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sabato 15 gennaio 2011

Vittorino Andreoli, a proposito di Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), Nuove Paure e Nuova Vecchiaia. Da giovane importò l’Art Brut

10/01/2011 Porte Aperte…dentro o fuori???…è una tua decisione!
APERTURA UFFICIALE DELLE PORTE!INAUGURAZIONE ‘PORTE APERTE’
‘Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura – ospedale S. Chiara Trento piano 0SIETE TUTTI INVITATI Lunedì 17 GENNAIO ore 12 al nostro rinfresco: un occasione per conoscerci e stare insieme.

A tenere in vita gli Opg non è la giustizia, ma la psichiatria
Di Vittorino Andreoli, Sab, 15/01/2011 "Una psichiatria che neghi la pericolosità, sostiene, ed anzi sancisce, i manicomi giudiziari e una psichiatria del delinquere. Occorre dare risposta ai casi di chi è malato e violento. Se la psichiatria ufficiale nega la pericolosità, continueranno a vivere i manicomi giudiziari. A tenerli in vita non è la giustizia, ma la psichiatria. La modificazione nel 1978 dei manicomi, fatta passare per una decisione politica, in realtà era dettata da esigenze scientifiche che nel nostro Paese si sono ammantate di ideologia, diversamente da altri Paesi. I malati di mente non danno un contributo alla violenza superiore a quello della popolazione in generale e la violenza non può pertanto diventare la misura della follia e del suo gradiente di gravità. "

Le nostre paure, Rizzoli, Giugno 2010

Vittorino Andreoli: Le nostre paure

In una società complessa e incerta come quella in cui viviamo, oltre alle paure legate a minacce concrete - quelle di una competizione esasperata e di una violenza sempre più diffusa - esistono le paure dell'immaginario, prodotte da ciascuno con le sembianze di demoni, che spaventano e limitano ancor più dei pericoli reali. L'immaginario e i fantasmi che crea, il cui ruolo viene troppo spesso sottovalutato, assumono un peso sempre maggiore nella vita quotidiana, privando la paura della sua funzione di meccanismo di difesa per trasformarla in un nemico che ci si rivolta contro. Proprio alla paura, questo nodo cruciale nell'esistenza dell'uomo moderno, è dedicato il nuovo saggio di Vittorino Andreoli, ormai da decenni incontestato esperto dei segreti della mente. Nella sua analisi serrata e sistematica prende le distanze dal paradigma che vede gli esseri viventi come mero risultato di un processo di adattamento all'ambiente circostante. Distinguendo tra mondo esteriore e mondo interiore, Andreoli spiega infatti come sia quest'ultimo a condizionare maggiormente l'individuo: solo confrontandosi a fondo con "l'universo dentro di noi" è possibile imparare a conoscere le angosce che ci rubano la vita, per cercare di esorcizzarle e sconfiggerle.



MrEmuifoiram | 14 ottobre 2010

Settimana della cultura Noicattaro 14 ottobre 2010 Le nostre Paure con Vittorino Andreoli,Nichi Vendola,Giuseppe Laterza ,Marco Cattaneo

Vittorino Andreoli, la funzione dei vecchi

... perchè non vogliamo nascondere la nostra età ...





gioiafelice | 04 ottobre 2010
Vittorino Andreol:i "Da studente, nel 1961, parte per Parigi dove incontra Jean Dubuffet, ricchissimo commerciante di vino che aveva elaborato, agli inizi degli anni quaranta, una teoria rivoluzionaria che riteneva che l'arte non dovesse avere nulla a che fare con le accademie ed il sapere. Mise insieme una nutrita collezione di opere tutte create da malati di mente e da altre categorie lontane dal condizionamento culturale. Fu creato così il Musée de l'Art brut. Andreoli lo visita e decide di esporre le opere di un ricoverato del manicomio di Verona e diventa uno dei soci del movimento." (WikiPedia)

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