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dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
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giovedì 24 aprile 2008

Fasting Buddha, il Buddha greco, digiunatore, amato dal Dalai Lama

Fasting Buddha in the Story of the Tibet

Fasting BuddhThe Story of Tibet

Conversations with the Dalai Lama

“The 14th Dalai Lama’s fresh account of Tibetan myth and history, as shared at Dharamsala over a three year period with Thomas Laird, is wonderful instruction and a great true pleasure, not less so because of the small informal moments that clarify these encounters with that delightful Buddha being who manifests in the beleaguered public figure of His Holiness.”
–Peter Matthiessen, author The Snow Leopard, National Book Award winner.

“Thomas Laird’s lively conversations with His Holiness the Dalai Lama about the history and mythology of Tibet couldn’t come at a better moment, as China stubbornly persists in negating the distinctive Tibetan identity. The honesty, subtlety, and complexity of His Holiness’ thoughts on these crucial matters comes through in these fascinating dialogues. Everyone who cares about Tibet, or about a stable peace in Asia, should read this amazing account.” –Robert Thurman, author of Inner Revolution, Professor of Buddhist studies, Columbia University.
“Thomas Laird captures the beauty, the magnificence, the humor of this world spiritual leader, the Dalai Lama.” –James Lilley, former U.S. Ambassador to China and South Korea, and author of China Hands: Nine Decades of Adventure, Espionage, and Diplomacy in Asia.

Il Mio Tibet

Conversazioni con il Dalai Lama

Thomas Laird

http://www.ilgiardinodeilibri.it

Il Mio Tibet

Anno: 2008

Prossima uscita
Aprile 2008

In un percorso fitto di riflessioni illuminanti ed episodi stupefacenti, il Dalai Lama racconta il Tibet come non era mai stato raccontato, e come poteva esserlo solo da chi incarna da secoli la memoria storica e la tradizione spirituale di un’intera nazione. L’orgoglio di una nazione oppressa e la sua storia millenaria nelle parole del Dalai Lama.

Nel 1643 il quinto Dalai Lama scrisse una storia del suo paese e del suo popolo: fu un gesto dal valore civile altissimo, che consentì alle popolazioni da lui governate di riconoscersi come un’unica nazione.

Oggi il quattordicesimo Dalai Lama ha deciso di affrontare la dura impresa di scrivere una nuova storia del proprio paese come forte e incisivo gesto di riaffermazione dell’identità tibetana contro l’oppressione cinese.

Nelle lunghe conversazioni con il giornalista Thomas Laird, sua santità Tenzin Gyatso ha ripercorso le vicende millenarie del popolo tibetano e della religione buddista: un racconto ricchissimo di storie affascinanti, costellato di grandi yogi e maestri di meditazione, imperatori e guerrieri, figure mitologiche e umili monaci.

Dall’invasione mongola del tredicesimo secolo a quella cinese del secolo scorso, dall’arrivo del buddismo dall’India nel settimo secolo dopo Cristo alla fuga del Dalai Lama nel 1959, la storia del Tibet racchiude in sé lo sviluppo di una spiritualità oggi universalmente conosciuta e amata, i cambiamenti di un luogo magico che ha ispirato e stregato l’Occidente per secoli, le difficoltà di un popolo oppresso ma fiero e indipendente.

venerdì 24 agosto 2007

Qualcuno volò sul nido del cuculo, a Pechino. Ma c’è chi non concorda

La dottrina del ‘fare assieme’ di Renzo De Stefani (Trento)

C’è a chi piace e a chi no.

Ne vogliamo discutere? E’ aperto un thread sul forum Al di là del Bene e del Male

Questo forum si chiama “al di là del bene e del male” perchè originariamente pensato come il forum dedicato alla “follia”, alle situazioni di disagio estreme, a ciò che comunemente viene fatto rientrare nel dominio della psichiatria, e della “salute mentale”.

Proviamo a riprendere il discorso da qui, e chi se la sente intervenga a dire la sua.
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Inizia tutto l’8 Agosto 2007.

Contro i pregiudizi della malattia mentale, partono da Mestre per la Cina
L’8 agosto pazienti, operatori e familiari partono da Mestre per la Cina
Repubblica.it seguirà il progetto di “Le parole ritrovate” e “Anpis”
Da Venezia a Pechino, viaggio in treno
contro i pregiudizi della malattia mentale
di FEDERICA MACCOTTA

Da Venezia a Pechino, viaggio in treno
contro i pregiudizi della malattia mentale

Un viaggio da pazzi. Da Venezia a Pechino, in treno. Attraverso l’Ungheria, la Russia, la Mongolia. Sulle orme del viaggiatore per eccellenza, quel Marco Polo che più di settecento anni fa è partito alla scoperta dell’Altro. E’ la sfida di 208 persone, che il 28 agosto lasceranno Mestre alla volta della Cina. In 208, tra pazienti psichiatrici, operatori della salute mentale e familiari, da dodici regioni italiane.

Non è un viaggio “normale” né un treno ordinario, quello messo in piedi dal movimento Le parole ritrovate e dall’Anpis (le polisportive che si occupano di salute mentale sotto la sigla Associazione nazionale per l’integrazione sociale). E’ un viaggio speciale, che sintetizza la filosofia degli organizzatori - il fare assieme, coinvolgendo tutti i protagonisti della realtà della malattia mentale - e che si propone di andare a scoprire le diversità di mondi distanti migliaia di chilometri, abbattendo i pregiudizi.

http://www.repubblica.it

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Interviene l’ Associazione Psichiatri Italiani

I familiari: ”Quel treno per Pechino svia dai veri problemi dei malati mentali”
Napoli, 10 agosto 2007. ”Siamo campo di rapina per notizie sensazionali”. Associazione psichiatri: “Operazione di propaganda. Il ministro Turco non perda il contatto con la dura realtà assistenziale italiana, venga a informarsi in che condizioni operiamo”





Quel “treno speciale per Pechino” non piace a tutti. Non piace ad alcuni familiari di persone disabili mentali, che hanno espresso la loro “indignazione” in una lettera indirizzata all’Associazione italiana psichiatri. L’idea del treno partito ieri da Venezia con il coinvolgimento di 216 persone tra malati, familiari, volontari, medici, infermieri e assistenti sociali che, attraverso diverse tappe intermedie “dove esistono ancora i manicomi”, raggiungeranno in 20 giorni la capitale cinese per “lottare contro lo stigma”, è patrocinato dal ministero della Salute. L’organizzazione è del movimento Le parole ritrovate e dall’Associazione nazionale polisportive per l’integrazione sociale (Anpis). Sul treno c’è anche una troupe con il regista Giovanni Piperno, per realizzare un film-documentario sul viaggio, che verrà prodotto da Rai Cinema e Ministero della Salute.
“Gli operatori e il Ministro della Salute dovrebbero battersi per curare quei tanti “matti alla deriva che navigano senza cure nello stato italiano” invece di portare all’attenzione del grande pubblico queste iniziative che sul piano pratico hanno solo un valore di difesa dell’immagine e di sviare ad ogni costo i mass media sui veri problemi dei malati mentali” scrive un familiare, A.T., nella sua lettera. Secondo il quale “questi utenti della salute mentale sono campo ormai di rapina per dare notizie sensazionali, ma poco consone alla realtà. Come familiare mi sento veramente indignato per le notizie rimbalzate sui media”.
Il riferimento, oltre al treno per Pechino, è anche alla notizia “di alcuni mesi fa, riguardante l’attraversamento dell’Oceano da parte di un equipaggio che sarebbe stato composto esclusivamente da un equipaggio di ‘matti trentini’. E’ deprecabile anche l’uso del termine ‘matto’, che stigmatizza. Ma di questo nessuno parla correttamente.
Mi stupisco che, pur di propagandare un’idea di normalità a tutti i costi, si diffondano notizie simili. Per giunta con questa terminologia che ricorda tanto quella foto di un dipinto di Gericault, pubblicata guarda caso in uno dei libri dell’antipsichiatra/psichiatra Basaglia: chissà oggi cosa direbbe…”
A queste si aggiungono le considerazioni dell’Associazione italiana degli psichiatri, che punta l’incide sulla natura eminentemente propagandistica e di facciata dell’operazione: “Se fossimo manager di un’azienda, immaginiamola di navi da crociera, invece che producer organizzativi, per promuovere ‘il bene salute mentale’ per l’utenza da noi servita, assai ci compiaceremmo con il nostro funzionario responsabile del settore ‘Creatività, Propaganda, Pubblicizzazione del Prodotto’ e anche con il capo dello ‘Ufficio Relazioni col Pubblico e con l’Esterno’ per il risalto che è stato dato all’iniziativa (meglio che ‘progetto’, anzi perché progetto?) ‘Quel treno speciale per Pechino’.
La campagna di stampa ha funzionato a dovere, ottimi copywriter hanno spremuto al meglio le meningi per far sì che l’idea creata dallo “Ufficio Promozione e Vendita” sia stata propagandata così bene da essere addirittura esportata, in Cina poi, e tramite una mostra itinerante.
Naturalmente non siamo manager e, soprattutto, non vendiamo ‘pacchetti crociera tutto compreso’, ma siamo solo operatori dei servizi pubblici della tutela della salute mentale che ogni giorno del loro impegno professionale si chiedono: ‘Abbiamo fatto quanto umanamente in nostro potere per ridurre almeno d’un minimo il disagio psichico delle persone a noi particolarmente affidate?’. Non sempre possiamo rispondere affermativamente, talvolta nemmeno per quella che è la nostra personale responsabilità.
Jim Morrison dei Doors molti anni fa e prima di morire ha lasciato questo messaggio: “Spesso quello che vedo non è affatto quello che accade”. Anche per l’organizzazione dell’assistenza psichiatrica in Italia può valere questa triste riflessione, che, invece, dovrebbe porsi ogni giorno la ministra della Salute se non vuole “dissociarsi” perdendo il contatto con la dura realtà assistenziale italiana.
Ha provato il signor ministro a chiedere ai malati come stanno? E ai loro familiari di cosa hanno bisogno e cosa temono maggiormente per il futuro del loro congiunto? E’ venuto mai da un campione ’significativo’ di operatori della salute mentale (medici, infermieri, organizzazioni sindacali) per informarsi in che condizioni questi si trovino ad operare?
Non sono ottimistici i riscontri che reperiamo dalle figure succitate e da ogni parte d’Italia, non solo dal profondo sud svantaggiato, ma abbiamo scoperto che esiste anche un…”profondo nord” in grossa difficoltà nell’erogazione di servizi assistenziali, terapeutici e riabilitativi ai loro malati e alle loro famiglie.
Pertanto dev’esser considerata lodevole l’iniziativa del treno (ancorché “speciale”, perché poi speciale?), ma il manager dev’essere al corrente che è solo un settore della sua attività che va a gonfie vele: se vuole sapere com’è la realtà concreta e produttiva, si sporchi le mani e scenda ‘nell’officina’ o, per continuare con la metafora dell’azienda di navigazione, si approfondisca anche nelle stive delle sue bellissime navi bianche.
Il tutto finalizzato a che quello stesso manager non si senta il padrone di “La fabbrica della follia” (Serie politica 26 - Einaudi 1971, 4a ed., 1975, a cura dell’Associazione per la lotta contro le malattie mentali - Sezione autonoma di Torino)”. (ep)

© Copyright Redattore Sociale
Fonte: Redattore Sociale, sito web www.redattoresociale.it

http://www.aipsimed.org/?q=node/537
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Il 24 Agosto la comitiva arriva a Pechino

venerdì 24 agosto 2007

La dottrina del ‘fare assieme’, di Renzo De Stefani ha portato a Pechino 211 disabili psichiatrici

Il convoglio era partito da Mestre l’8 agosto sulle Orme di Marco Polo
Ecco Pechino, treno dei matti a destinazione
Nelle carrozze 211 disabili psichiatrici, operatori, volontari e giornalisti per combattere i pregiudizi sulla malattia mentale

Corriere della Sera, 23 agosto 2007

PECHINO - Alle 19.15, le 13.15 ora italiana, il «treno dei matti» è finalmente giunto a destinazione. A fare gli onori di casa e accogliere lo speciale convoglio alla stazione centrale di Pechino l’ambasciatore d’Italia, Riccardo Sessa. Il marciapiede davanti al K614 delle ferrovie cinesi si è subito animato: striscioni, urla di gioia per la riuscita dell’impresa e le note dell’Inno di Mameli cantate a squarciagola. Sono finalmente arrivati i 211 cittadini italiani - disabili psichiatrici, operatori, familiari, volontari e giornalisti provenienti da tutta Italia - partiti da Mestre l’8 agosto scorso sulle orme di Marco Polo con lo scopo di contrastare e ridurre lo stigma e i pregiudizi nei confronti della malattia mentale.

A sostenerli e a fare da collante la dottrina del «fare assieme», da molti anni proposta dal direttore del Dipartimento di salute mentale di Trento, Renzo De Stefani, e dalla sua equipe come strumento di prevenzione e cura. «Fare assieme» – in questo caso – è compiere un viaggio simbolico per lanciare una sfida ancora più difficile e dare visibilità al principio base di questa filosofia: la valorizzazione della responsabilità personale, della partecipazione di utenti, operatori e familiari.

A Budapest, Mosca, Irkutsk, Ulan Bator ed Erliang ci sono state le soste più lunghe e significative del viaggio, occasioni per visitare musei, passeggiare sulle rive del lago Baikal, fare acquisti nei mercati tipici, assaggiare i prodotti locali, fare incontri importanti. Le carrozze che li hanno ospitati si sono spesso trasformate in microcosmi di sperimentazione e scambio. Insieme, i protagonisti di quest’avventura hanno praticato lo yoga, parlato di politica, occupato il vagone ristorante per improvvisare una spaghettata durante il controllo doganale, creato gruppi di auto-aiuto per smettere di fumare, recitato il rosario, istituito corsi di uncinetto, seguito lezioni di fotografia tenute dal regista Giovanni Piperno. Quest’ultimo, già vincitore al Torino Film Festival nel 2003, racconterà il viaggio in un film-documentario di 80 minuti finanziato dal Ministero della salute, presente all’iniziativa anche nella persona del consigliere Marco D’Alema.
E dopo la visita alle celebri grotte Yungang, nello Shanxi, hanno affrontato l’ultima tappa del loro viaggio in treno: da Datong a Pechino.

Poco più di 350 km percorsi in circa sei ore. Quando la fatica del viaggio già si faceva sentire. Perciò in moltissimi hanno optato per trascorrere le ultime sei ore di viaggio dormendo per recuperare le forze. A tratti, nei tre vagoni riservati alla comitiva, solo il rumore del treno sulle rotaie. Le voci di chi ha preferito restare sveglio, invece, contengono mille domande su come sarà davvero questa Cina e su come saprà accoglierli. Nonostante non siano mancati piccoli problemi quotidiani, conflitti e divergenze, tutti concordano sul fatto di aver condiviso un’esperienza indimenticabile, che li ha arricchiti e ha dato loro la possibilità di vivere emozioni indescrivibili. Sensazioni che molti partecipanti non avrebbero mai pensato di poter incontrare.

Rosalia, 50 anni, non era mai uscita dalla sua Palermo. Dice che grazie a questo viaggio nei suoi occhi c’è qualcosa di nuovo e sottolinea che il valore aggiunto di questa avventura è il suo carico di speranza. Luigi è entusiasta della cordialità dei mongoli e dei cinesi ed è felice che il suo gruppo del nord Italia si sia piacevolmente mescolato con quello partenopeo. Anche questo può essere annoverato tra i risultati positivi dell’iniziativa.

Quello che invece ha segnato profondamente l’esperienza di Carlo è il contrasto tra l’essere costretti negli angusti locali del treno e il visitare gli spazi sconfinati del continente asiatico. Percorrendo i corridoi dei vagoni si incontra anche Francesco, 9 anni, il più piccolo del gruppo. All’inizio non voleva nemmeno salire sul treno perché aveva paura di annoiarsi stando rinchiuso tutto quel tempo. Ora, invece, è contento di essersi lasciato convincere. Ha conosciuto molte persone nuove e si diverte a spifferarne i segreti, compresa una storia d’amore sbocciata tra le carrozze dirette a Pechino. Mancano totalmente, nel suo sguardo di bambino, la paura e i pregiudizi di tanti adulti che costruiscono muri invalicabili tra una presunta normalità e il mondo della follia.

Nei prossimi giorni la speciale comitiva di turisti visiterà le principali attrazioni della capitale cinese: la Città Proibita, il Tempio del Cielo, il Palazzo d’Estate e la Grande Muraglia. E lunedì di nuovo tutti a casa, questa volta con un banale biglietto aereo.

Giada Messetti

Corriere della Sera, 23 agosto 2007

http://www.corriere.it

La dottrina del 'fare assieme', di Renzo De Stefani ha portato a Pechino 211 disabili psichiatrici

Il convoglio era partito da Mestre l'8 agosto sulle Orme di Marco Polo
Ecco Pechino, treno dei matti a destinazione
Nelle carrozze 211 disabili psichiatrici, operatori, volontari e giornalisti per combattere i pregiudizi sulla malattia mentale

Corriere della Sera, 23 agosto 2007

PECHINO - Alle 19.15, le 13.15 ora italiana, il «treno dei matti» è finalmente giunto a destinazione. A fare gli onori di casa e accogliere lo speciale convoglio alla stazione centrale di Pechino l’ambasciatore d’Italia, Riccardo Sessa. Il marciapiede davanti al K614 delle ferrovie cinesi si è subito animato: striscioni, urla di gioia per la riuscita dell’impresa e le note dell’Inno di Mameli cantate a squarciagola. Sono finalmente arrivati i 211 cittadini italiani - disabili psichiatrici, operatori, familiari, volontari e giornalisti provenienti da tutta Italia - partiti da Mestre l’8 agosto scorso sulle orme di Marco Polo con lo scopo di contrastare e ridurre lo stigma e i pregiudizi nei confronti della malattia mentale.

A sostenerli e a fare da collante la dottrina del «fare assieme», da molti anni proposta dal direttore del Dipartimento di salute mentale di Trento, Renzo De Stefani, e dalla sua equipe come strumento di prevenzione e cura. «Fare assieme» – in questo caso – è compiere un viaggio simbolico per lanciare una sfida ancora più difficile e dare visibilità al principio base di questa filosofia: la valorizzazione della responsabilità personale, della partecipazione di utenti, operatori e familiari.


A Budapest, Mosca, Irkutsk, Ulan Bator ed Erliang ci sono state le soste più lunghe e significative del viaggio, occasioni per visitare musei, passeggiare sulle rive del lago Baikal, fare acquisti nei mercati tipici, assaggiare i prodotti locali, fare incontri importanti. Le carrozze che li hanno ospitati si sono spesso trasformate in microcosmi di sperimentazione e scambio. Insieme, i protagonisti di quest’avventura hanno praticato lo yoga, parlato di politica, occupato il vagone ristorante per improvvisare una spaghettata durante il controllo doganale, creato gruppi di auto-aiuto per smettere di fumare, recitato il rosario, istituito corsi di uncinetto, seguito lezioni di fotografia tenute dal regista Giovanni Piperno. Quest’ultimo, già vincitore al Torino Film Festival nel 2003, racconterà il viaggio in un film-documentario di 80 minuti finanziato dal Ministero della salute, presente all’iniziativa anche nella persona del consigliere Marco D’Alema.
E dopo la visita alle celebri grotte Yungang, nello Shanxi, hanno affrontato l’ultima tappa del loro viaggio in treno: da Datong a Pechino.

Poco più di 350 km percorsi in circa sei ore. Quando la fatica del viaggio già si faceva sentire. Perciò in moltissimi hanno optato per trascorrere le ultime sei ore di viaggio dormendo per recuperare le forze. A tratti, nei tre vagoni riservati alla comitiva, solo il rumore del treno sulle rotaie. Le voci di chi ha preferito restare sveglio, invece, contengono mille domande su come sarà davvero questa Cina e su come saprà accoglierli. Nonostante non siano mancati piccoli problemi quotidiani, conflitti e divergenze, tutti concordano sul fatto di aver condiviso un’esperienza indimenticabile, che li ha arricchiti e ha dato loro la possibilità di vivere emozioni indescrivibili. Sensazioni che molti partecipanti non avrebbero mai pensato di poter incontrare.


Rosalia, 50 anni, non era mai uscita dalla sua Palermo. Dice che grazie a questo viaggio nei suoi occhi c’è qualcosa di nuovo e sottolinea che il valore aggiunto di questa avventura è il suo carico di speranza. Luigi è entusiasta della cordialità dei mongoli e dei cinesi ed è felice che il suo gruppo del nord Italia si sia piacevolmente mescolato con quello partenopeo. Anche questo può essere annoverato tra i risultati positivi dell’iniziativa.


Quello che invece ha segnato profondamente l’esperienza di Carlo è il contrasto tra l’essere costretti negli angusti locali del treno e il visitare gli spazi sconfinati del continente asiatico. Percorrendo i corridoi dei vagoni si incontra anche Francesco, 9 anni, il più piccolo del gruppo. All’inizio non voleva nemmeno salire sul treno perché aveva paura di annoiarsi stando rinchiuso tutto quel tempo. Ora, invece, è contento di essersi lasciato convincere. Ha conosciuto molte persone nuove e si diverte a spifferarne i segreti, compresa una storia d’amore sbocciata tra le carrozze dirette a Pechino. Mancano totalmente, nel suo sguardo di bambino, la paura e i pregiudizi di tanti adulti che costruiscono muri invalicabili tra una presunta normalità e il mondo della follia.


Nei prossimi giorni la speciale comitiva di turisti visiterà le principali attrazioni della capitale cinese: la Città Proibita, il Tempio del Cielo, il Palazzo d’Estate e la Grande Muraglia. E lunedì di nuovo tutti a casa, questa volta con un banale biglietto aereo.


Giada Messetti

23 agosto 2007

venerdì 27 luglio 2007

Freud porto' la Peste in America, noi su Second Life , e c'è chi parte per la Cina, contro i Pregiudizi

Contro i pregiudizi della malattia mentale, partono da Mestre per la Cina

Luglio 27th, 2007

L’8 agosto pazienti, operatori e familiari partono da Mestre per la Cina
Repubblica.it seguirà il progetto di “Le parole ritrovate” e “Anpis”

Da Venezia a Pechino, viaggio in treno
contro i pregiudizi della malattia mentale

di FEDERICA MACCOTTA

Da Venezia a Pechino, viaggio in treno
contro i pregiudizi della malattia mentale

Un viaggio da pazzi. Da Venezia a Pechino, in treno. Attraverso l’Ungheria, la Russia, la Mongolia. Sulle orme del viaggiatore per eccellenza, quel Marco Polo che più di settecento anni fa è partito alla scoperta dell’Altro. E’ la sfida di 208 persone, che il 28 agosto lasceranno Mestre alla volta della Cina. In 208, tra pazienti psichiatrici, operatori della salute mentale e familiari, da dodici regioni italiane.

Non è un viaggio “normale” né un treno ordinario, quello messo in piedi dal movimento Le parole ritrovate e dall’Anpis (le polisportive che si occupano di salute mentale sotto la sigla Associazione nazionale per l’integrazione sociale). E’ un viaggio speciale, che sintetizza la filosofia degli organizzatori - il fare assieme, coinvolgendo tutti i protagonisti della realtà della malattia mentale - e che si propone di andare a scoprire le diversità di mondi distanti migliaia di chilometri, abbattendo i pregiudizi.

http://www.repubblica.it

Sigmund Freud a introduit la Peste en Amérique, nous l’introduirons en Second Life!

http://slurl.com/secondlife/Blackmount/24/240/0


Germinalyse SL

(Ici une virtualisation de la page de présentation de Khéopsy et de l’espace psychanalyste en Second Life)


martedì 24 luglio 2007

Benvenuti al Centro Mi-mir in Cina. Viaggiate con le Hipihi Lines!

Ed eccomi nella mia nuova casa cinese!

Ho scelto, dopo molto cercare e con l’indispensabile aiuto di Sue Baskerville

che qui mi ha dato alcune ‘dritte

http://suezannecbaskerville.wordpress.com/

una località montana un po’ sperduta, alle falde dell’Himalaya !!!!!!!

Ecco qua

Per chi si trovasse da quelle parti … le coordinate della Lapsus Home in Cina sono

-1581, -10150

Ciao ciao! (La prossima volta ve lo dico in cinese Wink )

domenica 22 luglio 2007

Second Life? L'Italia è pessimista, come nella Real Life, i Francesi si attivano, anche contro la Cina, gli Americani per il Darfur

La notizia è ormai datata, ma, visti i precedenti post su questo blog, vale la pena di riportarla egualmente.

Opération Chine de Reporters Sans Frontières dans Second Life le 4 Juillet
Mercredi 27 juin 2007, 23:35

Second Life - Opération de Reporters Sans RSF le 4 juillet

Diaporama ici - photos de Natacha QS / Salomon

Communiqué de humains-associes.org

VISIO-CONFERENCE DE PRESSE DE REPORTERS SANS FRONTIERES SUR SECOND LIFE EN PRESENCE DE ROBERT MENARD

Reporters sans frontières lance une nouvelle campagne internationale “Pékin 2008″ pour dénoncer le cynisme des autorités chinoises qui refusent de libérer la centaine de journalistes et cyberdissidents détenus dans le pays et d’améliorer la situation de la liberté d’expression. Alors qu’il ne reste plus que treize mois avant le début des Jo de Pékin, le gouvernement chinois n’a pas respecté ses engagements, formulés lors de l’attribution des JO en 2001, d’améliorer la situation des droits de l’homme.

Le mercredi 4 juillet 2007, date de l’ouverture de l’Assemblée du Comité internationale olympique qui se tiendra au Guatemala, aura lieu une visio-conférence de presse sur Second Life à 17h (heure française) en présence de Robert Ménard (secrétaire général de Reporters sans frontières).

Celui-ci répondra à toutes les questions sur la situation de la presse en Chine.

Un tee-shirt comportant le visuel de la campagne ainsi que des pancartes sont disponibles gratuitement devant le bureau de Reporters sans frontières ainsi que sur l’Ile Verte. Pour soutenir cette campagne, vous pouvez porter le tee shirt de RSF le 4 juillet, et partager un visuel disponible sur Second Life et pour vos blogs.

Conférence du 4 juillet, rendez vous à 17 h (8h SLT / PDT) sur l’Ile Verte
Tatiana Salomon (présidente des Humains Associes) met à disposition de RSF l’ile et son équipe pour cet événement.

Ile Verte (27, 27, 28) - téléportation ici

Tous les détails sont sur le blog des Humains Associés / Île Verte
QG de RSF dans Second Life :
RSF, Hangflame Ridge (33, 97, 91)

http://www.humains-associes.org/

A Better World in Second Life? is a machinima documentary about how real-world activists are using the virtual world Second Life as a platform for social and political activism. In the film I meet progressive organizers and environmental, anti-war, and anti-genocide activists who are using Second Life for collaboration, organizing, advocacy, and creative work. I question the nature of activism in a virtual world, and wonder whether spending time in a virtual space necessarily moves participants toward action, or merely gives them a false sense of action and catharsis.

The project benefited from the help of several kind folks: please read my thank-yous and shout-outs.

The film is broken up into five chapters. Each chapter is linked to on the right.

I appreciate your feedback!

-Josh Levy

Although I’m open to tracking all kinds of political activism taking place in the virtual world, for the sake of focus and timeline I’ll mostly limit the scope to tracking the work of group of people and organizations loosely tied to an organization called RootsCamp.



RootsCamp is/was an “unconference” in the style of Tim O’Reilly’s FooCamp and open-source software geeks’ BarCamps that took place at the end of 2006...

http://www.levjoy.com/betterworld/

Camp Darfur in Second Life (Better World, 55, 211,22) gives avatars in the virtual world Second Life a chance to walk through a ghosttown of a refugee camp, victimized by years of torture and genocide. Camp Darfur memorializes those lost in the Sudan and offers ways to get involved in sharing this story. We aim to make this digital representation honest and fair to those who are currently struggling in UNHCR camps in Chad and elsewhere while giving more background into the situation currently facing the Darfurians.

Visit Second Life to learn more. Check out the [1] for a slideshow and photo galleries from our virtual experiment in interactive activism. The iACT videos are now viewable thanks to Green Lantern protectors and scripters in Second Life; the entire Camp Darfur experience is available 24/7 from your home, easy to share with friends.

Camp Darfur in Second Life was built by the scouts of Better World Island. For more information visit our discussion boards on the Omidyar Network

http://www.campdarfur.org/index.php?title=SecondLife

But Second Life is more than just that. And: Thus begins the education of China's 137 million Netizens into the ways of 3-D virtual words (Newsweek)

In a few short years, Second Life has grown from an experiment to the world's largest virtual universe. Inside the mind of its founder.

By Jessica Bennett
Newsweek International

http://www.msnbc.msn.com/id/19878950/site/newsweek/

July 30, 2007 issue - Fake worlds have long served as an escape from reality for the socially inept geeks of the real world. But Second Life is more than just that. Whereas the likes of the hit '80s board game Dungeons and Dragons and the Internet's World of Warcraft provided fantasy for gamers, Second Life creeps much closer to reality. At once a 3-D social networking site, a place for would-be entrepreneurs to do business (and make real money), and a forum for conducting scientific and medical research, it has now attracted the attention of multinational corporations seizing the opportunity to translate virtual money into cold cash. As a result, Second Life is blurring the boundaries between the virtual world and the real one.

China's answer to Second Life is in the works, but facescensors and other hurdles its American rival never will.

By Jonathan Adams
Newsweek International

http://www.msnbc.msn.com/id/19887681/site/newsweek/



Thus begins the education of China's 137 million (and counting) Netizens into the ways of 3-D virtual worlds. With a launch planned for the end of the year, HiPiHi appears to be on track to becoming the first homegrown Chinese competitor to Second Life, the virtual world that's all the rage in the United States. HiPiHi's 38-year-old CEO and founder, Xu Hui, has ambitious goals: he plans to sign up 100,000 users in the first three months. Then he wants to branch out through partnerships with U.S., Japanese and other foreign firms to establish discrete virtual "continents." Ultimately, he sees a handful of virtual worlds, including HiPiHi and Second Life, linked up in one vast universe. "We're on the same road to a dream—virtual worlds are just beginning," says Xu.

sabato 21 luglio 2007

Su SL online in media 40 mila al giorno. Grandi (e costosi) spazi deserti tranne casinò e strip. A sostenerlo Time e Los Angeles Times.

Dall'America la lista dei cinque da evitare

Second Life, 'eletto' tra i peggiori siti del mondo

http://www.adnkronos.com/IGN/CyberNews/?id=1.0.1114887893

La classifica, stilata da Time in collaborazione con la Cnn. ''Il pianeta degli Avatar è lentissimo da caricare e si fanno brutti incontri" "Myspace è perfino peggio"

Roma, 17 lug. -(Ign) - Second Life è tra 'i peggiori cinque siti del mondo'. L'impietosa classifica è stata stilata dall'autorevole Time.com, versione on-line della prestigiosa rivista americana, in collaborazione con la CNN. Il mondo degli Avatar è 'sotto accusa' perché, rincara il settimanale Usa, "è lentissimo da caricare, devi scaricare un software per utilizzarlo e quindi è poco sicuro", ma soprattutto perché su Second Life si "fanno brutti incontri". Insomma il pianeta della vita virtuale sarebbe ''un postaccio'' - quasi un Bronx sul web - frequentato "da tipi pazzeschi". Eppure 'essere su Secondlife' è diventato un must. Piazzetta virtuale per i politici italiani - Antonio Di Pietro e Massimo D'Alema - sede di colloqui per figure professionali al BNL Café e un'esposizione di dipinti, allestita dall'istituto italiano di Cultura della Farnesina sulle rive di un lago.

D'altronde l'atteso miracolo commerciale di Second Life - scrive il Los Angeles Times - non c'è stato. "Non c'è motivo per restare - dice Brian McGuinness, vice-presidente di Aloft, una catena degli Starwoods Hotels & Resorts Worldwide - ho appena chiuso l'ennesimo albergo virtuale". Anche per chi resta, gli affari non vanno bene. I residenti sono pochi. Otto milioni registrati, ma in media on-line meno di 40 mila al giorno. Non ci sono Avatar davanti alle vetrine e i negozi restano sempre vuoti. Stessa sorte anche per ristoranti, pizzerie e pub. Per gli esperti di marketing la ragione è chiara. Gli Alter ego on-line non hanno bisogno di mangiare, dormire e vestirsi. "Era tutto completamente deserto - ha detto Ian Schafer, direttore dell'azienda di marketing on-line Deep Focus - tutto tranne i Casinò e gli strip clubs".
  • Virtual marketers have second thoughts about Second Life
    Firms find that avatars created by participants in the online society aren't avid shoppers.
    By Alana Semuels, Times Staff Writer
    Los Angeles Times
    July 14, 2007
    ...
    Companies are following them. IBM Corp., which has an extensive presence in Second Life, is expanding into the other environments, including There, which features a digital version of the popular TV show "Laguna Beach"



    and Entropia Universe, which pits users against one another in a sci-fi civilization...

  • Entropia Universe Enters China to Create the Largest Virtual World Ever
    30 May 2007 Entropia Universe Headline News

    One of the World's Largest Virtual Economies Partners With Chinese Cyber-Giant to Create a New Network Capable of Handling 7 Million Concurrent Users and $1 Billion in Commerce Annually

    GOTHENBURG, SWEDEN -- May 30, 2007 -- Entropia Universe, the safest virtual world utilizing a real cash economy, has been chosen by the Beijing Municipal People's Government supported online entertainment company Cyber Recreation Development Corp. (CRD) to create a cash-based virtual economy for China....



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