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Italian Journal of Psychology and Internet
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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
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lunedì 11 febbraio 2008

Maps for Health Mappe per la Salute

Medicine Clinic Care Giving Non profit Health Mimir Italia Italy

Maps for Health Mappe per la Salute

http://slurl.com/secondlife/Marebbe/166/18/751

Medicina Neuroscienze Alzheimer MS Sclerosi Multipla Bambini Adulti Anziani Riabilitazione Medici Studenti Operatori Volontari

sabato 9 giugno 2007

E Polis. no alla giornata dell'orgoglio pedofilo

Che la pedofilia sia un fenomeno complesso, antico, e che per comprendere il fenomeno appieno e in profondità non si possano che affrontare tutte le sue possibili manifestazioni ed espressioni, comprese le negazioni, i silenzi, i non detti, con l'apporto di discipline come la storia, la filosofia, l'antropologia, la psicoanalisi, le neuroscienze, non ultima la Politica, è un conto.

Il termine stesso indica, tradotto dal greco, 'amore per i fanciulli', e che questo amore comprenda aspetti che riguardano la sessualità adulta è implicito nel modo stesso in cui sono tuttora 'naturalmente' generati i bambini, e poi accuditi, alimentati, cullati, circondati di affetto e tenerezza.

Che poi questa sessualità implicita nell'amore verso i bambini, e verso il 'sè' bambino di ciascuno, comprenda possibilità di varianti, deviazioni, perversioni è altrettanto noto, se non 'ovvio'

Confondere però le varianti biologiche, psicologiche, antropologiche della sessualità, includendovi l'etero e l'omosessualità, ovvero l'universo gay e lesbico, non significa e non puo' significare che la fine di ogni censura e discriminazione riferita alla sessualità adulta (ivi incluse le manifestazioni di orgoglio omosessuale) si possa estendere ad includere un equivalente fine di tabù come quello dell'incesto e dell'abuso (comunque violento) compiuto su minori.

Confondere le due cose ed i due piani, e non tener conto del lucrosissimo giro di affari che a livello globale prospera per la soddisfazione di pochi individui nascosti nell'ombra e di moltitudini di voyeuristi senza scrupoli significa rendersi complici di gravissimi crimini contro l'umanità, infantile e non (perchè poi quei bimbi abusati crescono e riproducono molto spesso abusi e violenze, raramente riuscendo a superare quelle subite), e questo non ha nulla a che vedere con la libertà o con la cultura.



E-Polis-20070609.MI.pdf

(c) E Polis SpA P.IVA 04335860963

http://www.epolis.sm

FERMIAMO IL BOY LOVE DAY
http://www.imgpress.it
Culture(08/06/2007) - Fermiamo gli orchi: l’urlo si sta alzando per fermare il “Boy love day”, la giornata dei pedofili che si celebra il 23 giugno da otto anni in rete a livello internazionale.
L’iniziativa promossa da diverse associazioni che dialogano attraverso internet con lo scopo di diffondere la “cultura della pedofilia” e solidarizzare con i violentatori di bambini in carcere è una vera e propria aberrazione, senza mezzi termini. Pensavo che non esistesse una bruttura più ignobile della pedofilia, ma volerla addirittura celebrare supera ogni lucida follia perché che orgoglio può esserci per un pedofilo? La giornata per il riscatto pedofilo, voluta da associazioni sparse nel mondo per il 23 giugno, ricordiamolo, sarebbe un insulto ai diritti dei minori e di tutto il mondo civile. L’Internet Watch Foundation stima che il numero dei siti che veicolano materiale pedofilo sia aumentato del 1500 per cento dal 1997 al 2005; 400 siti pedofili sono stati oscurati e sequestrati in Italia negli ultimi quattro anni; la vendita di materiale pedopornografico via internet genera un profitto di circa un miliardo di EU. Questi alcuni dati per capire, anche se vagamente, anzi diciamo per almeno immaginare le proporzioni dell’abominio in atto. Per promuovere il “Boy love day”, nei siti, oltre agli appelli per accendere una “candela azzurra”, compaiono foto di minori semi-nudi ed espliciti inviti al sesso libero tra adulti e adolescenti. Lo scempio crea indignazione, ma non basta. L’Unione Europea, l’Unicef, le Istituzioni devono attivarsi per fermare l’obbrobrio e oscurare i siti pedofili e tutti quelli dove si sta propagandando quest’iniziativa. Don Fortunato Di Noto, parroco di Avola (SR) che ha fondato l’associazione Mater e che lotta proprio contro i pedofili, lo definisce “l’Olocausto bianco”, coinvolgendo 158 milioni di bambini nel mondo ed espandendosi con Internet. È un prete di frontiera e non teme ripercussioni per ciò che fa, è consapevole che lo minacciano proprio per ciò per cu si batte ogni giorno.
Ogni anno si contano due milioni di nuove vittime mentre si sta diffondendo l’infantofilia, cioè la violenza su neonati e piccoli fino a cinque anni di età. Vengono i brividi al pensiero che un bimbo di appena dieci giorni (dico dieci!) venga violentato, ma è così e bisogna fermare gli orchi, tutti gli orchi, senza guardare in faccia nessuno.
In Italia le leggi sono all’altezza della situazione, ma il problema è che altrove la pedofilia rientra nella libertà di espressione e la maggior parte dei siti Internet nasce all’estero. Il “Boy love day”, o giornata dell’orgoglio pedofilo, è promosso da un sito della vergogna è olandese. Appaiono immagini rassicuranti con boy-scout, sacerdoti, Babbo Natale e poi, sfogliando i link collegati al sito, si passa dalle belle immagini agli abusi con foto di bambini. E se altrove la pedofilia fa parte della libertà di espressione, qui in questo foglio bianco, dove le parole scritte macinano lo spazio vuoto, nella stessa libertà di espressione rientra la denuncia contro chi gioca all’orco cattivo camuffato di angelo con le alette tese perché i bambini devono essere lasciati crescere in pace, devono giocare con i gessetti colorati e i palloncini, devono correre, saltare una corda, cantare e sorridere. Sfido chiunque a non farsi trascinare dalla risata sonora di un bambino e, per contro, sfido lo stesso chiunque a non inveire contro chi mette le mani sui bambini. L’orgoglio è una faccenda seria, è un sentimento che ha a che fare con l’amor proprio e la dignità personale e non può esserci niente di tutto questo nei confronti di un pedofilo. Diamo la giusta definizione a chi compie certi atti: pedofilo è chi pratica una perversione sessuale, concentrando l’interesse erotico nei confronti dei bambini. Il disgusto deve animare la lotta, l’indignazione deve creare il movimento perché bisogna fermare questo scempio, oscurare i siti incriminati e non smettere di chiedere alle Istituzioni e alla Comunità Europea di attivarsi in tal senso, con interventi legislativi mirati, controlli della polizia postale più incisivi, metodi tecnologici sempre più all’avanguardia per contrastare l’organizzazione dei siti internet sulla pedofilia. Ma l’allarme deve arrivare in tutte le case, a partire dall’Italia, deve bussare con pugno deciso, spalancare la porta e scuotere i genitori e tutte le famiglie. L’attenzione può evitare il danno... I bambini non si toccano, punto e basta. Il 23 giugno non deve celebrarsi nessun orgoglio pedofilo e questa giornata non deve diventare una ricorrenza da ricordare ogni anno come un appuntamento fisso. Le giornate della memoria sono ben altre. Se muore un pedofilo, francamente, la pena è minima, ma sui bambini nessuno può speculare o “inventare” giochi osceni. Celebriamo ogni giorno la voglia di crescere e di far crescere in un mondo migliore: questo sì che si chiama orgoglio!

Nausica Zocco

venerdì 18 maggio 2007

Il Potere dell'Abuso sui Bambini. Commissione infanzia ascolterà vertici reti tv

Rignano: Commissione infanzia ascolterà vertici reti tv
18 maggio 2007 alle 11:57 — Fonte: repubblica.it

L’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare per l’infanzia, in relazione ai presunti gravi fatti di abuso su minori avvenuti a Rignano Flaminio, esprime “forte preoccupazione per la sovraesposizione mediatica della vicenda e per la violazione della privacy dei minori coinvolti”.

La Commissione aveva già deliberato di ascoltare i vertici delle principali reti televisive e i responsabili delle organizzazioni dei giornalisti sulle tematiche della protezione e della tutela dell’infanzia sui media proprio per prevenire tali fenomeni di sovraesposizione. La Presidente Anna Maria Serafini sottolinea l’impegno della Commissione a esercitare la sua funzione di controllo e indirizzo per ciò che attiene le politiche di prevenzione dell’abuso sui minori e di tutela dei minori a qualsiasi titolo coinvolti in casi di cronaca. Le audizioni della Commissione — ha precisato la presidente Serafini — tendono a coinvolgere tutte le professionalità e le competenze utili e necessarie affinché si sviluppi nel nostro Paese un sistema di mezzi di comunicazione di massa in grado di promuovere la dignità dei minori in quanto telespettatori e non perché consumatori“.

http://news.kataweb.it

lunedì 14 maggio 2007

Quando la sacra famiglia occidentale cannibalizza le famiglie altrui, ad esempio nella cattolica Ucraina

L'inchiesta sul traffico di esseri umani
I trafficanti di cellule e i bimbi spariti
Trapianti cellulari, chirurghi clandestini, annunci di preparati biologici in grado di stimolare la guarigione, iniezioni di embrioni per cancellare le rughe: è il grande affare delle staminali

http://www.corriere.it

DAL NOSTRO INVIATO
KIEV — Bambini venduti come pezzi di ricambio. Feti frullati per infondere vitalità a vecchi e malati. Sono voci che girano da anni. Traffico d'organi,
neonati scomparsi, chirurghi clandestini e il nuovo business delle cellule staminali. Ma si è sempre potuto considerarle leggende metropolitane. Ne sono fiorite in Brasile, in India, in Africa. Mai nulla che, fino ad oggi, sia stato confermato. L'Interpol, che si attiva ad ogni denuncia, non ha trovato alcunché. Questa volta però è diverso. La prova che il traffico esiste potrebbe arrivare in pochi mesi. Sarebbe sufficiente che si concludessero indagini affossate da cinque anni e l'Ucraina potrebbe scoprire di essere un supermercato segreto di organi, tessuti e cellule umane. Il Consiglio d'Europa s'interroga, in un rapporto ancora riservato, sulla scomparsa di duecento bambini dalle sale parto dell'ex Repubblica sovietica. Spaventoso, ma non è tutto. In Ucraina, attivisti per i diritti umani chiedono di sapere che cosa succede non a duecento, ma a tremila neonati ogni anno: le mamme li sentono piangere alla nascita, gli obitori ne certificano la morte, eppure secondo i registri delle sale parto e dei cimiteri non esistono. I loro cadaveri scompaiono. Due medici sono scappati da Kiev (e stanno chiedendo asilo politico in Irlanda) perché hanno paura di essere uccisi proprio per aver dato voce all'orribile sospetto. In Ucraina il Corriere è venuto in possesso di un documento della Procura generale di Kiev in cui si chiede l'aiuto dei servizi segreti per il proseguimento delle indagini sulla scomparsa di alcuni neonati. Motivo? I misteriosi infarti che hanno chiuso la bocca a due testimoni chiave. Da quando è stato redatto il documento, invece di ricevere l'aiuto degli 007, il magistrato si è visto togliere il caso. E le morti sospette sono diventate sei.
Che cosa sta succedendo? Poche settimane fa il primo ministro Viktor Yanukovich era a Bruxelles, per una seduta del Comitato per gli affari esteri dell'Unione Europea. La deputata irlandese Kathy Sinnott gliel'ha chiesto. La risposta è sconvolgente perché conferma l'esistenza di un traffico di parti umane («embrioni» secondo Yanukovich): «Grazie per aver sollevato il doloroso problema del commercio di embrioni — ha detto il premier ucraino in presenza di diversi testimoni —. Spero siate d'accordo con me che non si tratta solo di fermare chi vende, ma anche chi compra. Purtroppo leggi insufficienti permettono che, oggi, questo traffico esista. Con la vostra assistenza confido che riusciremo a mettere fine a tutto ciò. Ho dato pieni poteri ai servizi segreti e al ministero dell'Interno, ma bisogna considerare anche il retroterra di povertà prevalente in Ucraina». Svetlana Pusikova non sa delle ammissioni del suo primo ministro. A 26 anni è incinta per la seconda volta. «Ma non andrò più a partorire in ospedale. Ho troppa paura che possa succedere di nuovo, che mi possano rubare anche questo bimbo». Erano le quattro di una notte d'autunno del 2002 quando nacque quello che avrebbe dovuto essere il primo figlio di Svetlana. «Ho partorito in fretta, senza problemi. Non mi hanno dato il bimbo da tenere in braccio, però l'ho visto mentre lo lavavano e lo pesavano. "Complimenti", ha detto un'infermiera. Ero felice e confusa, certo, ma ho osservato bene una donna in camice bianco che lo prendeva, lo avvolgeva in un panno e lo portava via. Da allora non ho più visto mio figlio». Sulla cartella clinica è registrata tutt'altra storia: non un parto a termine, ma un aborto spontaneo al sesto mese. Non un bimbo vivo di oltre 3 chili, ma un feto nato morto di 800 grammi.
Chi mente? Svetlana ha denunciato la «rapitrice», ne ha fatto un identikit. Inutile. Nessuno all'Ospedale numero sei di Kharkov dice di averla mai vista. Passano pochi mesi e nello stesso nosocomio dell'impoverito Est dell'Ucraina va a partorire Olena Stulniev. Ecco che cosa racconta. «Non ho sognato, all'inizio del 2003 mi è nata una bimba che avremmo voluto chiamare Regina». «C'ero anch'io — le dà manforte il marito Dimitri —. Le infermiere sono uscite dalla sala parto sorridenti e hanno scritto sul tabellone delle nascite: "Regina, 54 centimetri"». Ma anche la loro bambina è stata dichiarata un «aborto» di pochi mesi e il suo corpo mai restituito alla famiglia. In questa città ai tempi dell'Urss si costruivano carri armati, aerei e turbine, mentre oggi metà degli abitanti è senza lavoro. Eppure le élite del sistema comunista sono rimaste le stesse. Larissa Lazarenko è, tra le tante altre cose, anche il primario dell'Ospedale numero 6. La dottoressa rifiuta un incontro con il Corriere e, al telefono, urla il suo fastidio: «Lasciatemi in pace, è già stato tutto chiarito, non è successo nulla». Un punto di vista discutibile dal momento che l'inchiesta è semplicemente ferma. «Il caso è stato spostato in sette differenti uffici da quando la mia "Associazione per le famiglie numerose" si è messa ad aiutare queste madri — racconta Tatiana Zakharova, religiosissima attivista per i diritti umani di Kharkov —. Non appena il magistrato inquirente cominciava a capirci qualcosa la pratica gli veniva tolta. La richiesta dagli alti vertici era sempre la stessa: archiviazione».
Tatiana è convinta che quelli di Svetlana e Olena non siano casi isolati. «Hanno offerto alle famiglie dei soldi per mettere tutto a tacere, ma per fortuna, almeno queste due madri sono decise ad arrivare alla verità. Grazie alla denuncia di Svetlana siamo riusciti a far dissotterrare la cassa dove avrebbe dovuto essere il suo bimbo, a sequestrare i registri del reparto di ostetricia, dell'obitorio e della società di pompe funebri. Ne è uscito un quadro pazzesco: niente era come avrebbe dovuto essere. Nella piccola bara erano ufficialmente sepolti 28 aborti, ma c'erano 30 cadaveri. L'unico ad avere il braccialettino di riconoscimento era un feto di 800 grammi e guarda caso era proprio il braccialettino di Svetlana. Ma non solo. Erano tutti sezionati e privati degli organi mentre dalle carte dell'obitorio non risulta alcuna asportazione. In quella cassa c'erano anche i resti di un bimbo nato a termine che non avrebbe dovuto essere lì. Dico resti perché erano stati risparmiati gli arti e poco altro. Qualcuno l'aveva fatto a pezzi con un bisturi». Quindi il bimbo di Svetlana è stato trovato? «No. Ho detto che abbiamo trovato il braccialettino. Ma era su un cadavere diverso. L'ha con fermato il test del dna fatto fare da un laboratorio indipendente tedesco. Qualcuno aveva aperto la tomba prima di noi e aveva infilato quel braccialettino. L'hanno fatto di notte e, per sua sfortuna, un barbone che dormiva al cimitero li ha visti. Poco dopo aver testimoniato è morto nel rogo della sua baracca». Che cosa sta succedendo in Ucraina? Se l'è domandato anche la dottoressa Irina Bogomolova della Procura generale di Kiev quando le è stato affidato il caso. «Credo di essere arrivata molto vicina alla verità — dice Bogomolova al Corriere dalla sua casa di Odessa, sul Mar Nero —. Poi nell'aprile del 2006 sono stata improvvisamente prepensionata e quindi costretta a interrompere le indagini. Ho fatto ricorso e da pochissimo sono stata reintegrata nel mio ufficio, com'era mio diritto. Aspetto di tornare anche in possesso della pratica per finire l'inchiesta. Solo allora potrò raccontare quello che so sui neonati scomparsi». Anche Tatiana Zakharova, la presidente dell'Associazione per le famiglie numerose, è preoccupata di non violare il segreto istruttorio. Ma qualcosa può ancora dire.
«Sono ormai sei le morti sospette. Il barbone del cimitero è bruciato vivo. L'infermiera dell'Ospedale numero 6 che confessò di aver falsificato la cartella clinica di Svetlana ha avuto un attacco di cuore. Lo stesso è capitato al dipendente della ditta di pompe funebri che trasportava i "rifiuti biologici", gli aborti, al cimitero. In un incidente d'auto è morta un'amica di Svetlana che era con lei alla visita pre parto. Sono invece scomparsi nel nulla la donna dell'identikit che uscì dalla sala parto con la figlia di Svetlana in braccio e mio figlio, il mio braccio destro in questa battaglia, sparito sei mesi fa». Anche Tatiana si sente minacciata. «Non vivo più in casa mia. So di essere sorvegliata. Ormai quasi ogni notte cambio alloggio». Seguendo il ragionamento del premier Yanukovich («c'è chi vende "materiale umano" quindi c'è anche chi acquista») si può anche dire che se c'è chi miete parti umane nelle sale parto, ci deve anche essere chi le vende. Tatiana non ha dubbi e punta il dito sull'Istituto di Criobiologia di Kharkov. Sul sito Internet dell'Istituto si legge ciò che toglie il sonno a Tatiana. «Trapianti cellulari, preparati biologici in grado di stimolare naturalmente la guarigione grazie soprattutto al tasso di crescita notevolmente più alto garantito da cellule e tessuti fetali».
C'è anche una sorta di catalogo dei prodotti disponibili nell'Istituto di criobiologia: «cellule nervose embrionali, tessuti fetali di timo, tiroide, ossa, midollo spinale e milza». Il professore Valentyn Gryshchenko dirige l'Istituto con mano ferma a dispetto dei suoi 78 anni. Ha maniere cortesi, un eloquio raffinato, capisce l'inglese, ma preferisce parlare al Corriere in russo attraverso un interprete. L'esordio è in difesa: «Queste storie non hanno senso. Noi lavoriamo su staminali adulte che in tutta la letteratura scientifica si sono dimostrate più efficaci di quelle fetali o embrionali ». Ciò detto, il professor Gryshchenko non pensa di contraddirsi quando dice: «Questo Istituto esporta tessuti e cellule embrionali, ma non a pagamento, solo nell'ambito di cooperazioni scientifiche». E neppure si nasconde quando gli si fa notare che tra i suoi clienti c'è l'Istituto di Medicina Rigenerativa delle Isole Barbados. Un roboante nome per indicare una clinica privata di cui si ignorano i meriti scientifici mentre sono ben noti i prezzi per discutibilissimi trattamenti di ringiovanimento basati proprio sull'iniezione di cellule staminali embrionali. «Sì, abbiamo rifornito anche quella clinica» ammette Gryshchenko. Due anni fa, il ministro della Sanità ucraino Nikolay Palichuk aveva detto: «Non permetterò che i nostri bambini siano venduti a pezzi all'estero». Poche settimane dopo un rimpasto di governo lo allontanò dalla sua poltrona.
Andrea Nicastro
14 maggio 2007

domenica 13 maggio 2007

E adesso è la scuola a proporre la (propria) psicologa

Il 18 maggio il faccia a faccia con la presenza
del dirigente scolastico. Acoltate altre dieci persone

Rignano, le maestre
vedranno i genitori

"Così ricostruiremo la fiducia". Si cerca la casa degli abusi
di ANNA MARIA LIGUORI

http://www.repubblica.it/2007/05

"Sarà questo - afferma Fabiola Magalotti, insegnante della Rovere - il primo passo per riaprire il dialogo tra la scuola e i genitori. Il nostro intento è quello di aiutare le famiglie e i bambini a superare questo difficile momento. Per questo abbiamo chiesto che all'incontro intervenga una psicologa. Potrebbe essere quella del Comune o un'altra, nominata appositamente dall'amministrazione". L'insegnante ha poi aggiunto che nei giorni successivi, comunque prima della chiusura dell'anno scolastico, le maestre incontreranno tutti i genitori che hanno presentato le denunce. "Vogliamo - ha concluso - ricostruire con loro l'armonia e la fiducia reciproca che questa disgraziatissima vicenda ha distrutto".

Parlano Gianfranco Scancarello, autore tv di Buona Domenica
e sua moglie, la maestra Patrizia, tornati nella loro villa di Rignano Flaminio

"Ora abbiamo paura per i nostri figli
qualche pazzo potrebbe sparare"

di MARINO BISSO e MARIA ELENA VINCENZI

http://www.repubblica.it/2007/05

Cosa volete dire a qui genitori che vi hanno denunciato?
"Di cercare la verità, ma quella vera, e di mettersi nelle mani di esperti validi. Non ho nessun risentimento verso quelle persone. Perdono? È una parola difficile, diciamo che li giustifico perché sono genitori e si sono preoccupati dei loro bambini, però c'è modo e modo anche di occuparsi dei propri figli".

E ora cosa farete?

"Riprenderemo a vivere in modo normale.
Già, hanno paura che qualcuno si armi e spari... ricorda molto la Notte dei Cristalli (Reichskristallnacht o meglio Reichspogromnacht) ...

La notte dal 9 al 10 novembre 1938

Il 9 novembre ebbe luogo l'annuale incontro di Hitler e altri funzionari di partito con i reduci a Monaco di Baviera per l'anniversario del (fallito) putsch di Monaco9 novembre 1923. del

Verso le ore 22 il Ministro della Propaganda Joseph Goebbels tenne un discorso molto acceso nel quale incolpava "gli ebrei" della morte di vom Rath. Goebbels si riferì ai pogrom dei giorni precedenti e fece l'osservazione che il partito non organizzava azioni antisemite ma, laddove fossero accadute, non le avrebbe ostacolate. I Gauleiter e Comandanti delle SA presenti interpretarono questa frase come un invito all'azione. Dopo il discorso di Goebbels telefonarono con i loro comandi locali che a loro volta passarono gli ordini alle squadre. Dopodiché membri delle SA in borghese entrarono in azione.

Alcune centinaia di sinagoghe vennero danneggiate e molte furono incendiate. Migliaia di appartamenti e negozi furono distrutti e saccheggiati. Le persone che vi si trovavano furono maltrattate e ci furono casi di di stupro. Nel corso dei pogrom vi furono 91 vittime.

10 novembre 1938

I pogrom continuarono fino alla mattina del 10 novembre e in alcune zone rurali si protrassero fino nel pomeriggio. A partire dal 10 novembre e nei giorni seguenti circa 30.000 uomini di religione ebraica furono arrestati dalla Gestapo e dalle SS e deportati nei campi di concentramento di Buchenwald, Dachau e Sachsenhausen. La maggior parte di loro fu rilasciata solo quando si "dichiararono" disposti all'esilio. Parecchie centinaia persero la vita durante la detenzione.

Si può pensare che i nazisti volessero inscenare una dimostrazione di forza come provocazione verso l'opinione pubblica internazionale , a dimostrazione che non sarebbero indietreggiati di fronte a nessun ostacolo .
Più verosimile appare un'operazione di carattere interno , per operare un livellamento delle coscienze senza più alcuna riserva nei confronti dell'opinione pubblica , per scoraggiare e deprimere qualsiasi residua volontà dissidente . Se questo era l'intento , lo scopo fu conseguito .

http://www.lager.it/nottecristalli.html

Il papa attuale si è messo, e non da oggi, A CAPO di un'ORGANIZZAZIONE MAFIOSA, RAMIFICATA E GLOBALE, TOTALITARIA E A QUESTO PUNTO FRANCAMENTE NAZISTA

a furia di SCOMUNICARE, si RICREANO CASTE, RAZZE, CLASSI ecc.

Il precedente papa se non altro non ha riprodotto gli schemi tipici del NAZISMO

Il papa attuale invece lo sta facendo, e sia sul piano IDEOLOGICO (Goebbels e lo stesso Hitler) sia su quello MAFIOSO PURO (ce n'è un'ampia gamma nel panteon nazista)

Io spero solo che in Italia questo non dia troppo fiato alla 'sinistra radicale', nel senso di contrapporre a questo NUOVO NAZISMO uno schema 'comunista', di lotta di classe o similari, ovvero uno SCONTRO ARMATO TRA IDEOLOGIE (E MAFIE, VISTO CHE DALLA PARTE DI STALIN FUNZIONAVA ALLO STESSO IDENTICO MODO)

“They accused us of trying to ruin the lives of respectable people,” one said.

http://www.timesonline.co.uk/

sabato 12 maggio 2007

Ci saranno un sacco di preti. Dici che è meglio se lasciamo a casa i bambini?



http://www.ilmanifesto.it/oggi

Berlusconi contro Il Manifesto

(12 maggio 2007)

Il leader dell'opposizione partecipa al Family Day e critica la vignetta di Vauro che appare sulla prima pagina del quotidiano di oggi

http://tv.repubblica.it


Terrorismo, schiavismo, pedofilia: vittime -o- carnefici? Tertium non datur?Terrorismo, schiavismo, pedofilia: vittime -o- carnefici?

Terrorismo, schiavismo, pedofilia: vittime -o- carnefici?
Tertium non datur?

Secondo la logica aristotelica, se A nega B, o è vero A o è vero B, non c'è nessuna possibilità TERZA.

Un po' come in algebra: -1 +1 = 0

Gli opposti si annullano, si azzerano l'uno con l'altro.

Ma già se, per restare all'esempio algebrico, dalla 'linea' mi sposto su un 'piano', su uno di quei piani puo' essere vero A (-1), e su un altro B (+1) ...

Se io ad esempio dicessi che Eichmann era una "vittima" del sistema totalitario di dominio in cui era inserito, nella 'catena di comando', e magari anche vittima di eventi nella sua genealogia famigliare, nella sua 'biografia' precedente

qualcuno direbbe sicuramente: eh no, "vittima" erano coloro su cui si abbattuta la violenza e lo sterminio, -anche- per mano di Eichmann.

Eichmann era un "carnefice", punto e basta. O si è vittime, O si è carnefici.

Se ora ci fosse qui di fronte a me Hannah Arendt mi bloccherebbe subito, forse dicendomi che il problema è 'altro', sta 'altrove', e che, come sosteneva poi anche Sartre, le parole sono armi affilate, da usare con cautela e responsabilmente, perchè soltanto così 'io' agisco in questo mondo e contribuisco al bene comune dell'umanità, ad esempio combattendo il totalitarismo in tutte le sue forme... e per combatterlo lo devo (Arendt) comprendere...

Io penso però, come al solito molto provvisoriamente, che qualcosa si possa dire su questa tendenza, tutta contemporanea, a porre le questioni sempre in modo contrapposto, bene-male, innocente-colpevole ecc.

E NON perchè io creda che sia INDIFFERENTE porre il bene (o il male) di qua o di là

NEMMENO CREDO, come insiste Fassino e con lui tutto il seguito di diLigenti del neo fondando 'partito democratico', che TRA OPPOSTI SI DEBBA PER FORZA ARRIVARE AD UNA 'SINTESI',

perchè la SINTESI alla fine si riduce, e lo constatiamo quotidianamente, al solito -1+1=0

OVVERO A NEGARE, AZZERARE TUTTO!

La FAMIGLIA O è quella 'natural-tradizionale-cattolica' O è quella 'ateo-areligioso-laica'

E se faccio la SINTESI cosa ottengo? Che non decido NE' a favore dell'una NE' a favore dell'altra.

E INVECE DEBBO SCEGLIERE! Perchè proprio QUI STA L'AFFERMAZIONE DEL MIO ESSERCI IN QUESTO MONDO, solo così SFUGGO ALLA TOTALIZZAZIONE-GLOBALIZZAZIONE

Scelta innanzitutto individuale, 'mia', e poi sociale, collettiva, condivisa ecc.

IL PROBLEMA A QUESTO PUNTO E': COME SCELGO FRA DUE TESI OPPOSTE? AZZERANDONE SEMPLICEMENTE UNA?

La mia risposta è NO!

Non posso azzerarne una solo per far felice Papa Ratzinger e la sua insofferenza per il 'relativismo'

e nemmeno voglio, ma devo però riuscire comunque a DISTINGUERE LE DUE TESI CONTRAPPOSTE L'UNA ALL'ALTRA.

Esempio di questi giorni: PEDOFILIA

Una tesi sostiene che il pedofilo (in passato prevalentemente di sesso maschile, raro e isolato, ora diventato a quel che ci raccontano le cronache bisex e ubiquitario) è inserito a sua volta in una 'catena' (genealogica, famigliare, biografica) di cui è 'solo' l'ultimo anello:

dunque, il pedofilo è una "vittima". MA è - anche - un "carnefice" (spesso anche pluriomicida, ma non necessariamente in tutti i casi)

Il bambino fatto oggetto di attenzioni da un pedofilo (la violenza la subisce già qui, nel momento dell'"attenzione") è invece una "vittima", e per di più innocente,

perchè l'unica 'colpa' che puo' avere è quella di essere un bambino, così come per una donna è quella di essere donna, per un omosessuale di essere omosessuale, di un ebreo di essere ebreo ecc.

Allora, dico io, e qui mi fermo per ora:

ci deve essere pur un modo per riuscire a distinguere, per aiutare le persone a capire che è importante distinguere, tra

carnefici-vittime-di-carnefici (o carnefici-vittime-del-totalitarismo-e-della-globalizzazione, ad esempio lo schiavista scafista, o il terrorista suicida)

E

vittime-del-loro-puro-essere-parte-di-un-gruppo-umano

L'importante secondo me è quell' E

(Lo diceva anche Plutarco, che l'E è la chiave di volta dell'Universo!)

Pedofilia: non ci sono (pare) avvocati a difendere chi denuncia di aver subito violenza, mentre in TV vanno quelli che difendono le persone accusate




"Sole con le nostre bambine, in paese come appestate"
dal nostro inviato CARLO BONINI
http://www.repubblica.it

11 maggio 2007 - 93^ PUNTATA DI MATRIX
MA ALLORA COSA è SUCCESSO?
Venerdì sera Matrix è tornato ad occuparsi della drammatica vicenda della scuola materna di Rignano.
Giovedì il Tribunale del Riesame non ha ritenuto sufficienti gli indizi che costringevano in carcere i sei indagati accusati di pedofilia e ha deciso per la loro scarcerazione.
A Matrix ha parlato per la prima volta una delle maestre indagate, Marisa Pucci che ha raccontato il dramma di quei 12 giorni di carcere.
Nella seconda parte della puntata abbiamo ascoltato la testimonianza di una mamma di uno dei bambini coinvolti e insieme al giornalista di Repubblica Carlo Bonini, al Prof. Guglielmo Gulotta e l'avvocato Roberto Ruggero abbiamo cercato di capire quali sono state le pecche dell'indagine e quali saranno i prossimi sviluppi.

Per quattro famiglie l'avvocato c'è, ma dice "Noi non siamo parte processuale, non abbiamo conoscenza degli atti e non sappiamo nulla":

Attende le motivazioni, invece, l'avvocato Franco Merlino, difensore di quattro delle famiglie che hanno sporto denuncia: «Ci rimettiamo alla procura di Tivoli, che potrebbe decidere di continuare a indagare in altre direzioni. Noi non siamo parte processuale, non abbiamo conoscenza degli atti e non sappiamo nulla. Sappiamo solo che i bambini stavano male prima e continuano a soffrire molto». «Questa non è una vittoria per nessuno - aggiunge Simone Rocchini, presidente dell'associazione delle famiglie Agerif - Noi non siamo delusi perché fino al 24 aprile nemmeno ci aspettavamo che fossero arrestati. Continuiamo a credere nella magistratura che saprà spiegare cosa è avvenuto ai nostri bambini. L'indagine non è chiusa».

http://www.ilmanifesto.it

Per paura - molti genitori non hanno presentato denuncia subito, non hanno chiesto aiuto o si sono chiusi nel loro dolore ritirando i propri figli da quella scuola materna e da ogni altra. Un sentimento che perdura ancora dopo gli arresti: «L'istituto non è ancora sicuro per noi - spiega Arianna Di Biagio, vicepresidente dell'Agerif - e non lo sarà fino a quando non sapremo chi è stato a commettere le violenze che sono state accertate sui nostri figli, quanti sono coinvolti e perché sono stati coperti». Ed è ancora la paura a segnare l'assurda norma che vieta ai bambini su cui sono state accertate le violenze attraverso i referti medici e psicologici dei periti nominati dal tribunale di Tivoli, di iniziare un percorso di cura fino a quando non avrà inizio il processo. «Non capiamo questa assurda costrizione su bambini così piccoli che stanno malissimo - continua Di Biagio - questa è un'altra norma che andrebbe rivista e si potrebbe pensare magari a registrare le loro testimonianze».

http://www.flcgil.it

Nei confronti dei vertici locali e nazionali della Pubblica istruzione Rocchini, presidente dell’Agerif, l’associazione dei genitori di Rignano, non è tenero: «Tanta solidarietà, tanti abbracci, ma molto poco di concreto. Ai bambini non ha pensato nessuno: il ministro che non ha mai risposto alle nostre lettere, fino al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Bruno Pagnani, che non ci ha mai dato comunicazione della sospensione cautelativa delle maestre, avvenuta il 20 febbraio, della quale veniamo a sapere soltanto oggi (24 aprile 2007)».

http://www.iltempo.it

venerdì 11 maggio 2007

Frassi querela il giustiziere

Apprendo, senza nessun stupore, di essere stato querelato per diffamazione da Massimiliano Frassi per un mio vecchio editoriale (i professionisti dell'infanzia violata, ndr.) ove definivo, riportando la definizione di Don Mario Neva, "SQUILIBRATO" il Frassi stesso.
L'editoriale é stato tolto dai gestori di google onde evitare noie legali.

http://il-giustiziere-lafabbricadeimostri.blogspot.com/

In un certo senso questo maledetto pasticciaccio di “Rignano Flaminio”, per citare il Gadda, é figlio del prezzo della casa.

Permettetemi una lieve battuta; vera solo in parte poiché il processo di urbanizzazione di Rignano Flaminio comincia negli anni ’90.

Rignano aveva sempre contato circa 3500 abitanti.
Una comunità tranquilla, fatta di persone semplici, cattolici, che vivevano in simbiosi.

Negli anni ‘90 i prezzi delle case a Roma crescono e molti romani pensano di venderle e trasferirsi in provincia. Con il guadagno della vendita del possono costruirsi un villino mantenendo un piccolo capitale. In fondo, Rignano è a 20 minuti d’auto dalla capitale.

Il paese passa, in 15 anni ,da 3500 a 6700 abitanti.
Molto diversi tra loro.

I “romani”, come prenderò a chiamarli sono mediamente più giovani, e con una mentalità molto diversa dai “Rignanesi”.
Sono spesso risposati; molti separati o divorziati. Alcune mamme convivono, assieme ai figli, con nuovi compagni che non sono i padri dei piccoli.
A molti rignanesi questo non piace….

Di contro i “romani” si sentono diversi dagli indigeni, quasi legati da vincoli di parentela fra loro.

Quando scoppierà il caso i due gruppi si lanceranno accuse terribili.

I "romani" sono convinti che quasi la totalità del paese sia coinvolta o, quantomeno, connivente.
Che esista, in paese, una setta satanica che operi abusi rituali da sempre.

I rignanesi accusano, senza mezzi termini i conviventi delle madri che lamentano abusi nei figli.

"Romani" laici ed emancipati, rignanesi bigotti e arretrati.

Vista da una parte.
"Romani" amorali e libertini, rignanesi di saldi principi morali.
Vista dall'altra.

Questa dicotomia si sposterà, a caso mediatico esploso, a livello nazionale causando prese di posizione assai curiose.
Il TG3, di solito garantista e critico diventa colpevolista al 100%.
Nessuno della redazione nota i pregiudizi piccolo/borghesi che hanno portato in carcere la bidella Cristina Lunerti, coinvolta per il suo look aggressivo (porta piercing e tatuaggi in tutto il corpo), ed il cingalese Kelum finito dentro solo per essere scuro di pelle.
Anche ieri, lo stesso telegiornale ha dato pochissimo spazio alla manifestazione di solidarietà agli indagati, e la controbilancia con un'intervista ad un membro AGERIF.
Poi mostra un tizio che grida "PEDOFILI!!!" ai menifestanti.
Di contro, l'urlante tg5 diventa, da subito, molto cauto. Senza dimenticare di dare mai la parola alla difesa.

Renato Farina, sul forcaiolo LIBERO, difende a spada tratta le maestre, coinvolte in un complotto anti-cattolico.
Mentre, un intellettuale di sinistra, raffinato e colto, come Enrico Vaime dimetica la prudenza che il suo ruolo di conduttore imporrebbe, e si lascia andare a dichiarazione colpevoliste.

Lo stesso Eugenio Scalfari, dalle pagine del Venerdì, chiede la sospensione della direttrice Cascelli.


Vedi anche:
http://forum.ampletech.net/lofiversion/index.php/t5904.html

sabato, 12 maggio 2007

Si dice che sia in arrivo la sentenza avellinese….si dice….

RICEVO E RIPORTO
La riflessione del magistrato dopo l'appello ai giudici del Riesame


Il pm: dalle nuove consulenze accuse ancora più gravi

http://massimilianofrassi.splinder.com
venerdì, 11 maggio 2007

Quando il sospetto di abuso coinvolge una figura autorevole, temuta e rispettata, la gran parte degli adulti non riesce a completare tale evenienza e, immediatamente, produce testimonianze a difesa dell’abusante, dichiarazioni di onore e di incorruttibilità, spesso scende per le strade ed organizza cortei. Penso che nel fare così, molte volte, una comunità di adulti cerchi di difendersi dalle proprie stesse paure. Se un maestro o un sacerdote ha abusato di alcuni bambini, allora tutti i bambini della comunità potrebbero essere (o essere stati nel passato) vittime potenziali. Sostenendo a spada tratta l’innocenza del presunto colpevole, un adulto cerca di conquistarsi un lasciapassare per la propria tranquillità famigliare. E’ come se dicesse a se stesso “Se io mi convinco che quella persona non può avere abusato di un altro bambino, allora anche i miei figli – e i bambini che io conosco – stanno al sicuro”.




venerdì 11 maggio 2007

Bambini assenti da scuola a Rignano. Varicella ...

... non tutti sono pienamente soddisfatti della decisione del Riesame: finito il va e vieni di bambini, due giovani mamme si intrattengono a parlare, e confidano i loro dubbi: «Ci pare impossibile - spiegano - che questi bambini si siano inventati tutto. Noi per fortuna non siamo direttamente coinvolte, quindi non ci schieriamo, ma vogliamo sapere la verità». Malgrado i dubbi, hanno portato i loro bambini a scuola (meno della metà degli iscritti è presente questa mattina nelle aule), perché, spiegano, «non vogliamo negare ai nostri figli il diritto alla scuola. Hanno chiesto perché sono così pochi i compagni, e abbiamo detto loro che si sono ammalati di varicella».
11 maggio 2007

http://www.corriere.it

Il Punto di Lanfranco Pace alla puntata di "La Vergogna di Rignano".

La musica è "Dracula Moon" di Joan Osborne, tratta dal Cd "Relish".

http://www.la7.it/news/videorubriche/dettaglio.asp?id=1279&tipo=18

Forum VAI AL FORUM

sabato 5 maggio 2007

India, i bambini poveri nelle scuole ricche

In India prove d'integrazione nei bastioni del privilegio
I bambini dello slum nella scuola delle élite

http://www.corriere.it

A Nuova Delhi una dentro l'altra la Sanskrit school dei ricchi e la Umang dei derelitti: per ridurre le distanze nel paese delle caste

DAL NOSTRO INVIATO
NUOVA DELHI – Colla, cartoncini colorati e forbici sui banchi scintillanti: come in un’aula d’asilo qualunque. Ma seduti ci sono marmocchi più grandicelli, occhi profondi e pelle scura: sono i derelitti dello slum Sanjay Gandhi Basti, nel sud di Delhi. Una distesa di lamiere e rifiuti che guarda il quartiere lussuoso dei diplomatici e degli alberghi a cinque stelle. Tra le due aree, c’è giusto la Sanskriti school, fondata dalle mogli dei funzionari e frequentata dai figli di burocrati, politici e professionisti. Al suo interno manda avanti una scuola parallela: la Umang, dedicata a chi vive nelle baraccopoli. Scuola ricca, allievi poveri. Ogni pomeriggio è frequentata da 180 bambini, che passano dagli odori fetidi delle baracche e della strada ai profumi delle aule tirate a lucido e dei prati all’inglese. Dalle case senza luce e acqua corrente alle lezioni di ginnastica in piscina...

... ben vengano i bambini poveri nelle scuole ricche: per chi riesce a venirne a capo, la strada poi è tutta in discesa. Lo testimonia Naveen Yadav, che oggi ha 23 anni e si sta laureando in biotecnologia alla Delhi School of Engineering: «Nessuno da una scuola pubblica sarebbe potuto arrivare fino a qui. Non è una questione di voti, ma di cultura, conoscenza, preparazione per la vita. Io non mi sento in soggezione a parlare con un manager». Lui è l’unico «colletto bianco» della famiglia: «Non provo nessun senso di estraneità rispetto ai miei genitori e ai miei fratelli. Piuttosto un senso di responsabilità» dice. La nuova India parte anche da qui.
Alessandra Muglia
04 maggio 2007

venerdì 27 aprile 2007

Repubblica TV, Incubo tra i banchi.

Incubo tra i banchi

(27 aprile 2007)

Nel carcere romano di Rebibbia, l'interrogatorio di garanzia dei 6 arrestati di Rignano Flaminio. L'indagine sull'asilo degli orrori

GUARDA TUTTO LO SPECIALE:
Prima parte / Seconda parte

In studio a Roma, Carlo Bonini, la Repubblica, Roberta Lerici, associazione dei genitori di Rignano Flaminio (Agerif), Federico Bianchi di Castelbianco, psicologo dell'età evolutiva e psicoterapeuta. In collegamento, Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, e Silvia Costa, assessore regionale alla pubblica istruzione. Conducono Tiziana Testa e Paolo Garimberti

Niente 'Porta a Porta' sulla Violenza ai Bambini

Ieri sera, facendo zapping tra tutti i canali TV, RAI, Mediaset, LA7, Sky ecc.

NON HO TROVATO (forse me n'è sfuggito qualcuno?) NESSUN DIBATTITO SUI FATTI DI CRONACA RIGUARDANTI LA VIOLENZA AI BAMBINI

Niente 'Porta a Porta' (dove Gianfranco Fini dimostrava, ne ho colto al volo una battuta, ancora una volta che un uomo politico di destra (non estrema) trova sempre il modo di 'dire qualcosa di destra', mentre un uomo di sinistra (non estrema) quando si prova a 'dire qualcosa di sinistra' 'un ce la fa)

Niente esperti, criminologi, psicologi, sociologi, psichiatri, grandi difensori dei diritti dei bambini... come ad esempio per il caso di Cogne (che oggi arriva a sentenza)

Fare violenza a un bambino è meno grave?

Certamente, non si puo' che 'ringraziare' i media televisivi per averci risparmiato inutili, dannose e illegali interviste ai protagonisti delle vicende di questi giorni, e i soliti allucinanti Processi Live, in Diretta TV

Però anche se in Italia pochi leggono i quotidiani, e ancor meno frequentano Internet, le notizie ieri circolavano tra la 'gente', anche nelle scuole (ad esempio la scuola elementare di Brescia frequentata da mio figlio undicenne, che mi ha riferito di come la maestra si fosse - molto saggiamente - premurata di parlarne con i suoi alunni)

Notizie di questo genere, fanno male, molto male.

In due direzioni contemporaneamente:

-- l'orrore delle violenze sui bambini denunciate in questi giorni

-- l'orrore del sospetto che le persone più vicine ai bambini (genitori, maestre e maestri) possano mettere in atto, e abbiano messo in atto (ad esempio nel caso riportato in questi giorni dalla cronaca) violenze sui bambini

Però i Media, almeno quelli televisivi, hanno preferito non vedere e non sentire né orrore né paura e angoscia.

A nessuno è venuto in mente che le persone non sono , non devono essere, solo il bersaglio di messaggi promozionali o scandalistici, per aumentare audience e affari di quei media e dei loro padroni

ma possono e devono venir utilizzati per facilitare la comprensione, da parte di quelle stesse persone, dei fatti proposti, sbattuti loro, più che in faccia direttamente nello stomaco, dalla cronaca.

E allora qualcosa puo' pur essere detta, mostrata, che faciliti quella comprensione.

O non ci sono in Italia 'esperti' in grado di dirla e di mostrarla?

O ci sono altri motivi, che spiegano silenzi, reticenze e censure televisive?

giovedì 26 aprile 2007