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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
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ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
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mercoledì 23 maggio 2007

Il "danno d'immagine" che il ragazzo avrebbe causato alla chiesa, denunciando la violenza subita.

Da "Mi manda RAI TRE" del 15 dicembre 2006. La storia agghiacciante di un ragazzo che denuncia le violenze subite inseminario e il vescovo insabbia la sua richiesta di aiuto. Al processo penale il prete patteggia una pena di 2 anni e mezzo per aver esercitato violenza sessuale su 7 ragazzini di 12 anni. In seguito la curia porta il ragazzo in tribunale pretendendo 200.000 euro per il "danno d'immagine" che il ragazzo avrebbe causato alla chiesa, denunciando la violenza subita.


http://video.google.com/videoplay?docid=-5610635731319392166&q=sex+crimes+vatican

sabato 12 maggio 2007

Pedofilia: non ci sono (pare) avvocati a difendere chi denuncia di aver subito violenza, mentre in TV vanno quelli che difendono le persone accusate




"Sole con le nostre bambine, in paese come appestate"
dal nostro inviato CARLO BONINI
http://www.repubblica.it

11 maggio 2007 - 93^ PUNTATA DI MATRIX
MA ALLORA COSA è SUCCESSO?
Venerdì sera Matrix è tornato ad occuparsi della drammatica vicenda della scuola materna di Rignano.
Giovedì il Tribunale del Riesame non ha ritenuto sufficienti gli indizi che costringevano in carcere i sei indagati accusati di pedofilia e ha deciso per la loro scarcerazione.
A Matrix ha parlato per la prima volta una delle maestre indagate, Marisa Pucci che ha raccontato il dramma di quei 12 giorni di carcere.
Nella seconda parte della puntata abbiamo ascoltato la testimonianza di una mamma di uno dei bambini coinvolti e insieme al giornalista di Repubblica Carlo Bonini, al Prof. Guglielmo Gulotta e l'avvocato Roberto Ruggero abbiamo cercato di capire quali sono state le pecche dell'indagine e quali saranno i prossimi sviluppi.

Per quattro famiglie l'avvocato c'è, ma dice "Noi non siamo parte processuale, non abbiamo conoscenza degli atti e non sappiamo nulla":

Attende le motivazioni, invece, l'avvocato Franco Merlino, difensore di quattro delle famiglie che hanno sporto denuncia: «Ci rimettiamo alla procura di Tivoli, che potrebbe decidere di continuare a indagare in altre direzioni. Noi non siamo parte processuale, non abbiamo conoscenza degli atti e non sappiamo nulla. Sappiamo solo che i bambini stavano male prima e continuano a soffrire molto». «Questa non è una vittoria per nessuno - aggiunge Simone Rocchini, presidente dell'associazione delle famiglie Agerif - Noi non siamo delusi perché fino al 24 aprile nemmeno ci aspettavamo che fossero arrestati. Continuiamo a credere nella magistratura che saprà spiegare cosa è avvenuto ai nostri bambini. L'indagine non è chiusa».

http://www.ilmanifesto.it

Per paura - molti genitori non hanno presentato denuncia subito, non hanno chiesto aiuto o si sono chiusi nel loro dolore ritirando i propri figli da quella scuola materna e da ogni altra. Un sentimento che perdura ancora dopo gli arresti: «L'istituto non è ancora sicuro per noi - spiega Arianna Di Biagio, vicepresidente dell'Agerif - e non lo sarà fino a quando non sapremo chi è stato a commettere le violenze che sono state accertate sui nostri figli, quanti sono coinvolti e perché sono stati coperti». Ed è ancora la paura a segnare l'assurda norma che vieta ai bambini su cui sono state accertate le violenze attraverso i referti medici e psicologici dei periti nominati dal tribunale di Tivoli, di iniziare un percorso di cura fino a quando non avrà inizio il processo. «Non capiamo questa assurda costrizione su bambini così piccoli che stanno malissimo - continua Di Biagio - questa è un'altra norma che andrebbe rivista e si potrebbe pensare magari a registrare le loro testimonianze».

http://www.flcgil.it

Nei confronti dei vertici locali e nazionali della Pubblica istruzione Rocchini, presidente dell’Agerif, l’associazione dei genitori di Rignano, non è tenero: «Tanta solidarietà, tanti abbracci, ma molto poco di concreto. Ai bambini non ha pensato nessuno: il ministro che non ha mai risposto alle nostre lettere, fino al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Bruno Pagnani, che non ci ha mai dato comunicazione della sospensione cautelativa delle maestre, avvenuta il 20 febbraio, della quale veniamo a sapere soltanto oggi (24 aprile 2007)».

http://www.iltempo.it

venerdì 11 maggio 2007

Frassi querela il giustiziere

Apprendo, senza nessun stupore, di essere stato querelato per diffamazione da Massimiliano Frassi per un mio vecchio editoriale (i professionisti dell'infanzia violata, ndr.) ove definivo, riportando la definizione di Don Mario Neva, "SQUILIBRATO" il Frassi stesso.
L'editoriale é stato tolto dai gestori di google onde evitare noie legali.

http://il-giustiziere-lafabbricadeimostri.blogspot.com/

In un certo senso questo maledetto pasticciaccio di “Rignano Flaminio”, per citare il Gadda, é figlio del prezzo della casa.

Permettetemi una lieve battuta; vera solo in parte poiché il processo di urbanizzazione di Rignano Flaminio comincia negli anni ’90.

Rignano aveva sempre contato circa 3500 abitanti.
Una comunità tranquilla, fatta di persone semplici, cattolici, che vivevano in simbiosi.

Negli anni ‘90 i prezzi delle case a Roma crescono e molti romani pensano di venderle e trasferirsi in provincia. Con il guadagno della vendita del possono costruirsi un villino mantenendo un piccolo capitale. In fondo, Rignano è a 20 minuti d’auto dalla capitale.

Il paese passa, in 15 anni ,da 3500 a 6700 abitanti.
Molto diversi tra loro.

I “romani”, come prenderò a chiamarli sono mediamente più giovani, e con una mentalità molto diversa dai “Rignanesi”.
Sono spesso risposati; molti separati o divorziati. Alcune mamme convivono, assieme ai figli, con nuovi compagni che non sono i padri dei piccoli.
A molti rignanesi questo non piace….

Di contro i “romani” si sentono diversi dagli indigeni, quasi legati da vincoli di parentela fra loro.

Quando scoppierà il caso i due gruppi si lanceranno accuse terribili.

I "romani" sono convinti che quasi la totalità del paese sia coinvolta o, quantomeno, connivente.
Che esista, in paese, una setta satanica che operi abusi rituali da sempre.

I rignanesi accusano, senza mezzi termini i conviventi delle madri che lamentano abusi nei figli.

"Romani" laici ed emancipati, rignanesi bigotti e arretrati.

Vista da una parte.
"Romani" amorali e libertini, rignanesi di saldi principi morali.
Vista dall'altra.

Questa dicotomia si sposterà, a caso mediatico esploso, a livello nazionale causando prese di posizione assai curiose.
Il TG3, di solito garantista e critico diventa colpevolista al 100%.
Nessuno della redazione nota i pregiudizi piccolo/borghesi che hanno portato in carcere la bidella Cristina Lunerti, coinvolta per il suo look aggressivo (porta piercing e tatuaggi in tutto il corpo), ed il cingalese Kelum finito dentro solo per essere scuro di pelle.
Anche ieri, lo stesso telegiornale ha dato pochissimo spazio alla manifestazione di solidarietà agli indagati, e la controbilancia con un'intervista ad un membro AGERIF.
Poi mostra un tizio che grida "PEDOFILI!!!" ai menifestanti.
Di contro, l'urlante tg5 diventa, da subito, molto cauto. Senza dimenticare di dare mai la parola alla difesa.

Renato Farina, sul forcaiolo LIBERO, difende a spada tratta le maestre, coinvolte in un complotto anti-cattolico.
Mentre, un intellettuale di sinistra, raffinato e colto, come Enrico Vaime dimetica la prudenza che il suo ruolo di conduttore imporrebbe, e si lascia andare a dichiarazione colpevoliste.

Lo stesso Eugenio Scalfari, dalle pagine del Venerdì, chiede la sospensione della direttrice Cascelli.


Vedi anche:
http://forum.ampletech.net/lofiversion/index.php/t5904.html

sabato, 12 maggio 2007

Si dice che sia in arrivo la sentenza avellinese….si dice….

RICEVO E RIPORTO
La riflessione del magistrato dopo l'appello ai giudici del Riesame


Il pm: dalle nuove consulenze accuse ancora più gravi

http://massimilianofrassi.splinder.com
venerdì, 11 maggio 2007

Quando il sospetto di abuso coinvolge una figura autorevole, temuta e rispettata, la gran parte degli adulti non riesce a completare tale evenienza e, immediatamente, produce testimonianze a difesa dell’abusante, dichiarazioni di onore e di incorruttibilità, spesso scende per le strade ed organizza cortei. Penso che nel fare così, molte volte, una comunità di adulti cerchi di difendersi dalle proprie stesse paure. Se un maestro o un sacerdote ha abusato di alcuni bambini, allora tutti i bambini della comunità potrebbero essere (o essere stati nel passato) vittime potenziali. Sostenendo a spada tratta l’innocenza del presunto colpevole, un adulto cerca di conquistarsi un lasciapassare per la propria tranquillità famigliare. E’ come se dicesse a se stesso “Se io mi convinco che quella persona non può avere abusato di un altro bambino, allora anche i miei figli – e i bambini che io conosco – stanno al sicuro”.