Arte e Mente Livestream Channel

\

owllogo

The Daily Owl
Italian Journal of Psychology and Internet
Psicologia Online

WebPsych Partnership Member

ARCHIVIO

nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
Visualizzazione post con etichetta schizofrenia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta schizofrenia. Mostra tutti i post

domenica 2 giugno 2013

Un avatar puo’ aiutare a controllare le voci nella terapia della schizofrenia. Virtual reality helps silence voices in schizophrenia

30/05/2013 - SALUTE
 Il paziente crea un suo personaggio e gli assegna ciò che sente a causa della sua malattia
LONDRA
Il problema delle “voci” sentite dagli schizofrenici potrebbe essere presto risolto usando una nuova tecnica, l’”avatar therapy” che è stata sperimentata in uno studio pilota su 16 pazienti dallo University College London.  
Come si legge sulla rivista British Journal of Psychiatry, la tecnica consiste nel far creare al paziente un avatar, dicendogli di dargli le caratteristiche fisiche della persona da cui sente provenire la voce immaginaria.  
Poi, il terapista parla con il paziente attraverso questo avatar, incoraggiandolo a opporsi alle voci (che spesso gli dicono di provocare danno a se stesso o alla sua famiglia).  
I risultati sono stati incoraggianti: pazienti che erano tormentati dalle voci anche da 16 anni hanno detto di non sentirle più, dopo aver lavorato col sistema basato sugli avatar.  
Partirà presto un nuovo studio su oltre un centinaio di pazienti per verificare su un campione maggiore l’efficacia di detta terapia. 

Avatar therapy helps silence voices in schizophrenia

29 May 2013
Avatars to treat schizophreniaAn avatar system that enables people with schizophrenia to control the voice of their hallucinations is being developed by researchers at UCL with support from the Wellcome Trust.The computer-based system could provide quick and effective therapy that is far more successful than current pharmaceutical treatments, helping to reduce the frequency and severity of episodes of schizophrenia.
In an early pilot of this approach involving 16 patients and up to seven, 30 minute sessions of therapy, almost all of the patients reported an improvement in the frequency and severity of the voices that they hear. Three of the patients stopped hearing voices completely after experiencing 16, 13 and 3.5 years of auditory hallucinations, respectively. The avatar does not address the patients’ delusions directly, but the study found that they do improve as an overall effect of the therapy.
The team has now received a £1.3 million Translation Award from the Wellcome Trust to refine the system and conduct a larger scale, randomised study to evaluate this novel approach to schizophrenia therapy which will be conducted at King’s College London Institute of Psychiatry.
Caffè Freud, Arte e Mente, Pueblito di Aiuto, Ascolto e Dialogo, por Lapsus Weinstein. http://maps.secondlife.com/secondlife/Enclave/74/203/22
Caffè Freud, Arte e Mente, Pueblito di Aiuto, Ascolto e Dialogo, por Lapsus Weinstein. http://maps.secondlife.com/secondlife/Enclave/74/203/22
Caffè Freud, in Second Life
Caffè Freud, Arte e Mente, Pueblito di Aiuto, Ascolto e Dialogo, por Lapsus Weinstein. http://maps.secondlife.com/secondlife/Enclave/74/203/22

giovedì 1 aprile 2010

Uditori di voci. Hearing voices. Prossimo convegno a Casalecchio di Reno (Bologna) La poesia salva la vita?

Casalecchio Di Reno (BO)

Gruppo d’incontro La cura dell`anima – La poesia salva la vita?

http://www.comunitalia.eu/generico/emilia_romagna/bologna/comune_casalecchio_di_reno/gruppo_d_incontro_la_cura_dell_anima_la_poesia_salva_la_vita.htm#

Tutti i lunedì dal 12 aprile al 31 maggio, dalle ore 17.30 alle ore 19.30 (con un incontro preliminare venerdì 9 aprile alle ore 18.00), presso la Casa della Conoscenza (Via Porrettana 360 – Casalecchio di Reno), 8 incontri condotti da Caterina Renzi – Sintesi Azzurra per scoprire il valore psicologico e terapeutico della poesia attraverso i suoi aspetti simbolici.
Al di là del suo aspetto letterario, la poesia mantiene sempre una connotazione esistenziale che riguarda tutti gli esseri umani, e in tal modo, diviene un mezzo di comunicazione transculturale e transpersonale. Sia per chi scrive che per chi legge, le parole e le metafore poetiche costituiscono chiavi essenziali di accesso a quelle parti profonde e spesso sconosciute del mondo interiore che contengono emozioni e risorse personali. Il linguaggio poetico promuove l’immaginazione e fa scoprire nuove associazioni tra pensieri ed eventi, così come la comprensione del simbolismo poetico e dell’uso della metafora facilita un ampliamento della consapevolezza personale e del valore liberatorio della parola.

Parla con le voci

http://www.parlaconlevoci.it/

Il coordinamento italiano degli uditori di voci (Italy Hearing Voices Network)

Per strade diverse siamo arrivati in contatto col movimento internazionale degli uditori di voci e abbiamo iniziato a considerare il fatto di udire le voci come una “esperienza umana” piuttosto che come un sintomo di una grave malattia mentale.
Abbiamo scoperto che il problema non sono le voci in sé ma i rapporti di potere tra l’uditore e le proprie voci; le voci possono essere amiche o minacciose, possono continuare a parlare rendendo impossibile dedicare attenzione ad altre cose o possono essere interlocutori con cui dialogare.

Abbiamo provato a mettere in comune le nostre esperienze, le nostre paure, le nostre speranze e abbiamo scoperto che funziona! Così sono nati gruppi di auto-aiuto e associazioni di uditori.
Ron Coleman e Karen Taylor ci hanno accompagnato e aiutato e Marius Romme ci ha detto che “l’obiettivo del movimento degli uditori di voci non è quello di cambiare la psichiatria ma quello di cercare di cambiare noi stessi.”

Cerchiamo persone che si alzino ogni mattina con il dubbio, “un dubbio che è fatto di attenzione, di rispetto degli altri, di voglia di studio, di ricerca, di confronto, di verifica, di ascolto di tutti, di quel faccia a faccia con le persone a cui siamo grati, reciprocamente grati di un percorso.” (Luigi Ciotti)

Abbiamo costruito questo sito per offrire opportunità di informazione e confronto a tutte le persone uditrici di voci e a operatori e famigliari che desiderano accostarsi a questa esperienza considerando le voci come portatrici del vissuto della persona. Se vuoi fare con noi questo viaggio: benvenuto!

Un anno fa (Settembre 2009)

Azienda USL di Reggio Emilia: IV Settimana della Salute Mentale e II° Raduno Nazionale degli Uditori di Voci

http://www.bologna2000.com/2009/08/25/azienda-usl-di-reggio-emilia-iv-settimana-della-salute-mentale-e-ii%C2%B0-raduno-nazionale-degli-uditori-di-voci/

La problematica del sentire le voci, studiata dagli albori della psichiatria, fu rimessa sul tavolo, una trentina di anni fa, dai due ricercatori olandesi Sandra Escher e Marius Romme. Le loro indagini hanno evidenziato l’esistenza di un numero significativo di persone uditrici di voci e hanno analizzato le strategie di fronteggiamento delle voci e dello stigma. I due ricercatori hanno evidenziato come trasformare una esperienza occultata e vissuta con vergogna, in oggetto di studio pubblico, possa consentire di aprire le porte a pratiche innovative di cura e di sostegno. L’insieme delle loro ricerche è stato realizzato in stretta collaborazione con le persone uditrici di voce promuovendo, insieme a loro, una rete mondiale di gruppi di mutuo auto aiuto. Interrogarsi oggi nei dipartimenti di Salute Mentale e nei gruppi di auto mutuo aiuto sullo spazio riservato all’ascolto delle voci e sulle risposte concrete da dare costituisce una sfida per gli operatori, “esperti per professione” e per gli utenti “esperti per esperienza”. Questa doppia sfida racchiude in sé il pregio di validare le idee e i vissuti degli utenti per intrecciarli con le pratiche quotidiane dei servizi. Il convegno offre ai partecipanti l’opportunità di incontrare Sandra Escher e Marius Romme e di approfondire con loro e gli altri relatori le tematiche dell’ascolto delle voci e delle strategia di cura. Sarà inoltre l’occasione di fare il punto sullo stato attuale dei gruppi di mutuo aiuto di uditori di voci in Italia.

Psicoradio all’universita’ di Bologna

http://corsi.unibo.it/scienzedellacomunicazione/Eventi/2009/12/psicoradio-alluniversita-di-bologna.aspx

3 dicembre 2009

Dipartimento discipline della Comunicazione

Giovedì 3 dicembre, la “Radio della mente” arriva a Scienze della Comunicazione (Università di Bologna), all’interno del corso di Comunicazione giornalistica.

Durante l’incontro verrà presentato il video di Antonietta Di Corato e Pasquale Sorrentino sulla storia della redazione bolognese.

Giovedì 3 dicembre (ore 17, aula B, via Azzo Gardino 23) l’esperienza di Psicoradio, la “Radio della mente”, arriva a Scienze della Comunicazione (Università di Bologna). All’incontro-lezione aperto al pubblico, intervengono Lucia Manassi, caporedattore di Psicoradio, la tutor Angela Cristelli oltre ad alcuni redattori della trasmissione.

Con già 136 puntate andate in onda e un sito internet ( www.psicoradio.it),
Psicoradio è una testata radiofonica composta da uomini e donne con sofferenze psichiche. E’ nata a Bologna nel marzo del 2006 ed è realizzata con la collaborazione dell’associazione Arte e Salute Onlus e dell’Azienda Usl – Dipartimento di salute mentale. La redazione è composta da quindici persone, che provengono dai servizi del territorio, e da alcuni operatori psichiatrici e della comunicazione. Psicoradio è un corso per operatori radiofonici che ha iniziato quasi subito a produrre una trasmissione radiofonica in onda inizialmente su Radio Città del Capo di Bologna (96.250-94.700 FM), ora su tutte le emittenti di Popolare Network.

L’interrutore nel buio, di Giacomo Saviozzi

giacomosaviozzi — 24 marzo 2010 —

Adesso che la follia è entrata in me osservo con molta più attenzione ciò che la circonda e mi accorgo con rammarico che di quello spirito, direi basagliano, ma sarebbe riduttivo, con lui a combattere limperante pensiero che voleva i folli rinchiusi, cera un intera generazione, cerano i fotografi Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, che con Morire di classe denunciarono le inumane condizioni in cui unintera classe sociale, i poveri, la classe proletaria o sottoproletaria come si diceva allora, si trovavano a vivere e morire. Cera lamico Silvano Agosti con Matti da slegare, cera Psichiatria democratica. Di quello spirito a mio avviso nè rimasto ben poco e in pochi settori della società civile. Adesso ogni tanto si riaffaccia lo spettro della diffidenza, i mass media cercano la notizia tra la miseria. In un mondo migrante tutti sono diventati un po più diffidenti. Quei formidabili anni delle lotte studentesche, dellantipsichiatria hanno generato molto spesso false aspettative e molti dei protagonisti adesso sono direttori di giornale e che giornali!

Estratto dal dvd “Incontro con RON COLEMAN”

violetfilm — 23 luglio 2009 — Something more about Ron’s story

martedì 1 maggio 2007

Le psicosi bianche

Perché la schizofrenia è così importante nella ricerca psichiatrica? Perché viene considerata "il cuore" della psichiatria? E perché, nell'immaginario psichiatrico, il confronto con questa patologia viene ritenuto centrale ed insieme ineludibile?
La risposta più convincente a queste domande è che le psicosi schizofreniche costituiscano solo la punta di un iceberg che possiamo immaginare rappresentativo della patologia psichiatrica.
Centrale per questo dibattito risulta essere il tema delle psicosi schizofreniche a scarsa espressione sintomatologica (psicosi "paucisintomatiche" o "bianche"); gli autori lo affrontano chiedendosi, innanzitutto, che ruolo esse giochino rispetto a tutta la patologia schizofrenica: se, cioè, nelle forme a minore espressività si possa collocare l'essenza dell'esperienza psicotica o se invece esse debbano essere valutate come forme marginali, in cui i sintomi psicotici vengono ad attenuarsi.
Il dibattito sull'argomento viene presentato a partire da un punto di vista storico, che sottolinea come l'attenzione si sia soffermata ora sulle forme a più ricca sintomatologia, ora su quelle a sintomatologia più sfumata, entrambe di volta in volta considerate come depositarie dell'"essenza" della patologia schizofrenica.
L'attenzione alle forme a scarsa espressività consente di delineare più un modo di esistere che non una patologia. Ad esse gli autori si avvicinano rifacendosi alle acquisizioni della clinica psicoanalitica e della psicopatologia ad indirizzo fenomenologico; tale atteggiamento si rivela euristicamente fecondo perché permette di guardare la patologia psichiatrica e le esperienze psico(pato)logiche da un punto di vista insolito.
Il volume si propone come strumento di approfondimento per studenti e specializzandi in psichiatria, psicopatologia e clinica psichiatrica, ma anche come spunto di riflessione per quanti operano già all'interno dei servizi di salute mentale.

Primo Lorenzi è psichiatra e psicoterapeuta, dirigente medico di primo livello e docente di Psicologia clinica, Psicopatologia, Clinica psichiatrica e Psichiatria presso l'Università degli Studi di Firenze. È autore di circa cento articoli di argomento psicopatologico apparsi su riviste nazionali e internazionali.
Adolfo Pazzagli è ordinario di Psicologia clinica all'Università degli Studi di Firenze; direttore del Dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche nella medesima Università, è membro dell'Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPSI) e dell'International Psychoanalytical Association (IPA). Autore di numerose pubblicazioni è tra i curatori del Trattato Italiano di Psichiatria (Masson, 1993).

http://www.francoangeli.it