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dal 1996 al 2000
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martedì 6 maggio 2008

L'abominevole atteggiamento dell'Europa nei confronti degli Ebrei prosegue nel Terzo Millennio. Tappa a Torino

La Fiera del Libro, che si tiene in questi giorni a Torino, è la cartina di tornasole del pessimo e abominevole rapporto che continua nel Terzo Millennio tra Europa ed Ebrei.

L'Europa è riuscita nel corso del '900, dalla Russia sovietica alla Gran Bretagna, dalla Svezia all'Italia (Spagna e Portogallo avevano già dato 500 anni prima) punto di snodo ma anche di convergenza da destra e da sinistra la Germania nazista, a liberarsi con un'unica soluzione finale ancorchè dilazionata nel tempo fuori dalla follia omicida del III Reich, degli Ebrei presenti sul proprio territorio, ridotti ora ad un'estremamente esigua minoranza.

Non paga, prima durante e dopo la fondazione dello Stato di Israele, il 14 Maggio 1948, non ha perso occasione per cercare di impedire, prima, e di ostacolare in tutti i modi poi, lo sviluppo, il radicamento, la crescita umana e materiale di quel popolo e di quello stato.

Il principale non detto e che pervicacemente continua a non dirsi da parte di antichi e nuovi antisemiti, è che lo Stato di Israele è stato fin dall'inizio incoraggiato e sostenuto unicamente dagli Stati Uniti d'America.

Non il popolo arabo che, ingannato dalla propaganda nazista, perdurante tuttora (vedasi ad esempio l'attuale Iran) avrebbe pur tratto un enorme vantaggio dalla presenza riconosciuta di un grande stato ebraico in quell'area.

Non Stalin, che pur avendo combattuto il nazismo e sacrificato milioni di vite umane a questo scopo, con Hitler aveva pur inizialmente concordato una convivenza pacifica in funzione del condiviso dominio sul mondo intero, a spese dei popoli minori, o delle inferiori razze.

E non l'Europa, appunto, che se non altro per riscattarsi dalla cattiva coscienza delle pur diffuse, anche in Gran Bretagna e in Francia, connivenze con il fascismo ed il nazismo, avrebbe potuto fare da levatrice del neonato stato ebraico.

E invece quella coscienza ha preferito lavarsela atteggiandosi ad amica dell'a suo dire espropriato popolo arabo di Palestina, in funzione anti ebraica, in stridente contraddizione con la pratica quotidiana attuale di rifiuto del diverso, non importa se islamico o buddista, quando presente sul proprio territorio, e ancora più nell'accusa rivolta agli Ebrei di Israele di comportamenti razzisti e nazisti, quando è proprio la stessa Europa che ha cacciato altrove gli Ebrei nel corso di tutta la sua più che bimillenaria storia, tranne poi non riconoscere loro neppure il diritto ad un qualsivoglia altrove.

Se dunque fin dal 1948 la rappresentazione che l'Europa ha dato dello Stato di Israele è quella di rappresentante degli interessi occidentali (opportunamente sorvolando sul dettaglio che occidentale è innanzitutto l'Europa) e americani, questa rappresentazione non è casuale, e continua ad essere messa in scena dalla massa crescente degli antisemiti di destra, di centro (perchè anche nella Chiesa Cattolica riemergono periodicamente rigurgiti di caccia ai deicidi) e di sinistra (non solo radicale o estrema) proprio per occultare l'assenza, la complice assenza dell'Europa nella storia recente del popolo ebraico in Israele, mimando al contempo una difesa dei diritti del popolo palestinese che è puramente di facciata, e in funzione principalmente antisemita, antiebraica, più che a favore di un reale progresso delle sorti anche, e contemporaneamente di quel popolo, e del popolo arabo nel suo insieme.

domenica 27 gennaio 2008

La giornata della Memoria e lo specchio rotto della storia d'Italia

La giornata della Memoria e lo specchio rotto

Lo specchio rotto è quello dell'immagine che noi italiani abbiamo della Storia d'Italia

La Giornata della Memoria (Yom Ha Shoah) è il 27 Gennaio, come oggi.

Piccola Mostra della Shoah in Second Life
Centro Mimir. Piccola mostra sulla Shoah, Elegua/153/210/751)

Parlo a mio figlio della storia del Carnevale, il Carrus Navalis, celebrato in onore di iside dagli antichi Egizi, divenuto poi cerimonia di quella Repubblica di Venezia che per secoli non solo trasmise la memoria dai Tempi Antichi ai giorni nostri, ma difese, spesso isolata, le libertà individuali, la tolleranza tra religioni e filosofie, gli ebrei... anche

Perchè invece la generazione dei miei padri e dei nonni di mio figlio no.

E la macchia vergognosa delle leggi razziali si proietta ancora oggi sui 'giorni nostri', sul modo di vivere, di fare politica, interna e nel mondo globale, sul modo di rappresentarci a noi stessi chi siamo, chi eravamo, chi eravamo diventati tra il 1922 e il 1945

Uno specchio rotto, fascisti di comodo o perchè tali nati degli anni '30, nazi-fascisti del triennio di Salò, pseudo antifascisti, veri antifascisti, doppiogiochisti (anche a fin di bene, come i giusti che salvarono gli ebrei dalle deportazioni e dalle camere a gas), partigiani di una Resistenza vittoriosa, ma solo grazie agli Alleati anglo-americani, pseudopartigiani diventati tali dopo il 25 aprile 1945, o poco prima, e invece, a conti fatti e memoria ristabilita, fascisti con ruoli anche importanti di un regime cui avevano pienamente collaborato, anche per la propaganda delle leggi razziali.

La Resistenza di pochi, pochissimi, e il sacrificio delle vittime, della guerra, e della Shoah, hanno fatto finta di lavare le nostre coscienze, lasciandole candide e immacolate

con una memoria vuota, assente, un buco nero della nostra Storia, di oggi, non di ieri, che rischia di ingoiarci tutti, se la terza generazione, quella dei bimbi e dei giovanissimi di oggi non riuscirà a rappresentare per intero, e non più come uno specchio rotto, la nostra Storia, e le storie di ciascuno di noi.

giovedì 24 maggio 2007

La Casta, i costi e i casti della politica. C'è chi invoca QUALCUNO, da FUORI

Ne parlano e ne scrivono giornali e TV, ad esempio Matrix: i costi della politica, la sua irreversibile degenerazione, iniziata ancora ai tempi del duce, l'inutilità di qualunque battaglia mediatica per correggere il sistema. Reset, ripete Beppe Grillo da mesi, lo analizza il Bispensiero, e c'è chi, come Giampaolo Pansa, ieri sera, appunto, a Matrix, ripete che non c'è soluzione... forse qualcuno che venga da fuori ... una dittatura ... una guerra...



C'è davvero voglia di fascismo? Duce cercasi, incorrutibilissimo? Eppure la storia dovrebbe averci tramandato qualcosa sulla vanità e vacuità del riporre in un'unica persona, o partito, la soluzione del problema del costo (e della corruzione) nella politica, e nella società...

Mandiamo la Casta in pensione

http://www.aprileonline.info/3183/mandiamo-la-casta-in-pensione

Tommaso Merlo, 23 maggio 2007

Una volta persa la credibilità, la classe dirigente diventa il problema e non la soluzione alle questioni che affliggono il paese. Solo un profondo ricambio generazionale potrà ridare all'Italia una classe dirigente degna, e a tutti i cittadini la forza di ricominciare a credere nella politica

L'antipolitica non è il popolo contro la politica, ma è la politica contro il popolo. L'antipolitica è la classe dirigente che fallisce nel proprio ruolo e impedisce ad una società il diritto ad una democrazia giusta e funzionante. E' la politica inconcludente, incapace e corrotta il cuore dell'antipolitica, mentre i sentimenti di disgusto dei cittadini sono solo una logica conseguenza. Anzi, il disgusto verso i privilegi della Casta tecnocratica sono un segno che il popolo italiano ha ancora la forza di indignarsi ed aspira ad una classe dirigente di ben altro livello.

Sintetizza un commentatore:

23 maggio 2007, 23:33

Si, l’analisi è giusta. Ma dove sono le soluzioni?
Mettiamo che desidereremmo cambiare lo status quo. Dove sono i giornali che pubblicherebbero articoli non in linea con la casta? Dove sono le televisioni che ospiterebbero un compagno che si indigna e protesta per l’esistente?
Cosa bisognerebbe fare?
Autorganizzarsi? Come? chi ha gli strumenti per fondare un nuovo movimento che, schifato dell’esitente, desse un’impronta diversa alla partecipazione democratica?
Dov‘è la soluzione?
Io non vedo all’orrizzonte possibilità di cambiamento reale. Guardate al comitatone del PD. Vi sembra un’innovazione?
Questi continueranno ad autoconservarsi a nostre spese e continuando a gabbarci.
Spero che SD tenga conto di tutto questo e sappia fare una vera capriola sull’esistente. Altrimenti sarà stato un altro fuoco di paglia che non interesserà a nessuno.
abbiamo, ORA, una grande opportunità. Ma mi chiedo: saranno capaci i casti di fare un passo indietro? Riusciranno a prestare ascolto ai cittadini ed a promuoverli come espressione del volere popolare? Mi sembra difficile. Mi sembra più facile affermare che “la politica è morta”. Quello che resta è l’interesse dei singoli già arrivati ad autoconservarsi.
Spero di sbagliarmi.