Arte e Mente Livestream Channel

\

owllogo

The Daily Owl
Italian Journal of Psychology and Internet
Psicologia Online

WebPsych Partnership Member

ARCHIVIO

nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
Visualizzazione post con etichetta Vaticano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vaticano. Mostra tutti i post

venerdì 1 giugno 2007

Il video della BBC sui preti pedofili e le vicende di Rignano Flaminio, 'inquadrate' devotamente e zelantemente da Giuliano Ferrara

Questo articolo di Giuliano Ferrara è da incorniciare, per tempi futuri, quelli del proseguimento del processo per i fatti di Rignano Flaminio, e quelli del sempre possibile ripensamento, o risveglio, di una mente laica momentaneamente devota, anzi, come succede sempre ai neoconvertiti, zelantemente devota.


quote (anonimo sardo @ 1 Jun 2007, 13:49 )
GRANDISSIMA RISPOSTA "PREVENTIVA" DI FERRARA A SANTORO:

Il rogo delle streghe cattoliche
Al nuovo oscurantismo secolarista i porno-pedo-media tracciano la rotta
Certo che esistono preti capaci di abusi sessuali, omosessuali e pedofili. Come esistono laici, in ogni settore della vita privata e della vita civile, capaci di ridurre a strumento il corpo di un altro. La differenza, semmai, sta nel fatto, segnalato da un’invettiva di Francesco Agnoli su queste colonne, che per i cattolici questo abuso è indubitabilmente peccato, mentre per la morale laica è sempre più difficile fissare un confine che divida un amore diverso da un’offesa all’umanità e ai diritti dell’altro, e in particolare del bambino o della bambina. In Olanda, accanto alla legislazione matrimoniale tra le più variegate e libere del mondo, è sorto in nome della libertà un partito che intende riabilitare il concetto e la pratica della pederastia. Nella tradizione greco-pagana e romana, prima del cristianesimo, l’amore e il libero desiderio per i fanciulli e le fanciulle erano d’altra parte uno dei codici poetici e filosofici nobili della vita associata. Ma ora il mondo di Lolita e del marchese De Sade rovescia il proprio libertinismo, sia nella sua versione letteraria alta sia in quella bassa, semplicemente morbosa e brutale, in una caccia alle streghe cattoliche, nel rogo ideologico di un’istituzione, il sacerdozio, che la Riforma protestante e gli spiriti protestanti del mondo moderno rigettano in nome del sacerdozio universale, nel quadro di un attacco illiberale ai sacramenti e alla tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Una campagna vergognosa la cui rotta è tracciata invariabilmente dai media pedo-pornografici, con le facce imbellettate e i capelli imbionditi dall’henné a testimoniare il diritto alla generalizzazione, alla diffamazione specifica, all’insinuazione, al delirio morboso che trasforma fatti precisi in fenomeni diffusi e fuori controllo, adombra complicità per ogni dove, punta in alto per attaccare il clero come tale e rimodellare la chiesa dall’interno secondo i dogmi fanatici della cultura secolarista. Primo dogma lo share.
Siamo appena usciti dal Grande Fratello Pedofilo di Rignano Flaminio, non abbiamo ancora elaborato il lutto di un’indagine che ha fatto strame di persone umane e di bambini vessati dalle fobie adulte senza uno straccio di prova, in omaggio al culto morboso dell’antipedofilia militante, ed ecco che l’amore dovuto ai piccoli diventa strumento d’attacco calunnioso in odio ai preti e a quel che significano di diverso, di irriducibile, nel mondo moderno. Laicisti Torquemada da strapazzo, che hanno fatto fuori un cattolico da un incarico pubblico in Europa accusandolo di aver usato la parola peccato, pur ben distinta dalla parola reato, importano in Italia al livello più basso, la programmazione di quell’azienda culturalmente fallita che è la Rai, un banale volantino anticlericale confezionato da quell’azienda civilmente fallita che è la Bbc, tribuna di tutte le calunnie sulla guerra e sulla pace. Buona visione.


*



http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=147226&f=194&st=480
1 Giugno 2007

Video Bbc sui preti pedofili ad "Annozero"

Ieri sera è stato mandato in onda nella trasmissione condotta da Michele Santoro, “Annozero”, il video della Bbc sui preti pedofili.


Dopo le critiche da parte di padre Federico Lombardi, ufficio stampa del Vaticano, che ritiene il documentario ingiusto quando appunta le sue critiche sulle motivazioni di documenti ecclesiali di cui viene svisata la natura e la finalità; e da parte del centrodestra che lo ritiene un processo unilaterale contro la Chiesa e lo definisce un nuovo esempio di tv spazzatura, Michele Santoro si difende dicendo che “ieri sera si è avuta una prova di grande civiltà, Monsignor Fisichella ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti".


È chiaro l’attacco alla politica italiana che tende a frenare la libertà dei giornalisti. È una situazione indegna di un Paese civile. Bisogna entrare in una sfera di civiltà che negli altri Paesi, come Inghilterra e Stati Uniti, è normale. Noi ci stiamo abituando ad un bassissimo tasso di libertà. E questo non va per niente bene. È un vero scandalo!


Daniela


http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/rai-cda/commenti-annozero/commenti-annozero.html
e
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10504&fromplayer=10504&stream=video

ildelfino.ilcannocchiale.it

giovedì 31 maggio 2007

Video BBC sui preti pedofili: in onda questa sera, 31/05/07, su Anno Zero

Annozero, record di ascolti tra le polemiche

http://www.repubblica.it

La trasmissione ha registrato un vero e proprio record di ascolti, è stata seguito da 4.781.000 spettatori con il 21,01% di share.

Si tratta del risultato migliore da quando Santoro, il 14 settembre dello scorso anno, è tornato in tv. La prima puntata di Annozero, dopo oltre quattro anni di assenza di Santoro dal piccolo schermo, fu seguita da 3.794.000 spettatori con uno share del 15,97.


AI: SIR, NON ESISTE NOSTRA NOTA SU VIDEO BBC

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.990378810

SI TRATTAVA DELLA PRESA DI POSIZIONE DI FRANCO MUGERLI


Citta' del Vaticano, 31 mag. - (Adnkronos) - Il Sir, l'agenzia stampa dei vescovi italiani, ha smentito ufficialmente questo pomeriggio di aver diffuso nella mattinata di oggi una nota nella quale esprimeva il giudizio di sciacallaggio giornalistico a proposito del video della Bbc ''Sex crime and Vatican''.



ADN Kronos - 1 ora, 9 minuti fa

Roma, 31 mag . (Adnkronos) - Il filosofo Gianni Vattimo, docente all'Universita' di Torino ed ex europarlamentare DS, e il professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, teologo, terziario carmelitano e prossimo diacono, oltreche' ex parlamentare di Forza Italia e dell'Udeur, saranno i protagonisti di ''Confronti'', il programma condotto da Gigi Moncalvo in onda su Raidue domani alle 23.30. L'intera puntata sara' dedicata alle reazioni, ai commenti e alle polemiche sul documentario della BBC Sex Crimes and the Vatican, la vicenda legata al programma ''Anno Zero'' di Michele Santoro, e sugli interrogativi suscitati dal filmato a otto mesi dalla prima messa in onda (1 ottobre 2006). Nel corso del programma verra' ospitata l'opinione di Vittorio Sgarbi il quale, tra l'altro, rispondera' alle critiche di Corrado Augias formulate su La Repubblica.

Chiarita la questione aperta dal pronunciamento del Tar Lazio
che aveva sospeso l'efficacia di un'ordinanza ministeriale in materia"
Il Consiglio di Stato dà ragione a Fioroni
La religione porterà crediti per la maturità
di SALVO INTRAVAIA

Video BBC sui preti pedofili: 'il pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori' ...


Spaccatura sulla trasmissione dedicata al tema dei preti pedofili
Cda Rai diviso sulla puntata di Anno Zero
Un documento, votato dai soli consiglieri della Cdl, sottolinea «l’esclusiva responsabilità del Direttore Generale»

http://www.corriere.it

ROMA - Finale burrascoso per il Cda della Rai. Terreno dell'ennesimo scontro la puntata di Anno zero sui preti pedofili, prevista per giovedì sera. I cinque consiglieri del centrodestra, rimasti soli in consiglio, hanno approvato un documento in cui si sottolinea «l’esclusiva responsabilità del Direttore Generale in merito alla corretta gestione della trasmissione, da lui autorizzata e lo impegna, nell’ambito ed in coerenza con i suoi poteri e responsabilità sopra richiamati, di vigilare affinché la trasmissione in questione risponda alle esigenze del pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori, il più rigoroso rispetto delle leggi nonché di tutte le diverse idee e sensibilità». Alla votazione - spiega una nota di Viale Mazzini - non hanno preso parte il Presidente Claudio Petruccioli e i Consiglieri Curzi, Rognoni e Rizzo Nervo, che avevano abbandonato la seduta.
30 maggio 2007



ROMA - Dopo le polemiche - dentro e fuori da Viale Mazzini - stasera Annozero, il programma di Michele Santoro in onda su Raidue in prima serata, dedicherà la puntata a Sex crimes and the Vatican, l'inchiesta della Bbc sui crimini sessuali commessi da religiosi trasmessa dall'emittente britannica lo scorso ottobre.

Ospiti della puntata - messa a punto, si sottolinea dalla redazione di Santoro, informando minuto per minuto la direzione generale - saranno monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense; don Fortunato Di Noto dell'Associazione Meter, che da anni lotta contro il fenomeno della pedofilia su Internet; il matematico Piergiorgio Odifreddi, autore di Perché non possiamo essere cristiani; il giornalista Colm O'Gorman, che ha firmato l'inchiesta.
Questo e' la Politica Medioevale del Vaticano
che censura,terrorizza ed alla fine ottiene solo odio e paura, da tutti!
http://video.google.it/videoplay?doci...

http://www.youtube.com/watch?v=HwY1Juhz6mM
A poche ore dalla messa in onda del reportage della Bbc sui preti e la pedofilia duro attacco della Sir, l'agenzia della Cei...

"Noi - spiega ancora Mugerli - non abbiamo paura della verità. Riteniamo la pedofilia un grave crimine contro l'umanità e la Chiesa. Ma facciamo nostro quanto richiamato da papa Giovanni Paolo II ai vescovi americani: 'pur riconoscendo il diritto alla dovuta libertà d'informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo'. In questo modo non si aiuta la ricerca della verità, ma al contrario si contribuisce alla perdita del senso morale della società".

venerdì 25 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili è scomparso da Google e da YouTube

YouTube e il motore di ricerca oscurano Sex Crimes and the Vatican
Ma è ancora possibile vederlo in altri siti. Andrà in onda sulla Rai il 31 maggio
Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"

http://www.repubblica.it

Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"

ROMA - "Il video non è più disponibile per motivi di diritti d'autore, detenuti da Bbc Worldwide Inc.". Questa la laconica scritta in rosso che appare su Google.com e YouTube se si cerca di aprire il documentario sul Vaticano e i crimini sessuali, realizzato e mandato in onda dall'emittente pubblica britannica nel 2006 e diffuso ormai quasi ovunque in rete. E' un fatto: se è vero che milioni di persone lo hanno già scaricato e visto - solo 600mila negli ultimi giorni - il filmato dello scandalo è scomparso dai maggiori motori di ricerca, Google in testa, e di conseguenza da YouTube, il più popolare sito di video, anch'esso di proprietà del colosso di Mountain View.

Le motivazioni ufficiali sono legate alla protezione del copyright: la Bbc ha infatti venduti i diritti per la trasmissione del documentario in Italia alla Rai - costo 25.000 euro - e il video andrà in onda il 31 maggio nel corso della trasmissione "Annozero" condotta da Michele Santoro. Ma c'è chi non esclude che siano entrati in gioco anche altri fattori: il Vaticano ha protestato in modo deciso contro la diffusione del video in rete, e il quotidiano Avvenire si è scagliato contro il filmato, definendolo un "infame calunnia via internet".

Il documentario sui sacerdoti cattolici in Irlanda, Stati Uniti e Brasile accusati di pedofilia è presto diventato uno dei più visti sul web, scatenando dibattiti e lunghe discussioni. Ma se è vero che i siti maggiori lo hanno rimosso è ancora possibile trovarlo, come nelle reti peer-to-peer e su quei siti che non linkano a YouTube ma lo hanno scaricato sui propri server: da noi www.beppegrillo.it, ad esempio.

(25 maggio 2007)
Tra i due litiganti il terzo gode, recita un noto proverbio. Ecco qundi spuntare, nel bel mezzo della diatriba ancora in corso, chi il documentario della BBC sui preti pedofili l'ha già messo in onda: una nota tv romana, Teleambiente, lo ha trasmesso due notti fa.

Il documentario, in ogni caso, è già andato in onda la scorsa notte sull'emittente romana Teleambiente, che fa parte di un consorzio di 7 tv del centro nord. Il filmato verrà riproposto dalla tv nelle prossime ore e probabilmente finirà anche nel palinsesti delle altre emittenti del gruppo. Anche il canale satellitare Nessuno Tv, che si vede su Sky al numero 890 del telecomando, è disponibile a mandarlo nel caso la Rai ci ripensi.

http://www.digital-sat.it/new.php?id=9534


giovedì 24 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili, da Santoro, su RAI2, andrà in onda o no?

Il quesito se lo pongono anche i numerosi partecipanti al forum di Anno Zero

http://www.forum.rai.it/index.php?showforum=194

mentre un video di anticipazione e parziale discussione è visibile qui

Diretta web del 22 maggio 2007




http://www.annozero.rai.it/annozero/generazionezero/...

Intanto si sta scatenando un furibondo fuoco di sbarramento contro Santoro e il suo programma: per negare fondamento al documentario della BBC che denuncia i colpevoli e programmati silenzi sul tema dei preti pedofili da parte delle gerarchie cattoliche, il tentativo palese di chi vuole impedirne la messa in onda è quello di ottenere proprio quello scopo - il perdurare dei colpevoli e programmati silenzi, andando a colpire e infangare Santoro e chi come lui ritiene giustamente di andare in senso opposto, anche a vantaggio del mondo cattolico, che quelle colpe non si merita, e neppure quelle gerarchie.

Per tenere d'occhio quel che si sta scatenando, vale Google News:

http://news.google.com/news?hl=it&ned=&q=Santoro&btnG=Cerca+nelle+notizie

Libertà di stampa e riservatezza: considerazioni sul documentario della BBC e sui preti accusati di pedofilia

May 23

Libertà di stampa e riservatezza: considerazioni sul documentario della BBC e sui preti accusati di pedofilia

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare del documentario della BBC, contenente le interviste a persone che lamentano di essere state vittime di preti pedofili, che dovrebbe essere mandato in onda prossimamente nel programma di Michele Santoro.

Il video, sottotitolato in italiano (e con tanto di trascrizione e forum di discussione), è reperibile qui: http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&task=view&id=201&Itemid=6&limit=1&limitstart=0

La questione del rapporto tra libertà di stampa e riservatezza degli accusati è ormai annosa. Siamo di fronte ad un classico caso di interessi in conflitto: quello della società di essere informata su eventi rilevanti, e quello degli indagati e degli imputati di veder tutelata la propria reputazione. Entrambe comprendono pro e contro.

mercoledì 23 maggio 2007

Anno Zero, 20 Marzo 2007. Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

http://www.youtube.com/watch?v=Vh0Zj_e95ME

Added: March 20, 2007
From: freeguerrillaradio



Provided By:
freeguerrillaradio
dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Lei, senatore Andreotti, lamenta che oggi gli omosessuali dilagano, ma forse non sa che sono sempre esistiti. Lo sapeva che i papi, anche Ratzinger ma anche i precedenti, vengono eletti regolarmente sotto le volte affrescate della Sistina, affrescate da un signore che era notoriamente omosessuale come Michelangelo? Lei con quella pessima battuta sul cinemino associa l'omosessualità alla pedofilia, ma la stragrande maggioranza dei gay non sono affatto pedofili, e ci sono tanti pedofili tra gli eterosessuali, e anche fra i preti. Nel 2002 il Boston Globe ha vinto il premio Pulitzer per lo scoop sulle migliaia di casi di pedofilia nel clero coperte dalle gerarchie ecclesiastiche. Frank Keating, che era governatore dell'Oklahoma e poi è stato nominato capo della commissione laica di indagine sull'operato dei vescovi americani in quel frangente, ha paragonato il clero omertoso ai boss mafiosi. Secondo il Dallas Morning News, 2/3 dei vescovi americani (111 su 178) hanno permesso a preti pedofili di continuare a lavorare pur sapendo di che cosa erano accusati, e tra questi c'erano 8 cardinali e 40 vescovi. 7 vescovi sono stati indagati dalla magistratura e molti si sono dimessi. Per esempio l'arcivescovo di Lexington in Kentucky accusato di molestie da un ex chierichetto; l'ausiliario di New York che ha confessato rapporti con donne; e poi il più celebre, il cardinale di Boston, Bernard Law, che ha confessato di avere protetto per vent'anni i sacerdoti pedofili, compresi i rei confessi, poi ne ha cacciati 200.
dal sito anti pedofilia
http://guerrillaradio.iobloggo.com/



martedì 22 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili. Fassino: prudenza sul video

I DL sempre più DC: equilibrio, prudenza, DICO? NO, NON DICO... (E LA VICENDA DI RIGNANO E' SCOMPARSA DALLE CRONACHE...)

Il caso Santoro
Fassino: preti pedofili. Prudenza sul video
«Il filmato Bbc su Annozero? Bisogna avere equilibrio» Oggi la Rai decide se trasmetterlo. Forza Italia non dice no

http://www.corriere.it

ROMA — Il dialogo tra Piero Fassino e il mondo cattolico continua. L'ultimo messaggio del segretario Ds ha come sfondo la polemica sul caso Santoro, ovvero sul possibile acquisto del video «Sex crimes and Vatican» da parte di «Annozero», un duro filmato sui preti pedofili che sarebbero stati protetti dal Vaticano e dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. Avverte Fassino: «L'argomento è tale che richiede da parte di tutti equilibrio e prudenza».

Nessun suggerimento al vertice Rai: «Si tratta di una decisione che compete all'azienda. Quando si affronta una materia così delicata servono molta attenzione e prudenza perché l'impatto di qualsiasi immagine, notizia o commento su temi così sensibili richiede equilibrio e prudenza». L'analisi è chiara: accostare il nome di Benedetto XVI alla pedofilia senza «equilibrio e prudenza» è un rischio. Non per niente, il giorno dopo il conclave del 2005, Fassino rilasciò un'intervista al «Corriere della Sera» in cui disse di Ratzinger: «Un uomo che certamente mi interessa. Ciò che dice e scrive, anche quando non condivisibile, è di straordinaria intensità etica e culturale. E coglie un punto che tutti oggi avvertono: il mondo non può vivere senza una scala di principi e valori etici». La dichiarazione di ieri arriva dopo la svolta di Fassino sui Dico («il problema può essere risolto anche agendo sul codice civile») che ha scatenato le rimostranze di verdi, Sinistra democratica, Rifondazione e comunisti italiani ma ha avuto il plauso di «Avvenire ». E dopo l'«attenzione» con cui il segretario Ds ha seguito il Family day.

Oggi c'è Mario Landolfi, presidente An della Vigilanza, a dar ragione al segretario Ds: «Giusto, sul filmato ci vuole prudenza». Ma il filmato verrà trasmesso o no? Lo deciderà oggi il Consiglio di amministrazione della Rai. Intanto Enrico Mentana da casa Mediaset avverte: «Se la Rai non lo vuole, il documentario della Bbc lo compriamo noi per "Matrix"». Oggi il caso verrà prima esposto dal direttore generale Claudio Cappon e poi discusso. Le posizioni sono note. Sandro Curzi (area Rifondazione- Verdi) è a favore della sua messa in onda perché «Santoro deve decidere in piena autonomia», al contrario Marco Staderini (area Udc) ha già annunciato che si batterà in ogni modo per impedirlo. Però ieri si registrava da parte di Forza Italia quasi l'ammissione che la puntata si farà. Dichiarazione di Elisabetta Gardini, portavoce del partito: «Se crede Santoro vada pure in onda, vada avanti, si svergognerà da sé, giudicheranno i cittadini italiani, la Vigilanza e il Cda Rai». Il consigliere Giuliano Urbani, stessa area di riferimento, ammette l'impossibilità pratica di non procedere con l'acquisto «per il contratto- quadro tra Bbc e Rai cui attingono abbondantemente anche Giovanni Minoli e Piero Angela. In Consiglio parlerà Cappon e annuncerà le decisioni». Perché l'ultimo responsabile editoriale dell'azienda resta sempre e comunque il direttore generale.
Paolo Conti
22 maggio 2007


22 Maggio 2007

Bagnasco: la discesa in campo

Ieri ho reagito un po sulla scia dell'incazzatura che poi - per fortuna è scemata.
Ripensando ancora una volta a quanto scritto da Fassino, leggendo opinioni in giro per il web, leggendo quanto riportato oggi dalla stampa online però non ci si può esimere dal tornar sull'argomento e confrontare la posizione di Fassino con la posizione di Mons. Bagnasco e la CEI riportata su tutti i maggiori quotidiani.

Cosa ha detto - in breve - Bagnasco:

  • consolante per noi vescovi vedere quella piazza [Nota: FM: Piazza S. Giovanni in occasione del Family Day] piena di famiglie e di bambini
    ...è scaturito dalla Nota dei vescovi a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto
  • l'intolleranza prevaricatrice che ha indotto il Parlamento europeo ad avanzare fino ad oggi ben 30 richiami censorii nei confronti della Chiesa Cattolica
  • il rischio di una contrapposizione strumentale tra laici e cattolici
  • [Nota di FM:: contro la chiesa] si levano a volte accuse di omofobia.
per riassumere, Bagnasco afferma che la chiesa non è omofoba e che non vuole fare politica.

Balle!
Non era forse la CEI a parlare di "Non Possumus" e di impossibilità per i politici cattolici d votare leggi contrarie alla volontà della chiesa?
Non era forse la CEI a dire che bastavano alcune modifiche al codice civile invece che una legge per l'istituzione di un nuovo istituto per le coppie di fatto?
Non era forse Bagnasco quello ceh associava gli omosessuali ai pedofili?
E allora, Fassino da che parte stà?
Fassino sa bene che senza la creazione di un nuovo istituto - non quello schifo dei DiCo - non saremo mai portatori di diritti oltre che non avremo mai pari dignità ma preferisce non prendere posizione e sacrificare quelle che stimano essere 500.000 coppie piuttosto che far incazzare la CEI con una presa di posizione laica che ribatta punto su punto le balle di Bagnasco. Forse è il caso che si vada a rileggere quanto scritto da Politi su Repubblica ieri prima che si svegli e si accorga di vivere in un mondo di illusione a cui non crede nemmeno lui.

LA LETTERA
I diritti prima di tutto, anche cambiando il codice
di PIERO FASSINO

http://www.repubblica.it

CARO direttore, riconoscere diritti e tutele a chi ha scelto di vivere la propria affettività e sessualità nella forma della coppia di fatto corrisponde a principi di civiltà, di giustizia, di rispetto delle persone. Anche perché la stragrande maggioranza di coloro che convivono, ha fatto e fa questa scelta del tutto liberamente e consapevolmente, con una intensità affettiva e voglia di amore non inferiore a chi sceglie di sposarsi.

Assistere in ospedale la persona con cui si convive da anni; poterla visitare in carcere; subentrare nella titolarità di un affitto quando la convivenza si interrompe o il convivente muore; usufruire di forme parziali di reversibilità previdenziale e di ereditarietà; tenere conto dell'esistenza di un vincolo di convivenza per la regolarizzazione di un convivente extracomunitario: sono tutele e prerogative che una società moderna e civile deve saper riconoscere e a questo obiettivo si è ispirata la scelta del governo di presentare in Parlamento il disegno di legge Dico.

Continuo a pensare che quel disegno di legge sia equilibrato e rispettoso dei caratteri precipui della famiglia fondata sul matrimonio così come definiti dall'articolo 29 della Costituzione.

Tuttavia gli esigui e incerti equilibri parlamentari rischiano di non consentire l'approvazione di quella legge. E, dunque, chi si batte per i diritti delle persone conviventi è di fronte ad una scelta: semplicemente riconfermare la soluzione Dico, scontando tuttavia che non venga approvata e rinviando sine die la soluzione del problema. Oppure ricercare con quali altri strumenti realizzare gli stessi diritti. A questa seconda possibilità mi sono ispirato nel dichiarare una disponibilità a esaminare anche strumenti diversi dai Dico, pur di realizzare una soluzione che riconosca i diritti delle persone conviventi.

Una disponibilità sia a esaminare altri progetti di legge depositati al Senato - tra cui quello del senatore Biondi che potrebbe facilitare una convergenza tra centrosinistra e almeno una parte del centrodestra - sia a verificare la praticabilità di riconoscere i diritti dei conviventi attraverso norme di diritto comune, cioè in articoli del codice civile, come viene proposto dalle associazioni cattoliche promotrici del Family Day.

Insomma, prima di tutto i diritti. La disponibilità, infatti, a discutere soluzioni diverse dai Dico muove da punti in ogni caso per me irrinunciabili: quale che sia lo strumento adottato, i diritti riconosciuti devono essere gli stessi previsti nel disegno di legge Dico; devono essere uguali sia per chi convive in coppie eterosessuali che omosessuali; e devono essere fondati su un atto che abbia valore legale per consentire a quei diritti di essere certi, esigibili e, in caso di contenzioso, opponibili a terzi.

Non mi nascondo naturalmente la difficoltà di una tale strada. E vorrei che anche i nostri interlocutori avessero consapevolezza di tale difficoltà non sottovalutando, ad esempio, che anche la modifica del codice civile implica un percorso complesso. Tuttavia se questa può essere la soluzione, perché non esperirla? Se non ci si vuole limitare semplicemente a proporre soluzioni che poi non vedono la luce e invece si vogliono davvero ottenere diritti certi e praticabili, la disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni è ineludibile e necessaria.

E non vedo proprio per quale ragione battersi perché i diritti delle persone siano non solo affermati in via di principio, ma riconosciuti e resi concreti, rappresenterebbe una messa in discussione della laicità.

P. S. Quando alla metà degli anni '70 il terrorismo cominciò ad attuare la sua strategia di morte, non esitai a dire - mentre altri sostenevano che erano "neri mascherati" - che invece il terrorismo rosso c'era davvero e che la sinistra doveva riconoscerlo e combatterlo senza reticenze ed esitazioni.

Quando all'inizio degli anni '90 nei Balcani la follia della pulizia etnica portò alla negazione di ogni forma di dignità delle persone e a sofferenze inenarrabili - mentre altri si rifiutavano di accettare qualsiasi intervento - dissi che non si poteva rimanere inerti e si doveva ricorrere anche all'uso della forza perché la pace non basta invocarla, bisogna perseguirla.

Da almeno dieci anni vado dicendo che la sicurezza del cittadino non è un tema di destra, come troppi a sinistra continuano a credere, ma un'aspirazione del tutto normale di ogni persona che la sinistra ha il dovere di riconoscere e di garantire. Di fronte a quelle mie parole ogni volta c'è stato qualcuno a sinistra che ha gridato allo scandalo e al tradimento, salvo poi dover riconoscere in ritardo che quelle affermazioni erano fondate e giuste. Vorrei evitare che anche sui diritti delle coppie di fatto si ripetesse l'ennesimo rito dello scandalo indignato a cui, anni dopo, far seguire una ragionevolezza tardiva.

(20 maggio 2007)

lunedì 21 maggio 2007

Pedofilie ecclesiastiche: quando Ratzinger insabbiò

Non sappiamo e non vogliamo sapere di questo video documentario sui
preti pedofili, preferiamo documenti ufficiali come quello del
CRIMEN SOLLECITATIONIS che viene qui citato in seguito, ma stando
al Corriere della Sera, del 21 settembre 2005, sappiamo che quando
Ratzinger era cardinale tentò di coprire alcune molestie sessuali
commesse da un seminarista....

Come capo di Stato il Pontefice non è processabile
Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa

Il vice ministro della Giustizia blocca il procedimento contro
Benedetto XVI per il documento «Crimen Sollicitationis»

ROMA - La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata
in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa
Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie
sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo
l'intervento dell'Amministrazione Bush è assai probabile che la
denuncia venga respinta.

Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler,
ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla
cosiddetta "suggestion of immunity", una misura legale che stando a
quanto stabilito dalla Corte Suprema dev'essere obbligatoriamente
recepita dai tribunali di grado inferiore.

Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI
gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che
avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi
della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno
allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede. La stessa
Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto
all'Amministrazione di intervenire con la "immunity suggestion" e
chiudere il caso.

Nel corso del mese di agosto, Daniel J. Shea, l'avvocato americano
che aveva citato in giudizio il Pontefice quando era ancora
Cardinale, era venuto a Roma su invito del partito Radicale; in
quell'occasione aveva auspicato che George W. Bush non concedesse
l'immunità diplomatica a Papa Benedetto XVI nell'ambito del
procedimento - civile, non penale - aperto in Texas. Lo scomodo caso
era approdato infatti anche sul tavolo del presidente degli Stati
Uniti.

Insieme a Joseph Ratzinger, nel procedimento aperto nel gennaio 2005
sono citati l'arcivescovo di Galveston, monsignor Joseph Fiorenza e
i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard. Patino,
colombiano di nascita, è attualmente latitante ed era stato accusato
da tre giovani che frequentavano la chiesa di San Francesco di
Sales, a Houston: le molestie risalirebbero alla metà degli anni
Novanta, e contro il seminarista è stato aperto un procedimento
penale.

Le accuse mosse a Ratzinger riguardano invece un documento emesso
nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede:
una "Istruzione" dal titolo "Crimen Sollicitationis", che sanciva la
competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi
delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico,
tra cui «la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti
impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni».
Inquadramento assurdo, secondo l'avvocato Shea, visto che a
differenza degli altri delitti (dalla violazione del sigillo
sacramentale a quelli contro il sacramento eucaristico) la
pedofilia «è un reato, non un peccato».

Secondo il Vaticano il documento "Crimen Sollicitationis" sarebbe
decaduto, ma secondo Shea non è così: l'avvocato aveva citato una
lettera del 18 maggio 2001, di cui era giunto in possesso, firmata
da Ratzinger e dall'arcivescovo Tarcisio Bertone, all'epoca
segretario dell'ex Sant'Uffizio, in cui si parlava del documento del
1962 «in vigore fino ad oggi».

E' sulla base di questa lettera che Shea aveva accusato Ratzinger di
aver "coperto" le molestie sessuali su minori: «Questo documento
dimostra l'esistenza di una cospirazione per nascondere questi
delitti». Un'accusa «individuale, non legata alla funzione di
Prefetto della Congregazione ricoperta da Ratzinger» secondo Shea.
L'avvocato aveva raccontato che in un primo tempo Ratzinger non
aveva risposto alle accuse, ma quando il processo ha preso il via,
gli avvocati del Cardinale - a quel punto divenuto Papa, il 19
aprile scorso - avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti
l'immunità riservata ai capi di Stato. Il coinvolgimento di
esponenti delle gerarchie cattoliche nelle inchieste giudiziarie
sulla pedofilia non è insolito, ma di norma i procedimenti
giudiziari non potevano essere avviati perché era impossibile
consegnare agli accusati i documenti legali necessari: la denuncia
contro Ratzinger è invece potuta andare avanti perché l'allora
Cardinale ricevette personalmente l'atto di accusa. In agosto, Shea
aveva dichiarato che in caso di concessione dell'immunità avrebbe
dato battaglia: in primo luogo, perché all'epoca dei fatti
contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi
perché "riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una
violazione della Costituzione statunitense", in particolare
della "establishment clause" che proibisce leggi che proteggano in
modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.

21 settembre 2005

http://italiasvegliati.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1492207

francesco.mangascia@gmail.com

F G Mangascià

Il video della BBC sui preti pedofili. Korazym.org auspica una divulgazione critica e formativa.

Voi siete le sentinelle del mattino. Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo. Voi siete il popolo delle Beatitudini.

Le accuse false contro Ratzinger in TV? Santoro ci prova
Non si ferma lo scontro polemico su “Sex crimes and Vatican”, il documentario sulla pedofilia trasmesso dalla Bbc lo scorso anno. Le accuse pretestuose a Ratzinger fanno proseliti anche in Italia. Facciamo chiarezza.
In Primo piano


Ancora più esplicito il vaticanista del Corriere della Sera, Luigi Accattoli che affida al suo blog una valutazione interessante. “Il video coinvolge papa Ratzinger pretestuosamente; esprime - mischiato al giusto sdegno per gli scandali - l’interesse degli ambienti dell’avvocatura di diversi paesi che ha sfruttato e sfrutta l’affare delle condanne per risarcimento (si sono avuti anche casi di accuse montate per far soldi); nel mixage con cui è condotto, alla vera inchiesta giornalistica e all’interesse per l’affare avvocatizio si associa la curiosità morbosa per le modalità delle devianze sessuali. Giudizio negativo dunque. Ma ciò non toglie che quei fatti sono avvenuti e che è bene conoscerli. Non va diffuso questo video, ma andrebbe fatta - da parte della Chiesa - una divulgazione critica e formativa della serietà dello scandalo. Solo facendo chiarezza in proprio la comunità cattolica limiterà il danno che le potrà venire da chi sicuramente farà un uso strumentale di quell’esigenza di chiarezza”.

Per approfondire:
- La reazione di Avvenire

http://www.korazym.org/news1.asp?Id=23172

domenica 20 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili. Deliver us from Devil, 2006

Deliver Us from Evil (2006)

Plot Synopsis: Moving from one parish to another in Northern California during the 1970s, Father Oliver O'Grady quickly won each congregation's trust and respect. Unbeknownst to them, O'Grady was a dangerously active pedophile that Church hierarchy, aware of his predilection, had harbored for over 30 years, allowing him to abuse countless children. Juxtaposing an extended, deeply unsettling interview with O'Grady himself with the tragic stories of his victims, filmmaker Amy Berg bravely exposes the deep corruption of the Catholic Church and the troubled mind of the man they sheltered.

Amazon.com
A devastating investigation into the pedophilia scandals tearing apart the Catholic Church, Deliver Us From Evil begins by looking into one priest, Father Oliver O'Grady, who agreed to be interviewed by journalist/filmmaker Amy Berg. O'Grady's genial calm is at first ingratiating, until he begins to describe his crimes with an unsettling sociopathic detachment. But O'Grady's blithe interview is only half of the story, as the documentary also unveils how church superiors covered up O'Grady's crimes and shuffled him from diocese to diocese in northern California, finally placing him in an unsupervised position of authority in a small town, where he sexually assaulted dozens of children; the video deposition of Los Angeles Cardinal Roger Mahoney is a grotesque portrait in brittle denial. What makes Deliver Us From Evil crucial viewing, however, are the remarkable interviews with a few of the victims (now adults) and their parents, whose stories are wrenching and riveting. With the support of a priest seeking to reform the church, two of the victims actually go to the Pope, seeking some form of help in addressing O'Grady's crimes. This stunningly potent documentary combines raw feeling with lucid and persuasive discussions of the reasons for--and disturbing breadth of--this crisis within the Church. --Bret Fetzer

Product Description
The true story of the most notorious pedophile priest in the modern history of the Catholic church.

"Deliver Us from Evil." (http://ifc.com/news/article?aId=19810)

By Michael Atkinson
IFC News,
May 14, 2007

["Deliver Us from Evil," Lionsgate, 2006]





The decision to make a documentary — which even today is almost always a personal decision, not a corporate one — is contingent on a number of things, but arguably foremost among them is the sense that your subject matter will produce honest-to-God fireworks. Being politically relevant or socially informative is hardly enough; you want human explosions and earthquakes, even if they're the subtle, ironic variety found in politicking docs like Rachel Boynton's "Our Brand Is Crisis" and Laura Poitras's "My Country, My Country," to pick just two recent examples. I'm not talking about psychodramatics in the film itself, but the sense of appalled outrage you as the audience experience when a film explores material ordinary passed over by the mass media, in depth and with attention the media never musters. (That's what non-fiction film is for, no?) Still, no new-ish documentary will set fire to your house quite like Amy Berg's "Deliver Us from Evil." Only one contemporary non-fiction topic will boil the blood faster than pedophilia (as it did in "Capturing the Friedmans"), and that is, in a far-too-fervently Christian nation, pedophilia as it has been perpetrated and enabled by the Catholic Church.

Berg pulls the mother of all documentary tropes — getting the guilty monster at the core of her controversy to not only cooperate with the film but to virtually assist in its making. Gaining the complicity of the morality-challenged makes for jaw-dropping cinema, just as it has since 1975's "The California Reich" and its dumbfounded portrait of all-American neo-Nazis. Why would these people — be they pedophiles, politicians, fascists or just plain assholes — consent to a documentary crew shining a camera light on their actions? Perhaps it's ego, or perhaps they often assume the default power of the Stockholm syndrome, which did in fact muddy the inquisitive waters, for example, of Ellen Perry's "The Fall of Fujimori," enjoying as it did hanging in exiled plutocrat Alberto Fujimori's limo a little too much. But that's the exception, and even Perry's film emerged as something Fujimori, if he didn't already have far larger problems, should have regretted.

In Berg's remarkable film, the still-at-large ex-priest Oliver O'Grady speaks frankly and even engagingly about his sexual hunger for small children, and the literal decades he spent as a working clergyman in California, molesting, raping and sodomizing preadolescents as young as nine months. A kindly, soft-spoken, even leprechaun-ish Irishman, O'Grady is a walking cognitive dissonance — he is in demeanor as far from a sneaky, creepy sex ogre as you could imagine. But there's no getting around his relaxed shamelessness, or his actions, which are so universally abhorred by every culture on Earth that only within the rotten, power-mad bell jar of the Catholic Church could they be tolerated and even ignored. Which is what happened: Berg's real story is in tracing exactly how O'Grady's crimes were covered up by the Church, how he was bounced from parish to nearby parish for years, and how various archbishops — and even the current Pope, in his old administrative role in the Vatican — conspired to minimize the damage O'Grady wrought after the victims began speaking out.

The gone-public victims, all grown adults now, are appropriately lost in their own landscapes; the father of one, an aging Japanese-American man howling in recrimination, can barely keep the lid clamped on his furnace of rage. But somehow more stinging is the thorough case erected by the filmmaker and various activists (some of them ex-priests) around the utter self-defensive turpitude with which the Catholic Church, at almost every level, behaved in regards to O'Grady and thousands of predators just like him. The Church comes out of the facts bearing the ethical integrity of a corporation grown fat on the ruined lives of its customers — in other words, as demonstratively criminal. Where's the lawyer bringing it to The Hague?

'Deliver Us from Evil' delivers a chill
Entertainment

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo. La discussione si estende, dal 'virtuale' al 'reale'

Dopo il Corriere della Sera, e qualche blog, ecco che ora arrivano a discutere sul senso di quel "va impedito ad ogni costo"
  • L'ANSA: POLEMICHE SU SANTORO, PER VIDEO BBC SU PRETI PEDOFILI Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che "non esistono argomenti che non si possono trattare".
  • La Repubblica: Video della Bbc, Santoro spacca la Vigilanza
    "Non c'è nulla che possa impedirmelo"
  • L'Unione Sarda: Preti pedofili, Santoro chiede alla Rai di comprare il filmato Bbc
    Rischia di diventare un caso politico la richiesta di Michele Santoro: il giornalista-presentatore di "Annozero" vuole che la Rai acquisti il filmato della Bbc sui preti pedofili.
In questo blog, l'inizio della reazione a catena:

sabato 19 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili per 'Avvenire' è 'un'infame calunnia a Chiesa e Papa'

Avvenire: «Infame calunnia a Chiesa e Papa»

Editoriale sulla video-inchiesta sui preti pedofili trasmessa dalla Bbc nel 2006 e ripresa ora da un blog con sottotitoli in italiano

CITTÀ DEL VATICANO - Una «infame calunnia via Internet» ai danni «della Chiesa e di Ratzinger». Con queste parole, in un editoriale, il quotidiano Avvenire si scaglia oggi contro la diffusione da parte del blog Bispensiero, con sottotitoli in italiano, del documentario su preti cattolici e abusi sessuali mandato in onda dalla Bbc nel 2006. Il giornale dei vescovi italiani contesta su tutta la linea il contenuto del video, «un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze - così lo definisce - che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese».

http://www.corriere.it


Ai danni della Chiesa e di Ratzinger

Infame calunnia via Internet

Andrea Galli

Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può. Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione. Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato.
Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo. A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto "garante" per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C'è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'impor tante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione. Da notare che l'Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l'autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell'ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che "il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni", sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia. Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.

INFAME CALUNNIA VIA INTERNET

Andrea Galli
Ognuno, evidentemente, si consola come vuole.



giovedì 17 maggio 2007

Un'onda di indignazione attraversa la rete

L'inchiesta Bbc sui preti pedofili
diventa un caso su internet

http://www.repubblica.it/

ROMA - Un'onda di indignazione attraversa la rete e acquista ogni giorno portata maggiore. E' bastato poco, che in realtà "poco" non è. La messa in Rete di un documentario della Bbc, titolo Sex Crimes and the Vatican, andato in onda in Gran Bretagna nel 2006, nel quale si svelano i risvolti inquietanti di una vicenda che coinvolse decine di sacerdoti, responsabili di reati di pedofilia, come quelli della diocesi di Ferns, contea di Wexford, Irlanda. E di come i reati, e i loro autori, vennero tutelati dalle autorità ecclesiastiche.

Soprattutto, si parla del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Ma soprattutto di come porsi di fronte a crimini peggiori, come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo.

Ebbene, il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità.

Il video è crudo e esplicito, riporta le testimonianze di chi, all'epoca bambino, fu vittima degli abusi. Che viaggiasse su internet era prevedibile così com'era inevitabile che alimentasse la discussione. Utenti premurosi si sono presi la briga di tradurre e sottotitolare la versione integrale del documentario anche nella nostra lingua.

Così, la Ferns Inquiry, il Rapporto Ferns, ovvero l'inchiesta governativa ufficiale irlandese del 2005 che riguardava le denunce di abusi avvenuti nella diocesi irlandese, ma anche gli altri continuti del documentario, si sono trasformati in uno dei documenti attualmente più diffusi e scambiati sul Web. Il dibattito si infiamma su siti e blog italiani, fra riflessioni pacate, giudizi netti e, com'è legittimo, dubbi e contestazioni.

(17 maggio 2007)
In Italia non è mai stato trasmesso, in parte immaginiamo per la durezza dei temi, in parte perchè manca un confronto con la parte accusata [SIC!] (http://webmasterpoint.org)

Vatican document relating to secrecy of clergy sexual abuse problem. Phil Saviano.

Phil Saviano, clergy abuse survivor's activist, speaks with Anderson Cooper in August 2003, regarding Vatican document relating to secrecy of clergy sexual abuse problem.



http://www.youtube.com/profile?user=psaviano

March 2002 Reuters International news report says Boston Catholic cathedral is "a firestorm amid the largest sex scandal in church history." Report features SNAP Board Member Mark Serrano in New Jersey and Phil Saviano, Founder of New England SNAP Chapter, in Boston.

http://www.youtube.com/watch?v=4WX5SXswngI

domenica 13 maggio 2007

Il Vaticano e le diocesi italiane stanno assordando da anni gli italiani

Se Pezzotta - come ci ostiniamo a sperare per lui - è un uomo di buona fede, dovrebbe aver passato una pessima nottata nel constatare che i suoi sforzi sono stati ridicolizzati dalla realtà. Oppure - se si rallegrerà per quanto è accaduto - dovremo concludere che ha tentato di prendere in giro gli italiani che la pensano diversamente dalle piazzate berlusconiane.

Che Pezzotta sia un ingenuo si può anche concedere, ma sono altrettanto ingenui i vescovi della Conferenza episcopale? E il papa che anche dal Brasile ha seguito con attenta intenzione la manifestazione romana? (Apprendo ora dal telegiornale che Pezzotta con aria felice ha detto: "Il papa sarà contento di questa giornata". Tanto ingenuo dunque non è).

In realtà il Vaticano e le diocesi italiane stanno assordando da anni gli italiani con lo sventolio dei loro interessi e dei valori usati per ricoprirli. Hanno trasformato la Chiesa italiana nella più potente delle "lobby". Hanno voluto il raduno di Roma per mettere in scena una prova di forza politica e muscolare. Hanno attinto a piene mani ai fondi provenienti dall'8 per mille versato nelle loro casse dallo Stato italiano. Stanno risuscitando il clericalismo e l'anticlericalismo. Sono entrati a gamba tesa nell'agone politico a dispetto della lettera e dello spirito del Concordato.

Questo è accaduto ieri. Non vorremmo usare parole gravi ma la giornata di ieri ha indebolito la democrazia italiana. Non perché tanta gente si sia riunita per far sentire la sua adesione ai valori e agli interessi delle famiglie; ma perché quella stessa gente è stata manipolata dalle destre e dalla Chiesa in perfetta sintonia tra loro. Trono e altare, come ai vecchi tempi.
Vengono in mente i farisei denunciati da Gesù come sepolcri imbiancati e viene in mente anche la biografia privata di molti capi della destra a cominciare dal suo leader massimo.

Ho già detto: non siamo ghibellini. Ma sentiamo che forze potenti ci spingono a diventarlo. Siamo contro chi volesse ridurre la Chiesa al silenzio, anche se non c'è nessuno che lo voglia. Ma siamo soprattutto contro chi sta riducendo al silenzio i laici e facendo a pezzi la laicità...

Resta l'accoppiata tra la Chiesa italiana e la destra, fragorosamente espressa da mesi e culminata nella giornata di ieri. Si spera che i leader del Partito democratico abbiano ascoltato con profitto e che almeno un briciolo di coraggio laico sia penetrato nelle loro menti.

Gesù di Nazareth rovesciò i tavoli dei mercanti e li scacciò a frustate dal Tempio. Gesù di Nazareth predicava la pace ma sapeva usare la spada quando fosse necessario.

Ha detto tante cose Gesù di Nazareth. Forse i laici dovrebbero promuovere un raduno di massa intitolato al suo nome per vedere fino a che punto la Chiesa di oggi abbia ancora il diritto di usarlo e non parli invece sempre di più con lingua biforcuta. Per vedere se il ritorno al nuovo temporalismo sia un fatto positivo o negativo per il sentimento religioso. Per vedere se i papisti di oggi lottino ancora affinché gli ultimi siano i primi. Infine per capire se i cammelli riescano a passare nella cruna dell'ago o se quella cruna non sia diventata una ampia autostrada dove i cammelli transitano al galoppo con tutto il carico delle loro ricche mercanzie.

Sì, bisognerebbe proprio farlo un raduno di massa su Gesù di Nazareth. Non credo che il trono e l'altare uniti insieme siano di suo gusto, figlio dell'Uomo o figlio di Dio che lo si voglia considerare.


http://www.repubblica.it/2007/05

EUGENIO SCALFARI

13 Maggio 2007

Primi passi, la sinistra Pia di Fassino




La sconclusionata (a parte D’Alema) strategia adoperata dalla sinistra del nuovo Pd in merito al Fammily Day e ai diritti di tanti essere umani che chiedono soltanto di non essere discriminati (froci compresi), rappresenta al momento solo il primo passa verso la Costituente del nascituro partito uscito in forma embrionica dai congressi di Dl e Ds. E così, mentre Fassino continua a parlare di omosessualità come scelta (ma basta!) e a pronunciare la parola Gay con la “a” di Gai tra le disarmanti risate della platea, attendiamo terrorizzati la seconda, tragica, tappa ...

ariaviziata.ilcannocchiale.it

Già, più si moderano, più vengono risucchiati nel vortice reazionario, più chiedono moderazione (che sarebbe anche saggia) più si spogliano del loro moderatismo e abbracciano la fede

Prodi: basta con la contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini!

Giusto! Tranne che a dirlo è un Guelfo, neanche tanto Neo

Ratzinger ha avocato al Vaticano la competenza esclusiva in materia di pedofilia

Libera nos a malo PDF Stampa E-mail
Scritto da Vania
lunedì 30 aprile 2007

libera.jpgLa vera immagine dell’Italia nel mondo è quella di Stato vassallo. Non dell’America o del Nano Malefico, ma di un Nanostato: il Vaticano.
Ogni domenica, in prima serata, la BBC manda in onda “Panorama”, un programma-inchiesta sullo stile di “Report”. Il 1 ottobre 2006 mandò in onda un documentario dal titolo “Sex crimes and the Vatican“. In Italia non solo non è mai stato trasmesso, ma non se ne è mai neanche parlato.
Il reportage, che ha già fatto il giro del mondo, parla chiaro: l’Italia è l’anti-enclave di uno Stato Teocratico, e ospita numerosi preti criminali, con processi a carico per pedofilia e violenza su minori, rendendosi complice di una dissennata politica di omertà che la Cupola Vaticana continua a praticare, nonostante i proclami recenti di Papa Ratzinger.
Le dichiarazioni di intenti contro la pedofilia di Benedetto XVI hanno avuto enorme enfasi sui giornali e telegiornali. I Media italiani hanno però censurato ciò che ha costretto il papa a fare quelle dichiarazioni: il dibattito in corso sulla stampa internazionale - connesso all’uscita di questo documentario - sulle responsabilità dirette di Ratzinger al problema degli scandali pedofilia.
Veniamo dunque al protagonista del documentario, il nostro Joseph: nell’epistola De Delictis Gravioribus datata 18 Maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del globo, Ratzinger scrisse che:
“Nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore” ribadendo che “le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio” e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen Sollicitationis (traduzione inglese) datato 1962. (citazione da Wikipedia).

Richiamando tale documento Ratzinger rinnovava il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. Il futuro papa avocava al vaticano la competenza esclusiva sulla materia. E, dalle testimonianze del filmato, ciò non ha modificato punto la situazione. Gli abusi, l’omertà e l’impunità continuano ad essere un fenomeno diffuso.
Sono troppo poche le voci libere in questo paese, che è scivolato nel 2006 dal 77° al 79° posto quanto a libertà di stampa (fino 73° si rientra nella categoria di “Stato libero”). Per la Freedom House, che raccoglie e pubblica questi dati, Non siamo considerati uno Stato Libero.
In Europa dopo di noi c’è solo la Turchia.
Vi trascrivo di seguito la traduzione del "parlato" del documentario Sex crimes and the Vatican. C'è di che annichilirsi.
Segnalo infine che il reportage delle iene del 15 maggio 2006, che denunciava il fenomeno dei preti pedofili, voce isolata (e subito censurata) nel desolante sistema di informazione italiano, finalmente può essere vista online qui.

Sex crimes and the Vatican

Registrazione di una trasmissione della BBC One

KENYON (speaker) - Quando si venne a conoscenza di quello che succedeva a Fern, le autorità ecclesiastiche locali, in ossequio alle direttive segrete della Chiesa cattolica, misero tutto a tacere.
Responsabile di quella imposizione fu il Cardinale Ratzinger, attualmente Papa Benedetto XVI.
Quattro anni fa Padre Sean Fortune si trovò al centro di un'inchiesta a largo raggio sugli abusi del clero sui minorenni. Lo scandalo venne fuori quando si parlò di un documento segreto del Vaticano che copriva gli stupratori e le vittime degli abusi. Colm o' German, violentato da Padre Fortune quando aveva quattordici anni, è tornato a Fern per dimenticare quegli eventi.
COLM - Ogni domenica mattina, dopo aver abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire la sua prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a far colazione insieme, dopodiché presenziavo alla sua seconda messa.
KENYON (al pubblico) - La Chiesa locale sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la polizia cominciò a trasferirlo da una parrocchia all'altra. Quando esplose lo scandalo, si ammazzò prima del processo. Indagando su chi lo aveva aiutato a nascondere le sue malefatte, Colm riuscì a scoprire che era stato il più vecchio esponente della diocesi, l'arcivescovo Brendan Comiskey.
MAC DONALD - Comiskey, sei stato tu ad aiutare Padre Fortune ad abusare dei suoi ragazzi?
COMISKEY - Quando venni a conoscenza del fatto, lo cacciai dalla parrocchia e lo indussi ad andare da uno psicoanalista.
MAC DONALD - Dopo che erano trascorsi sei anni? Perché non lo hai fermato prima?... (al pubblico) Comiskey si dimise. Dopo le sue dimissioni ci furono tante altre storie di abusi. Adesso Colm dirige una associazione irlandese che si occupa delle vittime, ha ottenuto l'apertura di un'inchiesta governativa e ha scoperto che la copertura delle violenze aveva coinvolti diversi preti.
COLM - Il giornale locale ha descritto con abbondanza di particolari le violenze esercitate da ventisei preti - coperti dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo che hanno indotto il nuovo vescovo a mettere la sicurezza dei bambini al primo posto tra gli interessi della Chiesa - su un centinaio di adolescenti.
KENYON (al pubblico) - Nel corso delle indagini Colm si convinse che il documento segreto, conosciuto come Crimen Sollicitationis, era stato utilizzato per mettere a tacere le accuse di abusi.
AIDEN DOYLE - Dopo quarant'anni mi ricordo ancora di quello che accadde nella mia camera quando Padre Fortune entrò con un pretesto, mi gettò improvvisamente sul letto, mi intimò di giacere accanto a lui e si accanì contro di me. Poi mi disse che mi considerava una persona speciale e io mi chiesi quanto sarebbe durato quell'incubo.
KENYON (al pubblico) - Dopo l'aggressione, Aiden raccontò ad altri preti quello che gli era accaduto, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità, impedirono alla vittima di confidarsi con qualcuno.
AIDEN - Mi fecero giurare che avrei tenuto la bocca chiusa, ma subito dopo mi chiesi perché avrei dovuto farlo, se non ero stato io il protagonista di quel misfatto.
AIDEN - Mi imposero di tacere e mi dissero di non preoccuparmi e che bastava perdonare.
KENYON - Aiden restò così impaurito che ha taciuto per quarant'anni. Il prete che l'ha stuprato non è stato mai punito. Per capire a fondo il Crimen Sollicitationis, Colm si incontrò con Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi del clero.
DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi per punire quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini, il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. Il documento non provvede infatti ad aiutare le vittime e contiene minacce di scomunica per chiunque dovesse svelare la verità con l'obiettivo di proteggere la reputazione dei preti. Fu Ratzinger a imporlo e poi a mandare nel 2001 a tutti i vescovi del mondo un altro documento che ribadiva con enfasi la segretezza. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate dal Vaticano.
KENYON - Il nuovo documento fu una opportunità mancata di modernizzare l'approccio della Chiesa proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più grandi negli Stati Uniti. Colm allora andò a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematica delle gerarchie ecclesiastiche.
COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti, dove 4.500 preti furono accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.
KENYON - Il centro degli scandali era Boston, dove i preti accusati di reati sessuali venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Al vescovo prontamente allontanato a causa di un simile modo di comportarsi subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis.
WALL - Essendomi accorto di essere manovrato, decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa. La maggior parte dei casi non fu mai scoperta, perché, in ossequio all'ordine che lo scandalo doveva essere soffocato a ogni costo, le vittime furono messe a tacere con qualsiasi mezzo.
KENYON - Padre Patrich allora lasciò il clero e si unì ai difensori delle vittime. Il primo caso che affrontò fu quello di uno stupratore insaziabile, Padre Oliver O' Grady, ordinato in Irlanda, ma operante in California. Egli depose l'anno scorso in un processo nel quale era accusato di aver sodomizzato un bambino più di cento volte.
O'GRADY - Preferivo i ragazzini snelli, dei quali mi attraeva la zona genitale che una forza irresistibile mi costringeva a toccare.
KENYON - Egli ha riconosciuto che le sue vittime sono state almeno 30 in 20 anni.
DOMANDA - Si sentiva attratto anche dalle ragazzine?
O' GRADY - Solo da quelle che mi tentavano. Allora sollevavo le loro vesti quasi inconsciamente, ma facendo in modo che non se ne avvedessero. Era più piacevole restare a guardare i loro indumenti intimi che toccarle.
KENYON - O'Grady fu messo in prigione per sette anni. Adesso vive in Irlanda. Le sue vittime accusano il suo successore, il cardinale di Los Angeles, Roger Mahoney, di aver trasferito O'Grady da una parrocchia all'altra per evitare lo scandalo.
DOMANDA - Dopo quello che hai fatto ti ritieni ancora un Pastore?
O'GRADY - Certamente no.
KENYON - Nel 2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo che montava, istituendo un'associazione indipendente, chiamata Comitato Nazionale per il Riesame.
ANNE BURKE (Comitato Nazionale per la Revisione) - Il Comitato rilevò le stesse percentuali di aggressioni sessuali in tutte le diocesi del mondo.
KENYON - L'analisi degli scandali sessuali del clero indussero il suo Presidente, Frank Keating, Governatore dell'Oklahoma, a paragonare la segretezza della Chiesa a quella della mafia e a rassegnare le dimissioni dopo un anno. Nella lettera di dimissioni egli disse che il fatto che i preti non obbedivano ai mandati di comparizione e i loro superiori depennavano i nomi degli stupratori era tipico delle organizzazioni criminali. Il Comitato comunque andò avanti e produsse una Carta per la protezione dei bambini. In tutto l'Occidente le accuse contri i preti provocarono risposte di questo tipo. In America, anche quando l'attenzione su quegli eventi calò, la Chiesa continuò ad analizzare le accuse in segreto e ad emarginare le vittime.
BURKE - Non abbiamo esaminato prove sufficienti a dimostrare che siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto. E la situazione sta peggiorando, perché la Carta viene osservata sempre meno e molte diocesi non riescono a trasferire i preti incriminati.
Pensavamo che gli ultimi quattro anni avrebbero insegnato sia a noi che ai vescovi abbastanza per riuscire a tenere la situazione sotto controllo. E invece da quello che avviene nella Chiesa ci accorgiamo sempre più spesso che questa non imparava niente dagli errori del passato.
KENYON - C'è una tensione tra le regole della legge e quelle della Chiesa, tra la protezione dei bambini e quella del cardinale Ratzinger.
PADRE TOM DOYLE - Non esiste nessun accordo per aiutare le vittime e nemmeno quelli che cercano di aiutarle, esiste però un accordo tacito per mentire sulla esistenza del problema. In quanto ai preti incriminati, quando sono scoperti non vengono sottoposti a inchiesta né perseguiti, ma semplicemente rimossi in segreto e senza rivelare i motivi del provvedimento. C'è una totale mancanza di considerazione per le vittime e i minori destinati a essere le loro nuove vittime nella nuova parrocchia. La stessa pratica viene seguita in tutti i Paesi del mondo.
KENYON - Il Crimen sollicitationis non ha riempito il vuoto di credibilità che si era venuto a creare.
COLM - Ero in Brasile, il più grande Paese cattolico al mondo con 125 milioni di fedeli, ma con enormi sacche di miseria e ignoranza, turismo sessuale e tanti bambini bisognosi di protezione. La Chiesa cattolica non sembra aver imparato la dura lezione ricevuta dal mondo occidentale.
KENYON - Sei anni fa arrivò un prete nuovo nella piccola comunità rurale di Annopolis, nel Brasile centrale, Padre Tarcisio Tadeu Spiricigo, incriminato dalla polizia di San Paolo per abusi sessuali sui minori.
COLM - Il prete era stato incriminato la prima volta nel 1991. Prima di arrivare ad Annopolis era già stato trasferito almeno quattro volte e aveva continuato comunque a violentare minori. Il vescovo che lo aveva trasferito conosceva la sua storia, ma disse che era stato curato e così gli abusi continuarono.
KENYON - Il prete si trasferì in una abitazione vicina a quella di una certa Donna Elza, alla quale si offrì subito di dare lezioni di chitarra al suo nipotino di cinque anni. Un giorno il bambino confidò alla nonna che sapeva fare l'amore e che non lo aveva detto ai suoi genitori per paura di essere picchiato. La nonna gli chiese che cosa era accaduto e rimase sconvolta dal racconto del nipotino. Non si sarebbe mai aspettata una cosa del genere da un prete. Da allora quando i bambini lo incontravano lo chiamavano "mogliettina del prete" e il nipotino se ne vergognava a tal punto da desiderare la morte.
KENYON - Se il cardinale Ratzinger, che istruiva le cause per abusi sui minori, era a conoscenza di quello che aveva fatto Padre Tarcisio, perché gli consentì di continuare a lavorare a stretto contatto con i bambini?
COLM - E' sorprendente constatare che la storia è sempre la stessa, in ogni tempo e in ogni luogo. I vescovi trasferiscono i preti che hanno già stuprato dei bambini in altre parrocchie dove continueranno a commettere altri crimini sessuali. Questo ragazzino è stato violentato nel 2002, mentre gli scandali del clero sconvolgevano gli Stati Uniti e l'Irlanda e il Vaticano cercava pretesti per giustificarli. Adesso il ragazzino vuole morire, perché ha perduto la gioia di vivere e a scuola lo chiamano "la ragazza del prete". E la Chiesa non muove un dito. Così non può andare avanti.
KENYON - Nonostante quel prete avesse già abusato di un tredicenne a San Paolo, Donna Elza sostiene che la Chiesa e la comunità la costrinsero a riversare le accuse sul nipotino.
DONNA ELZA - La Chiesa era arrabbiata con me e la gente mi evitava. Avrei voluto difendere mio nipote, ma mi sentivo emarginata.
COLM - Il popolo non capì. Ma allora aveva la sua fede, mentre oggi l'ha perduta.
ELZA - Sono triste. Temo che mio nipote avrà dei problemi.
COLM - Il prete si comportava come se non fosse successo niente. Nel suo diario aveva descritto il tipo di ragazzino a cui mirava e come evitare di farsi prendere. Doveva essere povero, maschio, orfano di padre, affettuoso, tranquillo, bisognoso di protezione, privo di scrupoli sessuali e avere dai sette ai dieci anni. Doveva cercalo nelle scuole, nelle strade e nelle famiglie. Per agganciarlo doveva offrirsi di dargli lezioni di chitarra o invitarlo a entrare nei cori. Doveva ingraziarsi la famiglia e chiedergli prestazioni sessuali in cambio di regali.
KENYON - Dopo decenni gli abusi di Padre Tarcisio furono portati alla luce dalla polizia. L'anno scorso fu condannato a quindici anni di carcere.
DOYLE - Il Vaticano non ha una politica per la protezione dei bambini, ma ne ha una per tenere sepolti gli scandali nella segretezza e limitare i danni per quanto possibile.
KENYON - L'ordine del cardinale Ratzinger di inviare tutte le accuse in Vaticano si sta rivelando frustrante per gli operatori sociali che cercano di mettere in carcere i preti sospetti. Questo è Padre Joseph Henn, maestro del coro. Questa foto fu presa durante il suo primo incarico a Phoenix in Arizona, quando conobbe Rick Rivezo, un chierichetto di quattordici anni.
RIVEZO - I miei genitori sapevano che trascorrevo il tempo insieme a lui. Veniva spesso a casa mia. Ricordo che mio padre mi diceva che per Joseph la porta doveva essere sempre aperta, in quanto lo considerava un membro della famiglia.
KENYON - Una volta guadagnata la fiducia della famiglia del ragazzino, Padre Henn cominciò ad abusarne.
RIVEZO - Ci portava ai matrimoni, ai funerali, in piscina. Andava nella canonica e mi diceva di tirare fuori dai cassetti i costumi da bagno perché potesse asciugarli. Poi mi dava un asciugamani e mi invitava ad aspettarlo a letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava tutto il corpo dall'alto in basso e viceversa. Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi coinvolgere nel gioco, chiudevo gli occhi. Quando le mie mani toccavano le sue gambe, le ritraevo di colpo, giravo la testa dall'altra parte e mi auguravo che la cosa finisse in fretta.
KENYON - L'uomo che trattava il suo caso era Rick Rowley, un famoso avvocato di Phoenix, che, prima di andare in pensione, riuscì a estorcere una confessione scritta dal vescovo locale nella quale questi ammetteva di avere coscientemente nascosto alla polizia gli abusi dei suoi preti.
ROMLEY - L'ostruzionismo che vidi mentre svolgevo le indagini non l'avevo mai visto per tutta la mia carriera. Era difficilissimo ottenere un'informazione dalla Chiesa. Eravamo a conoscenza di certi incontri che avevano avuto luogo, ma essi non produssero nessun documento che avrebbe potuto aiutarci.
KENYON - La linea seguita dal Vaticano è che i crimini sessuali commessi dal clero vanno giudicati seguendo esclusivamente il diritto canonico.
ROMLEY - Supponevamo che ci fossero archivi segreti ai quali attingere in qualsiasi circostanza, ma ci dissero che il Nunzio aveva ordinato di non consentire l'accesso a informazioni di tipo criminale, perché erano state sottoposte a una speciale protezione. La Chiesa non vuole riconoscere che il problema è serio perché non vuol consentire alle autorità civili di porre un freno agli abusi dei suoi preti. Ci contrastavano passo passo, realizzando una vera e propria tattica ostruzionistica.
KENYON - La sua battaglia più dura fu quella contro Padre Henn e altri due preti, che andarono all'estero per sfuggire ai persecutori americani.
COLM - Sapevo che questi preti avevano fatto voto di obbedienza a Roma. Allora decisi di mandare una lettera in Vaticano, per chiedere, dopo che le accuse formali erano state avanzate, che costringessero i preti incriminati a eseguire i loro ordini, tornare in patria e consegnarsi, per consentire alla giustizia di seguire il suo corso, ma restai molto deluso. Avevo scritto al cardinale Sodano, il segretario di Stato, per chiedergli se poteva ordinare a questi preti di tornare in patria, ma mi rimandavano la posta indietro con il pretesto che il destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno la busta. Una Chiesa con l'autorità morale per fare quello che è giusto è venuta meno al dovere di impedire l'abuso sui bambini. Eppure aveva avuto una reale opportunità di dichiarare al mondo che si sentiva responsabile della protezione dei bambini. E invece non rispondeva neppure.
KENYON - Padre Henn, il prete che con la scusa di portare in piscina Rick Rivezo finì per abusare di lui, adesso è ricercato per tredici accuse per molestie avanzate da un gran giurì negli Stati Uniti. Ma non è più là. E' al sicuro in Vaticano e si oppone all'estradizione dal quartiere generale del suo ordine religioso, i Salvatoriani. Il Vaticano non l'ha costretto a tornare in America ad affrontare il processo.
COLM - La cosa più straordinaria di questa storia è che Padre Henn non è solo. Un giornale americano ha scritto recentemente una serie di articoli sotto il nome di "preti fuggitivi" e ha scoperto che c'erano più di sette preti americani, accusati di abusi sessuali sui minori, che vivono con il sostegno della Chiesa, dentro e fuori del Vaticano.
KENYON - Può darsi che il Vaticano conservi le prove di altri preti che abusano dei minori in ogni parte del mondo, ma, invece che alla cooperazione e alla trasparenza, le direttive della Chiesa mirano all'ostruzionismo e alla copertura. C'è un uomo però che ha il potere di cambiare tutto.
DOYLE - Il cardinale Ratzinger, che adesso è il Papa, potrebbe dire "questa è la politica di tutta la Chiesa. Cooperazione piena ovunque con le autorità civili e isolamento e dimissioni dei preti dichiarati colpevoli. Completa apertura e trasparenza delle situazioni finanziarie. Eliminazione degli ostacoli ai processi".
KENYON - Il Vaticano non ha risposto alle ripetute richieste di un'intervista sui casi acclarati. Padre Henn ha perduto la sua lotta contro l'estradizione negli Stati Uniti. Egli è qui da quando scappò dal quartier generale dei Salvatoriani dove si trovava agli arresti domiciliari mentre si credeva che si nascondesse da qualche parte in Italia. C'è un mandato internazionale per il suo arresto. In precedenza il prete cattolico Oliver O'Grady passò sette anni in un carcere americano per abusi sui minori. Anche se gli psichiatri americani lo avevano definito uno stupratore sistematico che aveva bisogno di curarsi per tutta la vita, fu riportato in Irlanda nel 2001. Il suo nome non appare nel Registro dei criminali sessuali irlandesi e non ci sono restrizioni per quanto riguarda i suoi contatti con i bambini.
DOMANDA - Quindi gli abusi e le molestie erano quasi un'occupazione a tempo pieno durante tutta la sua carriera di prete.
O'GRADY - Direi che ne costituiva una parte significativa.
DOMANDA - Delle vittime molestate quanti erano ragazzi e quante ragazze.
O'GRADY - Tre quarti erano maschi e un quarto femmine.
DOMANDA - Che altro è successo dopo tutto quello che è accaduto?
O'GRADY - Niente. La vita è andata avanti.

http://www.bispensiero.it/