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Italian Journal of Psychology and Internet
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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
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ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
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mercoledì 16 gennaio 2008

Dai rifiuti di Napoli al rifiuto di Ratzinger, passando per Galileo e Popper

Finalmente qualcuno, più dotto e autorevole di me, l’ha messo nero su bianco: una contrapposizione di idee non è paragonabile ad un tribunale penale, in cui il ‘perdente’ finisce in prigione, accecato o sul rogo!

Il Cardinale della Controriforma e Karl Popper

Lunedì 14 gennaio, al Tg2 delle 20.30, un fantasioso giornalista, nel dar conto della contestazione di docenti e studenti della “Sapienza” contro la visita di Benedetto XVI, ha creduto bene di ricostruire la vicenda di Galileo Galilei e dei suoi “problemini” con la Chiesa, a beneficio del grande pubblico televisivo. Certo, la vulgata ottocentesca ha accentuato i termini dello scontro in senso anticlericale; certo, Galileo non era portatore di prove in quel momento inconfutabili; certo, non è finito bruciato sul rogo (come Giordano Bruno); ecc. ecc.: tutto bene. Quel che, tuttavia, non funziona è paragonare il nostro grande scienziato ad un signore un po’ troppo rigido sulle sue posizioni, e accreditare il Cardinale Roberto Bellarmino, uno dei padri della Controriforma, quale – parole testituali – «Popper ante litteram», per aver consigliato a Galileo di presentare le sue tesi come mere ipotesi e non come rappresentazioni della realtà. Insomma, il Cardinale Bellarmino, un uomo di grande fede e intelligenza, ma anche di un’intransigenza formidabile, un pilastro della Chiesa al tempo dell’Inquisizione, sarebbe un apostolo della «società aperta». Ma, dico: stiamo scherzando? E poi ci lamentiamo se i nostri ragazzi all’Università non s’iscrivono a Fisica o a Matematica; se le scienze dure sono sistematicamente disertate dai giovani; se i talenti se ne vanno nei laboratori americani. Perché mai dovrebbero restare in un paese che, anziché celebrare i suoi maggiori intellettuali di rango planetario, promuove come «liberali» coloro che li perseguitarono, partendo dal presupposto che, sul momento, non era ben chiaro chi avesse ragione e chi avesse torto? Comunque, circa il futuro della ricerca scientifica, possiamo stare tranquilli: 1,3 miliardi di cinesi e 1,1 miliardi d’indiani, con i loro campus tecnologici ormai di altissimo livello, penseranno a colmare i vuoti lasciati da europei o americani nuovamente sedotti, dopo secoli, dal primato della teologia. Ce ne accorgeremo assai presto.

Roberto Balzani
Presidente Associazione Mazziniana Italiana

tratto da http://www.politicaonline.net

venerdì 1 giugno 2007

Il video della BBC sui preti pedofili e le vicende di Rignano Flaminio, 'inquadrate' devotamente e zelantemente da Giuliano Ferrara

Questo articolo di Giuliano Ferrara è da incorniciare, per tempi futuri, quelli del proseguimento del processo per i fatti di Rignano Flaminio, e quelli del sempre possibile ripensamento, o risveglio, di una mente laica momentaneamente devota, anzi, come succede sempre ai neoconvertiti, zelantemente devota.


quote (anonimo sardo @ 1 Jun 2007, 13:49 )
GRANDISSIMA RISPOSTA "PREVENTIVA" DI FERRARA A SANTORO:

Il rogo delle streghe cattoliche
Al nuovo oscurantismo secolarista i porno-pedo-media tracciano la rotta
Certo che esistono preti capaci di abusi sessuali, omosessuali e pedofili. Come esistono laici, in ogni settore della vita privata e della vita civile, capaci di ridurre a strumento il corpo di un altro. La differenza, semmai, sta nel fatto, segnalato da un’invettiva di Francesco Agnoli su queste colonne, che per i cattolici questo abuso è indubitabilmente peccato, mentre per la morale laica è sempre più difficile fissare un confine che divida un amore diverso da un’offesa all’umanità e ai diritti dell’altro, e in particolare del bambino o della bambina. In Olanda, accanto alla legislazione matrimoniale tra le più variegate e libere del mondo, è sorto in nome della libertà un partito che intende riabilitare il concetto e la pratica della pederastia. Nella tradizione greco-pagana e romana, prima del cristianesimo, l’amore e il libero desiderio per i fanciulli e le fanciulle erano d’altra parte uno dei codici poetici e filosofici nobili della vita associata. Ma ora il mondo di Lolita e del marchese De Sade rovescia il proprio libertinismo, sia nella sua versione letteraria alta sia in quella bassa, semplicemente morbosa e brutale, in una caccia alle streghe cattoliche, nel rogo ideologico di un’istituzione, il sacerdozio, che la Riforma protestante e gli spiriti protestanti del mondo moderno rigettano in nome del sacerdozio universale, nel quadro di un attacco illiberale ai sacramenti e alla tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Una campagna vergognosa la cui rotta è tracciata invariabilmente dai media pedo-pornografici, con le facce imbellettate e i capelli imbionditi dall’henné a testimoniare il diritto alla generalizzazione, alla diffamazione specifica, all’insinuazione, al delirio morboso che trasforma fatti precisi in fenomeni diffusi e fuori controllo, adombra complicità per ogni dove, punta in alto per attaccare il clero come tale e rimodellare la chiesa dall’interno secondo i dogmi fanatici della cultura secolarista. Primo dogma lo share.
Siamo appena usciti dal Grande Fratello Pedofilo di Rignano Flaminio, non abbiamo ancora elaborato il lutto di un’indagine che ha fatto strame di persone umane e di bambini vessati dalle fobie adulte senza uno straccio di prova, in omaggio al culto morboso dell’antipedofilia militante, ed ecco che l’amore dovuto ai piccoli diventa strumento d’attacco calunnioso in odio ai preti e a quel che significano di diverso, di irriducibile, nel mondo moderno. Laicisti Torquemada da strapazzo, che hanno fatto fuori un cattolico da un incarico pubblico in Europa accusandolo di aver usato la parola peccato, pur ben distinta dalla parola reato, importano in Italia al livello più basso, la programmazione di quell’azienda culturalmente fallita che è la Rai, un banale volantino anticlericale confezionato da quell’azienda civilmente fallita che è la Bbc, tribuna di tutte le calunnie sulla guerra e sulla pace. Buona visione.


*



http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=147226&f=194&st=480
1 Giugno 2007

Video Bbc sui preti pedofili ad "Annozero"

Ieri sera è stato mandato in onda nella trasmissione condotta da Michele Santoro, “Annozero”, il video della Bbc sui preti pedofili.


Dopo le critiche da parte di padre Federico Lombardi, ufficio stampa del Vaticano, che ritiene il documentario ingiusto quando appunta le sue critiche sulle motivazioni di documenti ecclesiali di cui viene svisata la natura e la finalità; e da parte del centrodestra che lo ritiene un processo unilaterale contro la Chiesa e lo definisce un nuovo esempio di tv spazzatura, Michele Santoro si difende dicendo che “ieri sera si è avuta una prova di grande civiltà, Monsignor Fisichella ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti".


È chiaro l’attacco alla politica italiana che tende a frenare la libertà dei giornalisti. È una situazione indegna di un Paese civile. Bisogna entrare in una sfera di civiltà che negli altri Paesi, come Inghilterra e Stati Uniti, è normale. Noi ci stiamo abituando ad un bassissimo tasso di libertà. E questo non va per niente bene. È un vero scandalo!


Daniela


http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/rai-cda/commenti-annozero/commenti-annozero.html
e
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10504&fromplayer=10504&stream=video

ildelfino.ilcannocchiale.it

giovedì 31 maggio 2007

Video BBC sui preti pedofili: in onda questa sera, 31/05/07, su Anno Zero

Annozero, record di ascolti tra le polemiche

http://www.repubblica.it

La trasmissione ha registrato un vero e proprio record di ascolti, è stata seguito da 4.781.000 spettatori con il 21,01% di share.

Si tratta del risultato migliore da quando Santoro, il 14 settembre dello scorso anno, è tornato in tv. La prima puntata di Annozero, dopo oltre quattro anni di assenza di Santoro dal piccolo schermo, fu seguita da 3.794.000 spettatori con uno share del 15,97.


AI: SIR, NON ESISTE NOSTRA NOTA SU VIDEO BBC

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.990378810

SI TRATTAVA DELLA PRESA DI POSIZIONE DI FRANCO MUGERLI


Citta' del Vaticano, 31 mag. - (Adnkronos) - Il Sir, l'agenzia stampa dei vescovi italiani, ha smentito ufficialmente questo pomeriggio di aver diffuso nella mattinata di oggi una nota nella quale esprimeva il giudizio di sciacallaggio giornalistico a proposito del video della Bbc ''Sex crime and Vatican''.



ADN Kronos - 1 ora, 9 minuti fa

Roma, 31 mag . (Adnkronos) - Il filosofo Gianni Vattimo, docente all'Universita' di Torino ed ex europarlamentare DS, e il professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, teologo, terziario carmelitano e prossimo diacono, oltreche' ex parlamentare di Forza Italia e dell'Udeur, saranno i protagonisti di ''Confronti'', il programma condotto da Gigi Moncalvo in onda su Raidue domani alle 23.30. L'intera puntata sara' dedicata alle reazioni, ai commenti e alle polemiche sul documentario della BBC Sex Crimes and the Vatican, la vicenda legata al programma ''Anno Zero'' di Michele Santoro, e sugli interrogativi suscitati dal filmato a otto mesi dalla prima messa in onda (1 ottobre 2006). Nel corso del programma verra' ospitata l'opinione di Vittorio Sgarbi il quale, tra l'altro, rispondera' alle critiche di Corrado Augias formulate su La Repubblica.

Chiarita la questione aperta dal pronunciamento del Tar Lazio
che aveva sospeso l'efficacia di un'ordinanza ministeriale in materia"
Il Consiglio di Stato dà ragione a Fioroni
La religione porterà crediti per la maturità
di SALVO INTRAVAIA

Video BBC sui preti pedofili: 'il pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori' ...


Spaccatura sulla trasmissione dedicata al tema dei preti pedofili
Cda Rai diviso sulla puntata di Anno Zero
Un documento, votato dai soli consiglieri della Cdl, sottolinea «l’esclusiva responsabilità del Direttore Generale»

http://www.corriere.it

ROMA - Finale burrascoso per il Cda della Rai. Terreno dell'ennesimo scontro la puntata di Anno zero sui preti pedofili, prevista per giovedì sera. I cinque consiglieri del centrodestra, rimasti soli in consiglio, hanno approvato un documento in cui si sottolinea «l’esclusiva responsabilità del Direttore Generale in merito alla corretta gestione della trasmissione, da lui autorizzata e lo impegna, nell’ambito ed in coerenza con i suoi poteri e responsabilità sopra richiamati, di vigilare affinché la trasmissione in questione risponda alle esigenze del pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori, il più rigoroso rispetto delle leggi nonché di tutte le diverse idee e sensibilità». Alla votazione - spiega una nota di Viale Mazzini - non hanno preso parte il Presidente Claudio Petruccioli e i Consiglieri Curzi, Rognoni e Rizzo Nervo, che avevano abbandonato la seduta.
30 maggio 2007



ROMA - Dopo le polemiche - dentro e fuori da Viale Mazzini - stasera Annozero, il programma di Michele Santoro in onda su Raidue in prima serata, dedicherà la puntata a Sex crimes and the Vatican, l'inchiesta della Bbc sui crimini sessuali commessi da religiosi trasmessa dall'emittente britannica lo scorso ottobre.

Ospiti della puntata - messa a punto, si sottolinea dalla redazione di Santoro, informando minuto per minuto la direzione generale - saranno monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense; don Fortunato Di Noto dell'Associazione Meter, che da anni lotta contro il fenomeno della pedofilia su Internet; il matematico Piergiorgio Odifreddi, autore di Perché non possiamo essere cristiani; il giornalista Colm O'Gorman, che ha firmato l'inchiesta.
Questo e' la Politica Medioevale del Vaticano
che censura,terrorizza ed alla fine ottiene solo odio e paura, da tutti!
http://video.google.it/videoplay?doci...

http://www.youtube.com/watch?v=HwY1Juhz6mM
A poche ore dalla messa in onda del reportage della Bbc sui preti e la pedofilia duro attacco della Sir, l'agenzia della Cei...

"Noi - spiega ancora Mugerli - non abbiamo paura della verità. Riteniamo la pedofilia un grave crimine contro l'umanità e la Chiesa. Ma facciamo nostro quanto richiamato da papa Giovanni Paolo II ai vescovi americani: 'pur riconoscendo il diritto alla dovuta libertà d'informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo'. In questo modo non si aiuta la ricerca della verità, ma al contrario si contribuisce alla perdita del senso morale della società".

venerdì 25 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili è scomparso da Google e da YouTube

YouTube e il motore di ricerca oscurano Sex Crimes and the Vatican
Ma è ancora possibile vederlo in altri siti. Andrà in onda sulla Rai il 31 maggio
Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"

http://www.repubblica.it

Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"

ROMA - "Il video non è più disponibile per motivi di diritti d'autore, detenuti da Bbc Worldwide Inc.". Questa la laconica scritta in rosso che appare su Google.com e YouTube se si cerca di aprire il documentario sul Vaticano e i crimini sessuali, realizzato e mandato in onda dall'emittente pubblica britannica nel 2006 e diffuso ormai quasi ovunque in rete. E' un fatto: se è vero che milioni di persone lo hanno già scaricato e visto - solo 600mila negli ultimi giorni - il filmato dello scandalo è scomparso dai maggiori motori di ricerca, Google in testa, e di conseguenza da YouTube, il più popolare sito di video, anch'esso di proprietà del colosso di Mountain View.

Le motivazioni ufficiali sono legate alla protezione del copyright: la Bbc ha infatti venduti i diritti per la trasmissione del documentario in Italia alla Rai - costo 25.000 euro - e il video andrà in onda il 31 maggio nel corso della trasmissione "Annozero" condotta da Michele Santoro. Ma c'è chi non esclude che siano entrati in gioco anche altri fattori: il Vaticano ha protestato in modo deciso contro la diffusione del video in rete, e il quotidiano Avvenire si è scagliato contro il filmato, definendolo un "infame calunnia via internet".

Il documentario sui sacerdoti cattolici in Irlanda, Stati Uniti e Brasile accusati di pedofilia è presto diventato uno dei più visti sul web, scatenando dibattiti e lunghe discussioni. Ma se è vero che i siti maggiori lo hanno rimosso è ancora possibile trovarlo, come nelle reti peer-to-peer e su quei siti che non linkano a YouTube ma lo hanno scaricato sui propri server: da noi www.beppegrillo.it, ad esempio.

(25 maggio 2007)
Tra i due litiganti il terzo gode, recita un noto proverbio. Ecco qundi spuntare, nel bel mezzo della diatriba ancora in corso, chi il documentario della BBC sui preti pedofili l'ha già messo in onda: una nota tv romana, Teleambiente, lo ha trasmesso due notti fa.

Il documentario, in ogni caso, è già andato in onda la scorsa notte sull'emittente romana Teleambiente, che fa parte di un consorzio di 7 tv del centro nord. Il filmato verrà riproposto dalla tv nelle prossime ore e probabilmente finirà anche nel palinsesti delle altre emittenti del gruppo. Anche il canale satellitare Nessuno Tv, che si vede su Sky al numero 890 del telecomando, è disponibile a mandarlo nel caso la Rai ci ripensi.

http://www.digital-sat.it/new.php?id=9534


giovedì 24 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili, da Santoro, su RAI2, andrà in onda o no?

Il quesito se lo pongono anche i numerosi partecipanti al forum di Anno Zero

http://www.forum.rai.it/index.php?showforum=194

mentre un video di anticipazione e parziale discussione è visibile qui

Diretta web del 22 maggio 2007




http://www.annozero.rai.it/annozero/generazionezero/...

Intanto si sta scatenando un furibondo fuoco di sbarramento contro Santoro e il suo programma: per negare fondamento al documentario della BBC che denuncia i colpevoli e programmati silenzi sul tema dei preti pedofili da parte delle gerarchie cattoliche, il tentativo palese di chi vuole impedirne la messa in onda è quello di ottenere proprio quello scopo - il perdurare dei colpevoli e programmati silenzi, andando a colpire e infangare Santoro e chi come lui ritiene giustamente di andare in senso opposto, anche a vantaggio del mondo cattolico, che quelle colpe non si merita, e neppure quelle gerarchie.

Per tenere d'occhio quel che si sta scatenando, vale Google News:

http://news.google.com/news?hl=it&ned=&q=Santoro&btnG=Cerca+nelle+notizie

mercoledì 23 maggio 2007

Anno Zero, 20 Marzo 2007. Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

http://www.youtube.com/watch?v=Vh0Zj_e95ME

Added: March 20, 2007
From: freeguerrillaradio



Provided By:
freeguerrillaradio
dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Lei, senatore Andreotti, lamenta che oggi gli omosessuali dilagano, ma forse non sa che sono sempre esistiti. Lo sapeva che i papi, anche Ratzinger ma anche i precedenti, vengono eletti regolarmente sotto le volte affrescate della Sistina, affrescate da un signore che era notoriamente omosessuale come Michelangelo? Lei con quella pessima battuta sul cinemino associa l'omosessualità alla pedofilia, ma la stragrande maggioranza dei gay non sono affatto pedofili, e ci sono tanti pedofili tra gli eterosessuali, e anche fra i preti. Nel 2002 il Boston Globe ha vinto il premio Pulitzer per lo scoop sulle migliaia di casi di pedofilia nel clero coperte dalle gerarchie ecclesiastiche. Frank Keating, che era governatore dell'Oklahoma e poi è stato nominato capo della commissione laica di indagine sull'operato dei vescovi americani in quel frangente, ha paragonato il clero omertoso ai boss mafiosi. Secondo il Dallas Morning News, 2/3 dei vescovi americani (111 su 178) hanno permesso a preti pedofili di continuare a lavorare pur sapendo di che cosa erano accusati, e tra questi c'erano 8 cardinali e 40 vescovi. 7 vescovi sono stati indagati dalla magistratura e molti si sono dimessi. Per esempio l'arcivescovo di Lexington in Kentucky accusato di molestie da un ex chierichetto; l'ausiliario di New York che ha confessato rapporti con donne; e poi il più celebre, il cardinale di Boston, Bernard Law, che ha confessato di avere protetto per vent'anni i sacerdoti pedofili, compresi i rei confessi, poi ne ha cacciati 200.
dal sito anti pedofilia
http://guerrillaradio.iobloggo.com/



martedì 22 maggio 2007

Documentaire de la BBC: la télévision nationale RAI doit ou non diffuser?

Donc, il ne s'agit plus, seulement, d'«émotionnellement correct», la presse en langue française aussi s'interroge sur l'"affaire" du documentaire de la BBC (2006)

VATICAN - ITALIE
Le film qui dérange l'Italie
mardi, 22 mai 2007

http://www.france24.com

La classe politique italienne se déchire sur la question de savoir si la télévision nationale RAI doit ou non diffuser un documentaire de la BBC sur les affaires de pédophilie touchant des prêtres catholiques italiens.

Polémique autour d'un film sur la pédophilie et l'Eglise
Par Reuters

ROME, 21 mai (Reuters) - La classe politique italienne se déchire sur la question de savoir si la télévision nationale RAI doit ou non diffuser un documentaire de la BBC sur les affaires de pédophilie touchant des prêtres catholiques italiens.

Le conservateur Mario Landolfi, président de la commission parlementaire de surveillance de la RAI, a demandé au directeur général de la télévision publique, Claudio Cappon, de refuser de programmer le documentaire "Sex Crimes and the Vatican".

Michele Santoro, journaliste de la RAI classé à gauche, souhaite que ce documentaire soit diffusé dans le cadre du talk show qu'il anime. La BBC l'a programmé en octobre mais il n'a jamais été diffusé en Italie, même si les bloggers ont établi une traduction en italien et qu'il est désormais la vidéo la plus consultée sur Google Video Italia.

Après les déclarations de Landolfi, plusieurs responsables de gauche ont aussitôt parlé de censure. Selon deux parlementaires de gauche, Giovanni Russo Spena et Gennaro
Migliore, le documentaire de la BBC doit être diffusé parce que les affaires de pédophilie au sein de l'Eglise catholique ne sont plus un mystère pour personne.

Alessandra Mussolini, petite-fille du Duce et député de droite, a estimé quant à elle que le documentaire devrait être diffusé car il n'est pas utilisé pour attaquer l'Eglise en tant que telle.



Un documentaire sur le Vatican déchire la classe politique italienne
lefigaro.fr.
Publié le 22 mai 2007
Actualisé le 22 mai 2007 : 15h07

http://www.lefigaro.fr/international/20070522

Le film aborde l’un des tabous les plus importants de l’Eglise : les prêtres pédophiles.

Il avait été diffusé sans encombre en octobre dernier sur la BBC en Grande-Bretagne. Mais en Italie, le documentaire «Sex crimes and the Vatican» est en train de provoquer une véritable scission au sein de la classe politique. Il faut dire que ce film aborde un des tabous les plus importants de l’Eglise : celui des prêtres pédophiles.
Interviews d’hommes d’église à l’appui, cette enquête de la BBC insiste sur un document secret émanant du Vatican, qui selon la chaîne britannique, viserait notamment à étouffer les cas d’abus sexuels sur les mineurs. Ce texte intitulé «Crimen sollicitationis» et rédigé en 1962 a été republié par le cardinal Joseph Ratzinger, en 2001, avant qu’il ne devienne Benoît XVI.
Des révélations jugées indiffusables par le conservateur Mario Landolfi, président de la commission parlementaire de surveillance de la RAI. Cet ancien journaliste, ex-ministre de la Communication de Silvio Berlusconi, a demandé au directeur général de la télévision publique, Claudio Cappon, de refuser de programmer ce film.
Succès sur Internet
C’était sans compter sur la motivation d’un journaliste de la RAI, Michele Santoro, classé à gauche, qui a demandé à acquérir les droits de «Sex crimes and the Vatican» pour pouvoir le diffuser dans son talk-show «Year Zero».
La «croisade» de Mario Landolfi contre ce documentaire a d’ores et déjà provoqué un véritable tollé à gauche et les dénonciations de censure se multiplient. Selon deux parlementaires de gauche, Giovanni Russo Spena et Gennaro Migliore, ce travail de la BBC doit être diffusé car les affaires de pédophilie au sein de l'Eglise catholique ne sont plus un mystère pour personne. Les partisans de cette diffusion ont même trouvé une «alliée» à l’extrême-droite : Alessandra Mussolini, petite-fille du Duce et député de droite, estime qu’il devrait être diffusé car il n'est pas utilisé pour attaquer l'Eglise en tant que telle.
Dans tous les cas, cette polémique risque de desservir la cause de Mario Landolfi : sur Internet, ce documentaire est déjà un succès. Des bloggeurs ont en effet sous-titré en italien le documentaire initial britannique. C’est désormais la vidéo la plus consultée sur Google Video Italia.

La télévision italienne ressort une intox de la BBC

http://www.chretiente.info

22 mai 2007

Le documentaire «Sex crimes and the Vatican» divise la télévision italienne, elle-même liée aux milieux politiques. Le président de la commission parlementaire de surveillance de la RAI, ex-ministre de la Communication de Silvio Berlusconi, a demandé au directeur général de la télévision publique de refuser de programmer ce film. Un journaliste de gauche de la RAI, Michele Santoro, a demandé à acquérir les droits du documentaire pour pouvoir le diffuser dans son talk-show.

Le documentaire, réalisé par la BBC en 2006, se vante de révéler un document secret [sic] du Vatican, qui viserait à étouffer les cas d’abus sexuels commis par des prêtres sur les mineurs. Cette directive intitulée «Crimen sollicitationis» et rédigée en 1962 aurait été republiée par le cardinal Joseph Ratzinger, en 2001, avant qu’il ne devienne Benoît XVI. La subtilité de la manoeuvre antipapiste est aussi discrète qu'un éléphant dans un magasin de porcelaine...

Cette 'enquête' est pourtant déjà connue et votre blog préféré en avait déjà montré l'ineptie : à l'inverse de la désinformation opérée, ce fameux document (que la BBC ne révèle aucunement) rappelle aux victimes de prêtres déviants qu'elles ont le devoir en conscience de dénoncer le prêtre fautif et ajoute que celui qui ne dénonce pas le prêtre qui l'a tenté après avoir été averti de son devoir est automatiquement excommunié. Le but de ce document n'est donc pas de protéger le prêtre fautif.

Michel Janva
© Le Salon Beige,
partenaire de CHRETIENTE.INFO


Buone nuove gente: Papa Ratzinger contro la pedofilia (Gomi no Sensei)

E intanto Risultati 1 - 30 su circa 68 articoli simili.

http://news.google.com/?ncl=1103115086&hl=it

lunedì, 21 maggio 2007
Buone nuove gente: Papa Ratzinger contro la pedofilia
Karo Puk ti Gomi no Zensei,
tata l' otima e frutifera kolaporazione ke apiamo kon tuo plog (il fato ke l' apia skomunikato nula toglie ala stima ke profo per te), foglio rispontere a kritike ke ci stano piofendo atoso ta tuta rete tramite tikiarazione ke ti rilascio in esklusifa.

Per fafore proveti a komunikarla a tuti, altrimenti ti manto a kasa Opus Tei e alora si ke la pace (ma quela eterna) sarà kon te!

Papa Penetetto XVI


http://gominosensei.splinder.com


E INFATTI...



( http://www.predicabeneratzolamale.org/ )

PEDOFILIA: MONS. BETORI, DIOCESI NON RESPONSABILI PER REATI COMMESSI DA PRETI

RISARCIMENTO VITTIME NON E' PREVISTO

Citta' del Vaticano, 22 mag. (Adnkronos) - ''La Chiesa non puo' essere colpevole di un reato commesso da una singola persona''. Cosi' mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ha risposto ai giornalisti, in merito a una notizia apparsa oggi sulla stampa, che riferiva di un risarcimento di un sacerdote di Agrigento nei confronti di una vittima di episodi di pedofilia.

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.968752016

Betori: ecco le falsità del documentario

http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4544603,00.html

"Da parte nostra non c'è nessuna censura ma la lamentela perché ci risulta che il documentario riporti molte falsità di fatto", ha detto Betori in una conferenza stampa a margine dell'assemblea generale della Cei. "Speriamo che il modo in cui viene presentato faccia emergere le falsità, altrimenti non sarebbe un servizio alla verita'", ha aggiunto Betori.

Mons.Betori ha criticato in particolare il fatto che il filmato consideri un documento vaticano del 1962 come emanazione del cardinale Ratzinger mentre all'epoca questi era un semplice teologo.

Un'altra falsità nel documentario, a giudizio di mons. Betori, è che si spacci come un tentativo di coprire i pedofili la norma vaticana che centralizza presso la Congregazione per la dottrina della fede le segnalazioni su casi di pedofilia.

Questa norma, ha ricordato Betori, è stat introdotta proprio dopo lo scandalo dei preti pedofili che ha investito la Chiesa negli Usa e dopo la dura presa di posizione di papa Wojtyla contro i pedofili nella Chiesa. Si tratta, insomma, di adottare "maggiore severità nell'esaminare questi reati e nel punire i criminali che li compiono" e ciò indica l' "attenzione della Santa Sede a questo problema".

A proposito del recente caso di un prete di Agrigento che ha risarcito un ex seminarista del quale aveva abusato, mons. Betori ha precisato che in questo caso non è stata la diocesi, come avviene negli Usa, a risarcire le vittime, e che la legge italiana è differente.

"Come Chiesa - ha precisato mons. Betori - siamo vicini alle vittime e collaboreremo in ogni caso con le istituzioni qualora aprissero procedimenti penali o civili", ma raccomandiamo "severita' ma anche attenzione e discrezione, soprattutto nella prima parte delle indagini" per evitare accuse che poi si rivelino infondate, danneggiando le persone coinvolte.


Il video oltre che su Google sarà in visione sul blog di don Vitaliano della Sala, ex parroco di Sant'Angelo a Scala. E' lo stesso sacerdote disobbediente a comunicarlo in una nota. "Abbiamo scelto di pubblicarlo - spiega don Vitaliano - perché ciascuno abbia la possibilita' di essere informato senza censure, di farsi un'idea di approvazione o di critica e di poterla esprimere. Ovviamente pubblicheremo eventuali smentite ufficiali o chiarimenti".

http://www.tgcom.mediaset.it

Il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali di Preti & Pedofilia che richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento vaticano che impone il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. In Italia non è mai andato in onda né, fino alla richiesta di Santoro ai vertici Rai, i giornali o altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno. Ora grazie al sito www.bispensiero.it è disponibile la versione con sottotitoli in italiano. Lo trovate nella versione integrale al seguente indirizzo:

http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato

Abbiamo scelto di pubblicarlo non per mancanza di rispetto nei confronti del pontefice, ma perchè ciascuno abbia la possibilità di essere informato senza censure, di farsi un’idea di approvazione o di critica e di poterla esprimere. Ovviamente pubblicheremo eventuali smentite ufficiali o chiarimenti.

http://www.donvitaliano.it/?p=496#more-496


Il silenzio è sacro
di Giorgio Sturlese Tosi

Quaranta casi, molti rimasti nascosti. Le curie italiane difendono il segreto. A costo di non rimuovere i molestatori o persino di denunciare le vittime (Dall'archivio, novembre 2006)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-silenzio-e-sacro

La «droite décomplexée » qui assume la colonisation et ses crimes, et une église elle aussi "décomplexée"

LE PAPE CONFIRME LES BIENFAITS DE LA COLONISATION
Anonymous, Samedi, Mai 19, 2007 - 18:12 (Analyses | Religion)
First paragraph (Teaser):

Les déclarations de Benoît XVI lors de son voyage au Brésil, sur l’évangélisation de l’Amérique latine ont provoqué une vive réaction de la part des représentants des communautés amérindiennes.
Rest of the text:

http://www.cmaq.net/fr/node/27418

LE PAPE EN AMERIQUE LATINE CONFIRME LES BIENFAITS DE LA COLONISATION !
(Et suscite de vives réactions)
JACQUES RICHAUD

Les déclarations de Benoît XVI lors de son voyage au Brésil, sur l’évangélisation de l’Amérique latine ont provoqué une vive réaction de la part des représentants des communautés amérindiennes. (La Croix 15 5 2007 )

L’OFFENSE :

On croyait le discours de légitimation de la colonisation réservé à certains hommes politiques inspirés par le révisionnisme et le refus de la repentance ; c’était oublier un peu vite que les crimes coloniaux ont eu pour alibi souvent l’évangélisation des continents conquis autant que la spoliation de leurs richesses et parfois l’esclavage. Sur l’alliance «du sabre et du goupillon » l’encre a déjà beaucoup coulée, mais jamais autant que le sang de ceux qui résistaient à l’exploitation ou à la conversion. (http://www.oulala.net/Portail/article.php3 ? id_article=2803)

Un nouveau révisionnisme se révèle par la bouche de BENOIT XVI qui après s’être illustré à Ratisbonne à l’automne 2006 en confirmant la supériorité absolue de la religion chrétienne, piétine désormais les cultures amérindiennes dont il légitime l’extinction.

- Voici un extrait de son discours du dimanche 13 mai à APARECIDA : « Qu’a signifié l’acceptation de la foi chrétienne par les peuples d’Amérique latine et de la Caraïbe ? », s’était interrogé le pape dès le début de son discours d’ouverture de la 5e conférence générale de l’épiscopat latino-américain et de la Caraïbe (Celam). « Pour eux, cela a signifié accueillir le Christ, le Dieu inconnu que leurs ancêtres, sans le réaliser, cherchaient dans leurs riches traditions religieuses », répondait aussitôt Benoît XVI.

- Il n’a pas suffit pour le Pape d’affirmer que ceux dont les riches civilisations ont été asservies ou exterminées par Cortès et ses successeurs, aidés par des cohortes de Jésuites, attendaient, en fait, depuis toujours la venue de ce «salut », expliquant la naturellement spontanée «acceptation de la foi chrétienne » ; le Pape devait rajouter que ceci ne s’est à aucun moment accompagné d’imposition ou d’aliénation : « En effet, l’annonce de Jésus et de son Evangile n’a supposé, à aucun moment, une aliénation des cultures précolombiennes, ni ne fut une imposition d’une culture extérieure, a précisé le pape…. »

- A ceux qui voudraient ne pas laisser s’éteindre l’héritage de ce qui avait précédé «la conquête », le Pape exprime même une mise en garde inquiétante, qui sent encore le souffre et les fumées de l’inquisition : « L’utopie de redonner vie aux religions précolombiennes, les séparant du Christ et de l’Église universelle, ne serait pas un progrès mais une régression », concluait le pape se félicitant de «la sagesse des peuples indigènes », qui a su «les conduire heureusement à une synthèse entre leurs cultures et la foi chrétienne que les missionnaires leur offraient ».

Parvenu à ce stade on peut même craindre que le Pape décide de reprendre la très célèbre «controverse de Valladolid » au terme de laquelle l’église finit par convenir du fait que les Indiens d’Amérique avaient une âme et appartenaient bien au genre humain…Il semble que cette vérité ne soit que la résultante de la colonisation et n’ait pu la précéder. Les «bienfaitss de la colonisation » que d’autres ont jugé matériels, sont ici résumés par le fait d’avoir rejoint «l’église universelle… ». Le Pape fonde ici une supériorité de la chrétienté tout aussi arrogante et dangereuse que tous les discours autour de «l’axe du bien », avec lesquels Benoît XVI a déjà à plusieurs reprises montré bien des convergences.

LES REACTIONS :

Mais les peuples d’Amérique latine sont en train de montrer au monde qu’ils ont non seulement «une âme », pour ceux très nombreux qui ont la foi, mais aussi une volonté d’émancipation et de reconnaissance de leur dignité qui ne peut se construire en prolongeant leur asservissement aux empires comme aux églises qui prétendent aussi leur dicter des codes moraux issus de temps moyenâgeux : "Total désaccord"… « le pape est ignorant de l’Histoire », a protesté lundi Felipe Quispe, un dignitaire des Indiens aymaras et ancien candidat à la présidentielle bolivienne. « Nier que l’imposition de la religion catholique a été utilisée comme un mécanisme de domination sur les peuples indigènes, c’est vouloir occulter l’histoire, » a renchéri Luis Evelis Andrade, directeur de l’Organisation nationale indigène de Colombie. « Nous ne pouvons accepter que l’Eglise nie sa responsabilité dans l’anéantissement de notre identité et de notre culture. » De son côté, Aloysio Antonio Castelo Guapindaia, président de la Fondation nationale de l’Indien, au Brésil, a souligné que «Il y a bien eu imposition de la religion pour dominer les populations locales ».

Au sein même de l’Eglise catholique certains reconnaissent que la colonisation et l’évangélisation forcée furent bien le premier «choc des civilisations » en confirmant : « L’évangélisation a été une imposition ambiguë, violente, un choc de cultures, qui a causé un préjudice total aux Indiens », a ainsi déclaré la théologienne Cecilia Domevi, une responsable du Celam pour les questions amérindiennes, qui se dit «en total désaccord » avec les propos de Benoît XVI.

Interrogé mardi 15 mai par La Croix, le Bureau de presse du Saint-Siège semble embarrassé et s’est refusé à tout commentaire à ce sujet estimant qu’»une réaction provoquerait de nouvelles réactions ».

Une telle déclaration, s’inscrivant dans l’actuel contexte de tensions mondiales qui n’épargne pas non plus l’Amérique latine, jugée par «l’Empire » un peu trop soucieuse d’indépendance et par le Vatican un peu trop éloignée de l’orthodoxie dogmatique, sonne comme une mise en garde et un rappel à une allégeance qui est aussi le message du versant spirituel de «l’axe du bien ». Le goupillon est au Vatican mais le sabre est au Pentagone et les Indiens sont invités à ne pas l’oublier.

UNE VRAIE DEMARCHE REVISIONNISTE ET POLITIQUE

On peut objecter qu’il convient de considérer le fanatisme parallèle des "islamistes", et c’est vrai !. C’est exactement le fond de la question ! Dans le "choc des civilisations" se trouvent des hommes de foi, acteurs explicites de la justification des intolérances et des guerres faites au nom de leur propre conception du monde.

QUELQUES REMARQUES cependant :
- L’islamisme n’est qu’une perversion marginale même si elle possède un terrible pouvoir de nuisance, d’une religion vécue pacifiquement par des centaines de millions d’hommes ; et ce n’est pas depuis La Mecque que sont énoncées les fatwa et organisés les actes sanglants réalisés au nom d’un Islam perverti. Aucun régime politique de pays musulman ne légitime ouvertement ces discours.
- La chrétienté jouit , elle, de son insertion dans nos cultures qui la fait bénéficier de bienveillance peu scrupuleuses qu’une connaissance plus approfondie rendrait suspecte

LA DECLARATION DE BENOIT XVI EST ASSUREMMENT POLITIQUE ET REVISIONNISTE :
- POLITIQUE EN EFFET : C’est bien du Vatican que provient "l’autorité" du discours papal qui ne semble scandaliser aucune de nos diplomaties occidentales. Dans "le choc des civilisations" voulu par certains, le parallélisme des discours antagonistes s’impose, mais dans un cas la "condamnation" de l'Islam intégriste sert à "essentialiser" l'Islam tout entier (Ce que le Pape lui-même a fait à Ratisbonne en 2006); dans l'autre cas, celui du Pape, nous nous comportons comme si l’aide apportée par le prélat à la thèse du choc des civilisations était bienvenue...Dans le même discours du 13 mai aux Caraïbes il ne manquait pas de condamner aussi "le système marxiste (responsable d'une)...douloureuse destruction des esprits". Pour ceux qui considèrent que toute religion est aliénante cette dernière affirmation est un défi à la raison.
- REVISIONNISTE INCONTESTABLEMENT : Il convient aussi en effet de noter à quel point ce discours représente un revirement du porte-parole de l’église catholique par rapport à son prédécesseur: En 1992, le Pape Jean Paul II, cinq cent ans après la découverte de l’Amérique (et son évangélisation forcée) venait sur l’Ile de Saint-Domingue pour faire «repentance » publique "pour les crimes commis par l’Eglise au nom de l’évangélisation des populations indiennes…." Son successeur décide brutalement d’annuler ce message.

Comme notre nouveau président Français il veut en finir lui aussi avec la repentance… !

Il est donc un autre parallèle possible, celui entre la «droite décomplexée » qui assume la colonisation et ses crimes, y compris l’esclavage et une église elle aussi "décomplexée" qui assume d’avoir participé au génocide amérindien et à la destruction de cultures sur chaque continent conquis, au nom de sa foi .
Author:
JACQUES RICHAUD


Il video della BBC sui preti pedofili. Fassino: prudenza sul video

I DL sempre più DC: equilibrio, prudenza, DICO? NO, NON DICO... (E LA VICENDA DI RIGNANO E' SCOMPARSA DALLE CRONACHE...)

Il caso Santoro
Fassino: preti pedofili. Prudenza sul video
«Il filmato Bbc su Annozero? Bisogna avere equilibrio» Oggi la Rai decide se trasmetterlo. Forza Italia non dice no

http://www.corriere.it

ROMA — Il dialogo tra Piero Fassino e il mondo cattolico continua. L'ultimo messaggio del segretario Ds ha come sfondo la polemica sul caso Santoro, ovvero sul possibile acquisto del video «Sex crimes and Vatican» da parte di «Annozero», un duro filmato sui preti pedofili che sarebbero stati protetti dal Vaticano e dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. Avverte Fassino: «L'argomento è tale che richiede da parte di tutti equilibrio e prudenza».

Nessun suggerimento al vertice Rai: «Si tratta di una decisione che compete all'azienda. Quando si affronta una materia così delicata servono molta attenzione e prudenza perché l'impatto di qualsiasi immagine, notizia o commento su temi così sensibili richiede equilibrio e prudenza». L'analisi è chiara: accostare il nome di Benedetto XVI alla pedofilia senza «equilibrio e prudenza» è un rischio. Non per niente, il giorno dopo il conclave del 2005, Fassino rilasciò un'intervista al «Corriere della Sera» in cui disse di Ratzinger: «Un uomo che certamente mi interessa. Ciò che dice e scrive, anche quando non condivisibile, è di straordinaria intensità etica e culturale. E coglie un punto che tutti oggi avvertono: il mondo non può vivere senza una scala di principi e valori etici». La dichiarazione di ieri arriva dopo la svolta di Fassino sui Dico («il problema può essere risolto anche agendo sul codice civile») che ha scatenato le rimostranze di verdi, Sinistra democratica, Rifondazione e comunisti italiani ma ha avuto il plauso di «Avvenire ». E dopo l'«attenzione» con cui il segretario Ds ha seguito il Family day.

Oggi c'è Mario Landolfi, presidente An della Vigilanza, a dar ragione al segretario Ds: «Giusto, sul filmato ci vuole prudenza». Ma il filmato verrà trasmesso o no? Lo deciderà oggi il Consiglio di amministrazione della Rai. Intanto Enrico Mentana da casa Mediaset avverte: «Se la Rai non lo vuole, il documentario della Bbc lo compriamo noi per "Matrix"». Oggi il caso verrà prima esposto dal direttore generale Claudio Cappon e poi discusso. Le posizioni sono note. Sandro Curzi (area Rifondazione- Verdi) è a favore della sua messa in onda perché «Santoro deve decidere in piena autonomia», al contrario Marco Staderini (area Udc) ha già annunciato che si batterà in ogni modo per impedirlo. Però ieri si registrava da parte di Forza Italia quasi l'ammissione che la puntata si farà. Dichiarazione di Elisabetta Gardini, portavoce del partito: «Se crede Santoro vada pure in onda, vada avanti, si svergognerà da sé, giudicheranno i cittadini italiani, la Vigilanza e il Cda Rai». Il consigliere Giuliano Urbani, stessa area di riferimento, ammette l'impossibilità pratica di non procedere con l'acquisto «per il contratto- quadro tra Bbc e Rai cui attingono abbondantemente anche Giovanni Minoli e Piero Angela. In Consiglio parlerà Cappon e annuncerà le decisioni». Perché l'ultimo responsabile editoriale dell'azienda resta sempre e comunque il direttore generale.
Paolo Conti
22 maggio 2007


22 Maggio 2007

Bagnasco: la discesa in campo

Ieri ho reagito un po sulla scia dell'incazzatura che poi - per fortuna è scemata.
Ripensando ancora una volta a quanto scritto da Fassino, leggendo opinioni in giro per il web, leggendo quanto riportato oggi dalla stampa online però non ci si può esimere dal tornar sull'argomento e confrontare la posizione di Fassino con la posizione di Mons. Bagnasco e la CEI riportata su tutti i maggiori quotidiani.

Cosa ha detto - in breve - Bagnasco:

  • consolante per noi vescovi vedere quella piazza [Nota: FM: Piazza S. Giovanni in occasione del Family Day] piena di famiglie e di bambini
    ...è scaturito dalla Nota dei vescovi a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto
  • l'intolleranza prevaricatrice che ha indotto il Parlamento europeo ad avanzare fino ad oggi ben 30 richiami censorii nei confronti della Chiesa Cattolica
  • il rischio di una contrapposizione strumentale tra laici e cattolici
  • [Nota di FM:: contro la chiesa] si levano a volte accuse di omofobia.
per riassumere, Bagnasco afferma che la chiesa non è omofoba e che non vuole fare politica.

Balle!
Non era forse la CEI a parlare di "Non Possumus" e di impossibilità per i politici cattolici d votare leggi contrarie alla volontà della chiesa?
Non era forse la CEI a dire che bastavano alcune modifiche al codice civile invece che una legge per l'istituzione di un nuovo istituto per le coppie di fatto?
Non era forse Bagnasco quello ceh associava gli omosessuali ai pedofili?
E allora, Fassino da che parte stà?
Fassino sa bene che senza la creazione di un nuovo istituto - non quello schifo dei DiCo - non saremo mai portatori di diritti oltre che non avremo mai pari dignità ma preferisce non prendere posizione e sacrificare quelle che stimano essere 500.000 coppie piuttosto che far incazzare la CEI con una presa di posizione laica che ribatta punto su punto le balle di Bagnasco. Forse è il caso che si vada a rileggere quanto scritto da Politi su Repubblica ieri prima che si svegli e si accorga di vivere in un mondo di illusione a cui non crede nemmeno lui.

LA LETTERA
I diritti prima di tutto, anche cambiando il codice
di PIERO FASSINO

http://www.repubblica.it

CARO direttore, riconoscere diritti e tutele a chi ha scelto di vivere la propria affettività e sessualità nella forma della coppia di fatto corrisponde a principi di civiltà, di giustizia, di rispetto delle persone. Anche perché la stragrande maggioranza di coloro che convivono, ha fatto e fa questa scelta del tutto liberamente e consapevolmente, con una intensità affettiva e voglia di amore non inferiore a chi sceglie di sposarsi.

Assistere in ospedale la persona con cui si convive da anni; poterla visitare in carcere; subentrare nella titolarità di un affitto quando la convivenza si interrompe o il convivente muore; usufruire di forme parziali di reversibilità previdenziale e di ereditarietà; tenere conto dell'esistenza di un vincolo di convivenza per la regolarizzazione di un convivente extracomunitario: sono tutele e prerogative che una società moderna e civile deve saper riconoscere e a questo obiettivo si è ispirata la scelta del governo di presentare in Parlamento il disegno di legge Dico.

Continuo a pensare che quel disegno di legge sia equilibrato e rispettoso dei caratteri precipui della famiglia fondata sul matrimonio così come definiti dall'articolo 29 della Costituzione.

Tuttavia gli esigui e incerti equilibri parlamentari rischiano di non consentire l'approvazione di quella legge. E, dunque, chi si batte per i diritti delle persone conviventi è di fronte ad una scelta: semplicemente riconfermare la soluzione Dico, scontando tuttavia che non venga approvata e rinviando sine die la soluzione del problema. Oppure ricercare con quali altri strumenti realizzare gli stessi diritti. A questa seconda possibilità mi sono ispirato nel dichiarare una disponibilità a esaminare anche strumenti diversi dai Dico, pur di realizzare una soluzione che riconosca i diritti delle persone conviventi.

Una disponibilità sia a esaminare altri progetti di legge depositati al Senato - tra cui quello del senatore Biondi che potrebbe facilitare una convergenza tra centrosinistra e almeno una parte del centrodestra - sia a verificare la praticabilità di riconoscere i diritti dei conviventi attraverso norme di diritto comune, cioè in articoli del codice civile, come viene proposto dalle associazioni cattoliche promotrici del Family Day.

Insomma, prima di tutto i diritti. La disponibilità, infatti, a discutere soluzioni diverse dai Dico muove da punti in ogni caso per me irrinunciabili: quale che sia lo strumento adottato, i diritti riconosciuti devono essere gli stessi previsti nel disegno di legge Dico; devono essere uguali sia per chi convive in coppie eterosessuali che omosessuali; e devono essere fondati su un atto che abbia valore legale per consentire a quei diritti di essere certi, esigibili e, in caso di contenzioso, opponibili a terzi.

Non mi nascondo naturalmente la difficoltà di una tale strada. E vorrei che anche i nostri interlocutori avessero consapevolezza di tale difficoltà non sottovalutando, ad esempio, che anche la modifica del codice civile implica un percorso complesso. Tuttavia se questa può essere la soluzione, perché non esperirla? Se non ci si vuole limitare semplicemente a proporre soluzioni che poi non vedono la luce e invece si vogliono davvero ottenere diritti certi e praticabili, la disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni è ineludibile e necessaria.

E non vedo proprio per quale ragione battersi perché i diritti delle persone siano non solo affermati in via di principio, ma riconosciuti e resi concreti, rappresenterebbe una messa in discussione della laicità.

P. S. Quando alla metà degli anni '70 il terrorismo cominciò ad attuare la sua strategia di morte, non esitai a dire - mentre altri sostenevano che erano "neri mascherati" - che invece il terrorismo rosso c'era davvero e che la sinistra doveva riconoscerlo e combatterlo senza reticenze ed esitazioni.

Quando all'inizio degli anni '90 nei Balcani la follia della pulizia etnica portò alla negazione di ogni forma di dignità delle persone e a sofferenze inenarrabili - mentre altri si rifiutavano di accettare qualsiasi intervento - dissi che non si poteva rimanere inerti e si doveva ricorrere anche all'uso della forza perché la pace non basta invocarla, bisogna perseguirla.

Da almeno dieci anni vado dicendo che la sicurezza del cittadino non è un tema di destra, come troppi a sinistra continuano a credere, ma un'aspirazione del tutto normale di ogni persona che la sinistra ha il dovere di riconoscere e di garantire. Di fronte a quelle mie parole ogni volta c'è stato qualcuno a sinistra che ha gridato allo scandalo e al tradimento, salvo poi dover riconoscere in ritardo che quelle affermazioni erano fondate e giuste. Vorrei evitare che anche sui diritti delle coppie di fatto si ripetesse l'ennesimo rito dello scandalo indignato a cui, anni dopo, far seguire una ragionevolezza tardiva.

(20 maggio 2007)

lunedì 21 maggio 2007

Pedofilie ecclesiastiche: quando Ratzinger insabbiò

Non sappiamo e non vogliamo sapere di questo video documentario sui
preti pedofili, preferiamo documenti ufficiali come quello del
CRIMEN SOLLECITATIONIS che viene qui citato in seguito, ma stando
al Corriere della Sera, del 21 settembre 2005, sappiamo che quando
Ratzinger era cardinale tentò di coprire alcune molestie sessuali
commesse da un seminarista....

Come capo di Stato il Pontefice non è processabile
Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa

Il vice ministro della Giustizia blocca il procedimento contro
Benedetto XVI per il documento «Crimen Sollicitationis»

ROMA - La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata
in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa
Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie
sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo
l'intervento dell'Amministrazione Bush è assai probabile che la
denuncia venga respinta.

Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler,
ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla
cosiddetta "suggestion of immunity", una misura legale che stando a
quanto stabilito dalla Corte Suprema dev'essere obbligatoriamente
recepita dai tribunali di grado inferiore.

Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI
gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che
avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi
della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno
allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede. La stessa
Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto
all'Amministrazione di intervenire con la "immunity suggestion" e
chiudere il caso.

Nel corso del mese di agosto, Daniel J. Shea, l'avvocato americano
che aveva citato in giudizio il Pontefice quando era ancora
Cardinale, era venuto a Roma su invito del partito Radicale; in
quell'occasione aveva auspicato che George W. Bush non concedesse
l'immunità diplomatica a Papa Benedetto XVI nell'ambito del
procedimento - civile, non penale - aperto in Texas. Lo scomodo caso
era approdato infatti anche sul tavolo del presidente degli Stati
Uniti.

Insieme a Joseph Ratzinger, nel procedimento aperto nel gennaio 2005
sono citati l'arcivescovo di Galveston, monsignor Joseph Fiorenza e
i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard. Patino,
colombiano di nascita, è attualmente latitante ed era stato accusato
da tre giovani che frequentavano la chiesa di San Francesco di
Sales, a Houston: le molestie risalirebbero alla metà degli anni
Novanta, e contro il seminarista è stato aperto un procedimento
penale.

Le accuse mosse a Ratzinger riguardano invece un documento emesso
nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede:
una "Istruzione" dal titolo "Crimen Sollicitationis", che sanciva la
competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi
delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico,
tra cui «la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti
impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni».
Inquadramento assurdo, secondo l'avvocato Shea, visto che a
differenza degli altri delitti (dalla violazione del sigillo
sacramentale a quelli contro il sacramento eucaristico) la
pedofilia «è un reato, non un peccato».

Secondo il Vaticano il documento "Crimen Sollicitationis" sarebbe
decaduto, ma secondo Shea non è così: l'avvocato aveva citato una
lettera del 18 maggio 2001, di cui era giunto in possesso, firmata
da Ratzinger e dall'arcivescovo Tarcisio Bertone, all'epoca
segretario dell'ex Sant'Uffizio, in cui si parlava del documento del
1962 «in vigore fino ad oggi».

E' sulla base di questa lettera che Shea aveva accusato Ratzinger di
aver "coperto" le molestie sessuali su minori: «Questo documento
dimostra l'esistenza di una cospirazione per nascondere questi
delitti». Un'accusa «individuale, non legata alla funzione di
Prefetto della Congregazione ricoperta da Ratzinger» secondo Shea.
L'avvocato aveva raccontato che in un primo tempo Ratzinger non
aveva risposto alle accuse, ma quando il processo ha preso il via,
gli avvocati del Cardinale - a quel punto divenuto Papa, il 19
aprile scorso - avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti
l'immunità riservata ai capi di Stato. Il coinvolgimento di
esponenti delle gerarchie cattoliche nelle inchieste giudiziarie
sulla pedofilia non è insolito, ma di norma i procedimenti
giudiziari non potevano essere avviati perché era impossibile
consegnare agli accusati i documenti legali necessari: la denuncia
contro Ratzinger è invece potuta andare avanti perché l'allora
Cardinale ricevette personalmente l'atto di accusa. In agosto, Shea
aveva dichiarato che in caso di concessione dell'immunità avrebbe
dato battaglia: in primo luogo, perché all'epoca dei fatti
contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi
perché "riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una
violazione della Costituzione statunitense", in particolare
della "establishment clause" che proibisce leggi che proteggano in
modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.

21 settembre 2005

http://italiasvegliati.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1492207

francesco.mangascia@gmail.com

F G Mangascià

Il video della BBC sui preti pedofili. Korazym.org auspica una divulgazione critica e formativa.

Voi siete le sentinelle del mattino. Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo. Voi siete il popolo delle Beatitudini.

Le accuse false contro Ratzinger in TV? Santoro ci prova
Non si ferma lo scontro polemico su “Sex crimes and Vatican”, il documentario sulla pedofilia trasmesso dalla Bbc lo scorso anno. Le accuse pretestuose a Ratzinger fanno proseliti anche in Italia. Facciamo chiarezza.
In Primo piano


Ancora più esplicito il vaticanista del Corriere della Sera, Luigi Accattoli che affida al suo blog una valutazione interessante. “Il video coinvolge papa Ratzinger pretestuosamente; esprime - mischiato al giusto sdegno per gli scandali - l’interesse degli ambienti dell’avvocatura di diversi paesi che ha sfruttato e sfrutta l’affare delle condanne per risarcimento (si sono avuti anche casi di accuse montate per far soldi); nel mixage con cui è condotto, alla vera inchiesta giornalistica e all’interesse per l’affare avvocatizio si associa la curiosità morbosa per le modalità delle devianze sessuali. Giudizio negativo dunque. Ma ciò non toglie che quei fatti sono avvenuti e che è bene conoscerli. Non va diffuso questo video, ma andrebbe fatta - da parte della Chiesa - una divulgazione critica e formativa della serietà dello scandalo. Solo facendo chiarezza in proprio la comunità cattolica limiterà il danno che le potrà venire da chi sicuramente farà un uso strumentale di quell’esigenza di chiarezza”.

Per approfondire:
- La reazione di Avvenire

http://www.korazym.org/news1.asp?Id=23172

domenica 20 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo. La discussione si estende, dal 'virtuale' al 'reale'

Dopo il Corriere della Sera, e qualche blog, ecco che ora arrivano a discutere sul senso di quel "va impedito ad ogni costo"
  • L'ANSA: POLEMICHE SU SANTORO, PER VIDEO BBC SU PRETI PEDOFILI Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che "non esistono argomenti che non si possono trattare".
  • La Repubblica: Video della Bbc, Santoro spacca la Vigilanza
    "Non c'è nulla che possa impedirmelo"
  • L'Unione Sarda: Preti pedofili, Santoro chiede alla Rai di comprare il filmato Bbc
    Rischia di diventare un caso politico la richiesta di Michele Santoro: il giornalista-presentatore di "Annozero" vuole che la Rai acquisti il filmato della Bbc sui preti pedofili.
In questo blog, l'inizio della reazione a catena:

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo.

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo.

http://www.corriere.it/



ROMA — E così domani, lunedì, al suo rientro da Nairobi (dove ha inaugurato la sede di corrispondenza Rai africana) il direttore generale Claudio Cappon si ritroverà sul tavolo un bel regalo di rientro: il nuovo caso Santoro per di più questa volta collegato al Vaticano, anzi direttamente alla persona di Benedetto XVI. Diciamo la benzina ideale per quell’incendio politico che già sta divampando intorno alla Rai, e nella Rai. In queste ore la macchina burocratica della tv pubblica si è mossa come non mai. Premessa. Siamo in par condicio per la campagna elettorale e ci si muove con cautela. Aggiungiamoci l’incognita vaticana. Ed ecco la trafila.
La richiesta di autorizzazione per l’acquisto del filmato voluto da Michele Santoro (20.000 euro circa, cifra bassa per un prodotto del genere, con una mediazione affidata a un’agenzia internazionale milanese competente in diritti tv internazionali) prima è finita sul tavolo di Antonio Marano, direttore di Raidue, area leghista. E Marano ha risposto: non ho alcun permesso da rilasciare, chiedete al direttore del Tg competente, per di più ricordatevi che Michele ha sempre detto di dipendere dalla direzione generale. Altro chiarimento necessario per capire cosa sta accadendo. Durante la par condicio, gli approfondimenti «dipendono» da un direttore di Tg che controlla l’equilibrio politico: di qui l’accenno di Marano.
Il direttore del Tg2, Mauro Mazza, non intende assolutamente «controllare» Santoro su Raidue: e così Michele è finito «sotto» Antonio Di Bella, direttore del Tg3. Di Bella ha risposto già alla direzione generale: per quanto riguarda strettamente la par condicio, io non ho ostacoli. Sia ben chiaro però che non sono io il responsabile editoriale della trasmissione di Santoro. E così l’acquisto è ancora fermo sul tavolo di Lorenza Lei, direttore delle Risorse televisive. Con grande irritazione di Santoro che rivendica la propria autonomia negli acquisti e nelle scelte editoriali.
Lunedì deciderà Cappon. Nel frattempo le voci alla Rai si inseguono. Due scuole di pensiero. Prima: Santoro vuole rifare il martire politico. Seconda: macché, l’asse Cappon-Giancarlo Leone vicedirettore generale (responsabile del palinsesto) non vuole «incidenti» col Vaticano... Chi ha ragione? La divisione si riscontra anche in Consiglio. Sandro Curzi, consigliere Verdi-Rifondazione: «Michele mi ha chiamato per chiedermi un consiglio. Gli ho detto: se è roba seria vai avanti ».
Non c’è pericolo di rovinare i rapporti con la Santa Sede? «In Gran Bretagna e negli Stati Uniti si è parlato molto di questo tema. La Rai può farlo ovviamente con le dovute attenzioni professionali. E poi tutti ci chiedono di tornare alle inchieste, di adeguarci allo stile Bbc...». Furioso invece il cattolico Marco Staderini, Udc: «Ho saputo del caso, lunedì ne parlerò col direttore generale. Mi batterò per impedire a tutti i costi la messa in onda. Bisogna ribadire che i vincoli aziendali valgono per tutti, anche per Santoro.E in questo momento storico- politico, simili servizi sono una scelta sbagliata. Sarebbe solo un attacco volgare e inaccettabile al Papa. Mi auguro che il buonsenso prevalga e l’equilibrio editoriale e aziendale impongano a Santoro di rispettare quelle elementari regole che ha sempre trasgredito. Sono stato critico con lui. Se stavolta insistesse lo sarei ancora di più...». Ma sì, il caso è già scoppiato.
Paolo Conti
20 maggio 2007

Ad ogni costo ... Ovvero?

Rai, Santoro: Polemica su acquisto del documentario della Bbc 'Sex crimes' Rai, Santoro: Polemica su acquisto del documentario della Bbc 'Sex crimes'Ad "Anno zero" Santoro promette di impegnarsi per cercare di far acquisire alla Rai i diritti per un video che da qualche settimana gira anche su internet. È l 'inchiesta della Bbc "Sex crimes and Vatican", che Michele Santoro vuole acquistare per poi trasmetterla nella sua trasmissione.
Un video-documentario di circa quaranta minuti, trasmesso il primo di ottobre 2006, che rivelerebbe verità nascoste e reticenze del Vaticano e dell'allora cardinal Ratzinger in merito alle accuse di pedofilia nei confronti di alcuni prelati in Irlanda, negli Stati Uniti ed in Brasile.

Le reazioni. Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, non accetti la richiesta di Michele Santoro di acquistare il reportage della Bbc sul coinvoglimento di alcuni sacerdoti in vicende di pedofilia. Lo chiede in una nota Mario Landolfi (An), presidente della commissione Vigilanza Rai.

"Apprendo dalla lettura dei giornali - dice - che su richiesta di Michele Santoro, la direzione generale della Rai si accingerebbe ad esaminare la proposta di acquisto del reportage Sex crimes and the Vatican, una vecchia inchiesta realizzata dalla britannica Bbc sul coinvolgimento di sacerdoti in vicende di pedofilia in cui viene chiamato in causa anche l'allora cardinale Ratzinger, presentato come colui il quale avrebbe coperto i responsabili di tali nefandezze. Una ricostruzione già confutata dal giornale della Cei che ha evidenziato che non solo non vi fu alcun insabbiamento dei casi accertati che anzi i religiosi coinvolti furono ricondotti allo stato laicale".
"A questo punto - rileva Landolfi - una evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire alla richiesta del conduttore di Annozero. Gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Servizio pubblico Radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa, per di più in nome di una lacunosa se non addirittura calunniosa ricostruzione dei fatti".

Riteniamo inaccettabile l'esortazione fatta a Cappon dal presidente della commissione di vigilanza Landolfi a non permettere a Santoro di acquistare e trasmettere nell'ambito di una puntata di Annozero il documentario Bbc sulla pedofilia ecclesiastica". Lo affermano in una nota i capigruppo del Prc al Senato e alla Camera, Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore.
"Si tratta di un invito alla censura preventiva - proseguono - mentre la Commissione ha ben altri compiti. Il fenomeno della pedofilia nei ranghi della chiesa cattolica è noto, non si tratta di un mistero. Anche il ruolo avuto dall'attuale pontefice non è sconosciuto. Tra l'altro il documentario è stato trasmesso in Gran Bretagna nel 2006. Parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è più che normale. Se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno sarebbe davvero un fatto gravissimo".

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