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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
Visualizzazione post con etichetta Hannah Arendt. Mostra tutti i post
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lunedì 4 giugno 2007

'Non si puo' fare una frittata senza rompere le uova', parole di Romano Prodi

'Non si puo' fare una frittata senza rompere le uova', così secondo Sky News si è espresso Romano Prodi.

Ed è anche vero che rompendo le uova si puo' fare una frittata, ma non è detto...

Sul tema, e a proposito di Totalitarismo, si è più volte espressa a suo tempo Hannah Arendt ...

"
quando un'azione si perverte in una specie di fabbricazione, si può generare il male e la distruzione degli uomini, proprio come per fare una frittata occorre rompere le uova. In questa prospettiva, nello scritto " Sulla rivoluzione " (1963), la Arendt individua il conflitto essenziale dell'epoca moderna non tra diversi sistemi economici o tra classi, ma tra libertà e autoritarismo; da parte sua, ella si schiera dal lato delle associazioni che nascono spontaneamente, soprattutto nelle situazioni rivoluzionarie, ma rifiuta la definizione della politica come lotta per il potere e le giustificazioni della violenza, fornite da Marx, Sorel e Sartre, in quanto confondono tra loro azione, fabbricazione e processi naturali: ai suoi occhi, la non violenza è essenziale al movimento per la pace e la disobbedienza civile è lo strumento per la difesa dei diritti civili..."

http://www.filosofico.net/arendt105.htm

Ciò che costantemente Arendt ha cercato è stato quel tesoro, quello che la politica ha perso consegnandosi alla logica della strumentalità e del governo, a un’idea del "fare" che inesorabilmente è finito nel realismo di chi sottoscrive l’antico proverbio che «bisogna rompere le uova se si vuole fare la frittata», dimenticando, come diceva, le ragioni delle uova.

http://www.globalproject.info/art-9637.html

TitoloLe uova e la frittata. Filosofia e libertà in Benedetto Croce, Hannah Arendt, Isaiah Berlin
AutoreDesiderio Giancristiano
Prezzo € 10,00
Prezzi in altre valute
Dati2003, 122 p., rilegato
EditoreLiberilibri (collana Oche del Campidoglio)


http://libri.kelkoo.it/b/a/sbs/5101/10304425.html

mercoledì 9 maggio 2007

Martin Heidegger et Hannah Arendt

Martin Heidegger et Hannah Arendt

Elzbieta Ettinger Martin Heidegger et Hannah Arendt, par Richard Wolin

En 1945, Thomas Mann donna une allocution radiodiffusée intitulée Des Allemands et de l'Allemagne, dans laquelle il fit l'observation suivante: il n'y a pas deux Allemagne, une bonne et une mauvaise, mais seulement une qui, par une astuce du Malin, transforma le meilleur en pire. Pour l'auteur de Mario et le magicien, cet aveu représenta un revirement. Dans cette célèbre histoire, il avait montré l'assistance d'un théâtre se laissant, contre tout discernement, captiver et séduire par un charlatan, exactement comme les Allemands dans les années '30 avaient été hypnotisés par un petit caporal autrichien apparaissant comme le Messie. A la fin de la guerre, cependant, Mann se rendit compte que les horreurs du nazisme ne pouvaient être comprises comme une simple hypnose collective. Le problème n'était pas seulement Hitler ou l'hitlérisme, mais aussi qu'une vaste majorité d'Allemands avaient consciemment et volontairement fait plus de la moitié du chemin vers le Führer. La prise du pouvoir par Hitler n'a pas été un Betriebsunfall, comme les Allemands d'après-guerre aimaient à le dire, une sorte "d'accident industriel" imprévisible qui arriva à la nation de l'extérieur et laissa indemnes les traditions allemandes. Bien plutôt l'impérialisme génocidaire qu'il déchaîna sur l'Europe représentait l'apogée des tendances profondes de l'histoire allemande elle-même. Mann implorait ses compatriotes de ne pas être trop tolérants envers eux-mêmes. Leur tâche, insistait-il, était d'épurer les comptes, de faire le bilan de leur patrimoine national, de Herder à Heidegger, afin d'identifier et de confronter les illusions spécifiquement allemandes qui causèrent la catastrophe.
Martin Heidegger se risqua à son propre récit des fortunes de l'Allemagne. Il était inflexible sur le fait que ce qui s'était passé était essentiellement un phénomène européen et non typiquement allemand...

http://www.republique-des-lettres.fr/224-martin-heidegger.php

MARC CHEVRIER, La cité des hommes, avec ou sans Dieu? Hannah Arendt et la question de l'absolu, L'Agora, vol 5 no 3.
© André Mongeau
Technique: prismacolor

http://agora.qc.ca/mot.nsf/Dossiers/Arendt

Hannah Arendt. Totalitarismo: logicita' e solitudine

Sarebbe da riportare integralmente questo lungo e intenso saggio di Hannah Arendt, "La natura del totalitarismo: un tentativo di comprensione" , del 1954, sempre in "Antologia", Feltrinelli 2006

Ne riporto solo un brano che mi sembra calzante, oltre che profetico, riguardo alla situazione attuale e all'uso di Internet:

La mera logicità, il ragionare senza rispetto dei fatti e l'esperienza, è il vero vizio della solitudine, ma i vizi della solitudine nascono solo dalla disperazione e dall'isolamento.

Ebbene, in un mondo in cui i contatti umani sono stati spezzati - per via del crollo della nostra dimora comune o per la crescente espansione della mera funzionalità, che gradualmente divora la sostanza, il nucleo reale delle relazioni umane, o per via degli sviluppi catastrofici delle rivoluzioni che, a loro volta, scaturirono dai precedenti crolli - l'isolamento cessa di essere un problema psicologico ...

L'isolamento, come i suoi correlati, lo spaesamento e lo sradicamento, è, da un punto di vista umano, la vera piaga del nostro tempo.

Senza dubbio è ancora possibile vedere persone ... che, per sfuggire insieme alla maledizione di diventare inumane in una società in cui tutti sembrano superflui e sono ritenuti tali dai loro simili, si aggrappano l'una all'altra come se fossero sospese a mezz'aria, senza l'ausilio di quei canali di comunicazione permanenti che solo un mondo abitato in comune puo' fornire.

Ma queste prestazioni acrobatiche che cosa provano contro la disperazione che cresce tutt'intorno a noi, e che noi finiamo per ignorare tutte le volte che ci limitiamo a stigmatizzare o a definire stupide, malvagie o malinformate le persone che cadono vittime della propaganda totalitaria ?

Queste persone non sono nulla del genere: si sono limitate a fuggire dalla disperazione dell'isolamento per cadere nei vizi della solitudine

Dura lezione, eh !
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Il saggio Strada interrotta (scritto per il convegno Il centro ovunque organizzato dall'Associazione Culturale Nemus e promosso dal Comune di Venezia) riguarda l'agire e il reagire rispetto alla società di massa (e alla sua forma terminale la globalizzazione). Riteniamo sia utile alla preparazione del corso condotto da Donatella Bassanesi: Hanna Arendt - Pensare il presente, che si terrà a Cernusco sul Naviglio - Libera Università delle Donne - a partire da Febbraio.

Strada interrotta

di Donatella Bassanesi

http://www.universitadelledonne.it/strada.htm

Donatella Bassanesi

Hanna Arendt
Pensare il presente

di Barbara Mapelli

Mi colpiscono, subito, appena inizio a leggere, le scelte di linguaggio, ritmo, equilibri tra commenti e citazioni. Spesso periodi brevi, con passaggi da una proposizione all'altra talvolta temerari, seguendo fili logici esistenti, ma anche osati come i fili su cui camminano gli acrobati...

http://www.universitadelledonne.it/arendt1.htm

Il concetto di totalitarismo in Simone Weil e Hannah Arendt: una lezione per i contemporanei

Tesi di Denise De Dominicis - Coautore: Marco Villani

Ci si potrebbe chiedere perchè occuparsi di un argomento storico tanto dibattuto come il totalitarismo; si potrebbe affermare che, una volta stabilito, come fa ad esempio l’Enciclopedia delle Scienze Sociali, che il totalitarismo è “il termine che indica le dittature del Novecento, caratterizzate dall’onnipervasiva presenza del potere politico, che penetra in tutti gli ambiti sia economici che sociali”, la definizione sia esaustiva.
Il dibattito, che in qualche modo è ancora vivo, indica, invece, come lo studio di questo fenomeno non sia affatto esaurito.

http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=7223

venerdì 4 maggio 2007

Come in un campo di concentramento

Ci troviamo a vivere, sempre di più, come se ci trovassimo spinti, da 'destra' come da 'sinistra' in un colossale Campo di Concentramento, che, ricordava Hannah Arendt, è solo il preludio ai Campi di Sterminio

Cosa infatti sta all'origine della 'amoralità', o assenza di eticità, che viene addebitata a chi commette reati disumani, come quelli di cui siamo stati spettatori mediatici nelle ultime settimane?

Cosa sta all'origine del sentirsi sospinti verso posizioni estreme di 'condanna', altrettanto disumane nell'offesa, o di 'difesa', altrettanto disumane nella cancellazione della dignità delle vittime?

Forse una condizione comune, epocale (ma in crescendo da almeno 10 anni) per la quale un sistema umano di 6 miliardi di 'unità', non riesce a risolvere le contraddizioni sociali, economiche, ecologiche, se non in modo TOTALITARIO, anche se tuttora orwellianamente chiamato 'democratico'

e questo trasforma tutti noi in

vittime-complici-di-carnefici-e-carnefici-a-nostra-volta

in esseri che definire 'umani' è sempre meno possibile, capaci ormai di tutto

anche le cose più abominevoli, indicibili e impensabili

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Ne stanno parlando ora, una volta tanto in modo accorato e 'partecipato' da Giuliano Ferrara, a 8 e mezzo, su LA7

ma, mi dice mio figlio, ne parlano ormai quasi quotidianamente nella scuola (elementare) ...

mercoledì 2 maggio 2007

Evoluzione, entropia, legge di Murphy... e Hannah Arendt (2)

Inizio dal fondo del Capitolo 4 di

Hanna Arent

"Antologia - Pensiero, azione e critica nell'epoca dei totalitarismi", Feltrinelli, 2006

Colpa organizzata e responsabilità universale

...

Il sentimento di vergogna di fronte al fatto stesso di essere uomini non è altro che l'espressione puramente individuale e non ancora politica di questa intuizione.

In termini politici l'idea di umanità, che non esclude nessuno e che non attribuisce a nessuno il monopolio della colpa, è la sola garanzia che le "razze superiori"
[nell'orwelliano terzo millennio diciamo "civiltà superiori"] di ogni tempo possano non sentirsi obbligate a seguire la "legge naturale" del diritto del più forte e rinuncino perciò a sterminare "le razze inferiori [nell'orwelliano terzo millennio diciamo "civiltà inferiori"] non degne di sopravvivere"; così che alla fine di un'"epoca imperialistica" non ci si debba ritrovare a uno stadio che faccia apparire i nazisti come dei rozzi precursori dei metodi politici futuri.

Seguire una politica non imperialistica e conservare una fede non razzista diventa ogni giorno più difficile perchè diventa ogni giorno più chiaro che grande fardello sia per l'uomo il genere umano.

Forse quegli ebrei, ai cui avi dobbiamo la prima concezione dell'idea di umanità, sapevano qualcosa di questo fardello quando ogni anno erano soliti dire: "Nostro Padre e Re, abbiamo peccato davanti a te", facendosi carico non solo dei peccati della loro comunità, ma delle colpe di tutti gli uomini.

Tutti coloro che sono disposti a seguire questa via in una sua variante moderna non si accontentano della confessione ipocrita: "Grazie a Dio non sono così", di chi reagisce con orrore di fronte alle potenzialità inimmaginabili del carattere nazionale tedesco.

Piuttosto, con terrore e sgomento, essi hanno infine compreso di che cos'è capace l'uomo, e questa è invero la precondizione di ogni pensiero politico moderno.

Costoro non serviranno granchè come strumenti di vendetta; ma questo è certo: su di loro, e solo su di loro, pervasi come sono di un genuino timore di fronte all'ineludibilità della colpa umana, si potrà fare affidamento quando si tratterà di combattere, in ogni luogo e senza timori e compromessi, contro il male incommensurabile che gli uomini sono capaci di compiere.

Evoluzione, entropia, legge di Murphy... e Hannah Arendt (1)

Riporterò qui alcuni passaggi di quel che scrive Hannah Arendt a proposito degli "esseri umani" e dell'importanza di raggiungere un grado di consapevolezza e comprensione del proprio "vergognarsi" di essere tali.

Prima però una domanda che mi è venuta in mente questa mattina, e che 'giro' a chi ne sa più di me di Fisica e di Matematica.

Ovvero: la Teoria dell'Evoluzione delle Specie Viventi (per intenderci quella sviluppata a partire da Darwin) non è in contrasto con il Principio di Entropia?

Il Principio di Entropia, o Terzo Principio della Termodinamica recita:

l'energia totale dell'universo è costante e l'entropia totale è in continuo aumento.

valida per qualsiasi sistema isolato.

In altre parole ciò significa che non solo non si può né creare né distruggere l'energia, ma nemmeno la si può completamente trasformare da una forma in un'altra senza che una parte venga dissipata sotto forma di calore.

http://it.wikipedia.org/wiki/Entropia_(termodinamica)

Il terzo principio della termodinamica, detto anche teorema di Nernst, è uno dei postulati della termodinamica classica.

Come il secondo principio, a cui è strettamente legato, questo stabilisce l'impossibilità di una certa classe di fenomeni: la formulazione classica di questo principio afferma che non è possibile raggiungere lo zero assoluto tramite un numero finito di operazioni (ovvero di trasformazioni termodinamiche).

Un'altra formulazione più moderna (ma equivalente) afferma che nello stato a minima energia l'entropia ha un valore ben definito che dipende solo dalla degenerazione dello stato fondamentale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Terzo_principio_della_termodinamica

Se dalla Fisica passiamo alle Teorie dell'Informazione, il Principio equivalente è che l?universo procede dal massimo Ordine al massimo Disordine

Nella teoria dell'informazione - e in rapporto alla teoria dei segnali - l'entropia misura la quantità di incertezza o informazione presente in un segnale aleatorio. Da un altro punto di vista l'entropia è la minima complessità descrittiva di una variabile aleatoria, ovvero il limite inferiore della compressione dei dati.

Si deve a Claude Shannon lo studio dell'entropia in tale contesto. Nel primo teorema di Shannon, o teorema di Shannon sulla codifica di sorgente, egli dimostrò che una sorgente casuale d'informazione non può essere rappresentata con un numero di bit inferiore alla sua entropia, cioè alla sua autoinformazione media. Tale risultato era implicito nella definizione statistica dell'entropia di John Von Neumann, anche se lo stesso Von Neumann, interrogato a riguardo da Shannon nel forse unico scambio di opinioni tra loro, non ritenne la cosa degna di attenzione.

Per far capire la stretta correlazione tra entropia dell'informazione ed entropia della termodinamica possiamo fare il seguente esempio:

Consideriamo un sistema fisico in date condizioni di temperatura, pressione e volume, e stabiliamone il valore dell'entropia; in connessione è possibile stabilire il grado di ordine e quindi l'ammontare delle nostre informazioni (in senso microscopico).

Supponiamo ora di abbassare la temperatura lasciando invariati gli altri parametri: osserviamo che la sua entropia diminuisce, ma anche che il suo grado di ordine aumenta, e con esso il nostro livello d'informazione. Al limite, alla temperatura zero, tutte le molecole sono ferme, l'entropia è zero e l'ordine è il massimo possibile, e con esso è massima l'informazione; infatti non esiste più alcuna alternativa fra cui scegliere.

http://it.wikipedia.org/wiki/Entropia_(teoria_dell'informazione)

Un'affermazione semplificata è la famosa Legge di Murphy:

«Se qualcosa può andare storto lo farà.»

«se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno lo farà.»


«La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto.»

ma anche: «Se è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane sulla schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo.»

[http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Murphy]

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Se da queste premesse passiamo alle Teorie dell?evoluzione delle Specie Viventi, salta all'occhio un evidente PARADOSSO:

o l'Evoluzione contraddice l'Entropia, o, anzichè di Evoluzione, si dovrebbe parlare di Involuzione delle Specie Viventi.

Ovvero: sulla Terra, 3 miliardi e mezzo di anni fa, si realizzarono le condizioni ottimali per lo sviluppo della Vita su questo pianeta.

Questo perchè la Terra, raffreddandosi, perse entropia, e generò Ordine, aumentato dal realizzarsi di organismi viventi dotati di Memoria.

Non è detto affatto che questo Apice stia nel nostro Futuro!

Potrebbe essere già stato superato, in Ere passate, per Specie ora estinte...

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Va beh, fantasticherie, di una mattina di Maggio, non particolarmente ottimistiche sulle Magnifiche Sorti e Progressive dell'Umanità, e della sua propensione a Migliorare le relazioni emotive, affettive e sentimentali tra i suoi Componenti....

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Passo, tra poco, a riportare il pensiero di Hannah Arendt...