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mercoledì 27 febbraio 2008

Antidepressants, placebo was just as effective as the drugs

Antidepressants Hardly Help

Prozac is the world's most widely prescribed antidepressant; it has been used by more than 35 million people worldwide. While it cannot be said to

A new debate is sparked over the effectiveness of anti-depressants

Popular antidepressants including Prozac and Paxil have little impact on most patients, according to a comprehensive review of newly released data from trials that were conducted before the drugs were approved in the U.S.

Researchers from the U.K., U.S. and Canada analyzed results for fluoxetine (better known by the brand name Prozac), venlafaxine (Effexor), nefazodone (Serzone) and paroxetine (Paxil or Seroxat) — all members of a class of drugs known as selective serotonin reuptake inhibitors (SSRIs). The researchers’ paper, published this week in the journal PLoS Medicine, claims that only patients who are diagnosed “at the upper end of the very severely depressed category” get any meaningful benefit from the widely prescribed drugs. For the others, the paper says, antidepressants are barely more effective than a placebo (although patients suffering from depression, like those suffering from chronic pain, generally do see a substantial placebo benefit).

By LAURA BLUE/LONDON, Tuesday, Feb. 26, 2008, time.com

The creation of the Prozac myth

In the 20 years since its launch, 40m people worldwide have taken the so-called wonder drug - but research revealed this week shows that Prozac, and similar antidepressants, are no more effective than a sugar pill. So how was the myth created? Psychoanalyst Darian Leader traces the irrepressible rise of the multibillion dollar depression industry, while others explore the clinical and cultural impact of Prozac, its perceived personal benefits - and sometimes terrible costs.

Has the depression bubble finally burst? Yesterday’s headlines about the inefficacy of Prozac and other bestselling antidepressants must have been an unpleasant shock, not only to the drug manufacturers, but also to the millions of people in the UK taking these drugs. The new research, published in the Public Library of Science Journal, found that a placebo was just as effective as the drugs - excepting in some cases of severe depression, where it was not the drugs that did well, but the placebos that did worse.

guardian.co.uk/society/2008/feb/27

ROMA - E’ il farmaco che a metà degli anni Novanta ha sconvolto l’Europa e rivoluzionato il campo della terapia antidepressiva, una pasticca cui sono stati dedicati libri, canzoni, film, persino il nome di un gruppo punk. E’ il Prozac, ovvero Fluoxetina cloridrato, comunemente detto Fluoxetina, e secondo un recente studio inglese la sua efficacia curativa sarebbe quasi completamente nulla. Stando a una ricerca dell’equipe del professor Irving Kirsch dell’Università di Hull, pubblicata sulla rivista on line “Public Library of Science (PLoS) Medicine”, la pasticca usata in tutto il mondo per curare depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, bulimia nervosa e attacchi di panico avrebbe nella maggior parte dei casi un mero effetto placebo.

Lo studio, ha precisato Kirsch, è stato presentato alla FDA (l’ente americano per il controllo sui farmaci) e sarà sottoposto anche alle autorità regolatorie europee. Gli antidepressivi come Prozac and Seroxat, stando alla ricerca, indurrebbero miglioramenti minimi rispetto al placebo, valutabili in due punti sulla scala Hamilton della depressione, che si compone in tutto di 51 punti. Questo è stato sufficiente perché le molecole in questione ottenessero l’autorizzazione alla commercializzazione, ma, sottolinea la rivista, in Gran Bretagna non sarebbe dovuto bastare. L’Istituto nazionale per l’eccellenza clinica (Nice) stabilisce che sono necessari tre punti sulla scala Hamilton per stabilire una differenza clinica significativa.

“Stando ai risultati - ha osservato il professor Kirsch - non sembrano esserci grandi motivi per prescrivere gli antidepressivi se non alle persone affette da depressione grave, qualora le terapie alternative non abbiano prodotto effetti. Questo studio solleva gravi interrogativi sul modo in cui vengono concesse le autorizzazioni per i farmaci e sulla divulgazione dei dati della sperimentazione”.

Sara Ficocelli in repubblica.it

A proposito della ricerca inglese, Giovanni Battista Cassano, ordinario di Psichiatria all’università di Pisa e medico di fama mondiale, ha più di un sospetto. In prima battuta, con grande fair play, sottolinea: «È uno studio interessante perché conferma ciò che già sappiamo». Poi, senza peli sulla lingua, aggiunge: «Questi farmaci sono quasi tutti fuori patent, cioè il loro brevetto è scaduto e vengono venduti come generici a prezzi molto bassi. Certo occupano un posto rilevante nel mercato, come per esempio la paroxetina (tra cui il Prozac, ndr) togliendo spazio a quelli nuovi» di cui è prossima l’immissione in commercio.

La ricerca inglese parla di un effetto minimo rispetto al placebo…
«Questa tesi è tirata per i capelli, ci sono migliaia di pazienti che li usano e ne sentono l’effetto, ci sono studi che ne dimostrano l’efficacia e poi c’è la pratica clinica».

Vuole dire che si tratta di una manovra commerciale…
«Le depressioni medio-lievi, peraltro diffusissime, possono rispondere bene anche a trattamenti alternativi. In università abbiamo condotto una sperimentazione su 360 pazienti, la metà dei quali seguiti con dei medicinali e l’altra metà con la psicoterapia e abbiamo avuto la stessa risposta dai due gruppi. Abbiamo ottenuto, cioè, la remissione completa dalla malattia in tre mesi nel 55 per cento dei casi e in nove mesi nell’80 per cento dei malati».

La rivista «Public library of science medicine» è tra quelle autorevoli nel mondo scientifico?
«Certo non è tra le prime trenta al mondo e non mi risulta neppure che abbia un impact factor (indice di importanza della pubblicazione, ndr) di rilievo, ammesso che ce l’abbia».

È possibile che questi farmaci siano iperprescritti?
«Può darsi che ce ne sia un uso improprio, ma di iperprescrizione non si può proprio parlare: l’Oms afferma che il 50 per cento dei casi non viene diagnosticato e che solo il 25-30 per cento è curato correttamente. L’Italia è poi ultima in Europa come consumo, anche se questi medicinali hanno anche altre indicazioni come, per esempio, il panico o la bulimia. Se ci sarà un’attenzione maggiore verso queste malattie, solo allora si registrerà anche un aumento delle ricette».

Monica Mercenaro, in ilgiornale.it

mercoledì 9 maggio 2007

AIDS, Clinton Foundation: abbassare i costi dei farmaci di nuova generazione nei Paesi in Via di Sviluppo

Clinton ottiene sconti per i farmaci anti-Aids destinati al Terzo mondo

Sessantasei Paesi in via di sviluppo avranno accesso a farmaci anti-Aids a prezzi anche dimezzati. E' il merito di un accordo che la Fondazione Bill Clinton ha stretto con due compagnie indiane, che forniranno 16 generici comprese le pillole di ultima generazione.

Così l'ex presiidente statunitense: "Meno di un anno dopo il lancio di questo nuovo trattamento anti Aids da una sola pillola al giorno, possiamo annunciare che i Paesi in via di sviluppo lo pagheranno meno di un dollaro. Questo vuol dire un taglio del 45% ai prezzi attualmente applicati all'Africa e del 67% per altri Paesi a reddito medio".

In pratica d'ora in poi curare un malato del Terzo Mondo costerebbe 250 euro all'anno.

"Gli stessi farmaci anti-Hiv e anti-Aids che può avere chi vive a New York sono ora disponibili anche in Kenya", si felicita il ministro della sanità keniano.

L'accordo legale si aggiunge alle decisioni di alcuni Paesi di infrangere i brevetti di altri farmaci anti-Hiv troppo costosi per le finanze pubbliche. Il Brasile, che dal 2002 tentava di ottenere un forte sconto sull'Efavirenz dell'americana Merck, quattro giorni fa ha deciso di produrselo da solo anche senza licenza.

http://www.euronews.net

Clinton secures Aids drugs deal
9.47, Wed May 9 2007

Former US President Bill Clinton has agreed deals with drug companies to lower the price of Aids treatment for people in the developing world.President Bill Clinton today announced new agreements that significantly lower the price of AIDS treatment for second-line anti-retroviral drugs (ARVs), drugs required in patients who develop resistance to first-line treatment and which currently cost 10 times the price of first-line therapy. These agreements lower the prices for 16 formulations of ARVs that will generate an average savings of 25 percent in low-income countries and 50 percent in middle-income countries. Reduced prices will be available to 66 developing countries in Africa, Asia, Latin America and the Caribbean through the Clinton Foundation’s Procurement Consortium.

The deal is for so-called "second-line" Aids drugs, which are needed by patients who develop resistance to first-line treatment and currently cost ten times as much as first-line therapy.

Mr Clinton's foundation negotiated agreements with two drug makers that he said would mean "a 45 per cent saving over the price now available in Africa, and up to a 67 per cent saving in many middle income countries."

http://www.itv.com

“Next Generation” HIV/AIDS Treatment Now Less Than $1 A Day

May 8, 2007
New York, NY

President Bill Clinton today announced new agreements that significantly lower the price of AIDS treatment for second-line anti-retroviral drugs (ARVs), drugs required in patients who develop resistance to first-line treatment and which currently cost 10 times the price of first-line therapy. These agreements lower the prices for 16 formulations of ARVs that will generate an average savings of 25 percent in low-income countries and 50 percent in middle-income countries. Reduced prices will be available to 66 developing countries in Africa, Asia, Latin America and the Caribbean through the Clinton Foundation’s Procurement Consortium.

http://www.clintonfoundation.org/050807

Eco-Terre
Une pratique généralisée

Il n'y a pas qu'en Thaïlande ou au Brésil que l'on copie des médicaments. Fin mars, l'Italie a autorisé la copie à bas prix d'un médicament pour la prostate, malgré un brevet du laboratoire Merck. L'immense majorité des pays du monde se sont dotés de lois pour contourner les brevets. Dans certains cas, un gouvernement peut édicter une «licence obligatoire» forçant une entreprise à en laisser d'autres utiliser son invention, contre rémunération. Les règles internationales de l'Organisation mondiale du commerce ont entériné ce fait. Dans le cas de l'Italie, Merck a été accusé de pratiques anticoncurrentielles, et ce sont les autorités antitrust qui ont imposé cette mesure. Depuis juin 2006, cette pratique a été utilisée cinq fois aux Etats-Unis dans divers secteurs, de l'électronique à l'automobile. Dans d'autres cas, la santé publique ou la sécurité nationale sont invoquées. En 2001, les Etats-Unis ont menacé de contourner le brevet du labo Bayer sur un médicament luttant contre la maladie du charbon.

http://www.liberation.fr