Arte e Mente Livestream Channel

\

owllogo

The Daily Owl
Italian Journal of Psychology and Internet
Psicologia Online

WebPsych Partnership Member

ARCHIVIO

nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
Visualizzazione post con etichetta casta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casta. Mostra tutti i post

domenica 27 maggio 2007

Nuovi totalitarismi avanzano. Beppe Grillo li chiama 'i negazionisti'

Sempre della serie: nuovi totalitarismi avanzano.


27 Maggio 2007

I negazionisti

negazionisti.jpg

L’Italia è in preda a una diarrea verbale. Una malattia nazionale. Negare tutto e affermare il contrario. La classe dominante, una stella a quattro punte: politica, media, banche, mafie, sente odore di bruciato.
E’ un formicaio impazzito,. Tutti sapevano, tutti prendono le distanze. Ma da chi?
I giornalisti e i politici si stanno mettendo le mutande di ghisa dell’antipolitica. Hanno paura che i cittadini si interessino al loro fondo schiena.
L’Italia è in preda all’Alzheimer. Il negazionismo dilaga ovunque. E’ una evoluzione del paraculismo, del trasformismo. E’ un’offesa alla nostra intelligenza. Come pagare il canone per trasmissioni televisive sul costo della politica. Condotte da reggicoda dei politici. In cui parlano i politici. Giornalisti del c...o con quattro zeta dove vi siete imboscati in questi anni? Politici predicatori della riforma della politica quanto avete guadagnato in questi anni?

http://www.beppegrillo.it/2007/05/i_negazionisti.html

giovedì 24 maggio 2007

La Casta, i costi e i casti della politica. C'è chi invoca QUALCUNO, da FUORI

Ne parlano e ne scrivono giornali e TV, ad esempio Matrix: i costi della politica, la sua irreversibile degenerazione, iniziata ancora ai tempi del duce, l'inutilità di qualunque battaglia mediatica per correggere il sistema. Reset, ripete Beppe Grillo da mesi, lo analizza il Bispensiero, e c'è chi, come Giampaolo Pansa, ieri sera, appunto, a Matrix, ripete che non c'è soluzione... forse qualcuno che venga da fuori ... una dittatura ... una guerra...



C'è davvero voglia di fascismo? Duce cercasi, incorrutibilissimo? Eppure la storia dovrebbe averci tramandato qualcosa sulla vanità e vacuità del riporre in un'unica persona, o partito, la soluzione del problema del costo (e della corruzione) nella politica, e nella società...

Mandiamo la Casta in pensione

http://www.aprileonline.info/3183/mandiamo-la-casta-in-pensione

Tommaso Merlo, 23 maggio 2007

Una volta persa la credibilità, la classe dirigente diventa il problema e non la soluzione alle questioni che affliggono il paese. Solo un profondo ricambio generazionale potrà ridare all'Italia una classe dirigente degna, e a tutti i cittadini la forza di ricominciare a credere nella politica

L'antipolitica non è il popolo contro la politica, ma è la politica contro il popolo. L'antipolitica è la classe dirigente che fallisce nel proprio ruolo e impedisce ad una società il diritto ad una democrazia giusta e funzionante. E' la politica inconcludente, incapace e corrotta il cuore dell'antipolitica, mentre i sentimenti di disgusto dei cittadini sono solo una logica conseguenza. Anzi, il disgusto verso i privilegi della Casta tecnocratica sono un segno che il popolo italiano ha ancora la forza di indignarsi ed aspira ad una classe dirigente di ben altro livello.

Sintetizza un commentatore:

23 maggio 2007, 23:33

Si, l’analisi è giusta. Ma dove sono le soluzioni?
Mettiamo che desidereremmo cambiare lo status quo. Dove sono i giornali che pubblicherebbero articoli non in linea con la casta? Dove sono le televisioni che ospiterebbero un compagno che si indigna e protesta per l’esistente?
Cosa bisognerebbe fare?
Autorganizzarsi? Come? chi ha gli strumenti per fondare un nuovo movimento che, schifato dell’esitente, desse un’impronta diversa alla partecipazione democratica?
Dov‘è la soluzione?
Io non vedo all’orrizzonte possibilità di cambiamento reale. Guardate al comitatone del PD. Vi sembra un’innovazione?
Questi continueranno ad autoconservarsi a nostre spese e continuando a gabbarci.
Spero che SD tenga conto di tutto questo e sappia fare una vera capriola sull’esistente. Altrimenti sarà stato un altro fuoco di paglia che non interesserà a nessuno.
abbiamo, ORA, una grande opportunità. Ma mi chiedo: saranno capaci i casti di fare un passo indietro? Riusciranno a prestare ascolto ai cittadini ed a promuoverli come espressione del volere popolare? Mi sembra difficile. Mi sembra più facile affermare che “la politica è morta”. Quello che resta è l’interesse dei singoli già arrivati ad autoconservarsi.
Spero di sbagliarmi.


venerdì 18 maggio 2007

La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili: LA CASTA

La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili TitoloLa casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili
AutoreStella G. Antonio; Rizzo Sergio
Prezzo
Sconto 20%
€ 14,40
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 3,60)

Dati2007, 284 p., rilegato
EditoreRizzoli (collana Saggi italiani)

http://www.internetbookshop.it

Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

Parla Gianantonio Stella

"Nessun qualunquismo e nessun moralismo da parte mia e di Rizzo nel voler scrivere il libro sugli sprechi"

La prima cosa che il giornalista del "Corriere della Sera" Gianantonio Stella tiene a precisare a proposito del libro scritto a quattro mani con Sergio Rizzo e inviolato non per caso "La casta" (editore Rizzoli), in libreria da pochi giorni, è che "l'intento con cui abbiamo lavorato non è stato né moralistico né qualunquistico".

Il problema è quello del contribuente che paga per mantenere con le tasse sempre più elevate un apparato burocratico elefantiaco con troppi enti locali "(le province sarebbe meglio abolirle come già diceva il liberale Einaudi") che si sovrappongono e con troppi stipendi parassitari. "Non è possibile - dice Stella- che un presidente di consiglio circoscrizionale guadagni 5 mila euro al mese
o che una Asl abbia più centralinisti di Buckingam palace, e se la politica non si fa carico di correggere queste cose, allora deve per forza subentrare la denuncia giornalistica e l'inchiesta".

D'altronde basta leggere su internet come la stessa Rizzoli promuove questo libro per capire di cosa stiamo parlando: "Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum.
"Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori
fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia
diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana."

Insomma Stella siamo vicini al punto di non ritorno con questi sprechi?

"Io temo di sì e quando sento che alcuni uomini politici si lamentano del presunto qualunquismo di questa inchiesta mi rendo conto di quanto una gran parte di quella che io chiamo già nel titolo del libro "casta" viva fuori dalla realtà. Qui non si tratta di contestare i costi della politica in quanto tali o il finanziamento pubblico al quale io e Rizzo non ci dichiariamo contrari. In ballo invece c'è il
contenimento di una spesa pubblica che si perde in mille sprechi e in migliaia di privilegi e che il cittadino non è più disposto a tollerare pagando di tasca sua. Anche perché, e qualcuno questo poco
lo nota, se le tasse finiscono quasi tutte per mantenere il parassitismo politico clientelare, cosa ci rimane per il welfare?"

Un capitolo del libro, riguardante le spese del Quirinale e i suoi bilanci non trasparenti, è stato anticipato qualche giorno fa dal Corriere della sera che è il giornale per cui tu scrivi. Che reazioni sono venute dall'inquilino del Colle?

"Da quello attuale per ora nessuna. Dal suo predecessore invece una precisazione pubblicata dal "Corriere" in cui si evidenziava il fatto che l'appannaggio fosse rimasto invariato e che per giunta adesso ci si pagavano sopra le tasse, merito questo non di Ciampi ma di una legge approvata all'epoca del suo predecessore Scalfaro su proposta di un deputato che si chiama Nicola Bono (di An, ndr) contenuta in un emendamento alla finanziaria del 1997, votato a larga maggioranza."

E nel merito della scarsa trasparenza dei conti del Quirinale lievitati fino a quattro volte quelli di Buckingam Palace? Qualcuno come al solito ha gridato alla lesa maestà istituzionale?

"Nel merito nessuno risponde, l'essere casta consiste in questo. E nel non curarsi neppure più delle critiche. C'è la convinzione che sia un attacco alla democrazia, ad esempio, chiedere come sia possibile che Bassolino abbia avuto nel 2004 un fondo spese per la rappresentanza dodici volte più alto di quello del presidente della repubblica tedesco. Io mi chiedo se questo sia un modo serio di rispondere in un dibattito. Accusando che fa inchieste di qualunquismo e demagogia. Come se fossero i giornalisti da allontanare la gente dalla politica semplicemente denunciando questi atteggiamenti parassitari."

Che deduzioni si possono trarre da questa difesa corporativa, o di "casta"?

"Diciamo la verità , io non sono mai stato radicale né ho mai votato per Pannella, però sono gli unici che in tutti questi anni si sono dimostrati sensibili alla riduzione degli sprechi e dei costi assurdi della politica. Degli altri invece non ricordo iniziative serie per ridurre questi incredibili privilegi.

Resto sbalordito a vedere il professor Luigi Cancrini, che milita nel partito di Diliberto, che non più tardi di dieci giorni fa ha detto di volere chiedere al governo un'accelerazione su due temi come la lotta alla povertà e quella al privilegio, e che invece adesso giustifica il fatto di godere non solo della retribuzione da parlamentare italiano ma anche della pensione da consigliere regionale del Lazio, se non è "casta" questa non so di che stiamo parlando.."

Naturalmente,come si diceva prima, la difesa degli interessati coincide con l'accusa nei tuoi confronti e del tuo collega Rizzo di essere dei "qualunquisti"?

"E' una difesa disperata. Io odio il partito della bistecca o della pagnotta, non ho mai detto che i politici siano tutti uguali e non mi ritengo affatto un qualunquista. E credo di potere parlare anche per Rizzo. Noi non diciamo neppure che la polizia non debba essere finanziata, anzi la pensiamo al contrario. Però ci vuole il senso della misura. E il libro è stato fatto con questo spirito. Noi non
vogliamo che il Capo dello Stato vada a vivere in una palazzina a Montesacro. Deve certamente avere una residenza di grande rappresentanza.

E' una questione di immagine internazionale. Dobbiamo fare bella figura. Però non si capisce perché debba costare quattro volte Buckingam palace. Questo non è accettabile."

La morale del libro è che gli italiani non possono permettersi gli attuali costi della politica?

"Esatto, noi non possiamo permetterci più l'esistenza di comunità montane che stanno a livello del mare o i presidenti dei consigli circoscrizionali con l'auto blù e uno stipendio da 5 mila euro al mese, non possiamo permetterci 150 province come qualcuno vorrebbe, che si aggiungono ai comuni e alle regioni e a miriadi di altri enti locali. Non finirà lo stato di diritto e la libertà se si aboliscono le province, lo ha fatto anche l'Inghilterra e mi pare che ci sia ancora la democrazia."