ha voluto specificare le peculiarità dell’opera, data accuratamente alle stampe e ricchissima di riferimenti di storia e profonda umanità: «Un’edizione di fonti è sempre un’opera culturale pregevole, non solo perché mette a disposizione contenuti di conoscenza poco noti o difficilmente accessibili, ma soprattutto perché consente ad una comunità di riconoscersi nel passato che le è proprio. Il vasto territorio bresciano custodisce, nella varietà delle sue forme e nella suggestione di suoi paesaggi, un patrimonio culturale ricchissimo, in larga parte ancora da scoprire», rileva il presidente Cavalli, aggiungendo: «Le opere e i giorni del maestro e poeta Santo Zubani, della moglie Teresa Mazzoldi, dei loro figli e delle sorelle del grande statista bresciano Giuseppe Zanardelli – del quale ricorre il primo centenario della morte, che la Provincia ha celebrato con una prestigiosa mostra al Vittoriano di Roma e nei luoghi bresciani che hanno inciso nella sua vita di politico e giurista – rivivono, dunque, in questo epistolario, amorevolmente edito e commentato dalla professoressa Elena Pala Zubani di Marmentino. Si tratta di uno squarcio di grandissimo interesse che documenta – attraverso la corrispondenza privata dei Mazzoldi, degli Zubani e dei cugini Zanardelli – le vicende umane della provincia bresciana, tra la fine dell’Ottocento e l’intero Novecento. Sullo sfondo c’è l’alpestre, solatio e bellissimo paese di Marmentino, in Alta Valtrompia. Non mancano accenni a Irma, Gardone, Tavernole, Brescia, Bergamo e Milano, luoghi che hanno raccolto le tracce del tempo, i personaggi, le loro vicende e consuetudini. Esemplari e di grande rilevanza sono le missive che Cenzo Zubani inviò dalla Sardegna, nelle cui miniere lavorò tredici anni come chimico. Struggente, appassionato e tragicamente breve l’amore tra Jeannette, affascinante e misteriosa giovane milanese, e Peppino Zubani, scomparso all’età di ventitré anni. Commoventi le lettere dal fronte del sacerdote valtrumplino, don Franco Zubani, detto Cicino, che testimoniano ansie, dolori, nostalgia pungente per l’amatissima “piccola patria” di Marmentino, la terribile sofferenza causata dal distacco dai propri familiari durante la prima guerra mondiale. Altrettanto coinvolgente il capitolo sulle vicende di don Franco, tenente cappellano militare in Africa Orientale durante la seconda guerra mondiale: un susseguirsi di episodi, lieti e tristi, a scandire le esistenze, indubitabilmente sorrette dalla fede in Dio. Il volume, denso di note puntuali e di riferimenti bibliografici, è arricchito da splendide immagini e vecchie fotografie che fanno rivivere molti aspetti di un mondo ormai sbiadito. Prezioso approfondimento di un periodo storico che fa compendio di una comunità che ritrova le ragioni dello stare insieme. Ad Elena Pala Zubani il merito, nato da un appassionante attaccamento a Marmentino ed alla Val Trompia, di aver tratteggiato un affresco carico di ricordi, di nostalgia e di vita vera». La presentazione del libro, edito ‘per felice iniziativa’ del Comune di Marmentino, è dovuta alla professoressa Piera Tomasoni, docente presso l’Università di Pavia, la quale sostiene che: «Il carteggio Zubani, di ambiente piccolo borghese, relativamente benestante, non entra nell’universo popolare in senso proprio: ma ciò non toglie nulla al suo interesse. Da queste lettere, dovute a vari corrispondenti e addensate soprattutto nell’arco di anni compreso tra il 1890 e gli anni Venti del secolo scorso, emerge uno spaccato significativo della vita e delle aspirazioni della classe media della provincia bresciana: attiva e tenace nella costante ricerca di migliorare la propria condizione, laboriosa, ottimista, e profondamente legata ai valori della famiglia, della fede e delle proprie tradizioni. Le voci che qui si susseguono, oltre a quelle di Santo e della moglie, sono quelle di tre dei loro quattro figli: Don Franco, con lettere degli anni giovanili di studente a Brescia, e poi del servizio militare sui fronti della prima guerra mondiale, fino alla prigionia in Kenya, durante la seconda, testimoniata in sintetiche ed efficaci note di diario; Cenzo, che lavorò per molti anni come chimico presso le miniere di Ingortosu, in Sardegna; Peppino, volontario durante la Grande Guerra e morto giovane, di tubercolosi. Spiccano tra tutte, a mio parere, le lunghe, bellissime lettere dalla Sardegna di Cenzo, che si alterna, nello scrivere, con la moglie Teresa. Si leggono come un romanzo, che racconta dell’impegno, delle difficoltà, dei sacrifici e dei frequenti momenti di sconforto in un ambiente sentito così lontano ed estraneo, qualche volta ostile, dai due giovanissimi emigranti; ma che dice anche delle speranze e del calore affettuoso, che viene dal colloquio quasi quotidiano con i parenti lontani, e che alimenta la voglia e la capacità di andare avanti. Si apprezza anche la scrittura, ricca, pastosa nelle lunghe e particolareggiate descrizioni dei luoghi, e spontaneamente efficace nel resoconto, spesso minuzioso, di una vita e di una mentalità così diverse da quelle del “Continente”. La curatrice del volume, Elena Pala, una giovane e promettente studiosa, che ha anche, e prima di tutto, il merito di aver ritrovato il carteggio, trascrive gli originali con cura e fedeltà, rispettosa anche delle piccole scorrettezze che talora sfuggono a questi scriventi, ben scolarizzati e complessivamente al di fuori del dominio popolare. Lo studio dettagliato di queste importanti testimonianze della scrittura comune, colta a un livello non basso, sono oggetto di una fase della sua indagine tuttora in corso, che offrirà un utile contributo anche da questo punto di vista. A Elena Pala, che si è assunta con competenza ed entusiasmo l’impegno della ricerca, e alle Istituzioni, che con intelligente lungimiranza hanno promosso la pubblicazione di un volume importante, i rallegramenti per i risultati conseguiti. Ai lettori, il piacere di una bella riscoperta», gradita grazie anche alle stupende cartoline d’epoca e ad alcune riproduzioni a colori, di grande suggestione e pregio, che impreziosiscono il volume, la cui rilevanza travalica la Valle del Mella.
Scritti, libri e cultura a Marmentino (Brescia) Carteggio Zubani (si parla anche della mia mamma, Itala, emigrata dalla Sardegna a Milano all’età di 3 anni, nel 1918, dopo che mio nonno era migrato da Brescia ad Arbus, in Sardegna, ai primi del ‘900 …) http://www.valletrompia.it/or4/or?uid=esy.main.index&oid=11748