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dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
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venerdì 5 novembre 2010

Firenze fa sognare l’Italia. Un sogno che si sta per realizzare? Stazione Leopolda 5-6-7 Novembre 2010

Prossima fermata Italia: Firenze - Stazione Leopolda - 5-6-7 Novembre 2010

http://www.andiamooltre.it/firenze/

Un lapsus in partenza per Firenze, immaginaria, in Second Life

PROSSIMA FERMATA ITALIA

CARTA DI FIRENZE
Noi.

Noi che abbiamo imparato a conoscere la politica con tangentopoli e il debito pubblico e che oggi troviamo la classe dirigente del Paese occupata a discutere di bunga bunga e società offshore.
Noi che nonostante quello che abbiamo visto, fin da bambini, crediamo nel bene comune, nella cosa pubblica, nell'impegno civile.

Noi che ci siamo riuniti a Firenze per ritrovare le parole della speranza. Noi che abbiamo voglia di incrociare i nostri sogni e non solo i nostri mouse. Noi che crediamo che questo tempo sia un tempo prezioso, bellissimo, difficile, inquietante, ma sia soprattutto il nostro tempo, l'unica occasione per provare a cambiare la realtà. Noi.

Noi vogliamo gridare all'Italia di questi giorni meschini, alla politica di questi cuori tristi, al degrado di una solitudine autoreferenziale, che si può credere in un'Italia più bella.

Sì, noi crediamo nella bellezza, che forse non salverà il mondo, ma può dare un senso al nostro impegno. La bellezza dei nostri paesaggi, delle nostre opere d'arte, delle nostre ricchezze culturali, certo. Ma soprattutto la bellezza delle relazioni personali, la bellezza di andare incontro all'altro privilegiando la curiosità sulla paura, la bellezza di uno stile di vita onesto e trasparente.

Da Firenze, patria di bellezza, ci mettiamo in gioco.
Senza pretendere posti, senza rivendicare spazi, senza invocare protezioni. Senza chiedere ad altri ciò che dobbiamo prenderci da soli.
Ci mettiamo in gioco perché pensiamo giusto che l'Italia recuperi il proprio ruolo nel mondo.
Ci mettiamo in gioco perché non vogliamo sprecare il nostro tempo.
Ci mettiamo in gioco perché abbiamo sogni concreti da condividere.

Ci accomuna il bisogno di cambiare questo Paese, un Paese con metà Parlamento, a metà prezzo, un Paese dalla parte dei promettenti e non dei conoscenti. Che permetta le unioni civili, come nei Paesi civili; che preferisca la banda larga al ponte sullo Stretto; che dica no al consumo di suolo, e sì al diritto di suolo e di cittadinanza. Un Paese in cui si possa scaricare tutto, scaricare tutti; che renda il lavoro meno incerto, e il sussidio più certo. Che passi dall'immobile al mobile, contro le rendite, e che riduca il debito pubblico, la nostra pesante eredità.

Vogliamo rispondere al cinismo con il civismo. Alla divisione con una visione. Alla polemica con la politica. E vogliamo farlo con la leggerezza di chi sa che il mondo non gira intorno al proprio ombelico e con la serietà di chi è capace anche di sorridere, non solo di lamentarsi.

Da Firenze, laboratorio di curiosità, vogliamo provare a declinare il coraggio contro la paura, condividendo un percorso di parole e di emozioni, di progetti e di sentimenti perché la prossima fermata sia davvero l'Italia. Un’Italia che oggi riparte dalla Stazione Leopolda, la Prossima Italia.
Su Facebook http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Prossima-fermata-Italia/155050697864022

I COLLEGAMENTI CONTRORADIO PER PROSSIMA FERMATA ITALIA

Un po' di Leopolda



lussard1 | 07 novembre 2010
Prossima Fermata: Italia.. in 4 minuti



Matteo Renzi ANDIAMOLTRE Leopolda 7 Novembre 2010

MsSaoncella








E se mentre sogna provassimo tutti a ... ripararla... come ai tempi dell'alluvione... quando Firenze era ancora Firenze, ed i barbari non erano ancora calati da nord e da sud, né usciti da qualche recondita tana interna per corroderla 'da dentro' ? Un sogno. Un magnifico sogno, pure realizzabile, con molta volontà e un grande senso di gratitudine per quel che Firenze ha saputo donare al mondo, da secoli, ma anche alla nostra infanzia, noi del '900 intendo!



Un lapsus in in arrivo a Firenze, immaginaria, in Second Life


Un lapsus a Firenze, in Second Life, virtualmente, in una Firenze imaginaria, per non urtare la sensibilità dei ... geronto-fobici xD

lunedì 5 luglio 2010

Firenze sognava ,,, Torniamo a sognarla ed a farla sognare

Firenze sogna... anzi, sognava

Da http://www.centromimir.it/2009/03/25/firenze-sognava-torniamo-a-sognarla-ed-a-farla-sognare/


e ci faceva sognare :)


Firenze sogna. 26 Ottobre 2008

E se mentre sogna provassimo tutti a ... ripararla... come ai tempi dell'alluvione...



quando Firenze era ancora Firenze, ed i barbari non erano ancora calati da nord e da sud, né usciti da qualche recondita tana interna per corroderla 'da dentro' ?



Un sogno.

Un magnifico sogno, pure realizzabile, con molta volontà e un grande senso di gratitudine per quel che Firenze ha saputo donare al mondo, da secoli, ma anche alla nostra infanzia, noi del '900 intendo!

Firenze sogna



... una playlist,da una raccolta di nostalgie ad una di speranze... ?

forse ricominciando da tre ... aaetano... come Massimo Troisi...


perchè Firenze ... è ciascuno di noi ...

DA EMPOLI: "FIRENZE CITTA' DEL POSSIBILE"

http://www.controradio.it/popx.php?elemento=40289&banner=news

05/07/2010 - 11:28

L’assessore alla cultura Giuliano da Empoli ha raccolto in un documento di 13 pagine la sua prima relazione annuale

Detta così può sembrare una buotade. Noi propendiamo per un auspicio, in cui, quasi biblicamente, la maggiore responsabilità spetta a chi ha la voglia e la forza di approfittare. Insomma parlare di "Firenze città del possibile" può apparire uno slogan da cartolina. Se però lo colleghiamo al modo di pensare e di agire dell'assessore Giuliano da Empoli, probabilmente vediamo che dietro quelle parole c'è l'atteggiamento di chi non vuole imporre, ma sollecitare. Di chi non impronta, ma crea le condizioni. Ed in effetti, a ben vedere, tutto quello che Da Empoli indica come 'successi' del suo primo anno di amministratore, fanno riferimento al contesto, alla realizzazione di un ambito entro cui la creatività possa avere spazio. Il progetto 'smart dissident' alle Mutare per i blogger perseguitati, la notte bianca, il Capodanno. La riapertura dell'anfiteatro alle Cascine, la nuova versione del Palazzo Vecchio non più blindato a cittadini e turisti e aperto fino a mezzanotte come la biblioteca delle Oblate e. E per il futuro soprattutto il progetto 'l'arte dappertutto' con l'ambizione di far entrare l'esperienza artistica nella vita quotidiana di ciascuno, e non solo di chi frequenta i musei. A partire dai nuovi progetti di illuminazione. E poi i Suc (spazi urbani contemporanei) ancora alle murate, la celebrazione dei 150 anni dal l'Unità d'Italia, tutta in chiave contemporanea, in collaborazione con la fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. E la diplomazia culturale con la rete delle città storiche per il contemporaneo che verrà lanciata nel prossimo autunno.

ecco, appunto, corretti i refusi (xD) e dando credito ai 'politici' di tutta Italia, e sperando in bene, da Firenze potrebbe partire una 'diplomazia culturale con la rete delle città storiche' ... ovvero... il famoso sogno che Firenze torni a sognare ed a farci sognare...
Un sogno sognabile NON è la pseudo realizzazione di un sogno da visionari, ma qualcosa (e non puo' essere che la cultura a determinarla) che faccia sognare, anche l'impossibile!

venerdì 23 aprile 2010

Brescia, i bresciani, Lega e razzismo. Il rinascimento italiano puo’ ripartire soltanto da Firenze, ma forse anche da Brescia

Marmentino

Marmentino

Voglio spezzare una lancia a favore di Brescia e dei bresciani. La Lega, sui ‘media’, e Brescia, sembrano legati a doppia mandata, come se la Lega fosse nata a Brescia, e i Bresciani fossero i rappresentanti del peggiore razzismo. Come direbbe il sindaco ‘a modino’ di Firenze, Renzi, mi imbelvisco.

Brescia oltretutto ha moltissimo in comune con Firenze, e con il Rinascimento italiano.

Città e valli industriali da sempre’, e da a sempre anche fertile terra di agricoltura e allevamenti, invasa e attraversata da popolazioni dei 4 angoli della terra, da tempo immemorabile.

I Bresciani sono ’schietti’, si dicono le cose ‘in faccia’, e questa schiettezza, come si vede nei numerosi servizi televisivi, contagia anche i nuovi immigrati.

Ho avuto modo negli ultimi decenni di vedere immigrati in molte città italiane, e francamente l’equilibrio di relazioni umane che si è realizzato nel territorio bresciano l’ho riscontrato raramente altrove.

Vero che volano parole grosse, perchè da sempre i Bresciani ‘parlano’, al bar, nelle piazze, nelle sedi istituzionali, con linguaggio colorito e ’senza peli sulla lingua’, in un dialetto simile al bergamasco, ma addolcito dal prolungato dominio della Repubblica di Venezia, e dai numerosi e ripetuti contatti con altre civiltà e culture: perchè i bresciani sono da sempre anche MIGRANTI, ovunque nel mondo.

Ho in orrore le idee razziste e xenofobe e le conseguenti pratiche leghiste, ma al contempo penso sia sbagliato prendere sempre e soltanto Brescia come esempio di città e territorio leghista.

VORREI IL DISEGNO DI UNA PECORA

VORREI IL DISEGNO DI UNA PECORA

Fin dal tempo dei Galli celtici, i Bresciani sono sempre stati ‘contro’ ogni limitazione della loro libertà, delle loro autonomie (in particolare nelle tre valli che confluiscono nella città di Brescia, dove già nell’anno 1000 si costituivano i primi Comuni) che hanno rivendicato contro etruschi, goti, milanesi, franchi, spagnoli, veneti illuminati e, a volte altrettanto illuminati, asburgici austriaci, così come dalle valli sono scesi a contrastare i Francesi e Napoleone.

Ma Brescia, città e valli, è anche terra di arte e cultura, di umanesimo, rinascimento, illuminismo, scienza, tecnica, tensione al futuro che unisce saperi, sapori, umori, relazioni umane, passioni anche aspre.

Cito per ora solo un link a un mio vecchio blog

http://brixia.splinder.com/

una pagina del mio blog, Memoria e Memorie
http://www.centromimir.it/memoria-e-memorie/

e un video, di Paola Pandolfini

http://www.youtube.com/watch?v=2ST9mBg3gzs

poi magari, se interviene qualcuno, continuo.

In sintesi, ritengo sia un grave errore confondere il particolare ’stile comunicativo’ dei Bresciani, che ha anche i suoi aspetti ‘ruspantemente’ positivi, e l’antica passione per la caccia, con questioni ben più profonde, come la reale capacità di accoglienza e di dialogo col ‘diverso’, tipica di queste terre.

In particolare la Sinistra, che ha perso il Nord Italia, e anche Gianfranco Fini, dovrebbero riflettere bene come distinguere sostanza e apparenza, perchè forse la ‘chiave’ per trasformare anche Brescia, come Firenze, in una città di punta per un nuovo rinascimento italiano, c’è già…

Un esempio di bresciano che molto prima che esistesse la Lega, come il sudtirolese/altoatesino Alexander Langer, si batteva per il recupero e la sopravvivenza delle culture locali, e per un vero federalismo:

Gian Butturini


Brescia La particolare storia e cultura bresciane oggi e negli scorsi millenni

La storia e la cultura bresciane, oggi e negli scorsi millenni, a partire dalla colonizzazione camuna e celtica, seguita da quelle etrusca, romana, longobarda, veneta, francese, spagnola, austriaca e italiana, ha delle particolarità tali da rendere davvero speciale il territorio delle Tre Valli (Camonica, Trompia e Sabbia, e della pianura, delle montagne e dei laghi (Iseo, Garda, Idro, Ledro e gli incantevoli laghetti alpini)

Brescia Piazza Loggia in Second Life

Brescia Piazza Loggia in Second Life

Non solo fin dalla più remota antichità (5-7000 anni orsono) si sono qui intrecciati interessi minerari (estrazione del ferro e di altri preziosi minerali) e dunque artigianali e industriali, con i pascoli alpini (la malga, l’alpeggio) e l’agricoltura della campagna che si estende verso i territori di Mantova e Cremona, ma la posizione geografica stessa, all’incrocio tra popoli ed etnie di provenienza diversa hanno favorito il confronto e lo scambio fino a costituire ancor oggi le basi della pacifica convivenza di genti provenienti dai quattro angoli del globo, dopo che per secoli i bresciani sono stati loro stessi migranti, praticamente ovunque.

Questo ha favorito anche il convergere nel territorio bresciano di arti e artisti: lo si puo’ facilmente scoprire dall’architettura di Brescia, con il suo cuore romano, ma anche veneto e toscano – rinascimentale, e però anche girovagando per le valli, nei più sperduti paesini.

Brescia che verra, in Second Life

Brescia che verra', in Second Life

Come Marmentino, ad esempio, il cui toponimo rimanda forse al carcere Mamertino presente nell’antica Roma, da cui i colpevoli di reati più gravi venivano damnati ad metalla, ovvero spediti a cavare ferro in Valle Camonica e in Valle Trompia, come testimoniano, tra l’altro, i pochi resti intatti delle antiche strade romane che attraversavano, in quota, longitudinalmente le valli alpine.

Intorno all’anno 1000. Marmentino e i comuni limitrofi dell’Alta Valle Trompia (a nord di Gardone) furono tra i primi a rivendicare le proprie autonomie federandosi in comunità (una nobile famiglia, le donne di Fusio, di origine valsabbina, donarono al comune di Marmentino il proprio territorio, ad esempio), e queste autonomie furono a lungo riconosciute e tutelate dalla Serenissima Repubblica di Venezia

Il carteggio della famiglia Zubani

Venerdì 16 gennaio scorso nella chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano di Marmentino è stato presentato ufficialmente il volume relativo al carteggio della famiglia Zubani; relatori il sindaco Mario Nicolini, il presidente della Provincia architetto Alberto Cavalli, il professor Sandro Fontana docente universitario a Brescia, la professoressa Piera Tomasoni docente universitaria a Pavia e il professor Idelfonso Corini assessore alla cultura della Comunità Montana di Valle Trompia, coordinatore Carlo Sabatti

Pubblicato il pregevole ed inedito carteggio della famiglia Zubani dagli ultimi decenni dell’800 alla metà del ’900 – curatrice la professoressa Elena Pala Zubani. Il volume edito dalla Com&Print di Brescia è stato voluto dall’Amministrazione Comunale di Marmentino.

Nella premessa al libro, davvero prezioso, Mario Nicolini, sindaco da un decennio, fratello del compianto mons. Giulio (vescovo di Cremona), rimarca le caratteristiche dell’operoso e solatìo Comune montano di Marmentino, la cui vita riemerge significativamente nelle pagine delle missive degli Zubani e dei loro corrispondenti: «A Marmentino, con le contrade di Ville, Dosso e Ombriano – scrive lo storico Carlo Cocchetti nel volume “Brescia e sua provincia” (p. 271), edito a Milano nel 1858 – «si raccolgono noci e funghi d’antana. […] L’Oratorio dell’Assunta a Dosso venne edificato nel XIV secolo, e unito alla parrocchiale nel 1459.
La cartolina inviata da Ippolita Zanardelli, sorella del celebre  statista bresciano, a Cicino ZubaniLa parrocchia ha quadri dei tre nostri migliori cinquecentisti».
Nel 1898 Gustavo Strafforello in “La Patria – Geografia dell’Italia – Provincie di Bergamo e Brescia” (p. 352) specifica che il territorio del Comune di Marmentino, con 786 abitanti, «si trova nell’interno dell’alta Val Trompia, alla sinistra del Mella e sulle scoscese pendici del monte Ario (1757 m.), dividente questa vallata dalla contigua Val Sabbia. Il Comune di Marmentino è assai frazionato. – Marmentino, villaggio capoluogo, non conta più di 230 abitanti e trovasi a 825 metri sul livello del mare. Ha una discreta chiesa parrocchiale», con «una pala d’altare di buonissima scuola, attribuita al Tiziano, ma più probabilmente opera del Moretto. Altro dipinto, non privo di pregio, in questa chiesa è un Sant’Antonio, assai guasto e dovuto al bresciano Lattanzio [Gambara]. Frazioni di questo Comune sono: Ombriano (891 m.) e Ville (825 m.). […] Santo Zubani, poeta dialettale bresciano, maestro elementare e  segretario comunale di Marmentino, tra le vie di Dosso di Marmentino
Il suolo di Marmentino è abbastanza fertile: dà frumento, segala, canapa, patate, barbabietole ed altri prodotti. Ha ricche boscaglie cedue e d’alto fusto, nonché estesi pascoli, dai quali è assai favorito l’allevamento del bestiame, industria principale del luogo».
Marmentino è il paese d’origine degli Zubani, il cui carteggio è valorizzato in questa edizione che è testo di acuta umanità ed insieme di storia ‘nostra’ dagli ultimi vent’anni dell’800 agli anni Quaranta del secolo scorso. L’Amministrazione Comunale di Marmentino è orgogliosa di quest’opera che vuol essere un omaggio alla gente di questo borgo della Valle del Mella, povero nella sua economia montana di sussistenza che ha costretto molti ad emigrare per lavoro, ma ricco di opere d’arte, come ricordano gli storici citati. Basterà nominare la mirabile pala maggiore del Redentore con i SS. Cosma e Damiano, ora concordemente attribuita al grande Moretto da Brescia, lo stupendo S. Antonio abate, già assegnato al Gambara, ma – liberato dalle ridipinture che l’avevano sfigurato – più giustamente dato al Bonvicino ed il raffinato quadro della Madonna del Rosario di Pietro Maria Bagnatore, opere conservate nella parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano, e poi la deliziosa tela di S. Rocco di Ombriano e la meravigliosa pala dell’Assunta del Dosso, entrambe firmate dal Bagnatore. La  cartolina inviata da Jeannette a Peppino Zubani nel 1914
Proprio al Dosso vivevano gli Zubani del carteggio. Non è casuale la pungente nostalgia di Cenzo che dalla Sardegna dove lavorava come chimico sogna le feste grandi celebrate al Dosso per l’Assunta. Il maestro e poeta Santo – tra l’altro – parla delle sue esperienze come insegnante elementare e come segretario comunale nel suo paese natio; intensa anche se breve è l’esistenza di Peppino, addolcita dal tenerissimo amore di Jeannette, personaggio di sublime delicatezza; don Franco è combattente e cappellano militare; Teresa Mazzoldi, sposa di Santo, è cugina degli Zanardelli, tra cui spicca l’onorevole Giuseppe, presidente del Consiglio. Non mancano cenni al grande statista, la cui famiglia era originaria di Collio, ed ai liberali zanardelliani. Un mondo di affetti, di difficoltà, di accettazione delle fatiche del vivere, di speranze e sogni, piccolo e grande universo d’un paese di montagna, in cui pulsano le ragioni della fede e la religione del lavoro.
Siamo profondamente grati alla professoressa Elena Pala Zubani che ha voluto donarci un’opera così viva e fonte di arricchimento umano e culturale.
Commoventi la cura e la passione dedicate all’interessantissimo carteggio che fissa negli annali della storia vicende emblematiche dell’antica terra di Marmentino, di cui la sua gente è legittimamente orgogliosa».
Fabio Ferraglio, sindaco di Sarezzo, nuovo presidente della Comunità Montana che ha patrocinato l’opera, sottolinea: «Così vera e viva appare la nostra Valtrompia fra le righe delle centinaia di lettere dell’epistolario Zubani. Questo mi è parso, fra i molti, il pregio più significativo della splendida opera curata dalla professoressa Elena Pala Zubani e voluta dall’Amministrazione Comunale di Marmentino. Uno sguardo dall’interno, una descrizione non stereotipata, uno spaccato di vita vissuta che fa riecheggiare, in tutti noi, il richiamo di una storia che, seppure un po’ distante cronologicamente, ci appartiene e ci accomuna.
Il tono familiare, le espressioni di delicata intimità, la commozione che pervade le missive dal fronte: tutto, in questo epistolario, evidenzia la grande umanità, l’attaccamento ai valori di sempre tipico della nostra gente. Una sorta di filo rosso che attraversa e unisce le generazioni di valtrumplini.
Un cenno doveroso alla documentazione fotografica così straordinaria e per certi versi sorprendente che ci riconsegna un mondo forse troppo presto dimenticato e che merita di venire riscoperto e offerto alla riflessione e all’analisi delle nuove generazioni.
Alla professoressa Elena Pala Zubani, a Mario Nicolini e alla sua amministrazione, va il ringraziamento della Comunità Montana di Valle Trompia per averci regalato un dono così particolare e prezioso».
L’architetto Alberto Cavalli, presidente dell’Amministrazione Provinciale di Brescia, che pure è sponsor dell’importante pubblicazione, ha voluto specificare le peculiarità dell’opera, data accuratamente alle stampe e ricchissima di riferimenti di storia e profonda umanità: «Un’edizione di fonti è sempre un’opera culturale pregevole, non solo perché mette a disposizione contenuti di conoscenza poco noti o difficilmente accessibili, ma soprattutto perché consente ad una comunità di riconoscersi nel passato che le è proprio. Il vasto territorio bresciano custodisce, nella varietà delle sue forme e nella suggestione di suoi paesaggi, un patrimonio culturale ricchissimo, in larga parte ancora da scoprire», rileva il presidente Cavalli, aggiungendo: «Le opere e i giorni del maestro e poeta Santo Zubani, della moglie Teresa Mazzoldi, dei loro figli e delle sorelle del grande statista bresciano Giuseppe Zanardelli – del quale ricorre il primo centenario della morte, che la Provincia ha celebrato con una prestigiosa mostra al Vittoriano di Roma e nei luoghi bresciani che hanno inciso nella sua vita di politico e giurista – rivivono, dunque, in questo epistolario, amorevolmente edito e commentato dalla professoressa Elena Pala Zubani di Marmentino.
Si tratta di uno squarcio di grandissimo interesse che documenta – attraverso la corrispondenza privata dei Mazzoldi, degli Zubani e dei cugini Zanardelli – le vicende umane della provincia bresciana, tra la fine dell’Ottocento e l’intero Novecento.
Sullo sfondo c’è l’alpestre, solatio e bellissimo paese di Marmentino, in Alta Valtrompia. Non mancano accenni a Irma, Gardone, Tavernole, Brescia, Bergamo e Milano, luoghi che hanno raccolto le tracce del tempo, i personaggi, le loro vicende e consuetudini.
Esemplari e di grande rilevanza sono le missive che Cenzo Zubani inviò dalla Sardegna, nelle cui miniere lavorò tredici anni come chimico. Struggente, appassionato e tragicamente breve l’amore tra Jeannette, affascinante e misteriosa giovane milanese, e Peppino Zubani, scomparso all’età di ventitré anni. Commoventi le lettere dal fronte del sacerdote valtrumplino, don Franco Zubani, detto Cicino, che testimoniano ansie, dolori, nostalgia pungente per l’amatissima “piccola patria” di Marmentino, la terribile sofferenza causata dal distacco dai propri familiari durante la prima guerra mondiale.
Altrettanto coinvolgente il capitolo sulle vicende di don Franco, tenente cappellano militare in Africa Orientale durante la seconda guerra mondiale: un susseguirsi di episodi, lieti e tristi, a scandire le esistenze, indubitabilmente sorrette dalla fede in Dio.
Il volume, denso di note puntuali e di riferimenti bibliografici, è arricchito da splendide immagini e vecchie fotografie che fanno rivivere molti aspetti di un mondo ormai sbiadito. Prezioso approfondimento di un periodo storico che fa compendio di una comunità che ritrova le ragioni dello stare insieme.
Ad Elena Pala Zubani il merito, nato da un appassionante attaccamento a Marmentino ed alla Val Trompia, di aver tratteggiato un affresco carico di ricordi, di nostalgia e di vita vera».
La presentazione del libro, edito ‘per felice iniziativa’ del Comune di Marmentino, è dovuta alla professoressa Piera Tomasoni, docente presso l’Università di Pavia, la quale sostiene che: «Il carteggio Zubani, di ambiente piccolo borghese, relativamente benestante, non entra nell’universo popolare in senso proprio: ma ciò non toglie nulla al suo interesse.
Da queste lettere, dovute a vari corrispondenti e addensate soprattutto nell’arco di anni compreso tra il 1890 e gli anni Venti del secolo scorso, emerge uno spaccato significativo della vita e delle aspirazioni della classe media della provincia bresciana: attiva e tenace nella costante ricerca di migliorare la propria condizione, laboriosa, ottimista, e profondamente legata ai valori della famiglia, della fede e delle proprie tradizioni.
Le voci che qui si susseguono, oltre a quelle di Santo e della moglie, sono quelle di tre dei loro quattro figli: Don Franco, con lettere degli anni giovanili di studente a Brescia, e poi del servizio militare sui fronti della prima guerra mondiale, fino alla prigionia in Kenya, durante la seconda, testimoniata in sintetiche ed efficaci note di diario; Cenzo, che lavorò per molti anni come chimico presso le miniere di Ingortosu, in Sardegna; Peppino, volontario durante la Grande Guerra e morto giovane, di tubercolosi.
Spiccano tra tutte, a mio parere, le lunghe, bellissime lettere dalla Sardegna di Cenzo, che si alterna, nello scrivere, con la moglie Teresa. Si leggono come un romanzo, che racconta dell’impegno, delle difficoltà, dei sacrifici e dei frequenti momenti di sconforto in un ambiente sentito così lontano ed estraneo, qualche volta ostile, dai due giovanissimi emigranti; ma che dice anche delle speranze e del calore affettuoso, che viene dal colloquio quasi quotidiano con i parenti lontani, e che alimenta la voglia e la capacità di andare avanti.
Si apprezza anche la scrittura, ricca, pastosa nelle lunghe e particolareggiate descrizioni dei luoghi, e spontaneamente efficace nel resoconto, spesso minuzioso, di una vita e di una mentalità così diverse da quelle del “Continente”.
La curatrice del volume, Elena Pala, una giovane e promettente studiosa, che ha anche, e prima di tutto, il merito di aver ritrovato il carteggio, trascrive gli originali con cura e fedeltà, rispettosa anche delle piccole scorrettezze che talora sfuggono a questi scriventi, ben scolarizzati e complessivamente al di fuori del dominio popolare.
Lo studio dettagliato di queste importanti testimonianze della scrittura comune, colta a un livello non basso, sono oggetto di una fase della sua indagine tuttora in corso, che offrirà un utile contributo anche da questo punto di vista.
A Elena Pala, che si è assunta con competenza ed entusiasmo l’impegno della ricerca, e alle Istituzioni, che con intelligente lungimiranza hanno promosso la pubblicazione di un volume importante, i rallegramenti per i risultati conseguiti. Ai lettori, il piacere di una bella riscoperta», gradita grazie anche alle stupende cartoline d’epoca e ad alcune riproduzioni a colori, di grande suggestione e pregio, che impreziosiscono il volume, la cui rilevanza travalica la Valle del Mella.

Carlo Sabatti

http://www.giornalevaltrompia.com/archivio

sabato 15 agosto 2009

You may say I’m a dreamer, but... Imagine, by John Lennon, 1971

Imagine (John Lennon, 1971)

Video: youtube.com/watch?v=-b7qaSxuZUg

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Testo della canzone (traduzione italiana)

Immagina

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente…

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace…

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

Woodstock 40th Anniversary

WOODSTOCK 40 th anniversary

No Brevery

NO BRAVERY

There are children standing here,
Arms outstretched into the sky,
Tears drying on their face.
He has been here.
Brothers lie in shallow graves.
Fathers lost without a trace.
A nation blind to their disgrace,
Since he’s been here.

And I see no bravery,
No bravery in your eyes anymore.
Only sadness.

Houses burnt beyond repair.
The smell of death is in the air.
A woman weeping in despair says,
He has been here.
Tracer lighting up the sky.
It’s another families‚ turn to die.
A child afraid to even cry out says,
He has been here.

And I see no bravery,
No bravery in your eyes anymore.
Only sadness.

There are children standing here,
Arms outstretched into the sky,
But no one asks the question why,
He has been here.
Old men kneel and accept their fate.
Wives and daughters cut and raped.
A generation drenched in hate.
Yes, he has been here.

And I see no bravery,
No bravery in your eyes anymore.
Only sadness.

NESSUN CORAGGIO

Ci sono bambini che stanno qui,
braccia tese al cielo.
Si asciugano le lacrime sulla loro facce.
Lui è stato qui.
I fratelli giaciono in tombe poco profonde.
Padri persi senza alcuna traccia.
Una nazione ceca alle loro disgrazie
Da quando lui è stato qui.

E non vedo nessun coraggio.
Nessun coraggio nei tuoi occhi ancora.
Solo tristezza.

Case bruciate oltre i ripari.
L’odore della morte nell’aria.
Una donna piangente in disperazione dice,
Lui è stato qui.
Tracce che risplendono nel cielo.
Altre famiglie, dovranno morire.
Un bambino impaurito che piange fuori dice,
Lui è stato qui.

E non vedo nessun coraggio.
Nessun coraggio nei tuoi occhi ancora.
Solo tristezza.

Ci sono bambini che stanno qui,
braccia tese al cielo,
Ma nessuno si chiede perchè,
Lui è stato qui.
Vecchi uomini s’inginocchiano e accettano il loro destino.
Mogli e figli tagliati e stuprati.
Una generazione inzuppata nell’odio.
Si, lui è stato qui.

E non vedo nessun coraggio.
Nessun coraggio nei tuoi occhi ancora.
Solo tristezza.

(Grazie alla segnalazione di any1 Gynoid)

agosto 15th, 2009 | Tags: , , , , , , , , ,

sabato 14 luglio 2007

SL, Sogno o Realtà? Ne discutono anche gli educatori presenti su SL

Neanche a farlo apposta, la solita 'serendipity', proprio in questi giorni c'è un'animatissimo 'thread' sulla mailing list riservata all'Educazione.

Proprio su come vada intesa SL, e se sia di aiuto a qualcuno o solo un 'bel gioco', e quanto di reale (dicono RL) e di virtuale (SL) debba contenere il giusto 'mixing' per far sì che SL sia uno strumento utile, oltre che dilettevole.

Per quel che mi riguarda, sto facendone ancora una certa esperienza, in compagnia di Ostrix, ora 11enne, nello spazio 'gallico' di Menhirs (Centro Mimir - Germinalyse).

http://slurl.com/secondlife/les%20mehnirs/232/120

E devo dire che oltre a divertirsi a costruire castelli (insieme a me, che di 'castelli in aria' me ne intendo Mr. Green ), ha subito iniziato a interloquire con alcuni bambini e ragazzini di lingua francese, imparucchiando qualche prima parola di quella lingua che dovrà iniziare a studiare l'anno prossimo, e anche qualche utile 'internettiana' abbreviazione (tipo quelle che ormai si usano come lingua scritta corrente negli SMS).

Dunque gioco, attività insieme al papà, dimostrazione che SL è agibile ai bambini, con le dovute cautele, prove di disegno 3D (ricordo i miei personali 'sudori' per capire, alle medie, le 'proiezioni geometriche'), e iniziazione a una lingua straniera; il tutto per non più di un'ora e mezza o due, lasciando spazio per altre attività meno tecnologiche.


Quanto a me, mi sto dilettando a espandere 'Mimir Springs', un ampio spazio in zona 'non protetta' (
quelle protette si chiamano PG - Parental Guidance, con la supervisione di un adulto: classificazione USA per i contenuti, quelle non protette 'Mature' - In una zona classificata come "Mature" ci si puo' imbattere in "atti di violenza", nudita', attivita' sessuali, linguaggio pesante. Viceversa nelle zone "PG" o "non-Mature" tali comportamenti sono vietati e a seconda del regolamento del sim in cui ci si trova possono venire presi diversi provvedimenti, avvertimenti, ban, segnalazione ai Linden Labs...), ma col vantaggio di essere in 'Mainland' e di poter decidere le mie regole sul mio terreno (si chiamano 'covenant', e in Mainland sono 'vuote', mentre su isole private, come Menhirs, contengono regole di comportamento, e anche quote da pagare per il 'mantenimento')

E' diviso in tre zone:

Il punto di arrivo a Mimir Springs

http://slurl.com/secondlife/Blackmount/24/240

con adiacente graziosa casetta trovata già fatta sul luogo Wink denominata Lapsus Gardens

Sulla destra, arrivando, si vede una Art Gallery con opere di Raymond Bettonville, un amico artista belga, e alle spalle un palazzo bianco e nero di quattro piani per ora vuoto, ma utilizzabile per incontri di qualunque tipo (Mimir Campus).

SL per me significa, non già ora ma nel suo sviluppo, Internet Due, ovvero 'tutto in uno'.

Tutto (o per ora quasi tutto) quel che si puo' mettere sul web, più un ambiente di chat e messaggistica in un'ambientazione 'fantastica', e la 'visibilità' degli avatar, che non è cosa da poco, quando si chatta, e si vuole tenere l'anonimato 'visivo', ovvero evitare le webcam.

Per stasera passo e chiudo.

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We maintain a Second Life Educators mailing list (SLED) to keep interested individuals alerted to education opportunities and events in Second Life. This list is also an opportunity for educators to communicate with each other as well as find new colleagues. If you want to quickly get up to speed and learn from the shared experiences of other educators in Second Life, or if you have questions about how to best use Second Life with your education projects, this is the best place to start!

http://secondlife.com/businesseducation/education.php

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PG sta per Parental Guidance Suggested; negli USA corrisponde a una certificazione rilasciata da MPAA (Motion Picture Association of America) attestante che i contenuti di un film sono sì adeguati alla visione di bambini e ragazzi ma con la raccomandazione che sia presente un adulto. In Second Life una land PG o una sim PG esclude qualsiasi comportamento, immagine o espressione linguistica attinente a sesso, gioco d'azzardo, violenza, orrore e imprecazioni. Sebbene i minorenni non siano ammessi nella piattaforma standard di Second Life poiché esiste la piattaforma Teen Second Life per ragazzi dai 13 ai 17 anni, i minorenni potrebbero assistere alla navigazione nella piattaforma Second Life standard insieme ai genitori o a un adulto che in quel momento fa le veci di tutore (es. insegnanti ed educatori). Land PG o sim PG inoltre sono utili per segnalare agli utenti maggiorenni aree in cui non è presente alcun tipo di comportamento, immagine o linguaggio esplicito o offensivo.
Mature al contrario designa land e sim che possono comprendere comportamenti, immagini o espressioni linguistiche attinenti a sesso, gioco d'azzardo, violenza, orrore e imprecazioni, adatte quindi soltanto a un residente adulto.

http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=3170&id_area=168&mac=4

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"Ciò che mi preme è comprendere. Se altri comprendono - nello stesso senso in cui io ho compreso - allora provo un senso di appagamento, come quando ci si sente a casa in un luogo" (Hannah Arendt)
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Inviato al forum di ricerca sull'auto reciproco aiuto, in
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Nasce il Centro Mimir - Germinalyse SL Open Space

domenica 8 luglio 2007

Second Life. O è Arte e Sogno, o Non E'

Non è uno scherzo! Per una settimana mi sono fatto una scorpacciata di 3D e di Second Life, spendendo anche qualche soldino, ma tutto sommato quanto avrei speso per due tre volte al cinema.

Tra le cose interessanti e utili, forse quella migliore è RadiusIM

http://www.radiusim.com/

che consente di farsi trovare in rete nell'esatta ubicazione in cui ci si trova, con tanto di mappa zoomabile fino alla via e al numero civico, e utilizzabile con i messenger più comuni: MSN, Yahoo, ICQ, Google Talk ...

Altre cose sono in via di miglioramento, e tra queste Active Worlds, che però resta ad un gradino più in basso di Second Life, a mio parere, per l'usabilità e per il complesso di funzioni racchiuse in Second Life, che funziona anche su Mac e su Linux, che utilizza Firefox come browser, che non richiede alcun pagamento di 'account' per essere usato ed esplorato.

Dunque qui si è concentrata la mia attenzione, anche perchè 7 milioni di esseri umani che l'hanno almeno scaricato e usato una volta non sono cosa da nulla.

Cosa c'è sotto?

Sotto c'è moltissima tecnologia e fantasia, un esercito di bravissimi tecnici, dove per tecnici si deve intendere informatici, grafici, tecnici dei suoni ecc. ecc.

Second Life è insomma la summa attuale dello stato dell'arte per quanto riguarda l'uso globale della rete, per comunicare e per 'creare'.

E qui sta un primo quesito:

è meglio ri-creare un mondo reale simulandolo, oppure è meglio inventare di sana pianta tutto, da chi si vuol essere in rete all'ambientazione spazio temporale che si predilige?

Chi già immagina una fusione di Second Life con Google Earth si tiene sulla prima posizione: il 'virtuale' non è altro che la rappresentazione e simulazione del reale in un contesto accessibile globalmente da tutti e simultaneamente: siamo noi stessi, il nostro avatar è il nostro 'doppio' che ci consente di incontrare e agire moltiplicando in modo esponenziale il potenziale comunicativo e creativo di ciascuno.

Ma, la virtualizzazione del reale si scontra con la SICUREZZA e con la PRIVACY (sempre che sia valida l'illusione che ciascuno di noi ne possieda legittimamente ancora una)

E dunque la Seconda Vita deve dare la sensazione che si è diversi, nuovi, in un contesto 'virtuale' nel senso di 'immaginario', fantastico, o per lo meno distorto rispetto al reale: chi ha tempo e voglia si vada a vedere le riproduzioni di Venezia in Second Life. E' Venezia, e non lo è, ovviamente.

Personalmente, dal momento che ho il massimo rispetto per chi lavora dietro le quinte di 'ambienti' come Second Life, prediligo il 'tutto o quasi tutto fantastico', immaginario, onirico.

Quel rispetto mi porta a pensare che non si tratti affatto di un semplice giochino per 'bambini scemi', o per cyberdipendenti. Lì dentro c'è il nostro futuro, c'è la fondazione caotica di una mitologia.

Anche l'aspetto economico, l'insistenza sulle transazioni commerciali, in Second Life, non mi scandalizza: anzi, lo trovo più 'trasparente' di quanto spesso accade a chi si avventura ad acquistare qualunque cosa in rete, da uno spazio web, ad un qualsiasi 'tool' per arricchirlo, a interi sistemi complessi di gestione e comunicazione. Anche dove 'tutto è gratis' si nascondono infinite trappole.

Anche in Second Life, ovviamente, ma almeno se ne è avvertiti sin dall'inizio, e se si è 'accorti' si evita di buttare via i propri soldi.

E c'è pure un aspetto educativo in questo, nell'Economia e nelle Economie di Second Life nel suo insieme e delle Isole di cui è composto quell'universo virtuale,

Si puo' imparare molto, anche in funzione dell'Economia reale e globale. E capire un po' meglio anche cosa puo' essere o diventare la Politica, prossimamente su questa Terra.

Detto questo, io mi ritengo fortunato per aver subito incontrato un gruppo di persone, al sito http://lesgaulois.sl.free.fr/ che hanno 'pensato' la loro Isola su SL, Menhir, in termini fantastici e onirici, come piace a me.

Perchè vagando qua e là per SC, anche sul citato sito di D'Alema e di Italiani Europei, prevale un senso di enorme spaesamento e disorientamento, una gran confusione, il continuo sovrapporsi alla 'creatività' del puro 'business', molto spesso alquanto povero di idee, ottuso e per menti ottuse, molto inclini a seguire ogni moda di passaggio ed il guru di turno, pur di 'esserci', e non certo in senso heideggeriano, ma in modo assolutamente INAUTENTICO.

Vedremo come tutto questo si svilupperà, se quest'ennesima possibilità, opportunità, chance, per aprire le menti al sogno (e alla memoria, chè il 'futuro' senza quella scompare) e dunque davvero creare dal caos attuale una mitologia fondante per questo millennio riusciremo ad acchiaparla 'al volo' e mettendoci il meglio di noi stessi, o se anche in questo caso ci dovremo ricredere, e tornare a toccare terra - materialmente - ritrovando il solido suolo ed il vero cielo ammantato di stelle sopra di noi Wink

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"Ciò che mi preme è comprendere. Se altri comprendono - nello stesso senso in cui io ho compreso - allora provo un senso di appagamento, come quando ci si sente a casa in un luogo" (Hannah Arendt)
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