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martedì 9 novembre 2010

Brescia, da 10 giorni 6 giovani immigrati appollaiati sopra una gru per chiedere il rispetto dei loro diritti

Crash : Quelli della gru






Dall'esperienza decennale di Un mondo a colori Rai Educational presenta, dal 15 ottobre 2010 ogni venerdì all'1.00 su RaiTre, la seconda edizione di CRASH - contatto, impatto, convivenza, un programma di Valeria Coiante con la collaborazione di Emilio Casalini, Andrea Tinari, Alberto Isopi, Paolo Zagari.

http://www.crash.rai.it/

BRESCIA 15 GENNAIO 2010, Ore 20:53: I RAGAZZI SONO SCESI DALLA GRU !!!

Ore 20:53: i migranti sono in auto e vanno verso la Questura. Come da accordi presi e da precisa richiesta dei migranti, con loro ci sono solamente gli avvocati e i funzionari della Digos e non poliziotti e carabinieri nè tantomeno politica...nti e presenzialisti dell’ultim’ora.

Ore 20.51: scendono tutti e 4 insieme, sotto li aspettano i loro legali per accompagnarli e dare loro tutela costante anche in Questura, dove probabilmente i quattro verranno portati nei prossimi minuti

http://www.radiondadurto.org/2010/11/siamo-tutti-sulla-gru-diretta-del-diciassettesimo-giorno/

Brescia, 15 Novembre 2010, la TRATTATIVA. La si puo' seguire su Radio Onda d'Urto,

Brescia. Nella notte riparte la trattativa. Diocesi, Cgil e Cisl cercano di trovare una mediazione tra mille difficoltà, dopo aver incontrato a lungo il prefetto e il questore.
Sono circa le 22.30 quando padre Mario Toffari affiancato da don Fabio Corazzina, Renato Zaltieri della Cisl e Damiano Galletti della Cgil arrivano ai piedi della gru. Poco dopo arriva anche Maurizio Zipponi, responsabile del lavoro per l'Italia dei Valori, Hanno con loro due walkie talkie per tentare di parlare direttamente con i quattro asserragliati sulla gru e una proposta scritta di sicuro interesse: saranno messi a disposizione degli immigrati gli avvocati da loro scelti per tutte le azioni legali necessarie. Inoltre sarà concesso un presidio autorizzato a Brescia e verrà aperto un tavolo istituzionale in Prefettura con la presenza di tutti coloro che sono stati vicini agli immigrati in questa fase. Inoltre, «durante tale percorso verrà garantito un trattamento umanitario così come è già stato riservato agli altri due già scesi».


http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/201048_ore_22.30_il_dialogo_si_riapre_oggi_la_risposta_dei_4_sulla_gru/

QUELLO CHE LA TELEVISIONE O LA STAMPA NON HANNO MOSTRATO: PERCHE' UNA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA?
Brescia 13 novembre 2010: commemorazione a piazza Rovetta dell'eccidio
di quattro partigiani caduti per mano nazista nel 1943

ARNALDO DALL'ANGELO
GUGLIELMO PERINELLI
ROLANDO PEZZAGNO


PRIMI CADUTI PER LA LIBERTÁ

45 ANNI OR SONO NELLA NOTTE
DEL 13 NOVEMBRE 1943
STRAPPATI DALLE LORO CASE
VENNERO IN QUESTA PIAZZA
BARBARAMENTE ASSASSINATI
DAI FASCISTI


COMUNE DI BRESCIA A.N.P.I.

http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=1444

Brescia 13 novembre 2010 manifestazione e scontri



clemenzap | 14 novembre 2010

Brescia 13 novembre 2010: commemorazione a piazza Rovetta dell'eccidio di quattro partigiani caduti per mano nazista nel 1943, Da due settimana in città c'è un forte clima di tensione . dopo l'occupazioine della gru del cantiere della metropolitana da parte di un gruppo di immigrati .
Alla manifestazione hanno adererito anche alcuni giovani dei centri sociali di Milano e di altre città per dare solidarietà agli immigrati in lotta .
il presidio è stato caricato dalle forze dell'ordine dopo che alcuni giovani avevano spinto le transenne e lanciato alcuni oggetti.

«Compagni, scendete anche voi»

L'APPELLO. Kuldip Singh in questura a fianco del questore a accompagnato dal mediatore indiano che lo ha convinto a scendere. La magistratura ha sospeso l'espulsione dell'indiano per motivi di giustizia. Dopo la prima notte di quiete ha pensato ai compagni: «Fa freddo, venite giù» 13/11/2010

«Compagni, scendete anche voi»

L'APPELLO. Kuldip Singh in questura a fianco del questore a accompagnato dal mediatore indiano che lo ha convinto a scendere. La magistratura ha sospeso l'espulsione dell'indiano per motivi di giustizia. Dopo la prima notte di quiete ha pensato ai compagni: «Fa freddo, venite giù» 13/11/2010

http://www.bresciaoggi.it/stories/Cronaca/200601_compagni_scendete_anche_voi/

È riuscito a dire pochissime parole, tradotte dal mediatore indiano, il presidente del servizio sociale della Comunità indiana che l'ha convinto a cessare la protesta e che anche ieri mattina gli era a fianco.

... dunque il 'mediatore' sarebbe il "presidente del servizio sociale della Comunità indiana" ...

da confrontare con "Conferenza stampa Diritti per Tutti", 12 Novembre 2010,

1 http://www.youtube.com/watch?v=3BgIQHXhkrE
2 http://www.youtube.com/watch?v=U-RUUe4xnQk
3 http://www.youtube.com/watch?v=pNKgXxoFCeY
4 http://www.youtube.com/watch?v=hzSeNMLtMyo

 

Annozero 11 11 2010 (3)


intervento conclusivo del sindaco di Firenze, Matteo Renzi

Annozero 11 11 2010 (2)


Annozero 11 11 2010 (1)


Brescia, la svolta mercoledì alle 14.20: Singh scende dalla gru - tg Teletutto


Gru, "sospetta" la discesa di Singh
giovedì 11 novembre 2010
immigrati_scendono1.jpg
(red.) Cosa c’è dietro la discesa di Kulib Singh, il 26enne indiano che, mercoledì pomeriggio, ha abbandonato la protesta sulla gru nella quale si trovava dal 30 ottobre (leggi qui)?
Non sarebbe dovuto a problemi di salute, o forse non solamente a quelli, l’abbandono del presidio a 35 metri da terra da parte dell’immigrato, dal 2005 in Italia.
Il dubbio viene espresso dai rappresentanti dell’associazione “Diritti per tutti”, da tempo impegnata a sostenere la lotta degli immigrati contro quella che è stata definita la “sanatoria truffa” (leggi qui).
Secondo gli antirazzisti, l’entrata in scena del mediatore della comunità indiana, intervenuto nel primo pomeriggio di mercoledì presso il cantiere metrobus di via San Faustino a Brescia, è finalizzata a screditare la battaglia degli extracomunitari.
Sukhdev Singh Kang, presidente del servizio sociale della Comunità indiana, in Italia dal 1994 e residente a Gavardo, mercoledì ha parlato a lungo al telefono con Singh il quale si sarebbe poi deciso a scendere abbandonando la gru.
Secondo quanto riportato dagli attivisti di “Diritti per tutti”, il “mediatore” avrebbe detto che il 26enne indiano voleva solo aiutare gli altri e che non voleva fare male a nessuno. Non solo, il presidente del servizio sociale della Comunità indiana avrebbe riferito che il ragazzo non avrebbe voluto compiere un’azione simile, ma che quel sabato 30 ottobre, giorno della manifestazione non autorizzata durante la quale gli immigrati sono saliti sulla gru (leggi qui), quattro o cinque italiani lo avrebbero incitato a salire insieme con gli altri.

http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/21348/1/

Mah, il 'gandhiano' Singh è sceso, moltissimi immigrati non islamici e non provenienti da Paesi come Pakistan, Egitto o Marocco non partecipano alle 'lotte' proprio perchè non ne condividono alcuni aspetti. Meno polemiche è più solidarietà, tra immigrati e tra Italiani e immigrati non guasterebbe :)

Brescia, Diritti per Tutti, Playlist


il Popolo Migrante, Brescia, manifestazione del 6 novembre



bicimax | 07 novembre 2010
la manifestazione del 6 novembre a Brescia in solidarietà col gruppo di sei migranti, da una settimana su una gru del cantiere del metrò, per chiedere Diritti uguali per tutti. I manifestanti erano quasi 10mila.


Notizia scritta il 10/11/10 alle 08:44. Ultimo aggiornamento: 10/11/10 alle: 09:02

LA GRU NON SARA’ MAI SOLA! IL PRESIDIO PERMANENTE NON SI FERMA. AGGIORNAMENTI CONTINUI

Ore 7:30. Un’altra notte è finita. Continua e persiste la solidarietà per i ragazzi sulla Gru. Ieri sera in Via San Faustino la Musica degli Appel (qui il video) ha tenuto compagnia ai sei migranti arrivati ormai all’undicesimo giorno di mobilitazione a 35 metri d’altezza.

Il primo aggiornamento di giornata da parte di Felice Mometti di Sinistra Critica. [Scarica e Ascolta!]
Vietato protestare in maniera non conforme alle norme...
Una gru lasciata incustodita nel recinto di un cantiere incustodito... è 'a norma' (ad esempio anti infortuni) ?

Protesta immigrati a Brescia, prefetto: "Linea dura" - tg Teletutto

CRONACA: dal TT-TG delle ore 19.30 di lunedì 8 novembre 2010

La vignetta di Gianni Carino
Sanatoria 2009 ( TUTTI GLI ARTICOLI )
Siamo tutti sulla stessa gru
  • http://www.sinistraeliberta.eu/vetrina/siamo-tutti-sulla-stessa-gru
    Il vice sindaco di Brescia più o meno ha detto così: lasciateli là senza cibo. Alla fine vedrete che scenderanno. Parlava dei migranti, quei sei che si sono arrampicati sulla gru del cantiere della metropolitana per protesta contro la legge che li discrimina e li imbroglia, cioè la sanatoria che non sana nulla e lascia sul campo diritti e vite senza futuro. Si sono chiesti loro i soldi per regolarizzarli ma poi a distanza di un anno, le loro domande sono state respinte e non gli sono stati nemmeno restituiti i soldi.

Notizia scritta il 09/11/10 alle 08:07. Ultimo aggiornamento: 09/11/10 alle: 08:19

SOTTO E SOPRA LA GRU, IL GIORNO DOPO LE CARICHE: LA LOTTA PROSEGUE SENZA SOSTA

http://www.radiondadurto.org/2010/11/sotto-e-sopra-la-gru-il-giorno-dopo-la-lotta-a-brescia-prosegue-senza-sosta/

Dalla gru di Brescia, Videomessaggio per Napolitano degli immigrati.



emiliocasalini | 08 novembre 2010
Brescia, 7 Novembre 2010:
Ad Emilio Casalini, inviato di "Crash", i 6 immigrati che sono saliti su una gru nel cantiere della metropolitana di Brescia, consegnano un videomessaggio per il presidente Napolitano: "Presidente, sei anche il NOSTRO Presidente, vogliamo essere considerati cittadini italiani, vogliamo il nostro permesso di soggiorno"




Ore 6.20: La notte è finita. Sono passate 24 ore dallo sgombero del sotto la . In via San Faustino cresce il numero degli antirazzisti solidali con la protesta dei 6 , arrivati ormai al decimo giorno di mobilitazione a 35 metri d’altezza. Attorno al cantiere di piazzale Battisti restano schierati poliziotti e carabinieri. La situazione è calma, ma non tranquilla. Ci si aspetta un’altra giornata impegnativa: c’è da portare avanti la lotta sopra e sotto la , ma anche da verificare come l’autorità giudiziaria intenderà procedere nei confronti degli arrestati di ieri. Da chiarire anche la sorte dei 12 migranti deportati nei Cie. Il primo aggiornamento di giornata da via San Faustino con Irene della redazione.

Ore 7.40: Ancora un aggiornamento sulla situazione in via San Faustino con Maurizio Murari, uno dei nostri collaboratori fermati ieri mattina.
Brescia oggi. la gru

Da Brescia a Milano, migranti «sospesi» per la regolarizzazione
http://www.unita.it/news/immigrazione/105590/da_brescia_a_milano_migranti_sospesi_per_la_regolarizzazione
Video: http://video.unita.it/media/Cronaca/Brescia_i_migranti_dalla_gru_1895.html

Brescia la protesta sulla gru resiste dopo le cariche



clemenzap | 08 novembre 2010
Brescia 8 novembre 2010

questa mattina all'alba polizia e carabinieri hanno caricato gli immigrati che presidiano dal 30 ottobre il cantiere della metropolitana di Brescia dove sei ragazzi sono saliti sulla gru per dare voce alla protesta per ottenere il permesso di soggiorno ,ci sono stati diversi arresti e anche feriti , la polizia ha creato un cordone intorno al cantiere, blindando una parte della città, sono stati anche maltrattati e caricati comuni passanti ,la repressione che in questi giorni stiamo tutti subbendo sembra il disperato colpo di coda di un governo che non ha più senso di esistere . la federazione PRC di Brescia federazione della sinistra sarà sempre al fianco dei più deboli ,dei più sfruttati ,per la difesa dei diritti e della costituzione che ripudia ogni forma di razzismo e di xenofobia .Appena si è sparsa la voce dello sgombero del presidio centinaia di cittadini e di immigrati fin dalla mattina si sono diretti verso la gru fronteggiando senza paura il blocco della polizia fino a tarda sera .

Con video da Prossima fermata: Italia (Firenze, Stazione Leopolda, 5-6-7 Novembre 2010)
Prossima fermata: Brescia ?


NON LI LASCEREMO MAI SOLI Brescia 8 novembre, anche in Second Life
NON LI LASCEREMO MAI SOLI Brescia 8 novembre, anche in Second Life
http://maps.secondlife.com/secondlife/Rodasia/161/228/23

Rodasia, in notturna



centromimir | 09 novembre 2010

giovedì 15 maggio 2008

Di nuovo caccia al Capro Espiatorio. Ieri: Ebrei Rom Omosessuali Invalidi. Oggi: Rom e Clandestini

Napoli: Rom in fuga, campi in fiamme

ANSA.it 2008-05-14 20:02

NAPOLI - Un grosso incendio sta bruciando uno dei campi rom del quartiere di Ponticelli in via Malibran. Il campo che si trova proprio di fronte alla villa comunale del quartiere era stato abbandonato nella nottata dai nomadi. Sul posto sono già intervenuti i vigili del fuoco, mentre il traffico veicolare è interdetto dalla polizia.

A PONTICELLI IN FIAMME ALTRO CAMPO ROM
Un secondo campo rom, deserto, è stato dato alle fiamme nel quartiere di Ponticelli a Napoli. Il campo si trova nei pressi di via Argine, a pochi decine di metri da quello bruciato circa mezz'ora fa. I vigili del fuoco, che avevano appena terminato di spegnere il primo incendio, si sono subito spostati verso il secondo campo. Secondo le prime ipotesi fatte dalle polizia, gli incendi appiccati da ignoti farebbero parte di una strategia per evitare l'eventuale ritorno dei rom nei campi nomadi abbandonati.


C'E' CHI APPLAUDE FIAMME E FISCHIA I POMPIERI
Un gruppo composto in prevalenza da donne e bambini canta e applaude mentre le fiamme divampano nel campo che fino a ieri accoglieva decine di famiglie rom. E' una delle scene cui hanno assistito i vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme che sono state spente e appiccate a più riprese. Stamane alcuni sconosciuti sono tornati a dare fuoco al più piccolo dei campi di via Malibran, già incendiato ieri. Mentre il fumo si levava dall'accampamento, un gruppetto di abitanti di Ponticelli "festeggiava" battendo le mani e cantando: all'arrivo dell'autobotte, le donne del gruppetto hanno apostrofato i pompieri con fischi e urla di dissenso. "Voi spegnete le fiamme e noi torneremo a incendiare", hanno ripetuto.


SPEGNETE INCENDI? LO RIFAREMO
Non si placa la protesta a Ponticelli: la gente è scesa di nuovo in strada e tra le urla minaccia: 'voi spegnete questi incendi ma noi li riaccenderemo''. La rabbia, spiega la gente del posto, è scattata soprattutto perché "in questi anni noi siamo stati vicini ai rom, li abbiamo aiutato e loro ci hanno ripagato con la brutta moneta del tentato sequestro della bimba". "Voi qui dovete pulire tutto - continua a minacciare la gente - altrimenti vi facciamo correre qui cento volte".


MANIFESTANTI: VADANO VIA ANCHE DA ULTIMI CAMPI
"Li abbiamo sopportati per troppo tempo, adesso se ne devono andare via": l'umore della piazza è riassunto da una delle manifestanti davanti agli ultimi due campi rom rimasti abitati a Ponticelli esprime la determinazione la gente del quartiere. I manifestanti presidiano l'ingresso che è controllato da polizia e guardia di finanza. Sul posto anche Vittorio Merito, consigliere della sesta municipalità, gruppo Popolari Udeur, secondo cui al più presto anche gli ultimi due insediamenti verranno abbandonati dai rom. "Il problema - dice Merito - ci é sfuggito di mano, già da due anni avevamo lanciato l'allarme sulla necessità di trasferire i rom da Ponticelli verso un centro di accoglienza dove fossero garantite le condizioni minime di igiene e vivibilità. Ma il nostro appello è rimasto inascoltato". La polizia dovrebbe presidiare i due campi rom della rotonda in via Argine anche dopo un eventuale sgombero: i campi, infatti, sono proprio sotto un ponte del raccordo autostradale e un eventuale incendio potrebbe causare gravi pericoli per la circolazione sul soprastante viadotto.


Milano, via Morosini a pochi passi da Corso XXII Marzo, alcuni insediamenti abusivi dentro ex negozi del Comune

Molotov sulle baracche dei rumeni


http://www.voceditalia.it

Nessun ferito e danni lievi ma la tensione e' alta: i rumeni che ci abitano non vogliono i Rom
Milano, 15 mag. - Ci vivono in 7, tutti rumeni, ma alcuni sono Rom. ieri sera qualcuni ha lanciato una moltov su una delle vetrine che danno sulla strada degli ex negozi comunali abbandonati di via Morosini a Milano.

Le stanze all'interno sono delle vere e proprie casette: c'è il bagno, la zona notte e il soggiorno. Si sono accampati qui da circa tre mesi. Alcuni di loro arrivano dall'ex caserma di viale Forlanini, sgomberata e abbattuta nel giugno del 2007. Due di loro raccontano che lavorano, uno in romania faceva il medico pediatra, ma l'ospedale è fallito e lui è venuto qui. Ora fa il muratore.

La tensione sale anche a Milano per le occupazioni abusive, ma non è chiaro se a lanciare la bottiglia incendiaria sia stato qualche residente, oppure qualche Rom del giro di prostituzione che c'è lì. Uno dei due rumeni che vivono negli ex negozi racconta chi i Rom non li vogliono nemmeno loro, anzi. Preferirebbero che venisse la polizia e li arrestasse.

Con molta probabilità lo sgombero dei prefabbricati avverrà la settimana prossima.

Mary J.



Alemanno: "Censire i campi rom abusivi" Il sindaco promette linea dura contro il caporalato Dopo i blitz tornano le favelas Omicidio Reggiani, Mailat deve rispondere anche di violenza sessuale Tutti i contenuti
Nella notte gli agenti della polizia municipale nel campo di via Salone


di Paolo G.Brera

La Repubblica, 15 maggio 2008


ROMA. Il sindaco Gianni Alemanno ha deciso di delegare a un prefetto il primo punto della sua agenda elettorale, la questione nomadi. «Il commissario straordinario per i rom sarà rapidamente esteso anche a Roma», ha detto ieri mattina a Radio24, facendo retromarcia rispetto all´altro ieri quando aveva auspicato la nomina di alto commissario governativo e non locale. «Avrà poteri sia sulla pubblica sicurezza - dice Alemanno - che sulla localizzazione di altri campi e sulla solidarietà: penso ai minori e alle persone disagiate». Sarà dunque il commissario, e non più il sindaco, a dover affrontare i temi più scottanti come la zona in cui spostare i nomadi, gli sgomberi e la tutela dei diritti.

«Nei campi sosta abusivi - dice il sindaco a Matrix - non ci sono solo i nomadi o i rom, ma anche romeni, extracomunitari e cittadini italiani. Una realtà ingarbugliata di bidonville che sono il nuovo vero flagello delle nostre città», condizione per la «crescita della microcriminalità» e «base per una guerra tra poveri». Ma sarà il commissario, e non lui, a intervenire e a rispondere di successi e insuccessi. Stanotte, intanto, è scattato un blitz nel campo di via Salone: con i vigili c´era Antonio Lucarelli, capo della segreteria di Alemanno. Sono prove generali del primo vero nodo che il sindaco dovrà sbrogliare: quello del famigerato "Casilino 900", il più grande campo non attrezzato di Roma, in cui ci sono solo wc chimici, acqua e luce. Nel censimento fatto un mese fa dalla polizia sono state trovate 612 persone, ma potrebbero essercene di più: in quei giorni la tensione era alta, tanti si erano allontanati. Si parla di un migliaio di residenti in una baraccopoli fuori controllo.

Purtroppo quel campo è irrecuperabile: l´area è archeologica, quindi non attrezzabile. Alemanno parla di «espulsioni», ma è una missione difficile. Sono bosniaci, macedoni e marocchini, vivono lì da decine d´anni, alcuni da tre generazioni. Non ci sono pericolosi criminali, ma sicuramente diversi ladruncoli, e la tensione coi residenti è alta. Da un anno i falò sono diventati una costante: bruciano di tutto, comprese le guaine dei cavi rubati. Il fumo nero, denso e tossico, sale alle finestre dei palazzi della Casilina e della Togliatti.

Per questo nell´agenda del Campidoglio, alla voce nomadi, al primo punto c´era proprio la chiusura del Casilino 900. Una pratica complessa, che sarebbe stata gestita con il modello utilizzato per la ex Snia Viscosa. Dopo lo sgombero della Muratella, dell´Acqua Vergine, e la risistemazione del campo di Salone il passo successivo sarebbe stato questo. Lo dissero sia Veltroni che Rutelli, e tutti gli operatori ne erano consapevoli. La polizia aveva cominciato a stringere il cerchio: è stato rifatto il censimento, sono state sgomberate aree e demolite baracche vuote. Sono iniziati i lavori per una strada interna in cui poter entrare coi mezzi di intervento e soccorso, soprattutto i vigili del fuoco per spegnere falò e incendi. Era prevista la pedonalizzazione, per contrastare spaccio e furto di auto. Ma il cambio della guardia in Campidoglio ha paralizzato tutto, in attesa di istruzioni.

Nei campi storici abitati da rom bosniaci, extracomunitari e spesso irregolari, l´espulsione è complicata perché molti giovani sono nati in Italia. Poi ci sono i rom romeni, con arrivi massicci. «Ma qui non stiamo parlando della storica presenze di sinti o giostrai, o di nomadi nel nostro Paese - dice il sindaco - ma di un´invasione con flussi crescenti. Si tratta di fronteggiare un´emergenza e riportare la normalità».

In che cosa consiste l'emergenza sulla sicurezza? Quali dovrebbero essere i provvedimenti da prendere per difenderci meglio? E quali sono i rischi della "tolleranza zero"? Dite la vostra
(15 maggio 2008)