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lunedì 11 aprile 2011

Memoria e memorie in Second Life e nei mondi virtuali. Cosa e come ciascuno dimentica o ricorda della propria vita ‘virtuale’?

Memoria e memorie in Second Life e nei mondi virtuali.

Il Centro 'Mimir' prende spunto proprio dal Dio nordico della memoria...

Rodasia, in Second Life: l'angolo della memoria

A Rodasia, http://maps.secondlife.com/secondlife/Rodasia/124/31/28

in Second Life, c'è una sorta di angolo della memoria.

Raccoglie immagini, a volte con landmark per teleportarsi o link a siti web o video youtube, o con inclusi gli shared media che consentono di condividere la visione di siti web e di video o slideshow inworld, restando dentro SL

Riguardano eventi per me significativi, come ad esempio le manifestazioni dell'estate 2008 a difesa del Tibet, richiami al Giorno della Memoria della Shoah (in SL c'è una land che ospita un museo), il Rinascimento Virtuale a Firenze 2008, Ars in Ara a Roma 2009, e le immancabili foto di Papper Papp, al secolo Paola Pandolfini, mia guida in quel periodo per molti di quegli eventi, ed animatrice di un'idea di arte nel metaverso che sia e resti fuori dai soliti giri, idea fondante del gruppo Artisti della Memoria (2008-2009) e Art&Mente (la sua attuale continuazione).

Il Centro Mimir prende la sua denominazione dal dio nordico della fonte della memoria, Mimir, appunto. Questo perchè il progetto centro mimir muove proprio dall'accento posto sul raccontare e raccontarsi, sul tenere memoria, personale e condivisa, dei fatti storici e personali che ci accadono da quando veniamo alla luce, e forse anche prima.

Non potrebbe essere diversamente perchè sia le Scienze (psicologiche) Cognitive, sia la Psicoanalisi, ritengono fondamentale portare alla coscienza anche accadimenti del nostro mondo interiore, nascosti, rimossi, apparentemente dimenticati, non detti o non (più) dicibii. E considerano la memoria, il ricordare, come un processo fondamentale alla base, come il linguaggio, ma anche prima di questo, del funzionamento della mente, umana, e forse di tutti gli esseri senzienti.

E' d'altra parte vero che la memoria non è quasi mai la stessa per ciascuno di noi: non lo è quella storica (due esempi: le invasioni barbariche raccontate dalla parte romana o da quella dei barbari, l'irrisolta questione palestinese, dove la Storia viene raccontata in modo molto diverso dalla parte araba e da quella ebraica)

I ricordi personali poi, anche quelli di accadimenti condivisi, non coincidono quasi mai, e la concordanza svanisce col passare del tempo: quello che per me è un semplice dettaglio senza un particolare significato, puo' essere per chi ha condiviso con me quella scheggia di storia, assolutamente fondamentale, nel bene, come un bel ricordo indimenticabile, o nel male, come il ricordo di un affronto subito, di una ferita, un ricordo insopportabie, che si cerca di cancellare dalla propria memoria, spesso con apparente successo. E viceversa.

Per chi si diletta, anche con impegno, a tenere memoria, questo pone una domanda: in forum, blog, raccolte di immagini e oggetti come avviene ora sui Social Netowork o nei metaversi, tipo Second Life, e considerando che il raccoglitore di ricordi non è mai neutrale, è giusto e legittimo proporre a tempo indeterminato il proprio racconto?

E, quanto è importante, per ciascuno di noi, essere pubblicamente, dchiaratamente, ricordati da altre persone, avere una sorta di attestato di cittadinanza nella memoria altrui? da quanto ne dipende la nostra identità e la nostra autistima, la percezione stessa della nostra (impermanente) corporeità?

Quanto, e quando, viceversa, a volte, si desidererebbe venir dimenticati da altre persone? da qualcuna in particolare, o da tutte,

classico esempio su Facebook è cancellare il proprio profilo: Zygmunt Bauman - Che tempo che fa 10 04 2011 2/2







Cosa ne pensate? Risposte e commenti sono benvenuti!

Potete rispondere qui: http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=10150149542800974

Dancing Ella Fitzgerald "Stairway To The Stars"
http://www.youtube.com/watch?v=Z9zsf7reJTo
in Second Life



Questa settimana, cinquant'anni fa, per la prima volta nella storia, un uomo, Yuri Gagarin, ha lasciato la Terra e viaggiato nello spazio.

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